ROMA - Lunedì 25 luglio, nell'ambito dell'iniziativa "LasciateCIEntrare", promossa da sindacato e ordine dei giornalisti, ci sono state visite parlamentari nei centri di identificazione e espulsione (Cie) di tutta Italia (tra cui quello di Ponte Galeria) per denunciare alla censura imposta dal ministro dell'Interno Roberto Maroni, che dal primo aprile vieta l'ingresso nei Cie alla stampa e alle associazioni.
Ma soprattutto per dire un forte NO alla presenza di questi LAGER e alla sempre più ampia militarizzazione dei nostri territori. Ma questi centri di detenzione ILLEGALI non si chiudono se alla base non c'è una visione alternativa della frontiera e del diritto alla libertà di circolazione.
E ad oggi, a livello politico, non c'è. Nemmeno da parte dei due politici intervistati, tra cui Livia Turco, colei che nel 1998 firmò insieme all'attuale presidente della Repubblica Giorgio Napolitano la legge che istituì i centri di identificazione e espulsione, con l'unica differenza che allora avevano un nome più ambiguo: cpt, ovvero centri di permanenza temporanea.
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