Se la politica è una scelta, il lavoro di Gianluca Costantini è una presa di posizione cos
Se la politica è una scelta, il lavoro di Gianluca Costantini è una presa di posizione cosciente, radicale, senza possibilità di compromesso con la realtà e tutte le dinamiche che nella realtà si sviluppano. Gli avvenimenti quotidiani che si susseguono, in Italia così come a livello internazionale, vengono seguiti dall'occhio attento, risoluto e preciso di Gianluca che ne codifica il senso attraverso il segno. Che è il suo stile. Che è la sua parola. La sua azione. Che è la sua scelta di presa di posizione. PoliticalComics è un diaro rappresentato del presente. Con uno sguardo dritto e teso verso il futuro. E con un piede saldo e stabile in quello che è il suo personale percorso artistico. E qui le parole si combinano al segno. Anche le parole sono segno. E il senso del messaggio aumenta di intensità. E aumenta la tensione. Perchè la tensione deve sempre rimanere alta. Abbattono muri per costruirne di nuovi. Muri divisori. O di cemento armato e filo spilato ed elettricità. Bisogna decidere da che parte stare, semplicemente
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La necessità di raccontare il reale si sta facendo impellente in un'epoca in cui diventa s
La necessità di raccontare il reale si sta facendo impellente in un'epoca in cui diventa sempre più difficile comprendere se la realtà raccontata sia affidabile e verosimile. Nel mondo del fumetto, marcato per antonomasia dalla patina di pressappochista, fucina immaginifica di fantastico e assolutamente non reale, il filone del raccontare storie di realtà è tutto sommato piuttosto antico (ovviamente nell'accezione che questo aggettivo può avere quando parliamo di questo medium). La tendenza autobiografica, memorialistica, storica e di reportage del reale è sempre stata presente ed è sempre stata connaturata in molti dei grandi maestri dell'arte sequenziale. Se la fotografia ha avuto un ruolo da protagonista nel fermare l'atto in divenire e consegnarlo alla memoria visiva di tutti, le enormi potenzialità di manipolazione del digitale l'hanno in parte esautorata da questa impressione di oggettività. Il fumetto, nel suo essere comunque stilizzato, antirealistico e interpretativo per natura e tradizione, permette quel benefico distacco che gli dà la possibilità di narrare storie molto scomode e crude denunciando in anticipo la soggettività della narrazione. Esso è quindi un medium che non è armato della pretesa di assolutezza, ma che utilizzando immagini e parole in sequenza può ben competere e avvicinarsi all'arte cinematografica, che spesso infatti ne saccheggia le storie Gli autori invitati quest'anno rappresentano una cartografia essenziale dell'underground europeo: saranno presenti non solo autori, ma anche organizzatori ed editors di riviste e fanzine da Slovenia, Portogallo, Svizzera, Finlandia, Francia, Olanda, Grecia, Regno Unito e Romania. Realtà diverse, storie diverse, ma in un mondo glocal la permeabilità è la regola, e spesso e volentieri le estetiche e le problematiche sono le stesse Dal Canada invece arriva un ospite di eccezione, dal nomen/omen Ho Che, il disegnatore che di cognome fa Anderson non poteva non raccontare una storia scomoda e al momento politicamente osé, ovvero la biografia di Marthin Luther King, un uomo che sulla non violenza e sulla forza dell'amore aveva costruito la sua battaglia politica.
Ospiti: Paul Gravett -- Comica London International Comics Festival (Regno Unito) Ho Che Anderson (Canada) Marcel Ruijters -- Zone5300 (Olanda) Milos Jovanovic - Hardcomics (Romania) Matei Branea - Hardcomics (Romania) Stripburger (Slovenia) Marcos Farrajota -- Bedeteca de Lisboa (Portogallo) Filipe Abranches - Chili Con Carne (Portogallo) Pakito Bolino -- Le Dernie Cri (Francia) Tommi Musturi - Glomp! / Helsinki Comics Festival (Finlandia) Niki Tzouda -- Babel Festival (Grecia) Kostas Maniatopoulos -- Babel (Grecia) Stripopeka (Bosnia Erzegovina) Stefano Ricci (Italia) Armin Barducci - Monipodio (Italia) Edo Chieregato - Canicola (Italia) Strapazin - (Svizzera)
I luoghi del Festival: - Museo Nazionale, Via B. Fiandrini - Ravenna - Biblioteca Classense, Via Baccarini n.3 - Ravenna - Galleria d'Arte Mirada, Via Mazzini n.83 -- Ravenna - Albergo Cappello, Via IV Novembre n.41 -- Ravenna - Politiche Giovanili, Via D'Azeglio n.2 - Ravenna - Teatro Rasi, Via di Roma n.39 - Ravenna - Mama's Club, Via San Mama n.75 - Ravenna
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L'AMMAESTRATORE DI TARTARUGHE Osman Hamdi in anteprima al Teatro Rasi Lunedì 31 marzo or
L'AMMAESTRATORE DI TARTARUGHE Osman Hamdi in anteprima al Teatro Rasi Lunedì 31 marzo ore 21 presentazione con lettura dal vivo del romanzo a fumetti scritto da Elettra Stamboulis e disegnato da Gianluca Costantini. Teatro Rasi Via Roma 39 Ravenna Nell'ambito della rassegna della non-scuola, curata da Ravenna Teatro, lunedì 31 marzo sarà presentato al pubblico il romanzo grafico di Costantini e Stamboulis L'ammaestratore di tartarughe. Più che la presentazione di un libro (che ancora non c'è, essendo un progetto ancora da terminare), si tratterà di una performance realizzata grazie al lavoro di alcuni adolescenti che frequentano i laboratori teatrali della non-scuola, guidati da Roberto Magnani. Federico Califano, Damiano Gaudenzi, Alessandro Minguzzi e Riccardo Spirandelli interpreteranno dal vivo le prime pagine del libro, aggiungendo suggestioni, sonorità, forzando la parola e la voce, utilizzando una modalità che unisce la visione delle immagini con la presa diretta della voce. Si potranno quindi vedere e ascoltare per la prima volta le prime pagine del libro, come in un cinematografo antico. Gli autori inoltre presenteranno il progetto in un dialogo pubblico. Il romanzo grafico L'ammaestratore di tartarughe è un progetto che nasce nel 2005, anno in cui al Museo Archeologico di Istanbul gli autori si imbattono nella singolare biografia di Osman Hamdi: egli fu per la cultura ciò che Mustafa Kemal detto Ataturk, di poco più giovane, fu per la politica, ovvero un innovatore assoluto. Primo pittore che ritrasse con modi naturalistici le donne, fu il fondatore del Museo Archeologico di Istanbul, lo scopritore delle tombe regali di Sidone (tra cui quella considerata all'epoca di Alessandro Magno) e Nemrut Dagh, primo archeologo dal nome orientale ad essere accolto nella Società degli archeologi europei, fu anche l'ideatore della legge che protegge il patrimonio artistico del suo Paese dai paesi stranieri. Negli ultimi anni della sua vita organizzò anche la prima Accademia d'Arte... Tuttavia egli non compare nelle storie dell'arte europee. Ha subito una sorta di censura o di omissione involontaria. Il titolo del romanzo riprende quello del quadro più famoso di Osman Hamdi, considerato dalle guide in lingua, la "Monna Lisa" della pittura turca. Il quadro è stato sottoposto a numerose interpretazioni: perché Hamdi si ritrae come un derviscio ammaestratore di tartarughe? è il suo ruolo di insegnante all'Accademia trasfigurato? Oppure è una visione politica, di come vede la cultura nel suo paese, lui l'addestratore? La ricerca delle tracce della sua biografia è il tessuto narrativo di questo racconto, che è anche una guida alternativa alla conoscenza di un Paese e di una città, Istanbul visti con gli occhi di chi osserva questa parte di terra con occhi che pongono domande, mentre al confine infuria l'ultima guerra del Libano.
Nota biografica Gianluca Costantini è il direttore artistico di "Inguine MAH!gazine". Ha pubblicato fumetti e illustrazioni su numerose riviste italiane e straniere, tra cui "Hardcomics", "Babel" e "WW3". Ha realizzato numerose mostre come artista visivo, cimentandosi in varie tecniche (mosaico, videoarte, pittura...). Ha recentemente pubblicato Vorrei incontrarti e Diario di un qualunquista (Fernandel edizioni) e Ultimo (su testi di Saturno Carnoli e Andrea Colombari - Edizioni del Vento). È inoltre curatore insieme a Elettra di numerose mostre e iniziative di associazione Mirada.www.gianlucacostantini.com Elettra Stamboulis, curatrice e fondatrice dell'associazione Mirada, insegna Italiano in un Istituto Professionale e si occupa di fumetto a vario titolo. Ha curato, tra le altre, le mostre di Marjane Satrapi, Joe Sacco, Per ventiquattromila baci, e il festival di fumetto di realtà Komikazen. Suoi testi e articoli sono stati pubblicati da "Hamelin", "Storia e problemi contemporanei" e recentemente su l'inserto M de L'Unità. www.stamboulis.eu
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Sabato 12 gennaio ore 18 Galleria Mirada -- Libreria Interno 4
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Sabato 12 gennaio ore 18 Galleria Mirada -- Libreria Interno 4
Sabato 12 gennaio dalle 18 secondo appuntamento dell'anno in libreria con l'autore: dopo i disegni nomadi di Marco Corona, è la volta della parola corpo e presenza di Isabella Bordoni. Bordoni creerà uno spazio poetico in libreria, senza palcoscenico, senza posti in prima fila. Semplicemente una performance poetica, che accade mentre la vita va avanti. Mirada è particolarmente lieta di ospitare Isabella, perché ogni tanto c'è necessità che la poesia si intrufoli nelle nostre vite.
Isabella Bordoni è poeta, autrice e interprete. Attenta alla relazione tra parola, voce, suono e scena, dal 1985 cura la drammaturgia, la regia e la direzione di lavori per il teatro, la radio, i media. Nell'ambito delle arti visive progetta e realizza installazioni anche con utilizzo di tecnologie interattive ed utilizza il termine poetry.scapes per progetti di diversa scala, "ambienti poetici, visivi e sonori" spesso pensati come project room o site specific. Riceve commissioni da enti radiofonici europei, presente in festival e rassegne di teatro, poesia, arte in Italia e all'Estero. Conclusa l'esperienza in seno a Giardini Pensili che ha co-fondato nel 1985 e co-diretto fino al 2000, nel 1999 ha dato vita a Shadow 44/48 con il compositore e musicista Rupert Huber e nel 2000/1 a "PROGETTO PER LE ARTI/IB_project for the arts". Attenta alle poetiche dei luoghi ed alla reciproca influenza tra l'organizzazione dello spazio naturale ed architettonico e la produzione artistica, ha fatto di questi argomenti materia di insegnamento all'Accademia di Belle Arti di Rimini, dove è docente di "drammaturgia dei luoghi/ambienti poetici" dall'a.a. 2004/05 e alla Naba, Nuova accademia di Arti e Media di Milano, dove dal 2007 è parte del team di docenza del dipartimento Digital Environment Design, diretto da Paolo Atzori. Cura la direzione artistica di rassegne e festival di arte e poesia. Conduce seminari e workshop presso Università ed Accademie di Belle Arti, mettendo in atto una didattica che si fa evento. Cfr. http://www.ib-arts.org
Per info:
Galleria MIRADA -- Libreria Interno 4 Via Mazzini 83 Ravenna Tel +39 0544 217359 www.mirada.it Per le novità http://associazionemirada.wordpress.com/
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Sabato 12 gennaio dalle 18 secondo appuntamento dell'anno in libreria con l'autore: dopo i disegni nomadi di Marco Corona, è la volta della parola corpo e presenza di Isabella Bordoni. Bordoni creerà uno spazio poetico in libreria, senza palcoscenico, senza posti in prima fila. Semplicemente una performance poetica, che accade mentre la vita va avanti. Mirada è particolarmente lieta di ospitare Isabella, perché ogni tanto c'è necessità che la poesia si intrufoli nelle nostre vite.
Isabella Bordoni è poeta, autrice e interprete. Attenta alla relazione tra parola, voce, suono e scena, dal 1985 cura la drammaturgia, la regia e la direzione di lavori per il teatro, la radio, i media. Nell'ambito delle arti visive progetta e realizza installazioni anche con utilizzo di tecnologie interattive ed utilizza il termine poetry.scapes per progetti di diversa scala, "ambienti poetici, visivi e sonori" spesso pensati come project room o site specific. Riceve commissioni da enti radiofonici europei, presente in festival e rassegne di teatro, poesia, arte in Italia e all'Estero. Conclusa l'esperienza in seno a Giardini Pensili che ha co-fondato nel 1985 e co-diretto fino al 2000, nel 1999 ha dato vita a Shadow 44/48 con il compositore e musicista Rupert Huber e nel 2000/1 a "PROGETTO PER LE ARTI/IB_project for the arts". Attenta alle poetiche dei luoghi ed alla reciproca influenza tra l'organizzazione dello spazio naturale ed architettonico e la produzione artistica, ha fatto di questi argomenti materia di insegnamento all'Accademia di Belle Arti di Rimini, dove è docente di "drammaturgia dei luoghi/ambienti poetici" dall'a.a. 2004/05 e alla Naba, Nuova accademia di Arti e Media di Milano, dove dal 2007 è parte del team di docenza del dipartimento Digital Environment Design, diretto da Paolo Atzori. Cura la direzione artistica di rassegne e festival di arte e poesia. Conduce seminari e workshop presso Università ed Accademie di Belle Arti, mettendo in atto una didattica che si fa evento. Cfr. http://www.ib-arts.org
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Sabato 12 gennaio dalle 18 secondo appuntamento dell'anno in libreria con l'autore: dopo i disegni nomadi di Marco Corona, è la volta della parola corpo e presenza di Isabella Bordoni. Bordoni creerà uno spazio poetico in libreria, senza palcoscenico, senza posti in prima fila. Semplicemente una performance poetica, che accade mentre la vita va avanti. Mirada è particolarmente lieta di ospitare Isabella, perché ogni tanto c'è necessità che la poesia si intrufoli nelle nostre vite.
Isabella Bordoni è poeta, autrice e interprete. Attenta alla relazione tra parola, voce, suono e scena, dal 1985 cura la drammaturgia, la regia e la direzione di lavori per il teatro, la radio, i media. Nell'ambito delle arti visive progetta e realizza installazioni anche con utilizzo di tecnologie interattive ed utilizza il termine poetry.scapes per progetti di diversa scala, "ambienti poetici, visivi e sonori" spesso pensati come project room o site specific. Riceve commissioni da enti radiofonici europei, presente in festival e rassegne di teatro, poesia, arte in Italia e all'Estero. Conclusa l'esperienza in seno a Giardini Pensili che ha co-fondato nel 1985 e co-diretto fino al 2000, nel 1999 ha dato vita a Shadow 44/48 con il compositore e musicista Rupert Huber e nel 2000/1 a "PROGETTO PER LE ARTI/IB_project for the arts". Attenta alle poetiche dei luoghi ed alla reciproca influenza tra l'organizzazione dello spazio naturale ed architettonico e la produzione artistica, ha fatto di questi argomenti materia di insegnamento all'Accademia di Belle Arti di Rimini, dove è docente di "drammaturgia dei luoghi/ambienti poetici" dall'a.a. 2004/05 e alla Naba, Nuova accademia di Arti e Media di Milano, dove dal 2007 è parte del team di docenza del dipartimento Digital Environment Design, diretto da Paolo Atzori. Cura la direzione artistica di rassegne e festival di arte e poesia. Conduce seminari e workshop presso Università ed Accademie di Belle Arti, mettendo in atto una didattica che si fa evento.
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Festival Komikazen 2007 Le dernier cri
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Festival Komikazen 2007 Le dernier cri
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I disegnatori turchi della rivista Le Man , una vera e propria istituzione della satira in
I disegnatori turchi della rivista Le Man , una vera e propria istituzione della satira in Turchia. Da 15 anni ogni settimana 150.000 copie di Le Man vengono distribuite in maniera capillare da Diyarbakir a Istanbul. I due fondatori della rivista, che saranno ospiti di Komikazen, sono personaggi amati dalla gente come beniamini. Pur essendo stati in passato molto invisi al potere, tanto da non potere ottenere il passaporto per diversi anni, i disegnatori di Le Man non hanno mai smesso di essere sarcastici, ironici, iconoclasti. La loro rivista ogni settimana attacca con il suo humour caustico i vizi e le ipocrisie della società turca con incredibile libertà espressiva.
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