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Saint Febronia lived during the reign of the Emperor Diocletian.
She grew up in a convent in Assyria, where her aunt was the abbess. Well-respected by the other sisters, Febronia was known for her humility, wisdom and beauty.
When the Emperor's men came to a town near the monastery to kill the Christians in the area, they heard about Febronia. The leader, Selinus, demanded that the holy virgin be brought to him. Febronia refused his demands. She stood firm in her choice of the Lord Jesus Christ over any mortal man.
Saint Febronia was tortured severely and finally killed. On the same day, her killer died a horrible death.
Silenus' nephew, Lysimachus, had been a secret Christian. However, when we had witnessed the faith of Febronia, he became bold as well. He arranged for her body to be buried with honor at the convent. Then, he and many other soldiers with him were baptized.
Saint Febronia died for her Heavenly Bridegroom in 310 A.D.
We honor this Holy Virgin Martyr on June 25.
La vicenda terrena di Febronia si svolge a cavallo tra il III e il IV secolo in Mesopotamia, nella città di Sibapoli Nisibi (odierna Nusaybin al confine tra la Turchia e la Siria). Rimasta orfana all'età di due anni, cresce sotto le cure della zia Brienne e della religiosa Tomaide, in seno ad una di quelle prime forme di vita comunitaria che da lì a poco tenderanno ad assumere l'aspetto di veri e propri monasteri.
Consacratasi totalmente al Signore, conduce una vita da penitente scandita dalla preghiera e dalla meditazione delle Sacre Scritture; il Suo grande carisma nell'insegnamento della sacra dottrina attira al cristianesimo molti pagani.
Il 25 giugno dell'anno 305, nel corso della persecuzione contro i cristiani, indetta dall'imperatore Diocleziano, la giovane Febronia corona la Sua testimonianza di fedeltà al Signore sottoponendosi agli atroci supplizi che Le vengono inferti per mano dei carnefici: legata ad un palo, viene flagellata, raschiata con pettini di ferro, tormentata sull'eculeo; le vengono cavati i denti, tagliate le mammelle, quindi le mani ed i piedi, ed infine viene decapitata.
Gli atti del martirio, scritti in greco dalla consorella Tomaide, vengono accolti come autentici nella raccolta dei Bollandisti. Di essi ci sono pervenuti vari testimoni o codici, oggi conservati in diverse biblioteche d'Europa, e non solo.
Anche in questo caso, come del resto per la maggior parte dei primi Martiri (tra cui i più celebri Agata, Lucia, Sebastiano...) ci troviamo di fronte ad una matrice postuma di qualche secolo rispetto alla vicenda narrata da cui sono poi derivate altre versioni.
La Passio Febroniae dall'originale greco viene tradotta in varie lingue: si conoscono versioni comprese tra il VI e l'XI secolo in siriano, georgiano, arabo, armeno, paleoslavo, latino, oltre a quelle più recenti ( XIV-XVII secolo ) in italiano e in francese. In particolare, della versione latina ne esistono due distinte traduzioni chiamate "settentrionale" (con 18 testimoni) e "meridionale o napoletana" ( con 10 testimoni ). Il Suo culto ha avuto in passato larga diffusione, passando dall'Oriente all'Occidente, soprattutto ad opera dei monaci di rito bizantino. Numerose chiese e monasteri d'Italia e di Francia, in cui la diffusione del culto si deve ai monaci celestini, Le tributano una particolare venerazione.
Sue reliquie si trovano in Italia: a Trani (ne rimane solo un reliquiario ed un dipinto presso il Museo Diocesano); a Roma (il Sacro Capo, custodito presso la Chiesa di S. Carlo ai Catinari); a Palagonia (CT), ove viene venerata come Patrona, se ne custodisce il pollice della mano destra.
Recenti scavi nell'area archeologica situata a 90 chilometri dell'antica città di Tuneinir, in Siria, tenuti da un'equipe guidata dal Dott. Michael Fuller per conto dell'Università della Comunità di St. Louis, con il supporto della Chiesa ortodossa siriana, hanno portato alla luce, tra le imponenti vestigia di una Chiesa e di un Monastero, una tomba ed un reliquiario marmoreo atto a contenere un dente, che vengono collegati alla Santa Febronia originaria di quei luoghi; anche per analogia con l'episodio relativo alla reliquia del dente di cui si parla nella Sua Passio. Viene invocata in caso di terremoti, lunghi periodi di siccità o altre calamità naturali, per i disturbi ai denti e le malattie del seno. Dal culto della Febronia di Sibapoli Nisibis, secondo il parere di autorevoli agiografi contemporanei (R. Gregoire, P. Chiesa), è derivato quello di Santa Febronia-Trofimena, venerata come Patrona e Concittadina a Patti (ME), e come Patrona a Minori (SA), ove se ne vanta pure il possesso del corpo, custodito in cattedrale.