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(1 day ago)

Dedicato alla mia carissima Amica Flora : [http://www.youtube.com/user/tt...
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Dedicato alla mia carissima Amica Flora : [http://www.youtube.com/user/tt60able]
* * * Il vedutismo di Hiroshige nella prima fotografia giapponese
Nella ricca storia della fotografia del Giappone nell'Ottocento, il tema dei giardini occupa un posto di rilievo nel genere del paesaggio. La quasi totalità degli album, souvenir di viaggio, portati in Occidente dal Giappone Meiji (1868-1912), contengono infatti raccolte di fotografie stampate all'albumina, con ritocchi di colore a mano, raffiguranti paesaggi e figure di contadini, artigiani, mercanti e geishe, secondo una mise en scène della vita quotidiana in interni ed esterni che, per effetti pittorici ed efficacia narrativa, non trova eguali nella fotografia occidentale. Giunte in Europa e America con qualche decennio di ritardo rispetto alle xilografie policrome della scuola Ukiyo-e, queste immagini fotografiche del Giappone hanno contribuito in modo fondamentale, prima dei grandi film di Akira Kurosawa, Kenji Mizoguchi e Yasujiro Osu, a costituire avanti della letteratura l'idea di Oriente ancor oggi determinante nella nostra cultura visiva. Importata a Nagasaki, nell'emporio olandese dell'isola di Deshima dal mercante Ueno Shunnoto e praticata dal figlio Hikoma, che divenne poi uno dei primi fotografi del Giappone, la camera dagherrotipica fu acquistata con tutto il corredo chimico da Shimazu Nariakira, potente daimyô del clan Satsuma. Nel periodo compreso fra il 1860 e il 1910 operarono professionalmente in Giappone un migliaio di fotografi, fra cui un centinaio di stranieri e una decina di donne. Fra gli stranieri, in maggioranza americani e britannici, una trentina risiedettero a lungo nel paese e aprirono al pubblico i propri studi. Di tutti questi fotografi, soltanto una parte si dedicò alla realizzazione delle opere destinate ai viaggiatori occidentali, ed entrò così a far parte della cosiddetta «Scuola di Yokohama», o Yokohama Shashin («Fotografia di Yokohama»), dal nome della città che, fra il 1880 e il 1890, costituì il principale centro d'irradiamento del nuovo linguaggio verso il resto del paese. Coloro che non ne fecero parte si dedicarono alla ritrattistica e alla fotografia commemorativa, con attrezzature che richiedevano minori investimenti e senza avvalersi dell'opera dei molti pittori che dovevano essere impiegati per la coloritura delle opere. [...] http://www.corrie...
L'attività dei fotografi stranieri fu particolarmente rilevante fra la metà degli anni' 60 e la fine degli anni '80 dell'Ottocento, data dopo la quale la quasi totalità del mercato fu in mano locale. Pur trattandosi di uno stile omogeneo, mediamente di alta qualità, è possibile riconoscere all'interno della Scuola di Yokohama, le personalità di alcuni straordinari interpreti. Il più conosciuto è senz'altro Felice Beato (1833-1907), veneziano di Corfù, con passaporto britannico, la rilevanza della cui opera nella storia della fotografia si estende ben al di là dello specifico contributo dato alla fotografia giapponese. A Beato, dotato di un'eccellente capacità tecnica, si deve anche l'introduzione della coloritura delle fotografie e l'idea di raccoglierle in album aventi per temi il paesaggio e i «tipi umani» del Giappone. Fra gli altri stranieri, il barone boemo Raimund von Stillfried-Ratenicz (1839-1911) idealizzò in modo raffinatissimo i suoi modelli, mentre l'intraprendente imprenditore vicentino Adolfo Farsari (1839-1911) si segnalò per la qualità della resa pittorica e per la verosimiglianza delle fotografie alla realtà visiva. Fra i maggiori interpreti locali, oltre a Ueno Hikoma (1838-1904), considerato in patria come il «padre della fotografia giapponese», vi furono: Kusakabe Kimbei (1841-1934), il cui linguaggio rappresenta, in qualche modo l'epitome della Yokohama Shashin; Ogawa Kazumasa (1860-1929) che legò la sua opera a un'attenta riflessione estetica sul valore delle modalità espressive dell'arte tradizionale del Giappone; e, infine, Tamamura Kōzaburō (1856-1923) il cui atelier, che arrivò a occupare oltre 350 persone, fu celebre per la straordinaria cura dei dettagli, anche in commesse che superavano le decine di migliaia di fotografie alla volta. source :http://www.fotografiagiappone.it/mostra11.html
1 Hiroshige , Cinquantatrè stazioni di Posta del Tokaido 2 Adolfo Farsari, Il Fuji di Haruna 3 Adolfo Farsari, Iris Garden in Horikiri 4 A. Farsari, Iris 5 Felice Beato, Ferry Boat 6 Anonimo, Fuji and Koshiwabara Lake 1880 circa 7 Anonimo, Amanohashidate Inland sea of Bingo 1880/1910 8 Anonimo, Fuji- mountain from Nihonmatsu 1910 circa (continua...)
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Much love Jennie ~
warmly
Masha
穏やかで美しい音楽と画像にひきこまれます。
素晴らしい!
I appreciate.
Have a grewat day!
Eugenia.
Un caro saluto dall'Italia.
Luisa
And very nice to meet you !