Profile
Name:
h j s m a l i e
Channel Views:
68,656
Total Upload Views:
2,064
Joined:
December 10, 2007
Subscribers:
179
L'UTOPIA E' RIMASTA, LA GENTE E' CAMBIATA... LA RISPOSTA E' ORA PIU' COMPLICATA !... ♪♫♪♫
*°* OPEN EYES *°* *°* ° *°* *°* OCCHI APERTI *°*
*´¨)
¸.*..•*¨) .¸.•*¨)
(¸.•´ ´(¸.•´ ..´•.. ¸¸.•*¨*•.¸ ¸ ¸.•´`•.¸¸.´*`.¸¸. ~ .¸. ~ . . . .. ♡ .
"...BUT I DON'T CARE! (I SEE) MY HEART REMAINS THE SAME, THE SAME,
INSIDE MY HEART REMAINS THE SAME,
MON COER RESTE TOUJOURS LE MEME...! "
*°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°*
Lo sfondo é di JOHN WILLIAM WATERHOUSE: ╔════════════════════════════╗
║●:▬▬▬▬ ". E c o . e . N a r c i s o " ▬▬▬▬:●║
╚════════════════════════════╝
*°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°*
*´¨)
¸.*..•*¨)
(¸.•´ . L'inferno dei viventi non é qualcosa che sarà; se ce n'é uno, é quello che é già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il PRIMO riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il SECONDO é rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e che cosa, in mezzo all'inferno, inferno non é, e farlo durare, e dargli spazio.
( Italo Calvino )
*°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°*
Voglio segnalarvi, caldamente, questo LINK:
http://mikeplato.myblog.it/
e gli infiniti altri ad esso correlati.
THE BEST you can find about ...
°*° °*° °*° °*° °*° °*° °*° °*° °*° °*° °*° °*° °*° °*° °*°
* . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . *
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e chi non cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero sul bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno.
Lentamente muore chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi ricordandoci sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
* . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . *
*°* OPEN EYES *°* *°* ° *°* *°* OCCHI APERTI *°*
*´¨)
¸.*..•*¨) .¸.•*¨)
(¸.•´ ´(¸.•´ ..´•.. ¸¸.•*¨*•.¸ ¸ ¸.•´`•.¸¸.´*`.¸¸. ~ .¸. ~ . . . .. ♡ .
"...BUT I DON'T CARE! (I SEE) MY HEART REMAINS THE SAME, THE SAME,
INSIDE MY HEART REMAINS THE SAME,
MON COER RESTE TOUJOURS LE MEME...! "
*°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°*
Lo sfondo é di JOHN WILLIAM WATERHOUSE: ╔════════════════════════════╗
║●:▬▬▬▬ ". E c o . e . N a r c i s o " ▬▬▬▬:●║
╚════════════════════════════╝
*°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°*
*´¨)
¸.*..•*¨)
(¸.•´ . L'inferno dei viventi non é qualcosa che sarà; se ce n'é uno, é quello che é già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il PRIMO riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il SECONDO é rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e che cosa, in mezzo all'inferno, inferno non é, e farlo durare, e dargli spazio.
( Italo Calvino )
*°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°*
Voglio segnalarvi, caldamente, questo LINK:
http://mikeplato.myblog.it/
e gli infiniti altri ad esso correlati.
THE BEST you can find about ...
°*° °*° °*° °*° °*° °*° °*° °*° °*° °*° °*° °*° °*° °*° °*°
* . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . *
Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marcia, chi non rischia e chi non cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero sul bianco e i puntini sulle "i" piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l'incertezza per inseguire un sogno.
Lentamente muore chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi ricordandoci sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
* . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . *
About Me:
*´¨)
¸.*..•*¨)
(¸.•´ . LA CURVA --- C'é un punto in cui quello che eravamo sicuri di afferrare [un'idea, una condizione, un paesaggio] cambia e diventa qualcos'altro: quel punto é UNA CURVA. In questo punto ciò che abbiamo intorno si confonde, le cose sembrano acquisire velocità e solo con il tempo e l'esperienza diventiamo in grado di padroneggiare un punto così instabile e indefinito, ma soprattutto così vivo.
Perchè se sulla nostra strada ci sarà un istante in cui saremo obbligati a essere davvero noi stessi e a confrontarci con la nostra direzione, quell'istante é racchiuso proprio lì, nella CURVA.
*°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°*
* . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . *
*´¨)
¸.*..•*¨)
(¸.•´ . Tendi alle stelle anche se devi stare su un cactus. (Susan Longacre)
* . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . *
• ------- - - - I' M STILL HERE - - - ------- • -------------:::•
. Hello .
Playground school bell rings again
Rain clouds come to play again
Has no one told you she's not breathing?
Hello, I'm your mind giving you someone to talk to
Hello!
If I smile and don't believe,
Soon I know I'll wake from this dream
Don't try to fix me, I'm not broken
Hello, I am the lie living for you so you can hide
Don't cry
Suddenly I know I'm not sleeping
Hello, I'm still here
All that's left of yesterday
( Evanescence )
* . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . *
- -----§--------------- A F O R I S M I ---------------§----- -
- Se tu esprimi ciò che è dentro di te, ciò che esprimi ti salverà. Se tu non esprimi ciò che è dentro di te, ciò che non esprimi ti distruggerà. (Gesù, da un apocrifo)
- Dove c'è angoscia, lì è presente anche il compito. (C.G. Jung)
- Imparare senza pensare è fatica perduta. Pensare senza imparare è pericoloso. (Confucio)
- Il fato guida chi vuole lasciarsi guidare e trascina chi non vuole. (Seneca)
- L'ingratitudine è sempre una forma di debolezza. Non ho mai visto che uomini eccellenti fossero ingrati. (J.W. Goethe)
- Chi compie il crimine non soffre; soffre chi è consapevole del male, seppur innocente. (S. Weil)
- Il dolore è la radice della conoscenza. (S. Weil)
- Chi è radicato nell'amore sopranaturale non viene avvilito nella sventura. (S. Weil)
- L'anima libera è rara, ma quando la vedi la riconosci, soprattutto perché provi un senso di benessere quando le sei vicino. (C. Bukowski)
- Che l'amore è tutto, è tutto ciò che sappiamo dell'amore. (E. Dickinson)
- L'amore è una quiete accesa. (G. Ungaretti)
- Tutto ciò che è fatto per amore è sempre al di là del bene e del male. (F. Nietzsche)
- Amo colui che sogna l'impossibile. (J.W. Goethe)
- Tutte le cose che sono veramente grandi a prima vista sembrano impossibili. (F. Nietzsche)
- La vita è fatta di rarissimi momenti di grande intensità e di innumerevoli intervalli. La maggior parte degli uomini, però, non conoscendo i momenti magici, finisce col vivere solo gli intervalli.
(F. Nietzsche)
* . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . * . *
*°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°*
VUOI ESSERE SOLTANTO ..........LA SCIMMIA DEL TUO DIO? (Friedrich Nietzsche)
*°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°* *°*
Hometown:
P E S A R O
Country:
Italy
Hobbies:
♥♡♥♡♥♡♥♡♥♡♥♡♥♡♥♡♥♡♥♡♥♡♥♡♥♡♥♡♥♡♥♡♥♡♥♡♥♡♥♡♥♡♥--------- - - - - ° ° ° LA PRIMA VOLTA ° ° ° - - - - --------- . . . . per Costance Chatterley e Oliver Mellors . . . . . -------------------------------------------------------------------- Non aveva che un desiderio: andare nella radura del bosco. Il resto, adesso, era solo un sogno doloroso. Se a volte era trattenuta a Wragby tutto il giorno per dovere di ospitalità, temeva di impazzire e aveva la sensazione di essere completamente svuotata. Un altro pomeriggio, sul tardi, dopo il tè, abbandonò gli ospiti e fuggì nel bosco. Attraversò il parco, correndo per paura di essere richiamata indietro, e si inoltrò nel bosco mentre il sole arrossava il cielo. Calpestò, correndo, i fiori: la luce non sarebbe durata a lungo. Quasi inconsciamente, in uno stato di esaltazione, raggiunse la radura. Il guardiacaccia era lì, in maniche di camicia, che chiudeva le gabbie per la notte affinché i piccoli fossero al sicuro. Tre fagianotti zampettavano ancora sotto il riparo di paglia, incoscienti e incuranti dei richiami ansiosi delle madri. "Non resistevo senza vedere i pulcini!" disse Connie ansimante, lanciando un timido sguardo al guardiacaccia, quasi senza accorgersi però della sua presenza. "Ce ne sono altri?" "Per ora trentasei! Niente male!" Provava anche lui un piacere intenso nel veder schiudere le uova. Connie si accoccolò di fronte all'ultima gabbia. Tre pulcini erano entrati, ma le loro testine sfrontate spuntavano ancora fra le piume dorate. Poi scomparvero, e un solo capino si affacciò a scrutare il mondo tra le piume del soffice grembo materno. "Come vorrei toccarli!" esclamò Connie, infilando guardinga le dita tra le sbarre della gabbia. Ma la fagiana la beccò incollerita e lei ritirò la mano sorpresa e impaurita. "Mi ha beccato! Mi odia!" disse con voce meravigliata "Ma io non le farei mai del male!" Il guardiacaccia, in piedi dietro di lei, fece una risata e le si mise seduto accanto, infilando lentamente, ma sicuro, la mano nella gabbia. La fagiana lo beccò, ma con delicatezza. Senza fretta, dolcemente, con dita ferme e leggere, tastò fra le piume della fagiana e tirò fuori un pulcino che, chiuso nella sua mano, prese a pigolare debolmente. "Ecco!" disse, tendendo la mano verso di lei.
Movies:
. Connie afferrò quel cosino scuro e lo tenne in mano, ritto a fatica su due gambine sottilissime: un atomo di vita palpitante che le fremeva in mano su tenui e minuscole zampette. Il pulcino sollevò deciso il capino ben formato, sbirciò intorno risoluto, e lanciò un debole pigolìo."Com'è adorabile! E intraprendente!" disse Connie con dolcezza. Anche il guardiacaccia, seduto per terra, osservava divertito il fagianotto così spigliato che lei teneva in mano. All'improvviso vide una lacrima caderle sul polso. Allora si alzò e si allontanò da lei, muovendosi verso un'altra gabbia. D'un tratto, aveva risentito l'antica fiamma divampargli dentro e bruciargli i lombi: la fiamma che riteneva spenta per sempre. La combatté, voltando la schiena a Connie. Ma la fiamma, ardendo, continuò a divampare fino a lambirgli le ginocchia. Si voltò a guardarla e la vide inginocchiata alla gabbia che tendeva ciecamente le mani verso la fagiana perché il pulcino ritornasse da lei. Aveva un'espressione di tale disperata solitudine, che l'uomo ebbe uno spasmo di pietà per lei, intenso, fin nelle viscere. Inconsciamente le si avvicinò di nuovo, si chinò, le prese il pulcino dalle mani perché capiva che lei temeva la fagiana, e lo rimise nella gabbia. La fiamma improvvisa gli saettò furiosamente nelle reni. Guardò Connie con apprensione. Lei, voltando il viso, aveva iniziato a piangere, e piangeva disperatamente, con tutto il tormento della sua solitudine. Il cuore di lui, all'improvviso, si sciolse come neve al sole. Allungò la mano e le poggiò le dita sulle ginocchia. "Non pianga!" disse dolcemente. Ma lei si coprì il volto con le mani, conscia che il suo cuore era spezzato e che nulla più ormai importava. Lui pose la sua mano sulla spalla e, leggermente, delicatamente, la spostò lungo la schiena di lei, accarezzandola ciecamente fino all'incavo dei lombi ricurvi. E lì, la sua mano, con estrema dolcezza, le toccò i fianchi, accarezzandoli in quel suo modo cieco e istintivo. Connie aveva trovato un fazzoletto e stava tentando di asciugarsi le lacrime. "Vuole venire al capanno?" le disse in tono neutro, tranquillo.
Music:
. E prendendola delicatamente per un braccio, la fece alzare e la condusse lentamente verso il capanno, tenendola stretta fin quando non furono entrati. Spostò di lato la sedia e il tavolo, prese dalla cassa degli attrezzi una coperta militare e, senza fretta, la distese per terra. Connie, in piedi, immobile, rimase ad osservarlo. Il volto di lui era pallido e inespressivo, come di uno che si arrende al destino. "Sdraiati!" le disse con dolcezza. Poi chiuse la porta, e nel capanno fu buio, buio pesto. Connie, con imprevedibile docilità, si distese sulla coperta. Quindi sentì la mano di lui, tenera e disperatamente avida, toccarle brancolante il corpo, cercandole il viso. La mano le accarezzò il viso dolcemente, teneramente, lieve e rassicurante; poi le sue labbra la baciarono, umide, su una gota. Lei giaceva ferma, immobile, sprofondata in una specie di sonno, di sogno. Rabbrividì solo quando percepì la mano di lui muoversi delicatamente, anche se in modo goffo e impacciato, tra i suoi vestiti. Però sapeva anche come spogliarla, quella mano, proprio lì dove voleva. Le tirò giù lentamente, sfilandogliela con cura, la sottile guaina di seta. Poi, con un fremito di inaudito piacere, le accarezzò il ventre morbido e caldo, e le sfiorò l'ombelico con un bacio. E, immediatamente, dovette entrare in lei, penetrare la quiete terrena del suo corpo languido ed arrendevole. Per lui fu un momento di pace intensissima entrare in quel corpo di donna. Lei continuava a rimanere ferma, sempre immersa in una sorta di torpore profondo. Il movimento, l'orgasmo non le appartenevano, erano di lui, solo di lui. Lei, per se stessa, non poteva fare nulla. Quelle braccia che la stringevano, quel movimento intenso del suo corpo, il suo seme che sprizzava in lei... non era che un sonno da cui cominciò a ridestarsi se non quando lui ebbe finito e si abbandonò ansimante sul suo seno. Allora, in modo estremamente vago, Connie iniziò a chiedersi perché. Perché era stato necessario? Perché ora provava un senso di pace come se la grande nube che la opprimeva si fosse dissolta per sempre? Era accaduto davvero? Il suo animo tormentato di donna moderna però non riusciva ancora a rasserenarsi. Era stato reale? Connie era consapevole che se si era data a quell'uomo, era stato reale. (...) L'uomo giaceva in una immobilità misteriosa. Cosa provava? Cosa pensava? Connie non lo sapeva. Per lei era un estraneo, non lo conosceva. Doveva solo attendere; non aveva il coraggio di violare quella sua enigmatica immobilità. Era lì, che la teneva fra le braccia, il corpo sul suo, quel corpo umido che la toccava, così stretto, così vicino.... e sconosciuto. Ma sereno. La sua stessa immobilità era piena di pace.
Books:
Connie lo comprese quando infine lui si riscosse e si staccò da lei. Fu come un abbandono. Nel buio, le tirò giù il vestito fin sotto le ginocchia, poi si alzò rimanendo in piedi qualche attimo, probabilmente a sistemarsi i pantaloni. Aprì quindi la porta, e senza dire una parola, uscì. Connie vide una luna scintillante splendere sopra le querce nel riverbero del crepuscolo. Si alzò rapidamente e si riassettò il vestito. Era a posto. Andò verso la porta del capanno. Il sottobosco era tutto in ombra, molto cupo e oscuro. Ma in alto il cielo era limpidissimo, anche se non diffondeva più luce. Dal buio lui venne verso di lei, il volto una chiazza pallida. "Andiamo?" le chiese. "Dove?" "Ti accompagno ai cancelli." Era lui che gestiva la situazione. Chiuse a chiave la porta del capanno e la seguì. "Sei pentita?" "Io? No! E tu?" rispose Connie. "No" poi, dopo un istante, aggiunse: "Però c'è tutto il resto". "Che resto?" "Sì, Sir Clifford, gli altri, e tutte le complicazioni" "Quali complicazioni?" chiese lei, stupita. "Ma sì, ci sono sempre. Sia per te che per me." Camminava spedito nell'oscurità. "E ti dispiace?" "In un certo senso!" ribatté lui, guardando il cielo. "Pensavo di esserne fuori... e invece, ecco che ho ricominciato" "Ma cosa?" "A vivere." "A vivere?" gli fece eco lei, con un fremito strano."Sì! Non lo si può evitare. E se lo si fa, tanto vale morire. Perciò, se devo ricominciare..." Connie non era d'accordo, ma replicò allegramente: "E' solo amore!" "E va bene! Che sia!". In silenzio, nel bosco che si stava rabbuiando, proseguirono fin quasi alla cancellata. "Tu non mi odi, vero?" chiese Connie impensierita. "No, no!" e all'improvviso la strinse a sé, con quell'impeto che solo la passione sa infondere. "Per me è stato bello, molto bello! E per te?" "Sì, anche per me" mormorò, non del tutto sincera, dal momento che non aveva goduto molto. La baciò dolcemente, teneramente, con baci pieni di calore. "Se solo non ci fosse tanta gente al mondo!" esclamò cupo. Lei rise. Erano arrivati al cancello del parco. Lui lo aprì. "Mi fermo qui." disse. "Sì." E gli tese la mano, come per salutarlo; ma lui la prese tra le sue. "Vuoi che torni?" gli chiese ansiosa. "Sì, sì!". - - - - - - - - - - - - --------------------------------------------------------------------- [ da ♥♡ "L' AMANTE DI LADY CHATTERLEY" ♡♥ di D.H.Lawrence ] - Un breve riassunto lo trovate qui : http://it.shvoong.com/books/73870-amante-di-lady-chatterley/ ♥♡♥♡♥♡♥♡♥♡♥♡♥♡♥♡♥♡♥♡♥♡♥♡♥♡♥♡♥♡♥♡♥♡♥♡♥♡♥♡♥
Subscriptions
(146)
Recent Activity
|
|
hjsmalie rated a video:
|
|
|
|
hjsmalie rated a video:
La nascita di Gesù e la profezia dei Re Magi - Un film del maestro Franco Zeffirelli (1977)
|
|
|
|
hjsmalie favorited a video
"la buona novella" concept album di Fabrizio De Andrè
tratto dalla lettura dei Vangeli Apocrifi qui adattato in 5 parti da D.De Carolis -gir... more |
|
|
|
hjsmalie favorited a video
|
|
|
|
hjsmalie rated a video:
Asciuga le tue lacrime non piangere perchè
Gesù nostro carissimo è nato anche per te. |
|

















Avrei voluto chiamarti oggi ma non ce ne è stato il tempo...non mi andava di star con te pochi minuti...non è una cosa normale per noi :)). Domani però ci sentiremo di sicuro. Grazie per il bacio in più che ricambio insieme a tutti gli altri :)
TVBENISSIMISSIMO
buone feste anche a te e un super anno nuovo!
incontrarsi in viaggio è sempre un piacere immenso
:)
tanti baci e un 2010 fantastico!!
inutile dire che mi hai soltanto preceduto...
Stessa cosa vale per me:-)
baci e carezze