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Daniel
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Nation: Tyrol
██████████100%TRENTINO
██████████100%TIROLESE
██████████100%EUROPEO
██████████100%CATTOLICO
██████████100%ANTIFASCISTA
██████████100%MONTANARO
█████████ 90%SECESSIONISTA
████████ 80% AUTONOMISTA
████████ 80% AUSTRIACANTE
███████ 70% AMBIENTALISTA
██████ 60% ANTIRAZZISTA
██████ 60% MITTELEUROPEO
████ 40% LATINO
██ 25% NONESO
██ 25% VALSUGANOTTO
█ 12,5% SALISBURGHESE
| 0% ITALIANO
Il Trentino NON è Italia e chiunque se ne può rendere conto. Tutte le BALLE che sono state raccontate in questi decenni di occupazione, sono frutto della propaganda fascista e, più in generale, nazionalista. Mussolini, proprio il dittatore che fece erigere nel Tirolo storico i tanto discussi monumenti alla presunta italianità di queste terre, conosceva bene la realtà trentino-tirolese. Nel 1909 aveva infatti trascorso un periodo nella Trento asburgica, dove si era scontrato più volte con il giovane Alcide Degasperi e aveva invece stretto amicizia con Cesare Battisti, anch'egli socialista come il futuro duce.
Ma vediamo che impressione fece il Trentino austriaco a colui che lo dichiarò terra a tutti gli effetti italiana solo pochi anni dopo:
"Vi sono molti italiani che giungendo nel Trentino credono di trovarvi uno stato d'animo uguale a quello delle popolazioni italiane (una élite delle stesse però) sofferenti del giogo austriaco in Lombardia prima del '59, nel Veneto prima del '66. Poiché i trentini - popolazione italiana - sono soggetti all'Austria, e poiché l'Austria è nemica dell'Italia, i "regnicoli" ingenui di cui sopra credono all'esistenza di un irredentismo, di un movimento cioè antiaustriaco tendente a separare violentemente il Trentino dal cosidetto nesso dell'Impero per ricongiungerlo all'Italia. Non so, se irredentisti nel senso tradizionale della parola, ci siano a Trieste, dove il sacrificio di Oberdauk è troppo recente per essere dimenticato, ma è certo che a Trento irredentisti non ce ne sono, o se ci sono non si addimostrano apertamente: taluni del resto non potrebbero costituire, data l'esiguità del loro numero, un'associazione qualsiasi.
Irredentismo e irredentisti non esistono nel Trentino a meno che non si voglia far passare per irredentismo le sassaiuole contro il grifo della birreria Forst (grifo del resto permesso e autorizzato dal Comune) o qualche timida ostentazione di coccarde tricolori - limitate però sempre all'elemento giovane per non dir infantile - o i piani rocamboliei di uno squilibrato qual'è il Colpi, o l'impiccagione di un fantoccio raffigurante Hofer a pie della statua a Dante o il getto di uova fracide sugli stemmi austriaci compiuto nel cuor della notte. Che i fogli tedeschi del Tirolo - quasi tutti sussidiati dalle associazioni pangermaniste - agitino periodicamente il babau dell'irredentismo trentino, è comprensibile. Ma uno studio sul luogo, ma un sufficiente lungo contatto coi trentini, basta per sfatare le leggende irredentiste. Neppure durante il nostro risorgimento, vi furono movimenti irredentisti nel Trentino. Gli agitatori della nazionalità politica d'allora erano più che altro valenti causidici, che pellegrinarono nei parlamenti d'Europa, a Francoforte, a Vienna, a Krenisier, chiedendo prima l'annessione del Trentino al Veneto e poi l'indipendenza amministrativa del paese, facendo soverchie di storia sull'origine romana dei trentini e del Trentino, ma non ebbe un sol uomo che abbia tentato una resistenza armata: i pochi fatti d'arme, che nel 48 e dopo ebbero luogo nel Trentino, sono dovuti o all'esercito italiano o ai garibaldini; insurrezioni dei trentini non se n'ebbero, né a Trento ne altrove, scrive Cesare Battisti, acuto conoscitore della sua terra. Se dunque mancarono moti irredentistici seri, quando tutta l'Europa era in fiamme, se il Trentino non arse quando Garibaldi lo popolò di camicie rosse trionfatrici e liberatrici, assurdo sarebbe oggi cercare le tracce dell'irredentismo.
(...) I contadini sono austriacanti. Talvolta i coscritti di certe vallate trentine scendendo nelle città, cantano inni antiitaliani, offendono gli italiani, gridano Viva l'Austria! Il clero ha dato nei tempi passati qualche milite dell' italianità sia linguistica che politica. Oggi non più. Il clero trentino, e lo vedremo meglio esaminando l'opera e il programma dei diversi partiti politici trentini, predica la soggezione materiale e morale all'Austria."
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Trento/Trient
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Student
Interests:
History, politics, culture and traditions. But mainly
God, my Elisa, my Tyrolean fatherland and my mountains.
Music:
rock, folk music
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Du hast recht, es ist ein Verbrechen, wenn wir unsere Kultur und Geschichte aufgeben, die unsere Vorfahren über Jahrhundete aufgebaut haben, nur weil es schwer ist, sie zu erhalten. Aber nur die toten Fische schwimmen mit dem Flußstrom!
I don't speak italien, but Trentino ( Welschtirol ) is and stays Tyrol forever! the language isnt the Problem, the langauge was never the problem in austrian history, but nationalism destroyed our old austria and splitted regions like Tyrol in 3 parts! its great to see that also in trentino some austrians are left. When I am in southtyrol, i will go to Welschtirol too, maybe we can meet somewhere, somewhen