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STRENNA 2012 3 Perchè conoscere Don Bosco

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Uploaded by on Jan 3, 2012

3. Motivazioni per lo studio della storia di Don Bosco

Sono indubbiamente numerosi i motivi che ci inducono a studiare Don Bosco. Dobbiamo conoscerlo come nostro Fondatore, perché lo richiede la nostra fedeltà alla istituzione cui apparteniamo. Dobbiamo conoscerlo come Legislatore, in quanto siamo tenuti ad osservare le Costituzioni e i Regolamenti che egli direttamente o i suoi successori ci hanno dato. Dobbiamo conoscerlo come Educatore, affinché possiamo vivere il Sistema Preventivo, preziosissimo patrimonio che egli ci ha lasciato. Dobbiamo conoscerlo in particolare come Maestro di vita spirituale, per il fatto che alla sua spiritualità attingiamo come suoi figli e discepoli; egli infatti ci ha offerto una chiave di lettura del vangelo; la sua vita è per noi un criterio per realizzare con caratteristiche peculiari la sequela del Signore Gesù; al riguardo ho scritto una lettera ai confratelli salesiani nel gennaio 2004 "Contemplare Cristo con lo sguardo di Don Bosco" (ACG n. 384).
Oggi sta crescendo in noi la consapevolezza del rischio che stiamo correndo, se non irrobustiamo i legami che ci tengono uniti a Don Bosco. La conoscenza storica, fondata ed affettiva, aiuta a mantenere vivi questi legami; la formazione iniziale e permanente deve favorire gli studi salesiani. È trascorso ormai più di un secolo dalla morte di Don Bosco; sono decedute tutte le generazioni che direttamente o indirettamente sono venute a contatto con lui e con chi lo aveva conosciuto di persona. Aumentando la distanza cronologica, geografica e culturale da lui, vengono a mancare sempre più quel clima affettivo e quella vicinanza anche psicologica, che ci rendevano spontaneo e familiare Don Bosco e il suo spirito, anche alla semplice visione del suo ritratto. Ciò che è stato tramandato può andare smarrito; il legame vivo con Don Bosco può venire spezzato. Una volta venuto meno il riferimento al nostro Padre comune, al suo spirito, alla sua prassi, ai suoi criteri ispiratori, come Famiglia Salesiana non avremmo più diritto di cittadinanza nella Chiesa e nella Società, privi come saremmo delle nostre radici e della nostra identità.
Inoltre, tener viva la memoria della propria storia è garanzia di avere una solida cultura; senza radici non c'è futuro. Perciò l'organizzazione della memoria storica e la possibilità della sua fruizione hanno una notevole importanza, come richiamo alle comuni radici che sollecitano a ripensare i problemi del nostro presente con una più matura consapevolezza del nostro passato. Ciò è garanzia, pur con le storiche trasformazioni e gli inevitabili mutamenti, che la nostra Famiglia continuerà ad essere portatrice del carisma delle origini ed a farsi vigile e creativa custode di una tradizione feconda.
Ovviamente la coscienza del passato non deve diventare condizionamento. Occorre saper discernere criticamente l'essenziale significato storico dalle ridondanze gratuite e dalle infondate interpretazioni soggettive; in questo modo si eviterà di attribuire storicità carismatica a ricostruzioni che hanno poco a che vedere con la "vera storia". Una simile forma di fare storia è utilizzata talvolta per evitare il problema serio della ricostruzione del contesto storico. Anche nella interpretazione della storia di Don Bosco è necessario un sano discernimento. Sarà sempre valido anche per noi il monito di Papa Leone XIII: lo storico non deve mai dire nulla di falso, né tacere nulla di vero. Se un santo ha qualche punto debole, bisogna lealmente riconoscerlo. I rilievi delle imperfezioni dei Santi hanno il triplice vantaggio di rispettare l'esattezza storica, di sottolineare l'assoluto di Dio e di incoraggiare noi poveri vasi di creta, di mostrarci che anche nell'eroe per Cristo il sangue non era acqua.
La necessità e l'urgenza di una conoscenza profonda e sistematica di Don Bosco sono state sottolineate in questi ultimi decenni da documenti ufficiali e da interventi autorevolissimi dei miei due predecessori.

(don Pascual Chavez Villanueva Rettor Maggiore Salesiani Don Bosco)

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