Il crollo dei giganti (Too big to fail) Film ita

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Uploaded by on Nov 7, 2011

Nel 2008, in seguito al crollo della Bear Stearns, quinta società di credito bancario degli Stati Uniti d'America, anche la Lehman Brothers accusa profondamente gli effetti della crisi del mercato immobiliare e la bolla finanziaria sui mutui "subprime". Di fronte al crollo verticale delle proprie azioni, l'amministratore delegato della compagnia Dick Fuld anziché vendere, si trincera dietro alla forza del proprio nome, impedendo sostanzialmente qualunque tentativo di svendita del gruppo. Inizialmente reticente a un intervento su scala nazionale, il segretario del Tesoro Hank Paulson, si trova costretto a fare da intermediario quando la Lehman si avvicina pericolosamente al fallimento. Nonostante le attente strategie politiche di Paulson, i tentativi di salvare la compagnia attraverso l'intervento di gruppi stranieri o americani vanno in fumo e nel settembre 2008 la Lehman Brothers dichiara bancarotta. Le conseguenze del fallimento di quello che solo fino a pochi mesi prima era uno più solidi operatori dei titoli di stato spezza in due l'opinione pubblica che, se da una parte elogia il tesoriere per non essere intervenuto con un finanziamento pubblico, dall'altra lo accusa di aver rivelato un'insanabile crisi pronta a disperdersi su tutte le borse occidentali.
Non è solo il neo-liberismo americano a mostrare le sue crepe ma anche il modello televisivo della HBO. Film per la tv dal solido impianto produttivo, miniserie interpretate da attori e caratteristi eccellenti, serie televisive dalla scrittura vivace e senza filtro: la popolare tv via cavo di proprietà della Time Warner ha notevolmente contribuito a elevare lo standard della drammaturgia televisiva americana. Purtroppo, ogni tanto questa aspirazione a un tipo di instant movie radicato nei temi della contemporaneità mostra anche le debolezze congenite della perfetta filiera della serialità americana.
Portatore sano dei pregi ma anche dei difetti di questo preciso meccanismo di drammaturgia in "presa diretta", Too big to fail ricostruisce i momenti più salienti di quel crack datato settembre 2008 dal punto di vista politico e istituzionale di Henry "Hank" Paulson, con maggior preoccupazione di ottenere un realismo solido che di costruire un racconto espressivo.
Tratto da un romanzo del giornalista Andrew Ross Sorkin (che non è parente dell'Aaron Sorkin di West Wing e Social Network, a dispetto di quello che i dialoghi serratissimi e i palazzi del potere darebbero a pensare), il film di Curtis Hanson si regge tutto sul talento di uno stuolo di premi Oscar e su una ricostruzione incalzante, da political thriller, degli eventi e delle decisioni che hanno portato alla crisi più acuta dopo la Grande Depressione del 1929. Se i primi confermano tutti - da William Hurt a Paul Giamatti, da James Woods a Billy Crudup - l'efficacia del metodo da Actor's Studio nel "diventare" personaggi reali, è invece il metodo di scrittura cosiddetto walk and talk, basato sulla credibilità delle parole fitte e complicate degli organi decisionali, a risultare gravoso sull'economia narrativa. I continui innesti presi dai telegiornali locali o dalle conferenze stampa di Washington rappresentano gli unici momenti di respiro, di distensione, all'interno di un groviglio che concentra in poco più di un'ora di e mezzo il complesso meccanismo che soggiace all'intero neo-capitalismo finanziario. Hanson, da questo punto di vista, non fa molto per compensare la ripetitività e lo schematismo forzato delle scene di contrattazione verbale. E se a questo si somma che Too big to fail perde sia in termini di tempismo di cronaca che di efficacia narrativa contro il genere documentario, arrivando per ultimo dopo il partigiano Capitalism di Michael Moore e il chirurgico Inside Job di Charles Ferguson, si intuisce che anche la HBO, ogni tanto, sopravvaluta il proprio valore di mercato.

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Top Comments

  • il problema e' che le persone non si son rese conto che la crisi mondiale e' stata pianificata a tavolino per creare un novo ordine dopo e gestire nuovi mercati e risorse altrui come? con multinazionali societa' che sfruttano i popoli (centro e sud africa) tutto per i soldi, SIAMO NOI CHE CI DOBBIAMO SVEGLIARE per combattere i vertici di questi poteri un grazie a MARCPOLING

  • Il plot è ben scritto ma, Hollywood è il servizio stampa per eccellenza degli USA: il kernel del problema non viene nemmeno sfiorato. Ovviamente :)

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All Comments (12)

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  • Io ho visto inside job e quello si che è un documentario. In quel film si vede che Henry 'Hank' Paulson era l'amministratore delegato della Goldman Sachs (quello più pagato da Wall Street) che per entrare nel governo di Bush jr, come ministro del tesoro, vende le sue azioni per 480 mil di dollari e non paga tasse, grazie a una legge fatta da Bush senior. Poco prima che scoppiasse la crisi (sulla quale vedendo la sua provenienza era molto bene informato) disse che tutto era sotto controllo

  • Che film di Merda... 

  • ....parla del come, non del perchè.....

  • Un film che non dice tutto...

  • bellissimo film

  • la solita verSIONe ad alto valore calorico, per raccontare la solita favola al beota pubblico che si secca ad andare a leggere cosucce da complottisti, su Signoraggio bancario, Banche criminali e derivati, sovranita monetaria, privatizzazioni ed altre truffe economiche planetarie! quindi meglio il film favola,merd in usa or HollyJude;da dove proviene la propaganda per il mondo!

  • grazie! molto bello e interessante...

  • oh mio dio! a 00:32:28 c'è il joker di full metal jacket!!

  • grazie per averlo uppato

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