Le radici dell'hip hop si possono rilevare nei cosiddetti block party (feste di quartiere) in voga negli anni 1970 a New York, e nello specifico nel quartiere del Bronx.
Già dagli anni 1930 più di un quinto dei residenti di Harlem proveniva dalle Indie Occidentali, ed i block party nati successivamente erano strettamente simili alle feste giamaicane dette Sound System, solitamente frequentate da molta gente che si accalcava nei pressi di potenti e costosi impianti sonori portatili, spesso utilizzati per competere tra i DJ, che successivamente aggiunsero l'elemento del toasting.
La musica rap emerse da questi block party dopo che Dj Kool Herc ebbe l'idea di isolare pezzi di canzoni dove erano presenti solo percussioni (detti breakdown) o momenti particolarmente apprezzati tra i ballerini ed i frequentatori delle feste (breaks). Successivamente i giovani afroamericani del Bronx iniziarono a ballare su questi breaks, da cui il nome di B-boys (e Breakdance); parallelamente anche i cosiddetti MC iniziarono a parlare sopra questi "ritagli" di musica, ripetuti grazie alla tecnia di Beat juggling; in Giamaica, un simile stile musicale chiamato dub si sviluppò dal medesimo concetto di isolamento e ripetizione dei break. Tuttavia,
« "most rappers will tell you that they either disliked reggae or were only vaguely aware of it in the early and middle '70s." "molti rapper vi diranno di avere antipatia per il reggae o solo una vaga conoscenza del genere all'inizio ed a metà degli anni '70" » (Toop, 1991)