Delle conquiste del movimento dei lavoratori sembra che nell'ottica del liberismo (così si
Delle conquiste del movimento dei lavoratori sembra che nell'ottica del liberismo (così si chiama la malattia che pervade tutto e ammorba a tutte le latitudini il nostro pianeta) la UE non sappia che farsene. Strasburgo si appresta infatti, in perfetta sintonia con lo "spirito epocale" , a ratificare dopo l'incontro dei 27 ministri del welfare tenutosi l'11 giugno scorso il testo con il quale il tetto delle ore lavorative si sposterebbe a 60 qualora il singolo lavoratore opti per questa "importante conquista" contro ogni freno rappresentato dalle norme relative ai Contratti Collettivi di Lavoro. Quindi mercato e profitto vogliono, se ce ne fosse stato ancora bisogno di dimostrarlo, spazzare via tutto quello che hanno sempre considerato un feticcio ovverosia le 48 ore conquistate nel lontano 1917 dall'Ilo (Organizzazione Internazionale del Lavoro) e lo fanno ristabilendo l'originaria solitudine e lo strutturale isolamento del lavoratore dai suoi simili all'interno del mercato del lavoro di fronte alla strapotenza del datore di lavoro. Ma mercato ed impresa ne hanno ben donde. Soprattutto in Italia, l'inconsistenza d'ogni opposizione e la considerazione della pochezza dei sindacati che si apprestano (perplessità di Epifani a parte) ad "accasarsi" nell'alveo delle forze che vogliono spostare le lancette dell'orologio della storia, rappresentano praterie nelle quali gli spiriti animali del capitalismo possono scorazzare liberi da ogni vincolo. L'enfasi con la quale si detassano gli straordinari e si svuota la contrattazione nazionale a favore di quella aziendale segue il medesimo progetto organico. Siamo di fronte a ciò che rappresenta un salto all'indietro che di fatto azzera tutto quello che ha significato, per la costruzione di una civiltà democratica, il riconoscimento del diritto di cittadinanza dei bisogni dei lavoratori. Nel secolo che abbiamo alle spalle e l'altro ancora si moriva come si muore oggi, cadendo, soffocando o bruciando come torce, suicidandosi, ammalandosi di lavoro ed abbiamo il sospetto che questa "misura di civiltà" contro cui si sono astenuti solo i ministri di Spagna, Belgio, Cipro, Grecia e Ungheria e che ha visto l'appoggio entusiasta del nostro Sacconi interprete della mediazione fra i cinque ministri refrattari e la Gran Bretagna che voleva spostare il tetto a 65, peggiorerà lo stato delle cose in tema di sicurezza per non parlare del modello di esistenza che ne consegue. Le lancette quindi corrono verso l'800 quando finanche i bambini, mani piccole, spiccioli e pochi diritti, lavoravano 12, 14,16 ore al giorno per il grande progetto capitalista casomai sbronzi nelle fabbriche tessili di mezz'Europa o nei capillari della terra nelle miniere così come oggi avviene in tante parti del mondo. E' la logica barbara dello sfruttamento su scala planetaria. Il lavoratore conta meno che niente, lo si inebria con quello che è null'altro che un ricatto che discende dall'essere vittima predestinata sulla quale si scarica la crisi del capitale e del mercato mentre lo si fa sentire protagonista di una scelta che di fronte allo sguardo della storia rappresenta né più e né meno che un suicidio politico, sociale, esistenziale. Il ricatto consiste nel lavorare di più per guadagnare pressoché quello stesso che servirebbe per sopravvivere visto che l'inflazione programmata dal governo italiano, funzionale al calcolo degli aumenti contrattuali, viene fissata ad un provocatorio 1,7% Ma l'Europa liberista vuole rimuovere ogni memoria per avvicinare le norme che regolano il mondo del lavoro al modello di produzione asiatico. L'Europa ha bisogno di rifondare l'idea di uno stato di natura che riguarda la condizione del lavoratore, la schiavitù. Prometeo non rubò il fuoco agli dei per rendere gli uomini schiavi.
In coda: Lavoratori cinesi alla pressa è un contributo di vittcris http://it.youtube.com/watch?v=1aHqtvHqQlw
(more)
(less)
Added: 4 weeks ago
Views: 1,417
La storia è materia inerte della nostra memoria. E' data cioè una volta per tutte ?E' in s
La storia è materia inerte della nostra memoria. E' data cioè una volta per tutte ?E' in sé compiuta ? Oppure è sostanza attiva che chiama la nostra coscienza ad una presa di posizione chiara, coraggiosa, civile rispetto a ciò che è presente e che potrebbe costituire la condizione del nostro destino futuro ? Le chiare involuzioni che si manifestano all'interno del mondo occidentale, l'ondata xenofoba, il rigurgito razzista che si fa strada nell'opinione pubblica manipolata dalle oligarchie dei partiti politici attraverso l'uso strumentale delle televisioni è oramai realtà da fronteggiare immediatamente. Non vi è nulla di esagerato. Semplice realismo. Deontologia democratica. Per chi crede che la diversità più che uno spauracchio da agitare, casomai per distrarre dalla realtà che si costruisce ad uso e consumo delle caste che governano il paese e rappresenti, invece, un valore imprescindibile delle società moderne avanzate c'è, infatti, l'obbligo di scendere in piazza per difendere ciò che è segno di ricchezza intellettuale, culturale, civile. Vi è l'obbligo di sconfiggere quel senso di paura che ostacola il confronto con l'altro, di capirne le ragioni, di controbilanciare le spinte che mirano a semplificare opponendo la strategia democratica dell'inclusione attraverso i mezzi che hanno funzionato, ad esempio, con gli emigranti che dal sud dell'Italia si spostavano, spinti dalla molla della necessità materiale, verso il nord ricco ed opulento. Eppure la storia che siamo, prima impercettibilmente e poi in maniera sempre più pronunciata, innesca meccanismi che pensavamo sepolti appunto dalla storia. Meccanismi che appartengono all'epoca della caccia alle streghe, ad un clima da guerra di religione, alla separazione razziale che nella memoria di sempre meno persone portano il nome di Auschwitz-Birkenaud, di Treblinka, di di Mauthausen-Gusen, dei campi di concentramento. La misura del ministro Maroni di procedere alla schedatura dei rom, in Italia, non aiuta un clima di convivenza civile anzi alimenta il contrario. Separa, crea il sospetto, divide, ostruisce senza pensare che nelle varie mediazioni sociali che il suo messaggio subisce, quando è "dato in pasto" alla popolazione, rischia di rinfocolare quegli istinti che hanno condotto a Napoli come a Roma, a Torino come a Milano ad atti di aperta intolleranza razziale. Se è la volontà dei cittadini ad ispirare e giustificare "le misure sicurezza" di questo governo c'è da chiedersi se in un'eventuale escalation dobbiamo rivivere il volto tetro di una storia che si ripropone sotto le vesti delle espulsioni di massa, del timore ad opporsi (già imperante), della fuga verso terre democraticamente più accoglienti ? Insomma si stanno creando attorno a noi, nell'indifferenza e nella fiacchezza delle opposizioni, i bastioni di un "regime democratico"? Ancora una volta e di più aveva ragione Miguel de Cervantes Saavedra, "il sonno della ragione genera mostri" ? Bene, a scanso d'ogni equivoco a questo punto battersi per i Rom vuol dire battersi anche per sé stessi.
39 Bambini Rom ad Auschwitz -- Isituto Luce artam2008 (Corto) Bambini di via Barzaghi, Milano Baxta011 (testimonianza da non perdere) (Corto) Romanipe' - Sgomberi dei Rom a Roma fulvito80 (testimonianza da non perdere e prodotto documentario d'alta qualità visiva e poetica) Bambini all'occupazione abitativa spazio exEnel Viareggio DadaViruz Ederlezi tasuna93 (giovane cantante francese) Ederlezi Daniele Sepe Giovanni Lindo Ferretti -- Occitania (I forni crematori sono il progresso dei roghi. Clip tratta dal "Mattatoio di Dio" di Federico Nobili. Per non dimenticare) cyrano2040
http://sucardrom.blogspot.com/2008/04/roma-salute-senza-escl usione.html www.radioparole.it/ Porrajmos La persecuzione e lo sterminio nazifascista dei Rom e dei Sinti
(more)
(less)
Added: 2 weeks ago
Views: 1,647
L'abdicazione imposta alla ragione rispetto al suo passato ci consegna al senso di un pres
L'abdicazione imposta alla ragione rispetto al suo passato ci consegna al senso di un presente senza futuro in cui trovano posto: la solitudine delle coscienze;il lasciarsi andare come sintomo e sinonimo dell'estraneità finanche rispetto a sè stessi o la violenza per la violenza come manifestazione estrema del nostro esserci. E' il punto d'arrivo di un percorso di epurazione sistematica d'ogni presa di posizione critica rispetto alla realtà che segnala, contemporaneamente, l'affermazione pervasiva del pensiero unico liberista come la sola forma ammessa d'organizzazione del pianeta e le varie forme di schiavitù, dalle più semplici alle più complesse che costituiscono variamente, a seconda delle latitudini, la sostanza ineccepibile ed incontestabile della nostra esistenza. Di questo processo siamo i prigionieri inconsapevoli, cavie del laboratorio globale dove si sperimentano le nuove tecniche d'inversione, eliminazione,narcotizzazione delle forze recalcitranti all'addestramento o all'addomesticamento populista. La società in questo senso si afferma come il contesto dove si realizza, per esplicita volontà del potere, quel vuoto utile che rende possibile nei fatti ed inesorabilmente la forma in cui si pepetua la giustificazione di ogni forma di governabilità del sistema sganciata da regole di natura etica o morale. Il vuoto utile è la crisi della rappresentanza.Il Vuoto è lo spaesamento e la solitudine imposta agli individui e alla società. Se si dovesse definire con un'espressione la caratteristica più esemplificativa per connotare il potere in tale forma sceglieremmo volentieri un unico termine.....cinismo
(more)
(less)
Added: 2 months ago
Views: 2,632
|
Chi manipola si presti poi ad essere manipolato.....naturalmente nel senso buono e costrut
Chi manipola si presti poi ad essere manipolato.....naturalmente nel senso buono e costruttivo del termine. Questo video nato attorno a "Che cosa vuoi da me" di Edoardo Baraldi è stato l'oggetto che ha ispirato e fornito materia per il nostro nuovo video "Nomenklatura.Partito unico". Ma l'atto di forza, l'ammetto, l'ho compiuto io. Era da tempo che si meditava, neanche con tanto affanno per la verità, su come realizzare un progetto a quattro mani visto che la distanza, Edoardo a Sestri Levante e d io a Bari pensavamo potesse costituire ostacolo insormontabile. Ed invece. Condividere quanto meno un impegno, quello passionale (non lo voglio chiamare politico) ha creato un ponte ideale il cui frutto è rappresentato da questo lavoro che fra serio e faceto si misura con i rischi connessi a questa strana e silenziosa campagna elettorale e con quello che da tempo cova nel mondo politico. Forse sarà più importante il dopo elezioni per scorgere se le nostre ipotesi si trasformeranno in realtà ma come recita un vecchio spot "prevenire è meglio che combattere". Visto però che di mal di denti soffriamo, e in molti, e già da tempo e visto che ci chiediamo che fine abbia fatto la democrazia in questo paese per non parlare dei diritti costituzionali, quelli materiali intendo, razziati da una classe politica che ha fatto il pieno di tutto quello che poteva fare durante questi lunghi anni di profonda incomprensione, chiamiamola così, fra la politica dei politici e le masse come le si chiamava un tempo, questo contributo ha una sua ragion d'essere.. Giustamente, Travaglio, giovedì scorso, al solito ed unico annozero, concludendo la sua disamina sulle caratteristiche della razzia sanitaria lombarda, un modello tra l'altro estensibile ad ogni regione di destra o sinistra che sia, citava il tanto vituperato Ciarrapico sottolineando come forse il re della minerale non è precisamente l'unico fascista in Italia. La provocazione, forse qualcosa di molto più vicino alla realtà che una semplice provocazione, alludeva al nuovo senso della socialità imposta dai partiti al nostro paese viste le condizioni in cui si dà questa nuova forma di fascismo neppure tanto latente, anzi appariscente. Se vuoi sopravvivere: posto di lavoro, casa, insomma tutto compreso ai fini di un'esistenza quanto meno dignitosa devi, per forza di cose, essere iscritto proprio ad un partito che conditio sine qua non quale era nel periodo fascista o nella Russia del PCUS si riconferma come principio esistenziale orientativo. Oggi che siamo in pieno exploit di democrazia telecomandata e di partiti ce ne sono tanti, questo si afferma come un modo d'investire "sicuramente" la propria povera esistenza con un' unica incognita legata al problema d'ingarrare quello giusto (di partito) proprio come la tris di trotto (roba da giocatori incalliti e un po' all'ultima spiaggia). Fuori d'ogni amara ironia, tuttavia, uno dei presupposti critici che hanno animato la realizzazione di questo video è rappresentato dal rischio del duo-polio PD-PDL che in questa campagna elettorale asettica, in vitro, silente almeno sul piano del rapporto agonistico sembra affermarsi come un mero esercizio stilistico. Ma qualcosa s'ha da fare, qualcosa d'essenziale per affermare la "nuova democrazia". Tutto sembra giocarsi sul filo del voto utile o meno visto che l'unico sforzo, per queste coalizioni, è rappresentato non semplicemente dall'accaparramento del maggior numero di seggi in parlamento. Bisogna infatti l'80% di rappresentanza politica parlamentare ovverosia quella percentuale necessaria per operare una riforma costituzionale che è il vero frutto avvelenato che questa classe politica intende farci ingoiare per cristallizzare l'assetto costruito in questi lunghi anni fatti di transazioni nascoste, al limite della decenza, nello status quo definitivo. Sembra la realizzazione di un vecchio sogno. Per l'esattezza un vecchio sogno pidduista che finalmente si realizza. Pensiamo che dopo queste elezioni l'Italia che ci hanno quanto meno insegnato a rispettare in passato sarà qualcosa di molto diverso sicuramente dal punto di vista dei nostri diritti quelli in nome dei quali abbiamo combattuto. Ricordate ? I diritti. Per tutto questo che differenza passa fra lo schieramento di Berlusconi e quello di Veltroni ? Scuola, lavoro, sanità, economia su questi temi uno si riflette nell'altro. Buoni i presupposti. Buon lavoro Veltrusconi.
(more)
(less)
Added: 4 months ago
Views: 1,180
La scena del trattamento normalizzante tratto da "Arancia meccanica" di Kubrik, qui enucle
La scena del trattamento normalizzante tratto da "Arancia meccanica" di Kubrik, qui enucleato per rappresentare metaforicamente la riflessione sulla declinazione della violenza perpetrata dal mezzo televisivo sugli individui, diventa il filo rosso che percorre tutto questo contributo. Nei confronti della televisione cosa ne è del concetto di libertà. Quanta libertà è concepibile da parte degli individui, dei gruppi, della collettività ?Quanto in noi è comprensibilmente rubricabile come intimamente e specificatamente nostro e non frutto del pervasivo potere televisivo ? La televisione dunque. La televisione che si afferma come strumento d'omologazione e normalizzazione delle masse. La televisione che si sostituisce alla percezione della realtà. La televisione che come potente strumento educativo organizza la formazione del pensiero e del linguaggio che l'esprime. La televisione e la pubblicità che induce bisogni prima inesistenti, che fa mercato, odiens organizza ed orienta i consumi così come le opinioni su tutto ciò che "conta sapere". L'uso dei telegiornali, delle trasmissioni apparentemente d'intrattenimento, i talk show condotti dagli opinion leader, filtrano, semplificano e determinano mentre orientano la lettura del mondo. Rendono insonni le notti dei telespettatori così come sono capaci di condurre con sapiente oppiacea maestria al tranquillo sonno dei giusti. La televisione non appare mai ipocrita perché i confini del suo mondo coincidono con la realtà e il mondo che descrive e racconta ogni giorno nonostante tutte le disgrazie, le guerre, le epidemie possibili viene prontamente rimosso con un semplice cambio di canale che crea o ricrea una continuità ed una storia più rassicurante. E' il migliore dei mondi possibili e la libertà è precisamente quella d'esercitare la propria potestà sull'elettrodomestico tramite lo zapping. Questa è la realtà e questa la libertà che ci è concessa ? Tutto, nei palinsesti, contribuisce a realizzare una visione organizzata della vita dal risveglio mattutino all'ultima edizione dei tg fino al film al fuori orario . Anche la mobilità sociale ed il senso della vita è ideologicamente resa materia malleabile di trasmissione per le nuove generazioni attraverso la diffusione di una sottile formula di darwinismo sociale che sostiene la concezione mercificante della vita umana a cura della televisione. E poi ancora le testimonianze dolorose di vita vissuta, la cronaca nera ammorbante, onnipresente che interviene finanche a condizionare le emozioni distraendole dai propri obiettivi esistenziali, reali. Le trasmissioni pomeridiane determinano: ora un sentimento d'empatia, di solidarietà sociale utile ad arginare la rabbia nei confronti della propria condizione (che rischia d'essere interpretata per quello che è, condizione generale) o per diffondere timore ed insicurezza nei confronti di tutto ciò che risulta essere esterno al tranquillo perimetro che descrive il costante tram tram della vita famigliare. L'immagine che scaturisce da tutto ciò è che la democrazia come sistema di governo risulta essere solo la forma di una più sostanziale organizzazione sociale piramidale e verticistica retta dai tecnocrati dei mezzi d'informazione al servizio dei poteri forti che definiscono nei fatti la condizione del nostro pianeta. L'esempio più eclatante in questo senso è dato dal confronto elettorale fra le formazioni politiche che si sono autoproclamate come le uniche accreditate alla conduzione del paese. PD-PDL, a giudicare dalle prime battute di questa tornata elettorale, non sembrano dare il dovuto peso alla soluzione del conflitto d'interessi che si trascina oramai da tempo immemorabile in materia di emittenza televisiva. Evidente è l'intenzione di realizzare l'opzione del rassicurante equilibrio politico pattuito dal duo polio RAI - MEDIASET di cui eco profonda è il disegno di spartizione elettorale del paese da parte di questi neo partiti. Dopo tutto la televisione serve ad imporre proprio questo. No ? Una banda larga. In coda OMOLOGAZIONE di Pier Paolo Pisolini che circa 40 anni or sono ripercorreva con la sua acuta ed inattuale intelligenza le direttrici del significato di quello che sarebbe divenuto lo strapotere del mezzo televisivo. GRAZIE AD EDOARDO BARALDI CHE MI HA PERMESSO D'INSERIRE NEL FILMATO ALCUNE DELLE SUE "MANIPOLAZIONI" BIAGI WALTERISSIMO SACCA' LA BEFFA GRAZIE ANCHE A PAOLO GASTALDO www.ilsognochecontinua.it che mi ha inviato immagini di realtà strappata alla tragedia palestinese e che ho puntualmente inserito nel filmato. Infine, grazie ai miei ex alunni oggi della quarta A. Questo filmato rappresenta la continuazione delle nostre lezioni sul mito della caverna di Platone.
(more)
(less)
Added: 4 months ago
Views: 1,425
L'occasione, la crisi del governo del centro sinistra con i suoi attori, le comparse, i ki
L'occasione, la crisi del governo del centro sinistra con i suoi attori, le comparse, i killer e naturalmente tutto ciò che l'ha preceduta. Gli interventi illuminanti di Bagnasco, l'adunata sediziosa dei politici proni a sua santità in Piazza San Pietro in risposta alla sottolineatura laica della Sapienza e poi le dichiarazioni sibilline del papa sulla coscienza politica dei cattolici. Una congiuntura ? Mastella e le candide dichiarazioni deontologiche sul "senso della politica". Le sottilissime differenze fra segnalazione e raccomandazione, il "ruolo travalicante" della magistratura, la gestione allegra delle regioni regalo della revisione del titolo V della Costituzione. Il revisionismo storico, materia ambita dalla destra che vuole la scuola e le università. E poi il clima elettrico che si respira fra la gente, gli scontri in Campania fra le forze dell'ordine e gli autoctoni ambleticamente preoccupati dalla scelta che si para innanzi a loro: mondezza o termovalorizzatore ? L'infiltrazione della mafia, della camorra, dell'n'dragheta nelle amministrazioni pubbliche. L'arresto economico che grava su salari, pensioni, su chi un lavoro ce l'ha intermittente e chi non ce l'ha proprio. I rischi della borsa che tracolla nei mercati americani, asiatici, in Francia, in Inghilterra e da piazza affari, da Milano velocemente attraversa tutta la dorsale per raggiungere la più recondita comunità montana del nostro paese. Spigolando fra testimonianze, fatti ed opinioni, ascoltando la gente al bar, al lavoro, leggendo i vari blog sparsi su internet, veniamo spinti dalla sensazione di voler guardare oltre l'orlo che ci separa dal baratro. Tutto risultava già scritto da tempo? La legge elettorale frutto dell'egoismo di una classe politica senza più alcun senso del pudore ma impegnata solo ad autoperpetuarsi come specie, faceva parte di questo calcolo ? E il nostro ruolo di democratici convinti, qual è stato ? Abbiamo assecondato ? Tra la letargia di un'opinione pubblica oramai in ginocchio e un pensiero antagonista fermo a trattare sulle simbologie, un sindacato con un piede nella tagliola, si profilano scenari già "saggiati" di un passato che risulta tragico alla memoria ma che ora si ripresenta di fronte a noi come scenario di un futuro possibile. E' una versione carica di rischi per la democrazia. Se la destra vuole le elezioni e vince, le spinte che non abbiamo, spero dimenticato, che andavano dal conservatorismo più bieco fino alla repressione più dura del pluralismo (ricordate Genova ?) con questi presupposti economici, sociali, politici come si concretizeranno.
Infine la credibilità del nostro paese che inesorabilmente fa rotta verso gli abissi di una geo-politica che ci consegna il volto e destino della nostra nazione. Una semplice colonia dell'impero agognante del mercato globale.
(more)
(less)
Added: 5 months ago
Views: 4,313
|
La riproposta di un "vecchio" video (rivisto)sulla tragedia alla Thyssen.In queste ore di
La riproposta di un "vecchio" video (rivisto)sulla tragedia alla Thyssen.In queste ore di crisi, una provocazione per non dimenticare, attraverso una delle vicende più nefaste degli ultimi mesi, la raltà del paese contrapposta a quella della classe politica. Quando c'è una crisi, chi la determina ? Chi ne è responsabile ? La politica agisce per conto del cittadino ? Quali sono i limiti del potere politico e della rappresentatività in nome della quale poi agisce ? Chi decide e cosa ? Ed ancora: tra concussioni, favoreggiamenti, sputi e corna che cosa ne è della democrazia di questo paese ? Che cosa ne sarà, come si diceva un tempo, del paese reale. Qual'è il limite d'accettabilità ? Quanta deboscia ancora dobbiamo sopportare ?
(more)
(less)
Added: 6 months ago
Views: 1,960
ATTENZIONE GUARDARE IL VIDEO SOLO OPZIONANDO ALTA QUALITA'situato sotto. Descrive un ritor
ATTENZIONE GUARDARE IL VIDEO SOLO OPZIONANDO ALTA QUALITA'situato sotto. Descrive un ritorno verso la città tasformatosi in una visione.
(more)
(less)
Added: 3 months ago
Views: 1,478
Il tramonto dell'ideologia del liberismo come strada che conduce alla felicità.
Le patolo
Il tramonto dell'ideologia del liberismo come strada che conduce alla felicità. Le patologie ( anoressia, bulimia, obesità) come crisi materiale dei suoi modelli e stili di vita. Le stigmate della sofferenza e dell'infelicità inconsce si imprimono sui corpi degli individui per segnalarne la frustrazione e lo spaesamento generati dalla cultura dell'opulenza (consumare senza consumarsi). E poi la perdita del senso della realtà e della misura a fondamento dei comportamenti quotidiani. "Le somiglianze di famiglia" che si istituiscono con le sofferenze materiali del sud del mondo come "dimostrazione visiva" della medesima insostenibilità esistenziale. Il liberismo che mantiene intatto il quadro di prevaricazione e di prostrazione morale delle popolazioni più povere sotto la maschera della cooperazione orchestrata dagli apparati del mondialismo e della globalizzazione del WTO. Il filmato, in coda, contiene parte di un appello firmato da varie organizzazioni pacifiste a favore della prosecuzione delle trattative fra U.E e ACP (Africa, Caraibi e paesi del Pacifico)sul libero scambio.
(more)
(less)
Added: 7 months ago
Views: 22,641
|
|
See All 22 Videos
|