|
ustarac uploaded a new video
(2 days ago)

Marechiare - musica di Francesco Paolo Tosti, testo di Salvatore Di Giacomo. Tenore: Tito Schipa
Marechiaro (Marechiare in napoletano) è un piccolo ...
more
Marechiare - musica di Francesco Paolo Tosti, testo di Salvatore Di Giacomo. Tenore: Tito Schipa
Marechiaro (Marechiare in napoletano) è un piccolo borgo che si trova nel quartiere Posillipo a Napoli. È stato negli anni sessanta uno dei simboli della dolce vita in Italia, diventando famoso per le sue frequentazioni hollywoodiane, per i suoi ristoranti tipici che affacciano sullo splendido panorama del golfo e per il caratteristico "Scoglione". Da Marechiaro inoltre si può ammirare la vista panoramica dell'intera città di Napoli, del Vesuvio, fino ad arrivare alla Penisola Sorrentina e all'isola di Capri che compare esattamente di fronte alla tipica spiaggetta del borgo. La Fenestrella Il particolare che più ha contribuito alla mitizzazione di questo borghetto è la cosiddetta Fenestrella (in italiano finestrella). La leggenda narra che il poeta e scrittore napoletano Salvatore di Giacomo, vedendo una piccola finestra sul cui davanzale c'era un garofano, ebbe l'ispirazione per quella che è una delle più celebri canzoni napoletane: Marechiare. Tutt'oggi la finestra esiste, e c'è sempre un garofano fresco sul davanzale, oltre ad una lapide celebrativa in marmo bianco con sopra inciso lo spartito della canzone e il nome del suo autore (morto nell'aprile del 1934). L'Archivio della Canzone Napoletana, testimonia l'esistenza di quasi duecento canzoni classiche dedicate a questa piccola zona di Posillipo, o che la nominano soltanto, ed un gran numero di poesie.
A Marechiare
I versi della canzone furono composti nel 1885 da Salvatore di Giacomo, che non era mai stato sul posto della celebre fenestrella 'e Marechiare, ma che si era immaginato il tutto. Il poeta napoletano però non amava questa poesia, che non fu mai inserita nelle raccolte da lui stesso curate. Invece il musicista Paolo Tosti ne fu ispirato e creò così la famosa melodia che rese la canzone talmente celebre in tutto il mondo da farla tradurre in più lingue e persino in latino «Luna cum Claris Maris exstas undis / aestuant pisce furiis amoris: / pura perlabens variat micantes unda colores» («Quanno sponta la luna a Marechiare / pure li pisce nce fanno a ll'ammore, / se revoteno ll'onne de lu mare, / pe la priezza cagneno culore»).
A Marechiare (Musica di Paolo Tosti, testo di Salvatore di Giacomo, 1886)
Quanno spónta la luna a Marechiare, pure li pisce nce fanno a ll'ammore... Se revòtano ll'onne de lu mare: pe' la priézza cágnano culore...
Quanno sponta la luna a Marechiare.
A Marechiare ce sta na fenesta: la passiona mia ce tuzzuléa... Nu garofano addora 'int'a na testa, passa ll'acqua pe' sotto e murmuléa...
A Marechiare ce sta na fenesta....
Chi dice ca li stelle só' lucente, nun sape st'uocchie ca tu tiene 'nfronte! Sti ddoje stelle li ssaccio i' sulamente: dint'a lu core ne tengo li ppónte...
Chi dice ca li stelle só' lucente?
Scétate, Carulí', ca ll'aria è doce... quanno maje tantu tiempo aggi'aspettato?! P'accumpagná li suone cu la voce, stasera na chitarra aggio purtato...
Scétate, Carulí', ca ll'aria è doce!...
Cerco ora di tradurre almeno approssimativamente in italiano il testo della canzone in modo che possa essere meglio interpretata da coloro che non conoscono il dialetto napoletano. Mi scuso se non riuscirò a tradurlo perfettamente, perché trovo difficile rendere bene in italiano il senso della bella poesia scritta in napoletano.
A Marechiaro
Quando spunta la luna a Marechiaro, anche i pesci fanno all'amore. Si avvolgono le onde del mare e per il grande piacere cambiano colore.
A Marechiaro c'è una finestra: la mia passione (per quella finestra) bussa (tuzzuléa)... e nella mia mente vi è il profumo di un garofano che è sempre su quella finestra. Passa l'acqua di sotto e mormora (murmuléa), intendendo col suo classico bel suono delle onde del mare....
Coloro che dicono che le stelle brillano, lo dicono solo perché non conoscono la lucente bellezza dei tuoi occhi (nun sape st'uocchie ca tu tiene 'nfronte!) ('nfronte, cioè i tuoi begli occhi sulla fronte) Queste due stelle (i tuoi occhi) le conosco solo io: nel mio cuore sono sempre presenti (i tuoi occhi)...
Svegliati (Scétate), Carolina, perché l'aria è dolce!... Quando mai tanto tempo io ho aspettato?! Per accompagnare i suonatori con la voce stasera una chitarra ho (aggio) portato....
less
|
|
| |
|
ustarac uploaded a new video
(1 week ago)

Giuseppe Verdi LA TRAVIATA -Un dì, felice, eterea- Tenore: Tito Schipa - Soprano: Amelita Galli-Cucci
Gli invitati al ricevimento di Violetta si dan...
more
Giuseppe Verdi LA TRAVIATA -Un dì, felice, eterea- Tenore: Tito Schipa - Soprano: Amelita Galli-Cucci
Gli invitati al ricevimento di Violetta si danno alle danze. Lei, colta da un malore, è costretta a fermarsi e a sedersi in un angolo. Alfredo la raggiunge e coglie l'occasione per dichiararle il suo amore.
Libretto
ALFREDO
Un dì, felice, eterea,
Mi balenaste innante,
E da quel dì tremante
Vissi d'ignoto amor.
Di quell'amor ch'è palpito
Dell'universo intero,
Misterioso, altero,
Croce e delizia al cor.
VIOLETTA
Ah, se ciò è ver, fuggitemi . . .
Solo amistade io v'offro:
Amar non so, né soffro
Un così eroico ardore.
Io sono franca, ingenua;
Altra cercar dovete;
Non arduo troverete
Dimenticarmi allor.
ALFREDO
Oh, amore!
Misterioso, altero, etc. Versione
Riflessioni linguistiche
Eterea: l'aggettivo "etereo" indica ciò che riguarda l'etere, il cielo. Esso può assumere, come in questo caso, il significato traslato di "puro", "incontaminato".
Balenaste: passato remoto del verbo "balenare". Questo verbo ha il significato di "apparire all'improvviso". Esso deriva probabilmente da "balena", il cetaceo che gli antichi percepivano nella loro mente come un mostro fantastico che appariva e scompariva all'improvviso.
Vissi: passato remoto del verbo "vivere".
Fuggitemi: imperativo del verbo "fuggire". Qui il verbo "fuggire" è costruito in modo transitivo; il pronome personale oggetto "mi", riferito a Violetta che parla, costituisce il suo oggetto diretto. Alla costruzione transitiva (fuggire qualcosa o qualcuno) si preferisce oggi una costruzione intransitiva con la preposizione "da" (fuggire da qualcosa o da qualcuno). Il verbo "scappare", che ha lo stesso significato di "fuggire", è oggi più usato nell'italiano parlato.
Amistade: amicizia. Parola arcaica di uso letterario.
V': vi. Pronome indiretto seconda persona plurale (a voi). Da notare che in tutta l'aria viene usato il "voi" come forma di cortesia. Tale forma, in uso nell'800 e nella prima metà del '900, nell'italiano contemporaneo è stata sostituita dal "lei".
Commento per gli esperti
Dopo che gli ospiti hanno lasciato la sala per darsi alle danze, la conversazione "in parlante" tra Violetta e Alfredo continua sulla musica del valzer che si sente fuori scena. L'orchestra riprende il suo intervento con l'arioso di Alfredo "Un dì felice eterea", nel quale il giovane dichiara il suo amore per Violetta. La melodia, sostenuta all'inizio dai leggeri pizzicati degli archi, esprime nel suo carattere intimistico tutto il sapore di una confessione. Essa si apre poi nel magnifico slancio "Di quell'amor, ch'è palpito", che tornerà in tutta l'opera come il tema dell'amore tra Alfredo e Violetta. Violetta viene colta di sorpresa da una tale dichiarazione e cerca di difendersi dal sentimento che suscita in lei Alfredo portando la conversazione sulla vita futile e superficiale che conduce. "Alfredo ostinatamente prosegue nel suo inno all'amore, "Croce e delizia al cor", che sarà ricompensato da Violetta con un melisma delicato ed espressivo nella coda. La cadenza comunque, conserva accuratamente il contrasto tra i due personaggi. Alfredo continua imperterrito con le sue semicronie, Violetta con la sua agile coloritura" (Budden).
less
|
|
| |
|
ustarac liked a video
(3 weeks ago)

This is an awesome piece by a very very old Liszt. There is nothing flashy or "virtuoso" ( thank you ,Liszt, for not using a famous march...
more
This is an awesome piece by a very very old Liszt. There is nothing flashy or "virtuoso" ( thank you ,Liszt, for not using a famous march or Celeste Aida for this paraphrase lol) but the colors Liszt evokes from the piano , those lush yet eerie colors anticipate what Impressionists were to discover later. The story here is simple and you probably well know it . If not - here is a very short synopsis: the action takes place in exotic ancient Egypt. But the plot is like any modern soap opera - simple and unbelievable. A love triangle : Pharaoh's daughter falls in love with a promising military man , but he is in love with her slave girl. Everybody suspects everybody. Slave girl turns out ( hello, soap opera ) to be a daughter of Egypt arch-enemy, king of Ethiopia. Egypt is at war with Ethiopia and they seem to be winning , until our hero , blinded by love, tells military secret to his sweetheart. The end is brutal. Pharaoh's daughter offers to save him if he marries her and forgets the other girl. Upon refusal, in rage she orders her beloved to be buried alive in a temple as a sacrifice to angry gods. While the tomb closes over his head he sees that Aida, his beloved , joined him in the grave. What in real life would be a gruesome scene of death by asphyxiation turns by miracle of music into one of the most beautiful songs ever written. Our couple is together without need to hide , for a first time ever they can freely express their love - they bid farewell to mortal life where they suffered so much and look forward to heavens." O terra, addio..." - "Farewell, oh Earth, where we so suffered..."-Meanwhile jealous and rejected pharaoh's daughter keeps dancing on their grave in La Danza Sacra - sacrificial dance. She is the one who now has to hide her bitter tears....
less
|
|
| |
|
"Buon Anno, Valentina. Umberto"
|
|
| |
|
ustarac uploaded a new video
(3 weeks ago)
Quièreme mucho è una bella canzone d'amore interpretata dal tenore Placido Domingo. E' stata musicata dal cubano Gonzalo Roig. Testo originale in s...
more
Quièreme mucho è una bella canzone d'amore interpretata dal tenore Placido Domingo. E' stata musicata dal cubano Gonzalo Roig. Testo originale in spagnolo di Agostino Rodriguez.
less
|
|