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RAI UNO intervista il regista cinematografico Giuseppe Lazzari

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Uploaded by on Jan 23, 2012

Universal Pictures presenta SENTIRSIDIRE
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Leggi l'intervista su MOVIEPLAYER http://www.movieplayer.it/film/articoli/sentirsidire-giuseppe-lazzari-present...
Signor Lazzari, questa è la sua prima esperienza dietro la macchina da presa, da dove nasce la passione per il cinema e la regia?
Giuseppe Lazzari: Ricordo di aver ricevuto da ragazzino una piccola Canon con tutti gli accessori per girare e da quel momento il cinema è rimasto sempre nel mio cuore. Successivamente ho convogliato la mia creatività verso altre forme espressive come la radio, i cortometraggi e i videoclip lasciando da parte il sogno di girare un film. Bisogna considerare che oggigiorno è veramente difficile fare del cinema senza nessun sostegno produttivo o la possibilità di accedere ai fondi statali. L'unica soluzione è mettere dei soldi da parte per autofinanziare il proprio sogno ed è esattamente ciò che ho fatto in questi anni. Certo, questo esordio non ha alcuna presunzione di essere perfetto, anzi ha tutti i difetti tipici dell'opera prima ma è stato portato a termine con grande entusiasmo e con l'aiuto di professionisti del settore da Massimo Casseriani, storico fonico di Giuseppe Tornatore al caposquadra elettricisti Elvis Pasqual,abituato a lavorare in progetti di proporzioni hollywoodiane come Angeli e Demoni.
Sentirsidire è il primo film italiano ad essere stato realizzato con la massima risoluzione digitale grazie all'utilizzo del 4K. Quali innovazioni ha apportato questa tecnica riguardo alla gestione della fotografia?
Luca Coassin: Siamo stati i primi ad avventurarci con questa tecnica e per uno come me, nato e cresciuto con la pellicola, non è stato un approccio semplice. Essenziale è stato perseguire il tono visivo fin dalle riprese sul set. Questo è stato il punto fermo di tutto il mio lavoro all'interno film. Ho cercato di evitare di andare ad intervenire successivamente grazie soprattutto ad una collaborazione costante con il team che gestisce la post produzione.
Com'è nato il progetto di questo film concentrato in modo così specifico sul malessere giovanile ?
Giuseppe Lazzari: Tutto parte da un servizio realizzato da Le Iene più o meno cinque anni fa sul parco Ravizza e sulla prostituzione giovanile che vi si consuma. Decisi di partire con degli amici e di andare a controllare di persona la realtà dei fatti. Quello che ho visto, ossia ragazzini di appena quattordici anni caricati in macchina da uomini adulti, appartiene indubbiamente all'aspetto più cupo di questo paese ed è quello che ho voluto rappresentare in questo film. Di quella stessa realtà, anche se collocata maggiormente nelle periferie è la masturbazione dei bambini utilizzata come iniziazione al gruppo. Nonostante molti consigli esterni ho deciso di non tagliare nessuna scena considerata scomoda ma di colpire lo spettatore con tutta la pesantezza di una realtà che non può essere negata.
Enzo Giraldo: Fin dalla lettura della sceneggiatura ho creduto nella forza incredibile di questo progetto, soprattutto perché aveva il coraggio di andare oltre il limite sicuro di certi prodotti tranquillizzanti tipici della nostro panorama artistico. Dal mio punto di vista ci sono dei riferimenti alti come Ragazzi di vita di Pier Paolo Pasolini. Certo sono trascorsi molti anni e quel modo di vedere la gioventù rimane unico nella nostra cultura, ma credo che possa essere considerato il punto iniziale di questo film.

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Top Comments

  • Un film fenomeno (Anselma Dell'Olio).

    La fotografia è veramente bella, è un fenomeno non solo, ma è un film da difendere per il fatto censorio (Mario Sesti).

    Il regista Lazzari sente un problema che è poi quello giovanile, incalzante, vero (Valerio Caprara).

    Il film è meglio del titolo, da vedere (Massimo Bertarelli).

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