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«BISOGNA OBBEDIRE A DIO INVECE CHE AGLI UOMINI» (Atti degli Apostoli 5,29).
Questa la risposta di San Pietro ai membri del sinedrio dopo esser stato da loro intimato a non predicare più in Gerusalemme la buona novella: Gesù Cristo morto per i peccati dell'umanità, risorto il 3° giorno e asceso alla destra del Padre.
San Procolo, vissuto a cavallo del 3°- 4° secolo D.C. incarnò alla perfezione quanto detto da San Pietro fino a donar la propria vita per il Vangelo.
La legge di Dio, che è perfetta, vien prima di quella umana spesso ingiusta: Procolo, coraggioso soldato delle legioni imperiali, patì il martirio nel 303 all'inizio della grande persecuzione di Diocleziano.
Si dice che l'imperatore mandasse in città i prefetti perché ricercasse e punissero i Cristiani. Procolo, che si era già convertito, ebbe l'ardire di prendere tutte le difese di tanti sventurati che preferivano la morte piuttosto che tradire la loro fede.
Chiamato dinanzi al prefetto Marino, Procolo si si sottrasse dal bruciare incenso all'imperatore, RIFIUTANDOSI COSI DI ATTRIBUIRGLI IL TITOLO DI DIO.
Non solo, pronunciò severe parole contro il crudele persecutore.
Fu così condannato a morte e condotto sul luogo del supplizio, fuori dalla città nel punto dove oggi si eleva una colonnetta a memoria del suo martirio.
Dissanguato dopo decapitazione, crollò al suolo e più non si mosse.
Solo nel 380 le sue ossa vennero trasferite nella chiesa a lui intitolata, dove si trovano tutt'ora.
Age
40
Country
Italy