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Leone di Caprera

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Uploaded by on Jun 19, 2009

Il Leone di Caprera torna ad essere protagonista in Italia per la fine dei suoi lavori di restauro conservativo-museale. La piccola baleniera è stata restaurata da ARIE, Associazione per il Recupero delle Imbarcazioni dEpoca, ed è tornata alla vita il 9 giugno 2009 a Livorno, esattamente 128 anni dopo il suo arrivo nella città toscana avvenuto, appunto, il 9 giugno del 1881.
ARIE per il recupero e il restauro di questo bene storico ha beneficiato dellalto Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Hanno presentato il restauro del Leone Giulio Guazzini giornalista RAI e Cino Ricci ex skipper di Azzurra. Importante il contributo del Comando Generale della Guardia di Finanza per il trasporto della barca e quello del Politecnico di Milano per i rilievi digitali.
La traversata
- Il Leone di Caprera, il cui nome è una dedica alleroe dei due Mondi, è un piccolo guscio di noce di soli 9 metri di lunghezza protagonista di una straordinaria traversata dell'Oceano Atlantico, dallUruguay allItalia, compiuta da tre coraggiosi e determinati marinai italiani che volevano dimostrare al mondo le capacità dei marinai italiani messe in dubbio dopo la sconfitta della flotta italiana nella Battaglia di Lissa (1866) contro lImpero Austro-Ungarico. I tre avrebbero voluto anche portare a Garibaldi una spada d'oro ma questa non gli venne affidata dagli Uruguayani in quanto ritenevano certo il naufragio e quindi la perdita della spada.
I nostri 3 connazionali diedero invece felice compimento alla traversata - ritenuta quasi impossibile all'epoca - e, dopo circa cento giorni passati in mezzo allOceano, il 9 gennaio 1881, raggiunsero Las Palmas, fecero poi rotta su Gibilterra e toccarono Malaga. Non potendo però proseguire per mancanza di fondi e di aiuti, caricarono limbarcazione su un vascello inglese e con esso fecero il loro ingresso nel porto di Livorno il 9 giugno 1881. In Patria i tre marinai non ricevettero gli onori sperati e i nostri Regnanti dimostrarono di non comprendere appieno il significato di questa straordinaria impresa, né le grandi capacità marinare espresse, né quel gesto di coraggio mosso da un così profondo amor di Patria. Fondacaro, Troccoli e Grassoni caddero di nuovo in ristrettezze economiche. Delusi dallaccoglienza ricevuta, i tre non ebbero alternativa se non quella di riprendere la via dellemigrazione. Vincenzo Fondacaro morì nel 1893 in Oceano durante una successiva traversata, Orlando Grassoni si spense nel 1901, da poco rientrato in Patria, e Pietro Troccoli morì a Montevideo nel 1939, narrando ancora, con lultimo filo di voce, del suo viaggio alla figlia.
- La rinascita del Leone di Caprera. Il progetto di restauro
Il progetto - ha dichiarato Serena Galvani, presidente dellassociazione ARIE che da dieci anni si adopera per questo restauro ha inteso recuperare una memoria storica poco conosciuta, che ha reso orgogliosa la storia della Marineria italiana. Dedico grande parte della mia vita ha aggiunto Serena Galvani- alla salvaguardia delle imbarcazioni di valore storico, battendomi, con la mia Associazione ARIE, per i loro restauri filologici e perché la collettività possa conoscere le loro storie, spesso ignote, ma straordinarie . Ho ottenuto dal Parlamento italiano un articolato di Legge, oggi inserito nelle Leggi Quadro dei Beni Culturali, proprio perché le barche storiche siano considerate Beni Culturali a tutti gli effetti e, tra i grandi risultati di questi dieci anni di lavoro, cé anche il recupero del Leone di Caprera, unopera di singolare ingegno marinaresco che celebra non solo il ricordo del nostro Risorgimento, ma anche la storia di tanti nostri emigrati rinnovando una pagina di storia patria di assoluto riguardo.

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  • Nel 1866 non esistiva l'impero Austro Ungarico.

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