Il Governo Berlusconi sta approvando nel Consiglio dei Ministri di oggi un disegno di legge di riforma dell'università che colpisce duramente il carattere pubblico dellUniversità, riduce ulteriormente gli spazi di partecipazione democratica e non risolve nessuno dei problemi di cui soffrono i nostri Atenei.
In sintesi i punti più gravi e preoccupanti del DDL approvato:
- Possibilità di ingresso dei privati nei Cda delle Università. In questo modo potranno condizionare gli obiettivi e la gestione della didattica e della ricerca, decidendo ad esempio, quali progetti finanziare o meno.
- Possibilità per i Rettori di essere nominati e non eletti dalla comunità accademica.
- I Cda delle Università saranno composti almeno per il 40% da tecnici e professionisti. In questo modo la didattica e la ricerca saranno condizionate solo alle esigenze di bilancio e non da obiettivi formativi e culturali.
- Vogliono stravolgere il diritto allo studio attraverso una delega governativa!
La nostra idea di Università è invece profondamente diversa da quella del Governo Berlusconi e del Ministro Gelmini. Per questo ci opponiamo al DDL approvato dal Governo e lo contrasteremo in tutti modi con la mobilitazione. Vogliamo università Libere, Pubbliche, Democratiche di Qualità e per Tutti!
- NO alla delega sul diritto allo studio!
Invece di riforme inutili e dannose sono necessari i finanziamenti per assegnare le borse di studio, costruire nuovi alloggi, garantire trasporti, libri, cultura a tutti! Rifiutiamo lo strumento della delega e chiediamo che gli studenti abbiano voce su un argomento che li interessa così da vicino!
- NO ai Rettori nominati!
Vogliamo più spazi di partecipazione, aumento della rappresentanza, aumento del peso degli studenti nella elezione dei rettori nelle Università. Non vogliamo che le università si trasformino in monarchie assolute in cui gli studenti non hanno nessun peso decisionale.
- NO agli interessi dei privati nelle Università!
Non vogliamo che la didattica e la ricerca siano condizionate dai privati e delle Aziende! Vogliamo più finanziamenti per la didattica, la ricerca e la valutazione. La cultura deve essere pubblica e di tutti!
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