|
clef1973 liked a video
(5 months ago)

Nel 2009, ha vinto il premio premio, al prestigioso Concorso pianistico internazionale Van Cliburn. Van Cliburn stesso ha detto: « Miracolo è l'unica...
more
Nel 2009, ha vinto il premio premio, al prestigioso Concorso pianistico internazionale Van Cliburn. Van Cliburn stesso ha detto: « Miracolo è l'unica parola per descriverlo. Questo è veramente un atto di Dio. »
Da Repubblica — 01 agosto 2010 Il Nobuyuki Tsujii seduto al pianoforte è ben diverso da quello che, in questi giorni, cammina per le strade di Cortona. Timido, remissivo, sempre a testa bassa nella quotidianità. Animato da una forza ignota e da sorrisi d' estasi sul palco. Ha 20 anni, Tsujii, e due cose porta con sé da quando era bambino: l' amore per la musica. E la cecità. L' uno ha sovrastato l' altra: oggi, Tsujii è un fenomeno nel suo paese, il Giappone. E' stato il primo pianista asiatico a vincere il prestigiosissimo premio Van Cliburn, negli Usa, nel 2009; due anni prima, il cd Debut aveva venduto 190 mila copie, cifra ragguardevole per la musica classica. E la conquista del mondo è iniziata da New York, dalla Carnegie Hall. Ora, il «Tuscan sun festival» se lo è aggiudicato per il debutto in Italia: stasera (Teatro Signorelli a Cortona, ore 21), esegue il mozartiano Concerto per pianoforte e orchestra «Dell' incoronazione» con i Sinfonici del Maggio diretti da Julian Kovatchev; in programma anche Le quattro stagioni di Vivaldi con il violinista sedicenne Chad Hoopes, ospite l' attore Charles Dance. Il suo primo recital è stato a Tokyo, quando aveva 12 anni. «In realtà ho debuttato molto prima. A 4 anni. A Saipan, dove ero in vacanza con la mia famiglia. Un giorno passammo davanti ad un negozio da cui proveniva il suono di un pianoforte automatico. Mi colpì, feci di tutto per entrare, volevo suonare quello strumento a tutti i costi. Ci riuscii. Fu inserita l' opzione manuale, ed io eseguii un pezzo di Richard Clayderman, Ballade pour Adeline. Al termine, sentii uno scroscio di applausi. C' era un sacco di gente intorno a me, in delirio. Allora capii cosa volevo fare da grande». Quando si è reso conto delle sue potenzialità di musicista? «Mia madre mi racconta che a otto mesi imparavo con grande facilità le canzoni. Lei le cantava, le interrompeva e io proseguivo. Quando ascoltava Chopin, impazzivo dalla felicità. Così decisero di regalarmi un pianoforte giocattolo. Ho iniziato a studiare a due anni». Quali sono i suoi compositori preferiti? «Chopin per la delicatezza. Debussy per il colore. E Beethoven perché, essendo sordo, aveva un problema come me». Facile diventare famosi nella musica se si è non vedenti, dicono. Lei cosa rispondea chi la pensa così? «Non ci penso. O cerco di non pensarci. Voglio suscitare attenzione non per la disabilità, o perché molto giovane. Ma perché ho le qualità per diventare un grande pianista. Io vado avanti per la mia strada, cosciente che la perfezione è lontana, che devo studiare ancora tanto. Come qualunque musicista della mia età». Come impara i brani che deve eseguire? «All' inizio utilizzavo gli spartiti in braille. Ma quel metodo richiede troppo tempo, quindi adesso vado ad orecchio: ascolto le cassette, e suono». Il suo pianista preferito? «Evghenij Kissin. Adoro la delicatezza del suo tocco, i pianissimi». E lei che suono cerca? «Il virtuosismo non basta. Pongo molto l' accento anche sull' interpretazione, sull' espressività. La condizione in cui vivo fa dell' interiorità un elemento primario della vita quotidiana: questo mi spinge a porgere al pubblico ogni minima emozione che ciascuna nota produce in me». Cosa è per lei la musica? «Sono uno di poche parole. Riesco a dire quello che provo, quello che penso solo con l' infinito vocabolario della musica». E il pianoforte? «E' un secondo cuore. Senza questo strumento non riuscirei a vivere. Vorrei suonare sempre. Anche adesso». Ci saranno pure dei momenti in cui si dedica ad altro. «Mi piace nuotare. Sciare. La montagna. Il vento in faccia. E il canto degli uccelli. Quelli che ascolto qui, a Cortona, hanno un cinguettìo tutto loro. Mi sussurrano cose bellissime su una campagna meravigliosa». Cosa resta, oggi, di quel Nobuyuki Tsujii che suscitò un' ovazione in un anonimo negozio? «Quando suono in pubblico, provo la stessa emozione mista a sorpresa. Come se fossi ancora lì, ignaro di chi mi sta intorno». -
less
|
|