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Pierluigi Battista porta lo stesso cognome del Giovanni, ma tutto ha tranne che del predicatore. Sale in cattedra per tenere una lezione di democrazia, e si scorda - che sbadato - di ricordare ai lettori del Pompiere della Sera che Marcello Dell'Utri ha una condanna in primo e in secondo grado per concorso esterno in associazione mafiosa. E fa pure il senatore, il Marcello dei quattro pensionati al bar. Evidentemente al Corriere gli editorialisti sono sbadati: pochi giorni fa si erano scordati di riportare le accuse di Spatuzza a Schifani, che sarebbe nientepopodimeno che il collegamento tra la mafia e l'accoppiata Dell'Utri (solo per coincidenza, quello della contestazione di ieri) - Berlusconi (quello dell'undicesima domanda che Bossi non pose mai). E Schifani, tra l'altro, al Senato non fa il senatore ma si occupa di presiederlo direttamente.
Considerato dunque che al Senato ci hanno mandato anche tipetti raccomandabili eletti dalla 'ndrangheta, come Nicola Di Girolamo, e considerato che tre indizi fanno una prova - ma di indizi volendo ce ne sarebbero a iosa -, direi che la lotta alla mafia ormai non si fa portando a termine blitz scenografici a Palermo o a Corleone, ma facendo una ben più agevole retata in Parlamento.
Care forze dell'ordine, rifletteteci: sono tutti chiusi nello stesso stanzone, non hanno mitra in mano e non ci sono cunicoli o passaggi segreti ad agevolare la fuga. Cos'è, non vi piace vincere facile?
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« Sospesa sull'abisso, la vita degli abitanti d'Ottavia è meno incerta che in altre città. Sanno che più di...
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« Sospesa sull'abisso, la vita degli abitanti d'Ottavia è meno incerta che in altre città. Sanno che più di tanto la rete non regge. » [Italo Calvino -- Le città invisibili]
Dio distrusse la Torre di Babele perché gli uomini, presuntuosi, volevano giungere fino a lui. E per assicurarsi che non ci riprovassero, confuse lingue e idiomi, in modo che comprendersi e mettersi d'accordo diventasse molto difficile.
Qualche migliaio di anni dopo, il tempo di riorganizzarsi, abbiamo ricominciato a parlare tutti un'unica lingua, l'inglese. E stiamo ricostruendo la torre. Non una: dieci, cento, mille torri. E sono decine di volte più alte dei 90 metri che tanto fecero infuriare il cielo. Non in Italia ovviamente - le nostre pendono miserevolmente -, ma nel resto del mondo. Gli uomini si stanno arrampicando sempre più in alto, ogni giorno più vicini a Dio.
A Dubai, Burj Khalifa misura oltre 800 metri, ma ci sono progetti, in attesa di finanziamento, che puntano ai 1600 metri. Entro il 2025 il Giappone potrebbe avere la tecnologia per costruire isole galleggianti con una base larga 3 chilometri ed un tetto circolare del diametro di mille metri, posto ad un chilometro secco sopra la superficie del mare. Per non parlare di "Ultima", una vera e propria montagna alta più di 3 chilometri, capace di contenere un milione di persone e che l'uomo giudica assolutamente indistruttibile. Evidentemente non abbiamo imparato la lezione.
Ottavia, invece, è la città della rete. Anziché concentrare una enorme pressione su una ristretta superficie da costruirsi con materiali sempre più resistenti, l'ingegneria di Ottavia si basa sulla distribuzione delle forze.
La città della rete è come una ragnatela. Non è superba perché non sfida il cielo, semmai cade, come l'acqua nelle cascate. Ottavia capovolge ogni nostra convinzione, mandando a gambe all'aria secoli di architettura. Le sue fondamenta sono in alto: funi tese tra le sommità delle pareti di un crepaccio alle quali si allacciano corde, catene, passerelle. La vita si sviluppa in armonia con la struttura e con gli spazi, perché il rispetto del bilanciamento dei carichi è essenziale. Ogni intersezione, ogni nodo della rete vibra all'unisono, rendendo i cittadini di Ottavia fortemente connessi gli uni agli altri. Ognuno percepisce fisicamente la propria dipendenza dall'ultimo degli abitanti e questo crea responsabilità e suggella un patto di aiuto e di sostegno reciproco.
Ad Ottavia, tutti sanno di vivere in condizioni di equilibrio precario. Nessuno si sente onnipotente né crede davvero di potersi appoggiare indefinitamente sulle spalle degli altri. Gli abusivismi edilizi non vengono condonati, perché farebbero crollare l'intera struttura. La viabilità è fluida, perché tra un luogo di partenza e la sua destinazione ci sono tanti percorsi quanti sono i possibili viaggiatori. I servizi sono distribuiti e non è possibile che alcune zone si sviluppino più di altre, pena il cedimento di tiranti e legacci. La democrazia è la sola forma di sopravvivenza possibile, perché l'ultimo degli emarginati ha il potere di far cedere l'intero sistema.
Nella riserva naturale di Tawakoni, in Texas, nell'agosto 2007 gli entomologi hanno scoperto una ragnatela enorme, estesa per oltre 180 metri. E' stata tessuta dai ragni della famiglia Tetragnathidae, in collaborazione con altre 10 specie diverse. Al suo interno, una sterminata quantità di insetti ha trovato la morte, confermando così che la collaborazione è una strategia vincente anche per i meno socievoli degli animali. Dopo la prima scoperta, altre tele giganti sono state trovate in Florida, in Canada, in Ohio e perfino in Italia.
I ragni sono avanti, ma noi gli stiamo dietro. Il World Wide Web è la tela più estesa del mondo. Nel 2000 era percorsa da 361 milioni di persone. Al 30 giugno di quest'anno sono diventate già 2 miliardi, con una crescita del 445%. Stiamo costruendo una ragnatela di proporzioni mostruose. Ognuno intessa la sua. Quelle più piccole si allacceranno alle più grandi, mentre altre andranno a rinforzare le strutture portanti ed altre ancora lanceranno nuove propaggini nel vuoto, allontanando ulteriormente le estreme periferie dal punto di origine.
La superficie totale sta per coprire ogni pensiero e presto sarà così fitta da catturare nelle sue maglie ogni informazione di una certa rilevanza, che sarà avviluppata in un bozzolo, digerita e trasmessa in ogni direzione grazie alle vibrazioni che l'impatto produce sulla tela. Più l'informazione è grossa e pesante, più i nodi della rete risuoneranno in maniera decisa ed energica.
E allora coraggio: facciamolo cantare, questo web! http://www.byoblu.com/post/2010/08/04...
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Francesco.
PS: sempre dalla parte della LEGALITA', questa parola da molti ns Parlamentari e/o amministratori locali inesistente.
Un tempo chi apparteneva alla "P2" era considerato uno schifoso delinquente, oggi, da quando si è scoperto che anche il nostro attuale Presidente del Consiglio ne era membro dal 1978, come per incanto, per la stampa è diventata quasi un innocuo circolo ricreativo di poveri pensionati.
ciao,il KROTALO!!
combatiamo questi terroristi ke ci governano.grazie, ciao.