Detenuti parlano di Amnistia e Giustizia - doppiaggio radicale

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Uploaded by on Jun 10, 2011

La condizione delle carceri in Italia è sempre più disumana. Sovraffollamento, mancanza di lavoro e di attività per i detenuti, scarsità di personale di polizia penitenziaria, assistenza medica insufficiente, mancanza di risorse sono alcuni dei principali problemi che affliggono i nostri centri penitenziari.

Dal 20 aprile 2011, Marco Pannella è in sciopero della fame perché l'italia torni a essere in qualche modo una forma di democrazia e perchè la politica si occupi anche e soprattutto di carceri, appendice di un problema più ampio e complesso: quello della giustizia italiana. I primi due principali obiettivi di questo nuovo sciopero di Marco, al quale si sono uniti ormai migliaia di detenuti e cittadini, sono: ottenere un' AMNISTIA, provvedimento ormai indispensabile per garantire una giustizia giusta, e l' ISTITUZIONE DI UNA COMMISSIONE D' INCHIESTA sullo stato della democrazia in Italia composta da accademici (almeno 13 sulla falsariga dei 13 che non giurarono fedeltà al fascismo) che esaminino la questione e insieme propongano i primissimi provvedimenti per così determinare un'inversione di tendenza. L'amnistìa non è un fallimento: il vero fallimento è già in atto!

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  • Il 15 luglio Marco ha finito lo sciopero della fame. Uno dei primi risultati ottenuti, oltre alla visibilità mediatica finalmente consacrata al problema delle condizioni carcerarie e della giustizia in generale, è la convocazione di un convegno che si terrà il 28-29 luglio al Senato, con l'Alto Patrocinio dalla Presidenza della Repubblica, intitolato "Giustizia! In nome della legge e del popolo sovrano"

  • Marco Pannella ha sospeso lo sciopero per due giorni, il 7 e 8 giugno.

    «Per riconoscenza. Lo devo ai direttori delle carceri, alla polizia penitenziaria, ai carcerati delle immonde carceri in cui sono tutti detenuti, tutti vittime.

    Loro lottano con lo sciopero della fame per una grande amnistia, per la riforma della giustizia. Questo è un piccolo valore aggiunto al valore concreto del dialogo»

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