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vittoria.m4v
Sono notti interminate, scoppi di risate (...) sono questo le vittorie, dolci o rancorose, piene di rispetto oppure indecorose. Sono mio padre e mi...
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MsGiotti87
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1 year ago
LA QUINTANA.m4v
Le mie canzoni saranno il tuo tormento Perchè in questo momento
I CAMPIONI siamo noi. HA VINTO IL GIOTTI
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MsGiotti87
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1 year ago
Perdere la Giostra
Il 12 settembre 2010 il Rione Giotti vince la giostra della rivincita con Massimo Gubbini su Baccani.
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MsGiotti87
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MsGiotti87
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Gubbini Massimo Presentazione Giotti 2010
Cena presso il locale di Foligno GAJA' --- Gubbini Massimo Presentazione al RIONE GIOTTI 2010
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About Rione Giotti Tv
Canale video dedicato alla contrada biancoleceste della giostra della quintana di Foligno
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MsGiotti87Latest Activity
Sep 28, 2011Date Joined
Oct 20, 2010About this user
E' molto probabile, che la denominazione GIOTTI sia una volgarizzazione risalente al XIV sec. d.c. dell'antico quartiere dei Goti nella vecchia città detta Fulginia (oggi Foligno). Sono dei primi due secoli dopo il 1000 la formazione delle SOCIETAS, sorte intorno al primo agglomerato urbano, ne abbiamo memoria nelle pergamene del Comune di Perugia del 1293. Certo è ed è documentato che il nome "SOCIETAS JUCTORUM", in una mappa topografica del 1425, non compare.La ritroviamo, invece, come contrada indipendente nell'anno 1505, questo ci porta a desumere che essa si sia costituita intorno alla metà del 1400. Nell'anno 1632 la SOCIETAS JUCTORUM occupa una piccola area del centro cittadino confinando a Nord-NordEst con le contrade Falconi e Menacoda. La contrada era costituita da un agglomerato di case sparse nell'area ove oggi si trova la Piazza Faloci Pulignani, numerose botteghe artigiane, citiamo Alessandro di Giovanni detto Conciapelli, Santo di Santi detto Cordaro e poi, Pietro maniscalco, Pietro Caseo formaggiaro, Alfonso macellaro, inoltre esisteva una via (oggi via dei Giotti) allora denominata via dei Calzolari a causa delle numerose botteghe di ciabattini. (Archivio Priorale 336-Iiserie)
Nondimeno, numerose famiglie della Nobiltà folignate possedevano proprietà edilizie e commerciali nel Rione Giotti. Infatti, troviamo il palazzo Baciarotti in via della Zecca, dove ancora oggi si legge sul portone principale la dicitura HAC-DOMO-BACEROTTA-FIDA-MONETA-VENIT MCXIII; Il palazzo Elisei, discendente dall'antica stirpe Aricia-Romana, come si evince dalle note del P.D. Giulio Ambrogio Lucenti Abate Cistercense nel libro FULGOR FULGINTII SPLENDORIBUS SENATORIUS edito in Roma nel 1703...., palazzo situato lungo via XX settembre, ed ancora, le nobili famiglie di Alessandro Crisci, Claudio Bolognini, Franco Maria Bolognini, Ascanio Barnabò, Bernardino Ascanio Ludovici. Inoltre, da un manoscritto del 1600, di proprietà della famiglia De Pasquale emerge con storica certezza la natalità nel Rione Giotti del Beato Giovan Battista Vitelli.
Il Rione, possiede tuttora, le genealogie di alcuni di queste illustri famiglie a far data dal 1400. Gli stemmi araldici di queste antiche famiglie sono dipinti in una delle sale del Palazzo Comunale. Un salto nei secoli ci porta alla seduta ufficiale del primo Consiglio del Rione Giotti, il 29 Maggio del 1948.
In quella riunione il Consiglio rionale stilò un verbale nel quale si stabilivano i confini della risorta contrada, le regole per l'amministrazione ordinaria e straordinaria, ivi incluse quelle per l'elezione della dama rionale, quelle per la Commissione Artistica e Tecnica. Le cariche rionali, sancì il Consiglio, potranno essere ereditarie come ereditaria sarà l'Alfiere Rionale; Monsignor Luigi Faveri, Vescvo di Tivoli, rese ereditario per la contrada il proprio stemma di famiglia, uno scudo dorato con sfondo di onde bianche e celesti cui furono aggiunti la Croce ed il Giglio, simboli della città di Foligno.
Infine la Taverna, nella contrada, esistevano anche alcune Hostarie, luoghi al servizio dei viandanti e dei commercianti. Una tra queste, viene documentata negli archivi della biblioteca comunale, si tratta della Locanda del Prete di Rostoviglio, ubicata nei pressi dell'attuale vicolo della Nunziatella; da essa abbiamo tratto il nome dell'attuale Taverna.