About Canale di zer0azer0
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."Sono andati via tutti".
Probabilmente la frase piu triste di quel film, dove mi sono rivista, molto spesso.
Lui lotta per non dimenticare all'interno di un sistema dove dimenticare è il fine ultimo.
L'ordine attraverso cui il tempo di quel sogno lucido si muove.
Quella frase esce fuori come il lamento di chi non può nemmeno più soffrire la nostalgia di nessun ricordo.
Perchè non ce ne sono più.
E lo ammette, ammette l'orrenda letizia della mente candida, nel desiderio di chi, dall'ultimo ricordo, necessita ancora qualcosa.
Almeno un addio che rappresenti ancora la speranza di fronte alla rinuncia.
Poi, pensai.. e se quanto è ormai tardi, egli ricordasse tutto alla perfezione?
E si trovasse lì, a guardare incredulo quel di ritorno del rimosso...
Che razza scherzo sarebbe quello di un addio?
Mentre fingevo di dormire, non sai quanta paura avessi quella mattina..
Temevo che dall'altra stanza tu, sentissi il mio cuore fare a pugni con me.
Mi muovevo nevroticamente per mascherarlo, usando il rumore delle coperte.
Si può sentire il cuore
di chi non dorme di là?
Beh.. Io ne ero convinta.
Ne ero inorridita, sconvolta e spaventata.
Sentita quella porta chiudersi ho fatto un balzo fuori dal letto.
Sono corsa nevroticamente dai brani casuali e dalla neve
per trovarci almeno un solo perchè.
Probabilmente almeno un dio che mi desse qualche spiegazione.
I bani casuali mi proposero Young and Old di Samsa.
La neve faceva tacere tutto.
E tu non sai. Non sai nulla.
Mentre noi crediamo d'intenderci,
non c'intendiamo mai.
E forse oggi è stato solo uno di quei pomeriggi d'inverno dove perfino questa città calda e sempreverde trova il ghiaccio agli angoli delle strade.
Uno di quelli che, tra i progetti di espatrio ormai non troppo lontani, mail da mandare, libri da aprire e case da cercare, ti costringe a voltarti per mostrarti quanta distanza ci sia oggi tra te e i tuoi novantuno centimetri.
Mh.
Zer0.
Come lo zer0azer0 di cui parlavo quel lontano Gennaio di sconfitte, chiamando questo posto come una partita.
Ma non una che era finita,
non una che era cominciata.
Ma una di quelle per quando avessi creduto che quella fosse la fine,
per quando avessi avuto paura di un inizio, o per quando una mossa sbagliata durante il match mi avesse portata a credere che avrei perso.
E in qualsiasi caso sarei potuta tornare qui dal mio zer0.
zer0 con me e zer0 con qualsiasi cosa,
raccontandomi tra le canzoni preferite.
Era il 2009.
Sono passati due anni, 560 preferiti e un posto occupato in platea.
Ancora.
Se ho imparato qualcosa da qui, è che partire da sè stessi, significa che se fingi anche solo un attimo sei perduto.
Finisci per correlati a cose che non ti somigliano più e nemmeno te ne accorgi, sol perchè è stato graduale e farci l'abitudine è stato facile.
Fino a chè ti ritrovi solo in sogni o in momenti troppo silenziosi ormai difficili da avvicinare alla lontana realtà.
Fino a rinunciare a Lei, alla realtà dico, senza badare allo schianto.
Scelte.
Io decisi di portare con me le mie 150 tonnellate e malgrado per lungo tempo sia stato faticoso, oggi sono quello che è cresciuto seminando tracce, con minuziosa attenzione, nella via del ritorno.
La vittoria è stata quella di non aver permesso alla vita di divertirsi nel farmi diventare tutto ciò che non avrei voluto essere, e la vita si sa che in questo, di sconfitte ne ha avute poche.
Dovresti saperlo.
Ma non lo sai.
Ricordi quando mi hai chiesto di farti quella domanda che che non t'ho mai fatto?
Se rifacessi o no?
Non te lo chiesi perchè
qualsiasi risposta oggi sarebbe o una giusta bugia o un orribile verità.
Entrambe necessitano esser taciute.
Abbiamo fatto l'amore.
Tremavi.
Giorni dopo te ne sei andato senza arte, parte e nemmeno un Ciao.
Anche il silenzio dovrebbe essere giustapposto.
Ed è triste esser l'unica ad aver imparato qualcosa.
Ci si sente profondamente soli.
Tu mi chiedi come fai, io ti chiedo come hai fatto.
Ma anche per queste domande, è decisamente tardi.
Mentre i contatori aumentano.
Senza più troppa poesia.
Ed è un gioco che ha perso di fascino già da un pò.
Preferisco fermarmi un attimo senza dover far finta di non farlo, ogni Lunedi, ogni 21 del mese, e tutte le quelle quattro date più una, inventate durante una vecchissima telefonata intrisa di sogni di gloria anni fa dentro la lavanderia della mia vecchia casa.
Quando era bello pensare che la "cotoletta" avrebbe squillato in un giorno come tanti, dandoci un vero motivo per cui mettere il piede giusto a terra. Era roba che faceva sorridere.
Ma le cose sono andate diversamente.
Credo di non ricordare quali siano le quattro più una. Ma non era questo il punto.
Ne inventerò una, quando avrò bisogno.
E rimarrò 11 minuti sotto la pioggia senza ombrello.
Ma queste sono altre storie.
2 Febbraio 2011 ore 4.39 am
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."Sono andati via tutti".
Probabilmente la frase piu triste di quel film, dove mi sono rivista, molto spesso.
Lui lotta per non dimenticare all'interno di un sistema dove diment...