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Niccolò Rinaldi

Mep Niccolò Rinaldi Wall

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Scelta Europea Play

L'Europa che scelgo è fatta della fiducia dei suoi cittadini. Abbiamo unito le nostre storie per un progetto che riformi le istituzioni europee a vantaggio dei cittadini, con un ruolo sempre più determinante del Parlamento europeo e una nuova Convenzione per cambiare pagina.

L'Europa che scelgo è federalista e sa che nel XXI secolo gli europei sono uniti o non sono niente al cospetto delle altre potenze del mondo -- e questo dall'economia alla pace, dalle sfide ambientali alla lotta contro il crimine. L'Europa che scelgo pretende solo passi in avanti nel processo d'integrazione, per un'Europa federale dalle competenze chiare -- con maggiori risorse proprie e dove valgano per tutti regole comuni con decisioni democratiche e trasparenti, anziché gli attuali rapporti di forza tra singoli governi in incontri a porte chiuse -- nemica della burocrazia e vicina alle imprese, ai lavoratori, alla libertà di ricerca, all'innovazione, all'autonomia dei territori.

L'Europa che scelgo è spazio di libertà fondamentali e di diritti civili avanzati, di un modello sociale universale e della piena laicità delle istituzioni pubbliche. L'Europa dove si può vivere e trasferirsi ovunque, e provare un sentimento di appartenenza e di felicità comune, sotto la tutela della Carta dei Diritti Fondamentali per una cittadinanza europea, la cui piena applicazione è il fondamento di una nuova libertà.

L'Europa che scelgo è liberale e vuole meno tasse per tutti, soprattutto per lavoratori, imprese e famiglie, e per questo una convergenza fiscale insieme a un abbattimento dei costi della burocrazia e all'eliminazione dei privilegi corporativi e delle istituzioni e della spesa pubblica inutile e dell'assistenzialismo clientelare.

L'Europa che scelgo vuole che la gestione della moneta comune non sia un ostacolo all'integrazione e difende la disciplina di bilancio perché crede che aumentando il debito non si assicuri alcun futuro ai giovani. Vuole riforme per la crescita come lo scorporo degli investimenti produttivi concordati dal calcolo del deficit, un bilancio della zona euro per finanziare un'assicurazione contro la disoccupazione, l'eliminazione delle barriere nazionali nell'attività antitrust, un fondo di redenzione del debito e il completamento dell'Unione bancaria per lottare contro la speculazione. Questa Europa vuole la divisione tra banche d'affari e banche di risparmio.

L'Europa che scelgo persegue la piena occupazione e valorizza i giovani con la loro energia e creatività e i meno giovani, sempre più partecipi della nostra società. La conoscenza -- scuola, università, ricerca e cultura -- è il futuro dell'Europa, è il progresso che consente di innovare il manifatturiero, le piccole e medie imprese, l'agricoltura, l'artigianato, e il turismo anche come strumento per la formazione della cittadinanza europea.

L'Europa che scelgo in questo mondo è molto di più che solo euro si/euro no, è aperta a nuove adesioni e al partenariato mediterraneo, mette al centro del suo sviluppo i diritti civili, la politica estera, di cooperazione e di difesa comune, consapevole del suo ruolo di solidarietà e di sicurezza collettiva nel mondo. Non ha paura dei processi globali ma pretende con una voce unica regole chiare e reciproche nel commercio internazionale, diritti del consumatore, valorizzazione delle nostre eccellenze e lotta alla contraffazione. Considera l'immigrazione legale, secondo regole comuni, un'opportunità e non una minaccia, vuole una politica comune di asilo e migrazione rispettosa dei diritti umani, con una migliore gestione comune delle frontiere esterne e una maggiore cooperazione per combattere la criminalità internazionale.

L'Europa che scelgo è ecologista e preserva le risorse per le future generazioni. La ricchezza non è rappresentata solo dal Pil ma anche dal benessere degli individui e dalla qualità del territorio. La mia Europa investe sulle energie rinnovabili e favorisce il mercato comune dell'energia impedendo che vi siano lobby monopoliste.

L'Europa che scelgo è stato di diritto, con l'effettiva applicazione di norme di progresso, a fronte del centinaio di procedure di infrazione avviate contro l'Italia per mancata o cattiva applicazione del diritto europeo.

L'Europa che scelgo è concretezza di risorse per imprese, territori, ricercatori, società civile, col pieno uso dei fondi UE oggi non impiegati dall'Italia per carenza di informazione, di formazione, di semplicità e trasparenza delle procedure, di capacità progettuale.

L'Europa che scelgo è buongoverno, con criteri di convergenza misurabili e vincolanti non solo economici ma anche per la protezione sociale, la lib

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