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LA PROVINCIA DI LECCO
7.2.2010 pag. 47
recensioni / teatro
Evolution: lo spettacolo
che fa tornare bambini
Energia e ironia, forza e grazia il mix di Anthony Heinl
LECCO Confermate le attese della vigilia. Lo spettacolo di Anthony Heinl «Evolution», al Sociale per la rassegna «Altro Teatro», ha sorpreso, stupito, divertito il pubblico. Uno spettacolo così fa tornare bambini, fa spalancare gli occhi dalla meraviglia. Illusioni ottiche, ombre misteriose e bugiarde, la gravità annullata. Poi un enorme materassino per farci i salti, un lettone felliniano, usato senza malizia. Energia e ironia, forza e grazia. In una parola, leggerezza.
È quanto prometteva lo spettacolo. La magia derivata da una nuova concezione di ?black light theater? «da non perdere assolutamente, raro e unico nel suo genere». Solo in alcuni momenti dello spettacolo in effetti il palcoscenico era illuminato. Nel finale, come preparazione al lungo e divertente momento degli applausi, con gli assoli della compagnia, otto danzatori, quattro maschi e quattro femmine, e in un altro paio di occasioni.
Il resto del tempo lo spazio scenico era avvolto nel buio e i danzatori vi agivano come segni grafici di una scrittura che per alcuni effetti ricordava l'arte di strada, i graffiti. C'è molto pop in «Evolution». Raffinato, come la colonna sonora del gruppo francese Air. Niente improvvisazione. Non si può a questi livelli. Anche se in certi gesti sembra esprimersi soltanto la voglia di muoversi, la gioia della propria fisicità, in realtà ogni passo richiede studio, applicazione.
La macchina scenica funziona, anche su un palcoscenico piccolo come quello del Sociale. Garantisce il viaggio in un mondo onirico, con fantasia e semplicità, risultato della contaminazione di varie discipline: danza, teatro fisico, acrobatica, ma anche video art con in più il ricorso alle più aggiornate macchine sceniche. Nei primi quadri la scena è quella di un acquario. Dietro un telo prendono vita ombre che si sdoppiano all'infinito, dando vita a forme primordiali. Strane creature si appropriano del palcoscenico, sfidano il pubblico a crederci. Si alternano episodi ironici ad altri, più meditati. Predomina la sorpresa. Quello che vediamo sembra contraddire le nostre credenze in merito alla gravità dei corpi, al peso e allo spazio che occupano. Un gioco di prestigio anima un lenzuolo che sembra in effetti reggersi da solo.
Dopo l'intervallo la scena appare occupata dal grande materassino del quale si diceva all'inizio. Se già prima l'idea dominante era quella della lievitazione, figurarsi con un pavimento elastico. È su questa pedana elastica che si esibiscono i danzatori nel finale, finalmente rivelati. Sono Anthony Heinl ? per sei anni è stato il primo ballerino della compagnia dei Momix (nella foto sopra il titolo un loro spettacolo) e assistente coreografo di Moses Pendleton, nello spettacolo messo in scena qui a Lecco coreografo, regista, scenografo, costumista, architetto delle luci ? Nadessja Casavecchia, Antonella Perazzo, Francesco Capuano, Francesco Gammino, Zaira Greifemberg, Bianca Pratali, Ivan Trimarchi.
Claudio Scaccabarozzi