In conclusione, come giustamente ha riconosciuto Catalani (che non so chi sia, anche se pare personaggio assai noto) su tratta di giornalismo da FOGNA e come già si sapeva il quotidiano Repubblica è una FOGNA che vive di FOGNA...
Una chiosa: peccato che Pallavidini non ricordi il nome del giornalista di Repubblica che gli ha telefonato. Ma è evidente il motivo. Si sono accorti che si tratta di giornalismo “fognario”, come giustamente riconosce Catalani. Avevano bisogno di estorcere al prof. Pallavidini qualche affermazione telefonica per completare l’opera diffamatoria, ma fortunatamente il preso di mira non ha abboccato... Sono dei delinquenti, non dei giornalisti!
Ancora al conduttore: guardi che deve ritornare a scuola, magari dello stesso prof. Pallavidini, se in pensione accettare di farle lezioni private di storia e filosofia: non si può dire a una persona che la sua “ideologia” è “rispettabile”, se mai che le sue “idee” sono “rispettabile”. È invece offensivo dire ad una persona che le sue “idee” non sono “idee” ma “ideologia”... Pallavidini non le ha risposto, ma lei lo ha offeso e lui deve aver compatito la sua ignoranza...
Ancora al conduttore: ma perché non voleva far finire il prof. Pallavidini? Poi non ha capito nulla se parla di “due vicende parallele” slegate l’una dall’altra? Non è vero!!! La seconda è conseguenza della prima. Se si va a leggere come la redazione torinese di Reppubblica abbia assai male accolto l’esisto della sentenza del tribunale del lavoro... Leggere quei testi e collegarli alla vicenda ultima è assai istruttivo ed illuminante... Non ci vuole molto a capire che si tratti di un “tiro”...
Al sottoposto del sottoposto ho da fare questa domanda: ma se l’ospite primo, Maurizio Catalani, ti ha appena detto che facebook è una fogna, perché ti ostina a considerare la fogna come se fosse il palazzo di Montecitorio, ossia come se fosse una dichiarazione fatta in parlamento... o dio, in quanto a fogne...
Funziona? Se il conduttore legge questo commento, gli si può dire che si deve vergognare lui del modo in cui ha cercato di incastrare il professore preso di mira. Se è un giornalista, e sa vagamente cosa è il giornalismo d’inchiesta, farebbe meglio ad andare ad indagare sul sottobosco che si nasconde dietro l’intervista. Chi l’ha fatta? Qual è la sua figura morale e intellettuale? Faccia a lui le stesse domande che fa al professore torinese,,, Ne scoprirà delle belle-
@cardisem ...aspettiamo l'esito di queste domande.....credo invano.....non vedo domande ai costruttori del quadrato culturale sionista da SEMPRE.....capisco he non tutti sono disposti a morire di antisionismo.... ecco ho nominato il sionismo......il giornalismo italiano NON LO NOMINA NEMMENO ...tanto per starsene tranquilli....di antisionismo o parlarne semplicemente è VIETATO ,non ci si può lamentare poi che nella rete si trova l'unica accoglienza per temi COSI SERI e MANIPOLATI...
In conclusione, come giustamente ha riconosciuto Catalani (che non so chi sia, anche se pare personaggio assai noto) su tratta di giornalismo da FOGNA e come già si sapeva il quotidiano Repubblica è una FOGNA che vive di FOGNA...
cardisem 1 month ago
Una chiosa: peccato che Pallavidini non ricordi il nome del giornalista di Repubblica che gli ha telefonato. Ma è evidente il motivo. Si sono accorti che si tratta di giornalismo “fognario”, come giustamente riconosce Catalani. Avevano bisogno di estorcere al prof. Pallavidini qualche affermazione telefonica per completare l’opera diffamatoria, ma fortunatamente il preso di mira non ha abboccato... Sono dei delinquenti, non dei giornalisti!
cardisem 1 month ago
Ancora al conduttore: guardi che deve ritornare a scuola, magari dello stesso prof. Pallavidini, se in pensione accettare di farle lezioni private di storia e filosofia: non si può dire a una persona che la sua “ideologia” è “rispettabile”, se mai che le sue “idee” sono “rispettabile”. È invece offensivo dire ad una persona che le sue “idee” non sono “idee” ma “ideologia”... Pallavidini non le ha risposto, ma lei lo ha offeso e lui deve aver compatito la sua ignoranza...
cardisem 1 month ago
Ancora al conduttore: ma perché non voleva far finire il prof. Pallavidini? Poi non ha capito nulla se parla di “due vicende parallele” slegate l’una dall’altra? Non è vero!!! La seconda è conseguenza della prima. Se si va a leggere come la redazione torinese di Reppubblica abbia assai male accolto l’esisto della sentenza del tribunale del lavoro... Leggere quei testi e collegarli alla vicenda ultima è assai istruttivo ed illuminante... Non ci vuole molto a capire che si tratti di un “tiro”...
cardisem 1 month ago
Al conduttore: perché non andate a intervistare Marco Pasqua sul suo giornalismo da “fogna”?
cardisem 1 month ago
Al sottoposto del sottoposto ho da fare questa domanda: ma se l’ospite primo, Maurizio Catalani, ti ha appena detto che facebook è una fogna, perché ti ostina a considerare la fogna come se fosse il palazzo di Montecitorio, ossia come se fosse una dichiarazione fatta in parlamento... o dio, in quanto a fogne...
cardisem 1 month ago
Funziona? Se il conduttore legge questo commento, gli si può dire che si deve vergognare lui del modo in cui ha cercato di incastrare il professore preso di mira. Se è un giornalista, e sa vagamente cosa è il giornalismo d’inchiesta, farebbe meglio ad andare ad indagare sul sottobosco che si nasconde dietro l’intervista. Chi l’ha fatta? Qual è la sua figura morale e intellettuale? Faccia a lui le stesse domande che fa al professore torinese,,, Ne scoprirà delle belle-
cardisem 1 month ago
@cardisem ...aspettiamo l'esito di queste domande.....credo invano.....non vedo domande ai costruttori del quadrato culturale sionista da SEMPRE.....capisco he non tutti sono disposti a morire di antisionismo.... ecco ho nominato il sionismo......il giornalismo italiano NON LO NOMINA NEMMENO ...tanto per starsene tranquilli....di antisionismo o parlarne semplicemente è VIETATO ,non ci si può lamentare poi che nella rete si trova l'unica accoglienza per temi COSI SERI e MANIPOLATI...
francovezio 1 month ago