Lavoro a progetto e pochi euro agli assistenti domiciliari per disabili. Ma il Comune paga 19,32 euro per ogni ora di assistenza e obbliga al rispetto dei C.C.N.L. Lavoro a progetto e scarsamente retribuito nelle Cooperative che per conto del Comune di Roma svolgono lassistenza domiciliare ai disabili della Capitale. Lo denuncia un servizio di Francesco Palese per il suo programma LAltra Inchiesta di Retesole.
Mentre il Comune di Roma - spiega Palese - paga a queste cooperative 19 euro e 32 centesimi (compresa liva al 4%) per ogni ora di assistenza prestata, a finire nelle tasche degli assistenti sono, nei migliori dei casi, 7 euro allora, con contratti a progetto e collaborazioni. Questa usanza è molto diffusa e a pagarne le spese sono molti dei circa 5mila operatori sociali attivi su Roma. Eppure, la deliberazione comunale n. 135 del 2000 ordina a queste cooperative il rispetto dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro e ogni obbligo in materia previdenziale, assistenziale, ed assicurativa.
Palese, oltre a raccogliere la testimonianza di un ex dipendente di una cooperativa che impiegava ben 30 lavoratori, tutti con contratto a progetto, ha finto di essere un assistente domiciliare qualificato e si è presentato a diverse cooperative in cerca di lavoro. In nessun caso gli è stato offerto un contratto in linea con la normativa.
Nel servizio, dal titolo Cooperative Losche, vengono diffusi i dati di un Municipio che, per assistere a domicilio circa 200 disabili, paga alle 18 cooperative accreditate oltre 2 milioni e ottocentomila euro allanno, per un servizio che prevede una lista dattesa di 120 utenti.
In base alla deliberazione numero 135 del 2000 e alla deliberazione 90 del 2005, - conclude Palese - spetterebbe al Comune di Roma controllare periodicamente il rispetto dei requisiti per poter svolgere questo servizio. Controlli semestrali a cura della Commissione Tecnica istituita presso il V Dipartimento. In assenza del rispetto delle normative in materia di lavoro è prevista la revoca immediata dei rapporti contrattuali con il Comune e la cancellazione dal Ruc (Registro Unico Cittadino di Accreditamento). Come tutto questo sia potuto accadere resta un mistero.
Nn è semplice come appare in q.sto servizio. Si spesso i contratti sono precari (previsti da legge). A motivo ci sono molti aspetti da considerare:
- N. utenti (disabili) nn è garantito: la coop. non può mai essere certa di avere lavoro stabile da offrire;
- la coop. deve avere 1 sede (affitto) e ha spese x luce, tel. ecc. e x pers.ale amm.vo e coord.ori previsti x obbligo (un ass. sociale) ke devono essere retribuiti con stesso compenso orario citato nel servizio vedi D.G.C. di Roma 479/06
AnnickDonelli 2 years ago