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Light News 05 - I Duelli: Renato De Maria VS Luca Di Giovanni

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Il regista Renato De Maria (Paz, Distretto di Polizia) si confronta con Luca Di Giovanni, attore protagonista della campagna video #coglioneNO di Zero. Due mondi apparentemente diversi, ma che hanno molto da dirsi.

Istituto Luce Cinecittà: tutte le immagini e i fotogrammi più belli di come eravamo rivissute attraverso i documentari e i video che hanno fatto la storia del nostro Paese.

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Il piccone demolitore e risanatore della Roma fascista Play

Prendendo spunto da un cinegiornale del marzo di 76 anni fa ricostruiremo con le immagini Luce il progetto di Mussolini per la nuova Roma dell'era fascista.
"Migliaia di persone sono andate raccogliendosi nella piazza che ci appare anche più vasta in seguito alle felici opportunissime demolizioni volute dal Duce per il risanamento delle zone circostanti la Basilica": così la Stampa del 29 marzo 1937 commentava a margine della grande festa per il ritorno, dopo una malattia, di Pio XII alla loggia di san Pietro per la benedizione pasquale, i lavori per l'abbattimento della "spina di Borgo". Il cinegiornale sulla "zona dei borghi" raccontava l'avanzamento degli interventi di demolizione - decretati all'indomani della Conciliazione tra il fascismo e il Vaticano - che prevedevano la distruzione dell'antico tessuto urbano del quartiere Borgo Novo per creare uno scenografico collegamento tra San Pietro e il Tevere. Il progetto, che sarà avviato dal colpo di piccone di Mussolini stesso, seguiva un progetto di due architetti di riferimento del regime, Attilio Spaccarelli e Marcello Piacentini: li vediamo nel 1936 accanto al Duce a Castel Sant'Angelo mentre una panoramica mozzafiato mostra il paesaggio urbano ancora intatto.
Se questo era il segno della Roma di Mussolini sulla città dei papi ben più profondo e vasto era il progetto del Duce per la grandezza della capitale del Fascismo, erede della Roma imperiale. Al piccone demolitore, "diretto" da Antonio Munoz, al vertice degli Uffici Antichità e Belle Arti del Governatorato, il compito di liberare l'antica Roma dalle "deturpazioni" medievali e barocche, far emergere con scavi archeologici i fori di Cesare, Augusto, Nerva e Traiano, isolare i monumenti e costruire il nuovo spazio urbano per le grandi adunate: sbancamenti e distruzioni del tessuto cittadino cambieranno il volto del centro storico (in linea con gli sventramenti dell'Italia liberale) . Vediamo le immagini: con Archeologia a Roma (1929) siamo a ovest del Campidoglio, nell'attuale via del Teatro di Marcello, i lavori per la costruzione della via del Mare cambieranno il volto dell'antica strada; con "apertura di una nuova via" tra piazza Venezia e la Bocca della Verità, i lavori proseguono alacremente; con "attuazione del piano regolatore" del 1931 sono visibili, nell'attuale via dei Fori imperiali, le demolizioni del quartiere Alessandrino, dove un reticolo di strade e abitazioni lascia il posto a "via dell'Impero", protagonista di queste suggestive immagini in soggettiva. Spostiamoci velocemente verso palazzo Madama: anche quest'area sarà teatro di nuovi "lavori urbanistici" per la creazione di un nuovo asse di attraversamento, corso del Rinascimento, progettato dall'architetto Arnaldo Foschini che vediamo soffermarsi accanto a Mussolini nei pressi di Corsia Agonale. Il cinegiornale racconta anche i lavori per l'isolamento dell'Augusteo. Per l'ampliamento di via dei Sediari è il Duce a dare il colpo di piccone (Inaugurazione da parte di Mussolini...). Le demolizioni del centro storico creano migliaia di sfollati; per essi il regime creerà le case popolari in diversi quartieri della città: Garbatella, Villa Pamphili, Montesacro...
"Dobbiamo creare un nuovo patrimonio da porre accanto a quello antico, dobbiamo crearci un'arte nuova, un'arte dei nostri tempi, un'arte fascista": la frase di Mussolini esposta all'ingresso della Mostra di architettura razionalista del 1931 chiarisce bene i compiti assegnati dal fascismo ai giovani razionalisti italiani. Case, edifici pubblici (sedi di ministeri, caserme, poste) nuove costruzioni per l'edificazione della Roma fascista, moderna e imperiale al tempo stesso. Nascono la citta dello sport (il Foro Italico) la città universitaria, la città del cinema (Cinecittà, l'Istituto Luce e il Centro Sperimentale di Cinematografia ) il nuovo quartiere dell'Eur. Nel servizio del '39 è ancora in costruzione la sede definitiva del Centro sperimentale di cinematografia; si fa lezione nei locali provvisori di Via Foligno e a battere il ciak è un illustre docente del corso di regia: Alessandro Blasetti. L'espansione di Roma verso il mare, una via imperiale (l'attuale Cristoforo Colombo) verso il Tirreno, un'esposizione mondiale progettata per il 1942: così nasce l'Eur che intravvediamo tratteggiata nei plastici e la cui costruzione sarà fermata dalla guerra, che trasformerà anche i giardini dell'Università in orti per l'autarchia alimentare.
Chiudiamo questa breve rassegna con un cinegiornale -- una sorta di "city symphony" di propaganda - dedicato al risveglio della città. Siamo nel 1937 e la Roma di Mussolini con le sue cento ciminiere, il suo operoso milione di abitanti, mostra i ritmi pulsanti di una metropoli. Con il Duce che veglia.

Le "agende" dei papi nell'archivio Luce Play

Che racconto ci consegna l'Archivio Luce delle sfide tra papi del passato e società, civile, politica e religiosa? I cinegiornali Luce e Incom presenti su You Tube ci parlano di Pio XI (1922-1939), Pio XII (1939 -- 1958) Giovanni XXIII (1958-1963) Paolo VI (1963-1978).
Pio XI, al secolo Achille Ambrogio Damiano Ratti, chiude la questione romana con la firma dei Patti Lateranensi tra Santa Sede e Stato italiano. L'Istituto Luce dedica alla conciliazione del 1929 un celebre documento; attraverso i cinegiornali mostra inoltre gli effetti dello storico risultato sulle abitudini religiose dei fedeli che si riversano nella piazza di San Pietro per vedere il pontefice (o' pap o' pap' si capta nel brusìo delle voci) affacciarsi dalla loggia esterna della Basilica e impartire la benedizione all'Urbe e al mondo, compiendo una cerimonia che, chiosa la didascalia, "non si ripeteva più dal 1870". Il neonato Stato della Città del Vaticano si consolida -- tra i lavori la ferrovia interna -- il pontefice mette in agenda la modernizzazione delle infrastrutture per favorire la presenza della chiesa nella società: con le onde della nuova stazione radiotelegrafica, con la telefotografia...
Il 10 febbraio del 1939 muore Pio XI. A succedergli, con un lungo pontificato che attraverserà conflitto mondiale, guerra fredda e ricostruzione, è il cardinale Eugenio Pacelli, dal 1930 Segretario di Stato. I cinegiornali Luce raccontano la sua visita a san Giovanni e sembrano seguire il "format" usato per le grandi adunate: protagonisti la folla acclamante e l'autorità. Confrontiamo lo stesso evento con un cinegiornale della Settimana Incom - siamo nel 1958, il papa è Giovanni XXIII - la differenza balza agli occhi e non solo per il paesaggio urbano attraversato: metà del servizio è girato all'interno della Basilica, lo speaker snocciola l'elenco delle autorità, l'accento è paternalistico. Torniamo a Pio XII. Nell'estate del '43 Roma è bombardata. L'immagine del pontefice tra gli sfollati e le macerie di San Lorenzo resterà indelebile. Nell'Italia del dopoguerra e nel tempo della guerra fredda il papa schiera la chiesa contro il comunismo, in patria e nel mondo. Chiama a sé i fedeli per "manifestare" contro la stampa anticlericale -- nelle immagini si vedono anche dei roghi improvvisati- e a sostegno della chiesa ungherese perseguitata dal regime. Spetterà ad un altro papa mettere in agenda l'incontro tra comunità ecclesiale e società civile nell'Italia del boom economico. Nel 1958 muore Pio XII e il conclave elegge al soglio pontificio il patriarca di Venezia Angelo Roncalli, papa Giovanni XXIII. "Non potete venire da me, così io vengo da voi": in questo modo esordisce il "papa buono" scegliendo gli ultimi - i detenuti di Regina Coeli -- come uditorio della messa di Santo Stefano (Cronache vaticane). Trascorre un mese e il pontefice annuncia a sorpresa dalla Basilica di San Paolo fuori le mura la convocazione di un concilio ecumenico -- si veda cronaca con l'obiettivo - per promuovere l'unità delle chiese cristiane. E' il Concilio Vaticano II. I cinegiornali scandiscono le tappe di quell'evento straordinario e dedicano al "Concilio per la storia" un numero speciale, il 14 dicembre 1962. La cronaca giornalistica promuove la partecipazione della città alla vita dell'assemblea, avvicina abitudini, sentimenti di cardinali e vescovi a quelli dell'uomo comune: gli autisti, dall'accento romano, raccontano aneddoti, esaltano la gentilezza degli ecclesiastici; i padri conciliari si muovono nella città disciplinati come collegiali, si soffermano davanti ai souvenir, scendono dai pullman come "ragazzini portati a scuola," suonano la chitarra...Questa familiarità, questa condivisione, è già una piccola rivoluzione. Il papa è malato e la Incom lo tallona in una chiesa romana spiegando che "il concilio ha bisogno di lui". L'ex segretario di Giovanni XXIII Loris Francesco Capovilla ha raccontato che il papa, considerando il suo stato di salute e in previsione dell'immane lavoro per la prosecuzione del Concilio pensò anche alle dimissioni. Morirà nel giugno del 1963 lasciando al successore il compito di proseguire l'opera di rinnovamento promossa dal Concilio e al mondo secolarizzato un'enciclica in cui volle distinguere l'errore dall'errante. La Incom ci mostra i lavori -- non solo dei cardinali, ma anche dei sarti e delle sartine pontificie - "per il successore di Giovanni," e , con un'edizione straordinaria che non disdegna il ricorso ai sondaggi tra i fedeli riuniti a San Pietro, l'elezione di Giovanni Battista Montini, Paolo VI, al soglio pontificio. I lavori del Concilio proseguono, ma le cronache della Incom finiscono con la chiusura della terza sessione, nel novembre 1964.

Light News Play

Tutte le nuove uscite al cinema, le interviste esclusive ai protagonisti, i trailer e le anticipazioni le trovate in Light News, il settimanale di Cinecittà Luce condotto da Anita Kravos.
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