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MUSICHE: CISCO "Tina" e "La lunga notte" Nella notte del 5 gennaio 1942, dopo una cena con amici in casa dell'architetto Hannes...
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MUSICHE: CISCO "Tina" e "La lunga notte" Nella notte del 5 gennaio 1942, dopo una cena con amici in casa dell'architetto Hannes Mayer, Tina Modotti muore, colpita da infarto, dentro un taxi che la sta riportando a casa. Come già era accaduto dopo l'assassinio di Julio Antonio Mella, la stampa reazionaria e scandalistica cerca di trasformare la morte di Tina in un delitto politico e attribuisce responsabilità a Vittorio Vidali. Pablo Neruda, indignato per queste polemiche, scrive una forte poesia che viene pubblicata da tutti i giornali e contribuisce a tacitare lo "sciacallo".
I primi versi sono scolpiti sulla tomba di Tina.
"Tina Modotti, sorella, non dormi, no, non dormi: forse il tuo cuore sente crescere la rosa di ieri, l'ultima rosa di ieri, la rosa nuova. Riposa dolcemente, sorella.
La nuova rosa è tua, tua è la nuova terra: ti sei messa un nuovo vestito di seme profondo e il tuo soave silenzio si colma di radici. Non dormirai invano, sorella.
Puro è il tuo dolce nome, pura è la tua fragile vita: d'ape, ombra, fuoco, neve, silenzio, spuma; d'acciaio, linea, polline, si costruì la tua ferrea, esile struttura.
Lo sciacallo sul tuo prezioso corpo addormentato protende la penna e l'anima insanguinate come se tu potessi, sorella, levarti sorridendo al di sopra del fango.
Nella mia patria ti porto perché non ti sfiorino nella mia patria di neve perché alla tua purezza non giunga l'assassino, né lo sciacallo, né il venduto: laggiù starai in pace.
Lo senti quel passo, un passo pieno di passi, qualcosa di grandioso che viene dalla steppa, dal Don, dal freddo? Lo senti quel passo fiero di soldato sulla neve? Sorella, sono i tuoi passi.
E passeranno un giorno dalla tua piccola tomba prima che le rose di ieri appassiscano; passeranno per vedere quelli di un giorno, domani, dove stia ardendo il tuo silenzio.
Un mondo marcia verso dove andavi tu, sorella. Ogni giorno cantano i canti delle tue labbra sulle labbra del popolo glorioso che tu amavi. Col tuo cuore valoroso. Nei vecchi focolari della tua patria, sulle strade polverose, una parola passa di bocca in bocca qualcosa riaccende la fiamma delle tue adorate genti, qualcosa si sveglia e comincia a cantare.
Sono i tuoi, sorella: quelli che oggi pronunciano il nome tuo noi che da ogni luogo delle acque e della terra col tuo nome altri nomi taciamo e pronunciamo. Perché il fuoco non muore."
Pablo Neruda
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MUSICHE: CISCO "Tina" e "La lunga notte" Nella notte del 5 gennaio 1942, dopo una cena con amici in casa dell'architetto Hannes Mayer, Tina Modotti muore, colpita da infarto, dentro un taxi che la sta riportando a casa. Come già era accaduto dopo l'assassinio di Julio Antonio Mella, la stampa reazionaria e scandalistica cerca di trasformare la morte di Tina in un delitto politico e attribuisce responsabilità a Vittorio Vidali. Pablo Neruda, indignato per queste polemiche, scrive una forte poesia che viene pubblicata da tutti i giornali e contribuisce a tacitare lo "sciacallo".
I primi versi sono scolpiti sulla tomba di Tina.
"Tina Modotti, sorella, non dormi, no, non dormi: forse il tuo cuore sente crescere la rosa di ieri, l'ultima rosa di ieri, la rosa nuova. Riposa dolcemente, sorella.
La nuova rosa è tua, tua è la nuova terra: ti sei messa un nuovo vestito di seme profondo e il tuo soave silenzio si colma di radici. Non dormirai invano, sorella.
Puro è il tuo dolce nome, pura è la tua fragile vita: d'ape, ombra, fuoco, neve, silenzio, spuma; d'acciaio, linea, polline, si costruì la tua ferrea, esile struttura.
Lo sciacallo sul tuo prezioso corpo addormentato protende la penna e l'anima insanguinate come se tu potessi, sorella, levarti sorridendo al di sopra del fango.
Nella mia patria ti porto perché non ti sfiorino nella mia patria di neve perché alla tua purezza non giunga l'assassino, né lo sciacallo, né il venduto: laggiù starai in pace.
Lo senti quel passo, un passo pieno di passi, qualcosa di grandioso che viene dalla steppa, dal Don, dal freddo? Lo senti quel passo fiero di soldato sulla neve? Sorella, sono i tuoi passi.
E passeranno un giorno dalla tua piccola tomba prima che le rose di ieri appassiscano; passeranno per vedere quelli di un giorno, domani, dove stia ardendo il tuo silenzio.
Un mondo marcia verso dove andavi tu, sorella. Ogni giorno cantano i canti delle tue labbra sulle labbra del popolo glorioso che tu amavi. Col tuo cuore valoroso. Nei vecchi focolari della tua patria, sulle strade polverose, una parola passa di bocca in bocca qualcosa riaccende la fiamma delle tue adorate genti, qualcosa si sveglia e comincia a cantare.
Sono i tuoi, sorella: quelli che oggi pronunciano il nome tuo noi che da ogni luogo delle acque e della terra col tuo nome altri nomi taciamo e pronunciamo. Perché il fuoco non muore."
Pablo Neruda
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(1 week ago)
un film del 1966 diretto da Karel Reisz e interpretato, tra gli altri, da Vanessa Redgrave. Credo che sia quasi introvabile. A me piace questa stra...
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un film del 1966 diretto da Karel Reisz e interpretato, tra gli altri, da Vanessa Redgrave. Credo che sia quasi introvabile. A me piace questa strana storia di un pittore bislacco e comunista, fissato con i gorilla e con Marx
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(2 weeks ago)
Immagini e pensieri a caldo dopo il seminario sulle Costellazioni Polari 27/31 luglio 2011
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(3 weeks ago)
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Ho contraccambiato volentieri :)
Ciao !
IB