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by http://guerrillar... I giorni della sanguinosa offensiva israeliana Piombo fuso contro la Striscia di Gaza, andata avanti dal 27 dicembre 2008 al 18 gennaio 2009, nel prezioso resoconto quotidiano di Arrigoni, spesso scritto in condizioni difficili, durante i bombardamenti, nei rari internet point dotati di un generatore autonomo di elettricità. Senza la presenza nella Striscia del pacifista dellInternational solidarity movement anche il manifesto avrebbe potuto riferire della guerra a Gaza solo attraverso i lanci delle agenzie di stampa. Questa piccola ma preziosa pubblicazione, dunque, raccoglie lunica testimonianza quotidiana diretta di quel bagno di sangue. ----------------------------------------- Cari Hermanos, il nostro adagio "RESTIAMO UMANI" , diventa un libro. E all'interno del libro il racconto di tre settimane di massacro, scritto al meglio delle mie possibilità, in situazioni di assoluta precarietà, spesso trascrivendo l'inferno circostante su un taccuino sgualcito piegato sopra un'ambulanza in corsa a sirene spiegate, o battendo ebefrenico i tasti su di un computer di fortuna all'interno di palazzi scossi come pendoli impazziti da esplosioni tutt'attorno. Vi avverto che solo sfogliare questo libro potrebbe risultare pericoloso, sono infatti pagine nocive, imbrattate di sangue, impregnate di fosforo bianco, taglienti di schegge d'esplosivo. Se letto nella quiete delle vostre camere da letto rimbomberanno i muri delle nostre urla di terrore, e mi preoccupo per le pareti dei vostri cuori che conosco come non ancora insonorizzate dal dolore. Mettete quel volume al sicuro, vicino alla portata dei bambini, di modo che possano sapere sin da subito di un mondo a loro poco distante, dove l'indifferenza e il razzismo fanno a pezzi loro coetanei come fossero bambole di pezza. In modo tale che possano vaccinarsi già in età precoce contro questa epidemia di violenza verso il diverso e ignavia dinnanzi all'ingiustizia. Per un domani poter restare umani. I proventi dell'autore, vale dire Vittorio Arrigoni, me medesimo, andranno INTERAMENTE alla causa dei bambini di Gaza sopravvissuti all'orrenda strage, affinché le loro ferite possano rimarginarsi presto (devolverò i miei utili e parte di quelli de Il Manifesto al Palestinian Center for Democracy and Conflict Resolution, sito web: http://www.pcdcr.... , per finanziare una serie di progetti ludico-socio-assistenziali rivolti ai bimbi rimasti gravemente feriti o traumatizzati ). Nonostante offerte allettanti come continua---- http://guerrillar... per ordinare i libri online: http://www.manife... intervista di Anna Maria Selini blog; http://certestori...
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I giorni della sanguinosa offensiva israeliana Piombo fuso contro la Striscia di Gaza, andata avanti dal 27 dicembre 2008 al 18 gennaio 2009, nel prezioso resoconto quotidiano di Arrigoni, spesso scritto in condizioni difficili, durante i bombardamenti, nei rari internet point dotati di un generatore autonomo di elettricità. Senza la presenza nella Striscia del pacifista dellInternational solidarity movement anche il manifesto avrebbe potuto riferire della guerra a Gaza solo attraverso i lanci delle agenzie di stampa. Questa piccola ma preziosa pubblicazione, dunque, raccoglie lunica testimonianza quotidiana diretta di quel bagno di sangue. -----------------------------------------
Cari Hermanos, il nostro adagio "RESTIAMO UMANI" , diventa un libro.
E all'interno del libro il racconto di tre settimane di massacro, scritto al meglio delle mie possibilità, in situazioni di assoluta precarietà, spesso trascrivendo l'inferno circostante su un taccuino sgualcito piegato sopra un'ambulanza in corsa a sirene spiegate, o battendo ebefrenico i tasti su di un computer di fortuna all'interno di palazzi scossi come pendoli impazziti da esplosioni tutt'attorno.
Vi avverto che solo sfogliare questo libro potrebbe risultare pericoloso, sono infatti pagine nocive, imbrattate di sangue, impregnate di fosforo bianco, taglienti di schegge d'esplosivo.
Se letto nella quiete delle vostre camere da letto rimbomberanno i muri delle nostre urla di terrore, e mi preoccupo per le pareti dei vostri cuori che conosco come non ancora insonorizzate dal dolore.
Mettete quel volume al sicuro, vicino alla portata dei bambini, di modo che possano sapere sin da subito di un mondo a loro poco distante, dove l'indifferenza e il razzismo fanno a pezzi loro coetanei come fossero bambole di pezza. In modo tale che possano vaccinarsi già in età precoce contro questa epidemia di violenza verso il diverso e ignavia dinnanzi all'ingiustizia. Per un domani poter restare umani.
I proventi dell'autore, vale dire Vittorio Arrigoni, me medesimo, andranno INTERAMENTE alla causa dei bambini di Gaza sopravvissuti all'orrenda strage, affinché le loro ferite possano rimarginarsi presto (devolverò i miei utili e parte di quelli de Il Manifesto al Palestinian Center for Democracy and Conflict Resolution, sito web: http://www.pcdcr.... , per finanziare una serie di progetti ludico-socio-assistenziali rivolti ai bimbi rimasti gravemente feriti o traumatizzati ).
Nonostante offerte allettanti come continua---- http://guerrillar...
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Paolo Barnard ne è convinto e convince: IL T...
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Paolo Barnard ne è convinto e convince: IL TRADIMENTO DEGLI INTELLETTUALI Marco Travaglio ha appena scritto un commento su Gaza che inizia così: Israele non sta attaccando i civili palestinesi. Israele sta combattendo unorganizzazione terroristica come Hamas che, essa sì, attacca civili israeliani.
Bene.
Il compianto Edward Said, palestinese e docente di Inglese e di Letteratura Comparata alla Columbia University di New York, scrisse anni fa un saggio intitolato The Treason of the Intellectuals (il tradimento degli intellettuali). Si riferiva alla vergognosa ritirata delle migliori menti progressiste dAmerica di fronte al tabù Israele. Ovvero come costoro si tramutassero nelle proverbiali tre scimmiette - che non vedono, non sentono, non parlano - al cospetto dei crimini contro lumanità e dei crimini di guerra che il Sionismo e Israele Stato avevano commesso e ancora commettono in Palestina, contro un popolo fra i più straziati dellera contemporanea. I traditori nostrani abbondano, particolarmente nelle fila dellala progressista. Marco Travaglio guida oggi il drappello, che vede Furio Colombo, Gad Lerner, Umberto Eco, Adriano Sofri, Gustavo Zagrebelsky, Walter Veltroni, Davide Bidussa et al., affiancati dellinstancabile lavoro di falsificazione della cronaca di tutti i corrispondenti a Tel Aviv delle maggiori testate italiane. E ci si chiede: perché lo fanno? Personalmente non mi interessa la risposta, e non voglio neppure addentrarmi in ipotesi contorte del tipo il potere della lobby ebraica, la carriera, o simili.
Ciò che conta è il danno che costoro causano, che è, si badi bene, superiore a quello delle armi, delle torture, delle pulizie etniche, del terrorismo. Molto superiore. Perché una cosa sia chiara a tutti: lunica speranza di porre fine alla barbarie in Palestina sta nella presa di posizione decisa dellopinione pubblica occidentale, nella sua ribellione alla narrativa mendace che da 60 anni permette a Israele di torturare un intero popolo innocente e prigioniero nellindifferenza del mondo che conta, quando non con la sua attiva partecipazione. Ma se gli intellettuali non fanno il loro dovere di denuncia della verità, se cioè non sono disposti a riconoscere ciò che levidenza della Storia gli sbatte in faccia da decenni, e se non hanno il coraggio di chiamarla pubblicamente col suo nome, che è: Pulizia Etnica dei palestinesi, mai si arriverà alla pace laggiù. E lorrore continua. Essi, di quegli orrori, hanno una piena e primaria corresponsabilità. Le prove. Non posso ricopiare qui migliaia di documenti, citazioni, libri, atti ufficiali e governativi, rapporti di intelligence americana e inglese, dellONU, delle maggiori organizzazioni per i Diritti Umani del mondo, di intellettuali e politici e testimoni ebrei, e tanto altro, che dimostrano oltre ogni dubbio quanto da me scritto. Quelle prove sono però facilmente consultabili poiché raccolte per voi e rigorosamente referenziate in libri come La Pulizia Etnica della Palestina, di Ilan Pappe, Fazi ed., o Pity The Nation, di Robert Fisk, Oxford University Press, e Perché ci Odiano, Paolo Barnard, Rizzoli BUR, fra i tantissimi. O consultabili nei siti http://www.btsele..., http://www.jewish..., http://zope.gush-..., http://www.kibush..., http://rhr.israel..., http://otherisrae... O ancora leggendo gli archivi di Amnesty International o Human Rights Watch, o ne La Questione Palestinese della libreria delle Nazioni Unite a New York. Ricordo infine Ben Gurion, il padre di Israele, che lasciò scritto: Dobbiamo usare il terrore, lassassinio, lintimidazione, la confisca delle loro terre, per ripulire la Galilea dalla sua popolazione araba. E ancora: Cè bisogno di una reazione brutale. Se accusiamo una famiglia, dobbiamo straziarli senza pietà, donne e bambini inclusi. Durante loperazione non cè bisogno di distinguere fra colpevoli e innocenti. Quell'uomo pronunciò quelle agghiaccianti parole 20 anni prima della nascita dellOLP, più di 30 anni prima della nascita di Hamas, 50 anni prima dellesplosione del primo razzo Qassam su Sderot in Israele.
Ricordo ai nostri intellettuali di andarle a leggere
Paolo Barnard
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Un video mostra l'allucinante esperienza di Music f...
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Un video mostra l'allucinante esperienza di Music for Peace, onlus italiana Da diciannove giorni cercano di far entrare 4 container: impossibile
Gaza, tonnellate di aiuti bloccati Cibo e medicine marciscono al sole
Ma dappertutto, al confine egiziano giacciono centinaia di mezzi di tutti i Paesi
4 aprile 2009
ROMA - I volontari dell'associazione umanitaria Music for Peace, onlus di Genova, in missione in Palestina, si trovano dal 17 marzo scorso bloccati in Egitto assieme a tonnellate di alimenti di prima necessità destinati alle popolazioni martoriate della Striscia di Gaza. I volontari erano partiti il 9 marzo da Genova, in aereo, 4 container invece avevano preso il largo via nave il 26 febbraio. Arrivati al porto di Alessandria d'Egitto l'11 marzo, causa maltempo, gli aiuti umanitari sono stati sdoganati solo la sera del 16.
Ma quello della missione di Music for Peace non è un caso isolato. Un video prodotto dagli stessi volontari ( http://www.pandor... ) dimostra che, purtroppo, sono migliaia le tonnellate di aiuti alimentari bloccati stoccati in città. Accatastati sotto tende di fortuna o coperture di plastica, ai margini di un campo sportivo o in enormi parcheggi di camion, gli aiuti di tutto il mondo marciscono al sole.
Il 16 marzo sera la carovana di Music for Peace è partita, e dopo un viaggio durato tutta la notte, il 17 mattina è arrivata davanti al valico di Rafah, l'unico valico che mette in comunicazione l'Egitto con la Striscia di Gaza in Palestina.
Sono iniziate subito trattative serratissime con i funzionari del valico della dogana e dei servizi di sicurezza, i 4 container sono stati fatti entrare nella zona franca, mentre i volontari a sorpresa sono stati tenuti fuori, in territorio egiziano.
Dopo altri due giorni di trattative con i funzionari del valico, i servizi segreti egiziani, l'ambasciata italiana in Egitto al Cairo e l'ambasciata egiziana i doganieri hanno fatto entrare nella Striscia di Gaza solo i due container di medicinali. Ma i volontari e gli altri camion carichi di generi alimentari sono stati fermati nella zona franca del valico.
Il 26 di marzo, le 36 tonnellate del carico alimentare sono state ufficialmente rifiutate dalle autorità egiziane, e rispedite alla cittadina di El Arish, dove si trovano tutt'ora, a 40 km dal valico. Lى sono state prese in consegna e scaricate dai container nei magazzini del World Food Program, dove si trovano ancora, chiuse, in attesa dei permessi necessari per transitare da un altro valico, quello egiziano-israeliano di El Auga.
I permessi non sono ancora arrivati, tutto è in stand by, ormai i volontari sono al diciannovesimo giorno in Egitto.
Stefano Rebora, presidente dell'associazione Music for Peace, spiega: "Una tarantella burocratica impressionante, in 14 missioni mai riscontrate tante difficoltà, o per meglio dire, l'impossibilità di portare gli aiuti a destinazione come in questo caso. Il motivo per cui non ci fanno passare? I più vari. Ogni giorno serve un certificato diverso, ogni giorno la competenza è di un'autorità diversa, della dogana, del Cogat israeliano (organismo del ministero della difesa che si occupa degli affari civili palestinesi), serve l'ok dell'ambasciata italiana a Tel Aviv, e lo stiamo ancora aspettando. Chiediamo aiuto alla Farnesina, cui abbiamo già rivolto numerosi appelli attraverso l'ambasciata. Sulla parola c'è l'impegno di tutti, i risultati perٍ non ci sono"
Creativi della notte Music For Peace: http://www.creati...
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9am, 24th February 2009, Khozaa, Khan Younis , Ga...
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9am, 24th February 2009, Khozaa, Khan Younis , Gaza Strip:Palestinian farmers, accompanied by international Human Rights Workers (HRWs), were fired upon by Israeli forces in the village of Khozaa, near Khan Younis, this morning. The farmers and HRWs were attempting to work on land around 300m from the Green Line.
We were accompanying farmers to gather peas from their lands. The farmers, for the most part, were elderly men and women with their sons. There were many farmers spread out over a large area. We were only in the fields for about five minutes before the Israeli forces began firing. I believe the firing was coming from four army jeeps and a hummer. The shots were coming very close, and were sniper-type of shots.
One old woman was so paralyzed by fear that she couldnt move off of the ground before we were finally able to accompany her out of the fields. While the majority of the farmers left the area, some say they must return to work the land later on in the day. There is great concern that the Israeli army will continue their targeting of these farmers. - Eva Bartlett (Canada) - International Solidarity Movement
I have two children. I must go back to my fields to work there today. This is our life, what can we do? - Mohammad Abu Jela, Farmer from Khozaa.
Four Palestinian farmers have been shot by Israeli forces while working within 700m of the Green Line since the 27th January 2009. On the 18th February, farm worker Mohammad Il Ibrahim, 20, was shot in the right leg as farmers, together with the international Human Rights Workers, attempted to leave the area having worked on their land for 2 hours in full view of the Israeli forces.
On the 18th January, Maher Abu-Rajileh (24) from Khozaa village, was killed by Israeli soldiers while working on his land 400m from the Green Line. On the 20th January, Israeli soldiers shot Waleed al-Astal (42) of Al Qarara (near Khan Younis) in his right foot, while on the 27th January, Anwar al-Buraim was shot in the neck and killed.
ism at http://palsolidar...
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