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Andrea
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Oct 8, 2007
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Beati loro che pensano al progresso:
io solo penso alla morte o al sesso.
(J.R.Wilcock)
Vivere è percorrere il mondo
attraversando ponti di fumo;
quando si è giunti dall'altra parte
che importa se i ponti precipitano.
Per arrivare in qualche luogo
bisogna trovare un passaggio,
e non fa niente se scesi dalla vettura
si scopre che questa era un miraggio.
(J.R.Wilcock)
To live is to cross the World over with the help of bridges made of smoke; When you are already on the other side, it don't matter if the bridges disappear. You need to find a passage to arrive somewhere, and never mind if once you get out of your car you discover this one is just an illusion.
La bellezza convulsiva sarà erotico-velata, esplosiva-fissa, magico-circostanziale o non sarà.
(André Breton)
Convulsive beauty will be veiled-erotic, fixed-explosive, magic-circumstantial, or it will not be.
Un gran fervore pensante e sovraffollato portava il mio io come un gravido abisso. Spirava un vento carnale e risonante, pieno zeppo di zolfo. E brevi infime radici popolavano quel vento come un reticolo di vene, e il loro intrìco sfolgorava. E al centro un mosaico di scoppi, come un duro martellare cosmico, d'una gravezza sfigurata, che ripiombava senza posa come una fronte nello spazio, ma con un chiasso quasi distillato. E l'ovattato avvilupparsi del chiasso possedeva l'insistenza ottusa e la penetrazione di uno sguardo vivo. Sì, lo spazio forniva la sua fitta ovatta mentale dove ancora non c'era un pensiero preciso, né restituiva la sua scarica di cose. Ma, a poco a poco, la massa mutò in nausea potente e fangosa, una specie d'ingorgo di sangue scrosciante e vegetale. E le brevi radici che tremavano al margine dell'occhio mentale le estirpò una vertigine dalla massa increspata dal vento. E lo spazio vacillò come un sesso sconvolto dal globo riarso del cielo. E qualcosa nel becco di una vera colomba bucò la massa amorfa dell'essere, e il pensiero profondo si stratificava, illimpidiva, diventava trasparente e posato.
E adesso occorreva una mano che facesse da strumento del cogliere. E ancora due o tre volte la gran massa vegetale mutò, e ogni volta il mio occhio assumeva un taglio più preciso. La stessa oscurità si faceva più diffusa e senza oggetti.
E anche il gelo diventava chiaro.
(Antonin Artaud)
io solo penso alla morte o al sesso.
(J.R.Wilcock)
Vivere è percorrere il mondo
attraversando ponti di fumo;
quando si è giunti dall'altra parte
che importa se i ponti precipitano.
Per arrivare in qualche luogo
bisogna trovare un passaggio,
e non fa niente se scesi dalla vettura
si scopre che questa era un miraggio.
(J.R.Wilcock)
To live is to cross the World over with the help of bridges made of smoke; When you are already on the other side, it don't matter if the bridges disappear. You need to find a passage to arrive somewhere, and never mind if once you get out of your car you discover this one is just an illusion.
La bellezza convulsiva sarà erotico-velata, esplosiva-fissa, magico-circostanziale o non sarà.
(André Breton)
Convulsive beauty will be veiled-erotic, fixed-explosive, magic-circumstantial, or it will not be.
Un gran fervore pensante e sovraffollato portava il mio io come un gravido abisso. Spirava un vento carnale e risonante, pieno zeppo di zolfo. E brevi infime radici popolavano quel vento come un reticolo di vene, e il loro intrìco sfolgorava. E al centro un mosaico di scoppi, come un duro martellare cosmico, d'una gravezza sfigurata, che ripiombava senza posa come una fronte nello spazio, ma con un chiasso quasi distillato. E l'ovattato avvilupparsi del chiasso possedeva l'insistenza ottusa e la penetrazione di uno sguardo vivo. Sì, lo spazio forniva la sua fitta ovatta mentale dove ancora non c'era un pensiero preciso, né restituiva la sua scarica di cose. Ma, a poco a poco, la massa mutò in nausea potente e fangosa, una specie d'ingorgo di sangue scrosciante e vegetale. E le brevi radici che tremavano al margine dell'occhio mentale le estirpò una vertigine dalla massa increspata dal vento. E lo spazio vacillò come un sesso sconvolto dal globo riarso del cielo. E qualcosa nel becco di una vera colomba bucò la massa amorfa dell'essere, e il pensiero profondo si stratificava, illimpidiva, diventava trasparente e posato.
E adesso occorreva una mano che facesse da strumento del cogliere. E ancora due o tre volte la gran massa vegetale mutò, e ogni volta il mio occhio assumeva un taglio più preciso. La stessa oscurità si faceva più diffusa e senza oggetti.
E anche il gelo diventava chiaro.
(Antonin Artaud)
About Me:
Padre e madre : Bafometto ed Ecate.
Data di nascita : 4 luglio 1862, durante una gita in barca sul Tamigi.
Luogo di nascita : Brocéliande.
Nazionalità : Abitante di Sélène, la città vampira di Paul Féval.
Professione : Gimnosofista dedito a sogni lucidi.
Domicilio : 'Mistero e malinconia di una strada' di Giorgio de Chirico.
Altezza : Nepente.
Capelli : Nero Caravaggio.
Viso : Roderick Usher.
Occhi : Diaspro.
Carnagione : Pioggia autunnale.
Naso : Mandorla amara.
Voce : Il Corvo di Poe.
Segni particolari : Algolagnia patafisica.
Cambiamento di domicilio : Nautilus.
Religione : Ofita.
Impronta digitale : Serpente in fiamme.
I miei fratelli, i miei figli, i miei zii sono stati uccisi. In riva al lago di Texcoco, mi sono sciolta in lacrime. Dall'apiario si alzavano turbini di salnitro. Dolcemente, mi hanno presa e deposta sul sagrato della cattedrale. Mi son fatta così piccola e grigia che molti mi hanno confusa con un mucchietto di polvere. Sì, io, la madre della selce e della stella, io incinta del fulmine! Ora io sono la piuma blu che l'uccello abbandona al rovo.
Danzavo con i seni eretti e volteggiando, volteggiando, volteggiando, fino all'immobilità. Allora, cominciavano a spuntarmi foglie, fiori e frutti. Nei miei fianchi, l'aquila batteva le ali. Ero la montagna che genera in sogno, la dimora di fuoco, la marmitta primordiale in cui l'uomo cuoce per diventare uomo. Nella notte delle parole sgozzate, io e le mie sorelle, dandoci la mano, saltiamo e cantiamo intorno alla I, sola torre rimasta in piedi nell'alfabeto demolito. Mi ricordo ancora delle mie canzoni: " La luce con la gola dorata/ canta nella verde densità/ la luce, la luce decapitata".
Ci hanno detto: un sentiero non porta mai all'inverno. Ora, le mie mani tremano. Le parole mi pendono dalla bocca. Datemi uno sgabello e un po' di sole.
Un tempo, ogni ora nasceva dal leggero vapore del mio alito, danzava un istante sulla punta del mio pugnale e scompariva attraverso la porta splendente del mio piccolo specchio. Ero mezzogiorno tatuato e mezzogiorno tutto nudo, il piccolo insetto di giada che canta fra le erbe dell'alba e l'usignolo d'argilla che chiama a raccolta i morti. Mi bagnavo nella cascata solare, mi bagnavo in me stessa, annegata nel mio stesso splendore. Ero la selce che, nella notte, libera i colli dalla tempesta. Nel cielo del sud, ho piantato giardini di fuoco, giardini di sangue. I loro rami di corallo sfiorano ancora la fronte degli innamorati. Laggiù, l'amore è l'incontro di due aeroliti nel mezzo dello spazio e non questa ostinazione di pietre che si sfregano per strapparsi un bacio che crepiti.
Ogni notte è una palpebra che le spine non riescono ad attraversare.
E il giorno non finisce mai, non finisce mai di contarsi da sé, polverizzato in moneta di rame. Sono stanca di tanti semi di pietra sparsi nella polvere. Sono stanca di questa pazienza incompiuta. Beata la femmina dello scorpione che i suoi piccoli divorano! Beato il serpente che cambia di vestito! Beata l'acqua che beve se stessa! Quando smetteranno di divorarmi queste immagini? Quando finirò di cadere in questi occhi deserti?
Sono sola e caduta, chicco di granturco staccato dalla spiga del tempo. Seminami fra i fucilati. Nascerò dall'occhio del capitano. Inondami di pioggia, inondami di sole. Il mio corpo, arato dal tuo, deve diventare un campo in cui si raccoglie cento per uno. Aspettami sull'altro versante del'anno: mi incontrerai come un lampo disteso sul'orlo dell'autunno. Accarezza i miei seni d'erba. Bacia il mio ventre, pietra di sacrifici. Nel mio ombelico, il turbine si placa: sono il centro fisso che anima la danza. Ardi, cadi in me: sono la fossa di calce viva che guarisce le ossa dal loro affanno. Muori sulle mie labbra. Nasci nei miei occhi. Dal mio corpo sgorgano immagini: bevi in queste acque e ricordati ciò che hai dimenticato nascendo. Sono la ferita che non si cicatrizza, la piccola pietra solare: se mi sfiori, il mondo si incendierà.
Prendi la mia collana di lacrime. Ti aspetto su quel versante del tempo in cui la luce inaugura un regno felice: il patto dei gemelli nemici, l'acqua che sfugge fra le dita e il ghiaccio, impietrita come una regina nel suo orgoglio. Lì, spaccherai il mio corpo in due per decifrare le lettere del tuo destino.
(Octavio Paz, 'Farfalla d'ossidiana')
Country:
Italy
Schools:
Surrealismo
Interests:
Art, Literature, Cinema, Music, Magick (Aleister Crowley), lucid dreams (D'Hervey de Saint-Denys), toys and women (The true man wants two things: danger and play. For that reason he wants woman, as the most dangerous plaything).
Movies:
German Expressionism, Max Ophüls, Stanley Kubrick, Andrej Tarkovskij, Sergej Parajanov, Kenji Mizoguchi, Luis Bunuel, Orson Welles, Ingmar Bergman, Kenneth Anger, Federico Fellini, Jan Svankmajer, etc...etc...
Music:
J.S.Bach, W.A.Mozart, Erik Satie, Arvo Part, Frank Zappa, Velvet Underground, Jim Morrison, Janis Joplin, Jimi Hendrix, Tim Buckley (and Jeff, his son), Pink Floyd, King Crimson, Peter Hammill, Van Der Graaf Generator, Led Zeppelin, Rolling Stones, Patti Smith, John Coltrane, Ornette Coleman, Tom Waits, Diamanda Galas, P.J.Harvey, Nick Cave and the Bad Seeds, Joy Division, The Legendary Pink Dots, Jon Hassell, Harold Budd, etc...etc...
Books:
from Apuleius to Mervyn Peake, passing through De Sade, Poe and Baudelaire. Besides, my imaginary heroes are: Maldoror, Fantômas, Lafcadio Wluiki, Peter Ibbetson, Juliette, Alice, Zazie, Captain Nemo and Little Nemo.
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