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IL REATO DI APOLOGIA DEL FASCISMO.
LA LEGGE SCELBA:
I canali contenenti simboli, sfondi e materiale audio-video che presentano un'esaltazione dei regimi nazi-fascisti possono essere segnalati a YT come fuorilegge in virtù della legge 20 giugno 1952 numero 645, detta Legge Scelba, che punisce con sanzioni detentive (e dunque non pecuniarie) chiunque fa
"propaganda per la costituzione di un'associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità di riorganizzazione del disciolto partito fascista e pubblicamente esalta esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche" (Art. 4).
IL REATO DI INCITAZIONE ALLA VIOLENZA E ALLA DISCRIMINAZIONE PER MOTIVI RAZZIALI.
LA LEGGE MANCINO:
Vale a dire la Legge 205/1993 (Discriminazione, odio o violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi), che all'articolo 1 sanziona penalmente con la reclusione sino a tre anni chi diffonde in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità o sull'odio razziale o etnico, ovvero incita a commettere o commette atti di discriminazione per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi.
In ogni segnalazione specificate apertamente il riferimento a tali leggi dello Stato italiano: YouTube NON può rendersi complice di un reato perpetrato ai danni della sicurezza dei cittadini e della democrazia del nostro Paese.
PERCHE' SEGNALARE I SITI NEOFASCISTI:
Si tratta di rispondere a un certo uso politico della libertà di espressione. I neofascisti fanno in definitiva un doppio gioco: vogliono per loro stessi la libertà di espressione che, dicono, è stata loro negata per decenni (in realtà la legge Scelba è stata applicata solo in casi estremi), ma non la concedono a quelli che considerano indesiderabili.
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"La nostra polemica contro gli italiani non muove da nessuna adesione a supposte maturità straniere; né da fiducia in atteggiamenti protestanti o liberisti. Il nostro antifascismo prima che un'ideologia, è un istinto.
(...) La lotta tra serietà e dannunzianesimo è antica e senza rimedio. Bisogna diffidare dalle conversioni, e credere più alla storia che al progresso, concepire il nostro lavoro come un esercizio spirituale, che ha la sua necessità in sè, non nel suo divulgarsi. C'è un valore incrollabile al mondo: l'intransigenza e noi ne saremmo, per un certo senso, in questo momento, i disperati sacerdoti"
Piero Gobetti, 1922