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Rare images of the Serbian Orthodox Church Our Lady of Ljeviš in Prizren before the 2004 arson.
Our Lady of Ljeviš (Serbian: Богородица Љевишка, Bo...
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Rare images of the Serbian Orthodox Church Our Lady of Ljeviš in Prizren before the 2004 arson.
Our Lady of Ljeviš (Serbian: Богородица Љевишка, Bogorodica Ljeviška) is a 12th century Serbian Orthodox Church in the town of Prizren, located in southern Kosovo[a]. It was converted to a mosque during the Ottoman Empire and then back into an Orthodox Church in the early 20th century.
The Church was guarded by KFOR after June 1999. However, it was burned down during the 2004 unrest in Kosovo by Albanian mobs.
A group of experts sponsored by Serbia has visited the church on several occasions to assess the damage, but no concrete steps have been taken. The church is subject to constant looting (valuable lead has repeatedly been stolen from the roof).
On 13 July 2006 Our Lady of Ljeviš was placed on UNESCO's World Heritage List as an extension of the Visoki Dečani site (named Medieval Monuments in Kosovo), which as a whole was placed on the List of World Heritage Sites in danger.
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(6 months ago)

L'aquila paga ancora un alto tributo al suo memico di sempre, il terremoto. Un nemico che si nasconde per secoli fino a farsi dimenticare da chi in...
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L'aquila paga ancora un alto tributo al suo memico di sempre, il terremoto. Un nemico che si nasconde per secoli fino a farsi dimenticare da chi invece sarebbe preposto a fronteggiarlo. Molte cose si potrebbero dire sul fatto che, di queste trecento morti, una buona parte si sarebbero potute salvare. Una terra, la cui storia è scolpita dagli eventi tellurici, è stata declassata amministrativamente in sede regionale da A1 ad A2, permettendo la costruzione di case meno resistenti ai sismi. Il 31 marzo, dopo mesi di scosse sismiche, di cui l'ultma il giorno precedente con magnitude 4 Ritter, si riunisce all'AQUILA la Commissione nazionale Grandi rischi. dura 60 minuti, La riunione si conclude alle 19.30, con una conferenza stampa, dove De Bernardinis dichiara: "La comunità scientifica conferma che non c'è pericolo, perché c'è uno scarico continuo di energia; la situazione è favorevole. Questa vicenda deve insegnare due cose: convivere con territori fatti in questo modo, cioè a rischio sismico; mantenere uno stato di attenzione, senza avere uno stato di ansia". Cinque giorni dopo L'Aquila è in ginocchio. Siamo tutti d'accordo, il terremoto non si prevede ma si può prevenire, come dice Boschi, ma la prevenzione non c'è stata. Nonostante il telegramma in cui il sindaco dell'Aquila, cinque giorni prima del terremoto, chiede aiuto alla presidenza del Consiglio dei ministri e nonostante si incominci a dormire fuori casa per la paura, nessun piano d'emergenza o evaquazione fu approntato. La notte del terremoto c'erano a L'Aquila solo 15 vigili del fuoco. La folla, riversatasi in strada dopo la scossa, si aggirava per città in quanto non aveva ricevuto nessuna istruzione in caso di sisma. Alla casa dello studente i soccorsi sono giunti con tre ore di ritardo e nel centro di Onna molto più Tardi. La notte dopo la scossa, gran parte dei cittadini rimasti in città ha dormito in macchina poichè molte delle tende non erano arrivate. Il giorno di Pasqua, al campo di piazza delle Armi, gli aquilani ancora non possono farsi una doccia e solo ora sono arrivate le stufette. Il traffico dei soccorsi era così caotico da bloccare la città e rallentare qualunque emergenza. Un piano d'emergenza avrebbe evitato molti ritardi e sicuramente salvato qualcuno, francamente non riesco a comprenderne la mancanza se non in termini di pochezza amministrativa, per usare un eufemismo. L'Aquila è ora in agonia, il suo centro storico, anima della città, e semplicemente interdetto alla popolazione, con la sua storia e le sue attività commerciali, il nuovo centro sono le tendopoli. In queste tragedie, il dramma umano di chi a perso dei cari lascia inerti, è così tangibile che ne vieni sovraffatto, non è come guardarlo in televisione ammantato di eroismi e solennità, è sofferenza e disperazione. Non so ne come, ne se L'Aquila ritornerà a volare alto, ma se qualcosa bisogna fare, che la si faccia subito, che i suoi cittadini possano decidere un futuro dove sicurezza e prevenzione non siano solo slogan.
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(7 months ago)

A unique experience Mount Vesuvius, the worlds most dangerous volcano and also one of the most beautiful landscapes in Europe. It is located in a na...
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A unique experience Mount Vesuvius, the worlds most dangerous volcano and also one of the most beautiful landscapes in Europe. It is located in a national park and the summit of the volcano is open to visitors that can reach the top of the mountain ( Gran Cono ) and observe the 300 meter deep crater. On a clear day the view from the top of the 1281 meters mountain shows everything from Capri island to Napoli. Definitely one should consider at least once in a lifetime to go the spiral walkway around the mountain just to enjoy the pleasure of this experience.
The Vesuvius is best known for the eruption of 79 that destroyed Pompei and Herculaneun. The two towns were completely destroyed but todays archaeological area provides one of the most detailed and impressive inside into Roman empire life, visited by millions of tourists.
How large the next eruption would be is the matter of researches and debates. However, even an ordinary person can guess the tragedy that this beautiful sleeping volcano can provoke just watching the densely populated area in the footsteps of the mountain. About 600 thousand people are living in the base of the volcano, the so called red Zone in the current evacuation plan. Other 1 million are calculated in the second emergency boundary, and the worst numbers show that a population of 3 million people living close to the area could risk in case of another strong "Plinian" eruption.
This visit and shooting has been organised by:
Ordine dei Geologi della Regione Campania
INGV Istituto Nazionale di Geografia e Vulcanologia
Osservatorio Vulcanologico Vesuviano
Parco Nazionale del Vesuvio.
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