È notorio che una tecnica molto diffusa tra ciarlatani e venditori di fumo è quella di darsi aria da persone serie e autorevoli infarcendo le proprie frasi di citazioni (meglio se latine), nonché termini roboanti e desueti. Il tutto per impressionare i poveri di spirito che, di fronte a tanta "dotta" eloquenza, rimangono ipnotizzati pensando: «Uno che usa certi paroloni, di certo deve sapere bene cosa dice ed avere ragione».
Nella società per (mal)azioni Marciano Bros Inc, il maestro di tale tecnica di raggiro è l'autoproclamatosi Sommo Guru della Sacra Setta delle Scie Chimiche Antonio Marcianò, alias Zret, che non per niente è detto «'o professore».
In particolare, una delle sue citazioni preferite è, così come la riporta lui:
«Chi non si aspetta l'inaspettato, non troverà la verità - Eraclito».
Peccato che né tale aforisma, né uno anche solo lontanamente simile, esistano negli scritti di Eraclito pervenutici: tali scritti sono costituiti da ben pochi frammenti, quindi di facile ed immediata consultazione, se solo si volesse controllare decentemente le fonti cui si attinge prima di sparare cavolate galattiche. Le persone minimo minimo serie che volessero controllare, possono trovarli tradotti nella loro integrità qui:
http://www.filosofico.net/Antologia_file/AntologiaE/ERACLITO_%20IL%20LOGOS%20...
«Aspettarsi l'inaspettato» è solo un modo di dire, che può anche contenere una certa dose di saggezza, ma non si vede perché attribuire ad Eraclito una frase che non risulta abbia mai scritto, se non per dare sfoggio di una "profonda cultura" e soprattutto di una serietà che in realtà non si possiede neanche lontanamente.
Ho scelto questa gag comica direttamente da «Ridere per ridere», di John Landis, in risposta alla "dotta" citazione di Zret perché dovete sapere che tale falsa citazione deriva proprio da una scenetta comica: era infatti la frase di chiusura (con un «Eraaaclitooo!!!» urlato in modo da richiamare il famoso «Paaaatroclooo!!!» di bracardiana memoria) degli sketch di Riccardo Pangallo sull'Ispettore Palombo, ospitati nel programma «L'Araba Fenice» di Antonio Ricci, trasmesso nel 1988 su Italia 1:
http://www.youtube.com/watch?v=93pnoIdZHfQ
Niente da dire, proprio "colto" il nostro professorone: sì, colto a scrivere, e ripetutamente, la sua ennesima castroneria.
E questa volta non in una branca del sapere di cui è palesemente ignorante (la scienza), ma in una (quella umanistica) che dovrebbe (ed è, visto che gli procura la pagnotta in quanto professore liceale di lettere e latino al "Cassini" di Sanremo) essere il suo pane quotidiano...
Fantasticissimo!!!!!Grazie per averlo messo
elpibeplasticonuevo 3 years ago 6
Billissimo! non lo conoscevo, grazie.
Mamma che pagliacchi sono quei due fratelli, anche Zret fa una profonda pena, ma se non ci fossero bisognerebbe inventarli LOL
(o no? ;)
Grazie anche per il ricordo de "l'araba fenice", nostalgia...
AcarSterminator 3 years ago 4