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NICOLA LICCIARDELLO legge (1994) questo brano (ora in: MARIA ZAMBRANO, "...
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NICOLA LICCIARDELLO legge (1994) questo brano (ora in: MARIA ZAMBRANO, "Dell'Aurora", nella diversa traduzione di Elena Laurenzi - Marietti, Milano 2000) tratto da "Conoscenza Religiosa" 1977, 4 -- traduzione di Elémire Zolla.
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REVES DE LUMIERE (Venezia 1997). I sogni sono anche incubi, delirii, fal...
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REVES DE LUMIERE (Venezia 1997). I sogni sono anche incubi, delirii, fallimenti di un'età postuma e globale. Ma le mani di Kemp sempre tengono l'energia, i piedi tengono la terra, 'sciando' come nel teatro Noh, la testa ovale irradia consapevolezza. Il prana emanato conferisce la magia del movimento che sempre fluisce senz'angoli e in ogni direzione. Kemp è il dolce eroe della non-parola (mai), dell'arcaico "sorriso degli dei" (Genet). Qui il suo canto inudibile è un inno nello strazio del cigno che affonda (Nuria Moreno), il volo d'Icaro (Nijinskij che vuol essere dio), o l'Angelo dalle immense ali che brucia (come le rovine contemplate dall'Angelo di Benjamin) e lentamente si riconsegna alla terra. Una drammaturgia fastosa attorno (bravissimi attori), per uno sviluppo complesso, che giunge fino al cruento omicidio sacrificale. Meglio però che nelle folgorazioni "acefaliche" di Bataille, qui la felice rotondità, da embrione futuro, mostra l'impalpabilità dell'estasi comunque preceduta dal sacrificio del del corpo fisiologico. La musica del brano è di Giuseppe Verdi. L'applauso sarebbe stato senza fine.
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Nei Comizi d'amore (1965), Pasolini intervista anche Ungaretti su cosa p...
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Nei Comizi d'amore (1965), Pasolini intervista anche Ungaretti su cosa pensa di un uomo che "va contro natura" (l'omosessuale), ma la risposta del poeta è spiazzante e terribilmente 'vera'. Ogni uomo è diverso da un altro, risponde, e in primis il POETA, evidentemente inteso come 'poieta': chi costruisce aggredisce la natura. La natura dell'uomo è di distruggere la natura: diciamo la sua "seconda natura". Ma non è possibile che si formi una 'terza natura' nell'uomo, tale che egli non sfasci la natura, ma soltanto con esse operi delle circoscritte trasformazioni ? Di tale possibilità hanno parlato tutti i grandi filosofi e mistici, e a questo limite si erano fermate, prima dell'invasione capitalistica, tutte le civiltà, piccole e grandi (incluse la cinese, l'indiana, la Nativamericana, etc)
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"belle foto, per questa minima summa dei detti di Maria sulla poesia. Gra..."
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"belle foto, per questa minima summa dei detti di Maria sulla poesia. Grazie ! Le sarò grato se vedrà il mio sui Beati.. un caro saluto"
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Nei primi anni 90 leggevo tutto di María Zambrano, era il suo tempo, il ...
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Nei primi anni 90 leggevo tutto di María Zambrano, era il suo tempo, il tempo della fine del suo esilio di 40 anni, e quello delle ultime opere, distillato di una vita di meditazioni, di "ragione poetica" come cifra della sua filosofia, giusto prima che finisse il millennio. Più ancora dei Chiari del bosco, mi colpì I Beati, una summa di distinzioni e connessioni fra le figure del "saggio", del "santo" e del "beato". C'è una tale pregnanza nella parola zambraniana (qui in bella traduzione di Carlo Ferrucci, Feltrinelli 1992), che la rende fragile e possente come fosse appena nata, e invece è l'ultimo stadio alchemico, dove sono consumate la tradizione classica, soprattutto stoica, con quella cristiana, soprattutto mistica. Los bienaventurados sono qualcosa di meno dei beati evangelici, ma forse aiutano a raffigurarli in qualcosa di più comune e terreno, a me ricordano i 'matti' scoperti dall'antipsichiatria negli anni 60, e anche gli artisti, i poeti beat, i sadhu indiani...
In quegli anni così decisi di leggere e registrare questi brani, perché tutto in occidente passa via con la moda, e invece così, su youtube, in questo àkasha o magazzino cosmico, tornano spero udibili e condi-visibili. Non ho immagini plausibili dei beati, dei "poveri di spirito", cioè completamente aperti allo spirito, ho dovuto usare foto di teatro, perché ormai solo il Teatro può trasmettere la VITA. Le mie fotografie scorrono comunque solo quale supporto tecnico alla voce, che a sua volta è solo un supporto della scrittura zambraniana.
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