Presentazione della Società Pannunzio per la libertà d'informazione

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Uploaded by on Apr 7, 2009

*** www.societapannunzio.eu ***

Video-intervista a Enzo Marzo, portavoce della Società Pannunzio per la libertà d'informazione.

DICHIARAZIONE D'INTENTI
[ disponibile in formato pdf: http://www.societapannunzio.eu/documenti/dichiarazione/ ]

1) ESSERE CONSAPEVOLI CHE I MEDIA NON SONO LIBERI. Nella nuova era dei media la libertà dinformazione è garantita bene o male da Costituzioni e leggi, ma nella realtà i media sono manipolati, eterodiretti, conformisti. Il giornalisti perdono il loro ruolo di testimoni della realtà e sono trasformati in canali di trasmissione di messaggi altrui. Il lettore, lo spettatore e lascoltatore sono ridotti a oggetti inconsapevoli e non sono titolari di alcun diritto. Ora i media si identificano sempre più con le loro proprietà.

2) NON C'È DEMOCRAZIA SENZA INFORMAZIONE INDIPENDENTE. Le democrazie occidentali non sono più tali se manca un requisito minimo di democrazia come uninformazione indipendente. Ora il gioco politico, soprattutto in Italia, è visibilmente truccato dalla manipolazione dellopinione pubblica. Abbiamo tanto combattuto affinché le elezioni politiche fossero libere, bisogna cominciare a lottare affinché anche le opinioni siano libere, ovvero liberamente formate.

3) I TRE POTERI DELLA SFERA PUBBLICA: PER UN NUOVO SEPARATISMO. Nelle società moderne la complessiva sfera pubblica è composta dallapparato politico e statale, dal potere economico e dal potere mediatico. Questi tre poteri, invece dessere separati, sono strettamente intrecciati. Bisognerebbe che diventassero consapevolezza di massa i guasti provocati dalla terribile distorsione causata dalla dipendenza delle forze politiche dai finanziamenti leciti e illeciti; i guasti generati dalla informazione eterodiretta da quegli stessi poteri economici e politici; i guasti provocati al mercato dalla burocrazia politica e dalla dipendenza dai finanziamenti pubblici.

4) CITTADINI, LETTORI, CONSUMATORI. Va fondato pressoché dal nulla il diritto dei lettori, i quali ora sono senza difese sia in quanto cittadini (non viene garantita loro né la pluralità né lindipendenza dellinformazione) sia in quanto consumatori. Eppure come compratori di un bene essi sono consumatori (peraltro di una merce ben più delicata di altre, perché condiziona la salute mentale e democratica) e quindi dovrebbero acquisire almeno diritti analoghi a quelli che con fatica hanno gli acquirenti di un qualunque bene di consumo, in fatto di trasparenza, di non commistione di interessi, di non inquinamento della notizia.

5) L'INFORMAZIONE NELLA RETE. Internet rappresenta il media più grande mai esistito, per le dimensioni del pubblico cui si rivolge, ed è caratterizzato dalla mancanza di una rigida separazione tra utenti e produttori di informazione: chiunque, in pochi click, ne legge e ne produce. Linformazione in Rete corre, dunque, lungo linee orizzontali che incrociano costantemente quelle verticali dei media tradizionali e che, proprio in quanto orizzontali, si sottraggono alle logiche e alle dinamiche di controllo che hanno, sin qui, impedito che stampa, radio e televisione svolgessero in modo libero il loro ruolo fondamentale in ogni Paese democratico: quello di creare attraverso il racconto libero ed indipendente dei fatti e della storia una coscienza civile nei cittadini, trasformandoli da soggetti passivi della democrazia a suoi protagonisti. Difendere la libertà di manifestazione del pensiero in Internet significa difendere questa speranza.

6) UNA POLITICA RIFORMATRICE. Tra le emergenze democratiche va annoverata una vera riforma, legislativa e non, che costruisca cinque condizioni strutturali sia per garantire la libertà dinformazione sia per fondare i diritti dei lettori-consumatori:
1) sancire la rilevanza di primario interesse pubblico duna informazione libera e indipendente, quale componente necessaria per lesistenza di una democrazia politica;
2) prendere consapevolezza che la libertà dinformare può essere garantita esclusivamente da un effettivo pluralismo delle fonti;
3) perseguire una politica che si ponga come fine la massima separazione possibile tra i poteri della sfera pubblica e quindi anche tra il potere economico e quello mediatico;
4) riconoscere al bene informazione uno status differente da quello di semplice merce, e quindi costruire per le imprese editoriali una forma di governance con una propria esclusiva tipicità che tenda a realizzare progressivamente il principio separatista tra la proprietà del mezzo e la gestione giornalistica, anche attraverso passi intermedi come la sterilizzazione del controllo proprietario sui contenuti informativi;
5) considerare basilare la presenza del lettore-consumatore tra i protagonisti della comunicazione.


Società Pannunzio per la libertà d'informazione
Via delle Carrozze 19 - 00187 Roma (RM)
Email: info@societapannunzio.eu
WebSite: www.societapannunzio.eu

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