Nel nostro Paese ne fanno uso l'11,5 per cento dei giovani. I consumatori di cocaina sono invece l'1,2 per cento e gli eroinomani lo 0,6 per cento, ma anche per queste sostanze il nostro paese è fra quelli con i più alti consumi. Sempre più frequente, poi, il policonsumo e in particolare l'associazione di alcol e droghe: è un fenomeno rilevato da numerosi sistemi di sorveglianza che registrano un aumento, per l'alcol, del consumo a rischio fra i giovani, cioè fuori pasto e con episodi di ubriachezza.
Il consumo di cannabis nel nostro paese è non solo elevato, ma anche in aumento, in controtendenza rispetto all'Europa dove ormai da qualche anno si registra una riduzione.
Occorre una nuova politica in cui la riduzione della domanda acquisisca un'importanza maggiore e in cui la riduzione del danno sia inclusa a tutti gli effetti.
In Italia la riduzione della domanda soffre di molti limiti. In particolare, la prevenzione è ancora considerata una specie di pratica taumaturgica, diffusa virtualmente in tutte le scuole, ma con interventi che sono in gran parte lezioni di una mattinata, meramente informativi sulle droghe e i relativi danni.
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