Da anni il manufatto artistico di Teramo, impropriamente definito castello, era oggetto di denunce da parte di un attivo comitato di quartiere che soffriva labbandono e lincuria del suggestivo e piccolo borgo medioevale nel cuore della città.
Lintervento di consolidamento delle mura esterne di questo raro esempio di gothic revival in Abruzzo, è ora terminato.
Il castello è di proprietà comunale dal 1978, come scriveva tempo fa, Fabrizio Primoli, nella rivista ABC Abruzzo Beni Culturali, anno in cui il nipote di Gennaro Della Monica, per evitare dissidi tra gli eredi nelle suddivisioni, cedette il manufatto scambiandolo con terreni in periferia.
Il comune, allora, si impegnò per un uso pubblico del monumento.
Subito dopo si registrò il vincolo da parte della Soprintendenza dellAquila.
I Beni Culturali ribadirono che il recupero per il restauro interno delle sale e dei dipinti doveva vedere impegnato il comune, deputato alla conservazione del bene.
Lamministrazione comunale che verrà dovrà quindi attivarsi con una serie di risorse umane e culturali per ridare un autentica identità al castello.
Aggiungerei che questo accade con colpevole ritardo visto che, nel frattempo, prima dei lavori di consolidamento, sono scomparsi pregevoli arredi interni e decorazioni architettoniche in pietra.
Daltronde, il manufatto artistico, da anni subiva saccheggi, atti di vandalismo e occupazioni abusive da parte di Rom.
Il castello, lo ricordiamo, è manieristico cioè non originale dellepoca, una copia dell800 fatta costruire dal pittore Gennaro Della Monica e ha subito vari aumenti di volume rispetto al prospetto originale.
Attorno alla sua edificazione esiste una teoria infinita di tradizioni.
Secondo alcuni la roccaforte medioevale esisteva da secoli, munita di torri e fossati di protezione.
Addirittura per anni la tradizione popolare ha creato la figura classica del fantasma di un conte che di notte tornava, nel luogo dovera vissuto, urlando di dolore.
Come utilizzare il castello?
Si prospetta un uso museale, ma questa via è percorribile considerato che Teramo cult non utilizza neanche la sua Pinacoteca?
Un utilizzo di rappresentanza potrebbe essere una soluzione, soprattutto se viene ristrutturato il grande parco di cui dispone il monumento, uno spazio verde che si presta anche a convegni allaperto.
Nel video abbiamo chiesto il parere di Alberto Melarangelo, politico e uomo di cultura e dei cittadini di Teramo.
quando capiranno che è assolutamente indispensabile trovargli IL PRIMA POSSIBILE una decorosa destinazione d'uso, ho paura che sarà troppo tardi....perchè quando lo capiranno forse sarà caduto a pezzi e gli sciacalli si saranno rubati tutte le decorazioni della facciata!!....scandaloso....saluti
spoltorebiblico2 3 months ago
Quero a parte que me cabe !!!
aldemonica 10 months ago
Sono d'accordo!
Poi ci vedono come la terra delle pecore e della porchetta : mi vergogno di dirlo,ma che la maggior parte dei miei concittadini capisca solo la zappa,è solo la sacrosanta verità!
Stelluna85 1 year ago
A chi dice di abbatterlo, si ritiri a casa e non proferisca parola per un mese!
giglioselvatico 1 year ago