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Il Palazzo Schifanoia di Ferrara, oggi sede di un museo, venne eretto su...
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Il Palazzo Schifanoia di Ferrara, oggi sede di un museo, venne eretto su commissione di Alberto V d'Este nel 1385. Il nome (che, letteralmente, significa "che schiva la noia") voleva sottolineare il suo impiego come luogo di incontri conviviali e feste di corte. Gli affreschi del Salone di rappresentanza, uno degli esempi più alti raggiunti dall'arte rinascimentale profana nelle corti italiane del XV secolo, furono eseguiti per volontà di Borso d'Este negli anni 1468-1470. La straordinaria rapidità esecutiva, ottenuta attraverso l'impiego di un nutrito gruppo di pittori (rappresentanti della cosiddetta "officina ferrarese") si spiega, con tutta probabilità, con il fatto che questi dovevano celebrare l'investitura, da parte di papa Paolo II, di Borso a duca di Ferrara, programmata all'inizio del 1471. Con la decadenza degli Estensi il palazzo fu adibito ad uso civile. Il salone ospitò le lavorazioni di una manifattura di tabacchi e poi un granaio, con una completa intonacatura delle pareti sopra le pitture ormai malandate. Rimosso progressivamente lo scialbo tra il 1820 ed 1840, gli affreschi sono stati riportati alla luce e in buona parte recuperati. Sette dei dodici campi (quelli dei mesi che vanno da Marzo a Settembre) risultavano ampiamente leggibili; gli altri erano irrimediabilmente perduti. Ogni pannello con l'affresco del Mese è suddiviso in tre fasce orizzontali. In alto: i Trionfi degli Dei Al centro: tre Decani, (figure astologiche associate a ciascuna decade del mese) In basso: scene della vita di Borso d'Este.
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Il progetto originario del palazzo Farnese si deve ad Antonio da Sangall...
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Il progetto originario del palazzo Farnese si deve ad Antonio da Sangallo il Giovane, per incarico del cardinale Alessandro Farnese (futuro papa Paolo III), che tra il 1495 e il 1512 aveva acquistato il palazzo Ferriz e altri edifici che sorgevano nell'area. I lavori, iniziati nel 1514, si interruppero per il sacco di Roma nel 1527 e furono ripresi nel 1541, dopo l'ascesa al papato del cardinale, con modifiche al progetto originario e creazione della piazza antistante, ad opera dello stesso Sangallo. Alla morte di quest'ultimo, nel 1546, l'opera proseguì sotto la direzione di Michelangelo. Dal 1874 il palazzo è destinato a sede dell'ambasciata francese. La Galleria, opera di Annibale Carracci (con l'iniziale collaborazione del fratello Agostino), fu commissionata all'artista dal Cardinale Odoardo Farnese alla fine del XVI secolo. Gli affreschi della volta rappresentano figurazioni mitologiche di grande sensualità, che celebrano senza alcun falso ritegno l'onnipotenza dell'amore. Tra finte membrature architettoniche, il pittore compone la volta come se fosse una quadreria con tanto di cornici dipinte. L'insieme che ne risulta appare molto originale e dinamico, con giochi illusionistici di grande effetto. Annibale Carracci lasciò i lavori del Palazzo nel 1605, per contrasti col cardinale ma anche per motivi di salute (morirà nel 1609). La decorazione delle pareti fu completata dai suoi allievi ma il tema cambiò in maniera radicale, tornando alla metafora moraleggiante del trionfo della virtù sul vizio ed alle imprese della famiglia Farnese.
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Edificata tra il 1406 e il 1425, la Cappella di San Brizio nel Duomo di...
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Edificata tra il 1406 e il 1425, la Cappella di San Brizio nel Duomo di Orvieto si apre sulla testata destra del transetto. I lavori per la sua decorazione iniziarono nel 1447. Il primo incarico venne dato al Beato Angelico, affiancato poi da giovani artisti, fra i quali Benozzo Gozzoli, per accelerare i lavori che procedevano troppo a rilento. L'espediente non raggiunse lo scopo, e nel 1499 l'incarico passò a Luca Signorelli, noto all'epoca per la sua abilità nel raffigurare i corpi umani e per l'uso sapiente della prospettiva. Il pittore di Cortona in meno di cinque anni ha realizzato l'opera che l'ha reso celebre. Un ciclo di affreschi dedicati al tema dell'Apocalisse e del Giudizio Universale svolto in sette scene: le "Storie dell'Anticristo", il "Finimondo", la "Resurrezione della carne", i "Dannati", "L'Inferno", il "Paradiso" e gli "Eletti".
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L'oratorio di San Giovanni Battista di Urbino sorge sul luogo di un anti...
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L'oratorio di San Giovanni Battista di Urbino sorge sul luogo di un antico ospizio per infermi e pellegrini e, dietro una facciata in stile neogotico dell'inizio del secolo XX, nasconde un eccezionale gioiello di pittura, testimonianza di quello stile denominato "gotico fiorito" o "gotico internazionale". Gli affreschi, capolavoro dei fratelli Lorenzo e Jacopo Salimbeni (1415-16), presentano nella parete di fondo, dietro l'altare, una maestosa "Crocifissione" dove colpisce il contrasto stridente tra la drammaticità della scena principale e il disperdersi della narrazione in mille episodi, indifferenti al dramma che si svolge nella parte superiore della composizione, mentre su quella di destra si sviluppa un ciclo di pitture con scene raffiguranti la vita di San Giovanni Battista, tra le quali l'Annuncio dell'angelo della nascita di Giovanni, il Battesimo di Gesù, il Battesimo dei neofiti e la Predica. La raffigurazione dei personaggi vestiti all'ultima moda con cappelli fantasiosi e vesti sontuose, l'amore per il dettaglio, il gusto di raffigurare particolari tratti dall'osservazione della realtà quotidiana, denotano un'adesione del tutto personale degli autori allo stile tardogotico
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La Torre dell'Aquila risale al XIII secolo, ed in origine era una torre ...
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La Torre dell'Aquila risale al XIII secolo, ed in origine era una torre aperta le cui merlature sono ancora visibili nelle mura settentrionali e meridionali. Tra il XIV secolo ed il XV secolo il principe vescovo Giorgio I di Lichtenstein la fece ricostruire e sopraelevare per ospitare la guarnigione a difesa delle mura della città. All'inizio del XVI secolo, con la costruzione da parte del principe vescovo Bernardo Clesio del Castello del Buonconsiglio, ne divenne di fatto parte integrante.Verso la fine dello stesso secolo fu trasformata in prigione. Le pareti interne presentano il Ciclo dei Dodici Mesi, commissionate dal principe vescovo Liechtenstein al pittore boemo Venceslao (1390-1400 circa). Questi affreschi descrivono la situazione economica, sociale e politica del Trentino tra il 1300 e l'inizio del secolo successivo. Il mese di Marzo è andato, purtroppo, perduto perché un incendio ha distrutto la colonna di legno sulla quale era dipinto. Gli affreschi del Ciclo dei Mesi raffigurano, secondo l'alternarsi delle stagioni, sia la vita e i passatempi dei nobili che il lavoro dei contadini nei campi. Viene prestata molta attenzione al succedersi delle stagioni: il paesaggio invernale innevato diventa rigoglioso di vegetazione in primavera, i raccolti estivi segnano l'apice dell'attività agricola, mentre, nel mese di novembre, gli alberi sono circondati dalle foglie secche cadute sul terreno. La cura dei particolari ritorna nella minuziosa descrizione delle vesti. Per i nobili gli abiti sono ricchi di colori, molto più semplici e pratici sono invece quelli delle classi umili, rappresentate sempre durante il lavoro.
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Un saluto sa Roma
Annita Frisina
2012 è quasi arrivato , te lo auguro bello quanto i tuoi video ...:-))) ! Augurissimi !
Joëlle-Anne
Gracias y desearte un feliz año nuevo.
Complimenti Carlo. Come sempre, ottimo ed eccellente.
Vi ringraziamo e vi auguriamo un felice anno nuovo.
Piano piano sono sicura che anche tu ti riprenderai presto. Noi siamo forti...siamo un'altra generazione...!!
Buon Natale e un 2012...pieno di buona salute e tranquillità a te e alla tua famiglia.
Un abbraccio...Grazie per aver scelto un mio brano...per il tuo video bellissimo complimenti...!!!!
Annita Frisina
L'ho scritto poco fa sulla mia pagina, in francese ed in italiano, i due componenti della mia vita ...
Ottima serata Carlo
Joëlle-Anne
Complimenti per questo tuo bellissimo video in primo piano, ottima anche la musica....molto bella...!.
Buon fine settimana.
Un abbraccio e un saluto da Roma
Annita Frisina
Cordiales saludos.
Una gioia vedere i video di Carlo! Complimenti ancora e grazie per il vostro lavoro ammirevole.
Cordiali saluti.