Festa di Laurea, di Pupi Avati, 1985. Con Carlo Delle Piane e Nik Novecento.
Prendere un mediocre, accompagnarlo benevolmente attraverso un viaggio formativo per poi farlo trovare, alla fine di questo, in un vicolo cieco e farlo ricadere nella medesima mediocrità iniziale ma con qualcosa in più: la consapevolezza della propria irrimediabile mediocrità. Questo è quello che spesso si "diverte" a fare Pupi Avati nei propri film. La tematica di fondo è spesso quella del ricordo, rappesentato in uno scenario imbastito con affettuosa malinconia che però non riscatta nessuno, non sublima le figure, spesso con grossi problemi sociali, che si muovono in esso. Tende invece a schernirle, a renderle più ridicole. Sarcastico, affilato e tagliente come un rasoio ma al contempo affettuoso. E' questo il contrasto che si crea nelle sue storie e che le rende uniche. Narrate con "la penna" sapiente di uno dei registi più importanti e talentuosi del nostri cinema attuale.
In questo film, il grande Carlo Delle Piane è l'ex maggiordomo di una famiglia bene della Romagna migrata altrove durante la seconda guerra mondiale, da sempre inamorato della giovane e bella figlia dei padroni. Dieci anni dopo viene richiamato dalla ragazza, ormai moglie di uno stimato professore, per oganizzare la festa di laurea della figlia di questa nella loro ex-casa completamente da ristrutturare. L'incontro iniziale che apre il film ci introduce nella vicenda con appunto lo stile di Avati che delinea non solo la figura del piccolo, timido e sfortunato Delle Piane, ma anche il rapporto tra questo, la donna che ama e le sue speranze di poterla conquistare.
@salicotto66
se davanti a un film così pensi alla politica
non stai bene
popilo66 1 year ago 3
Film favoloso, commovente...con la solita sottile cattiveria dei film di Pupi Avati
penninoannoiato 3 years ago 2