Added: 2 years ago
From: ottavaora
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  • L'Anima, la dimensione del nostro Essere

    Pace e Amore

  • Si forse nel caso di sapere chi si è veramente si rimane, con un intento diverso, quello di aiutare gli altri e fare esperienze, bello! Mi spiace che manca la prima parte del mio commento in cui esprimevo il fatto che noi attori inconsapevoli "sentiamo", spesso, una stonatura in questa materialità che ci circonda, il cuore, la mente, tutto l'essere la sente, ma continuiamo la recita, iniziando a persare di essere attori, proprio perchè siamo qui. Ma la tua risposta mi piace. Grazie

  • alla quale però bisogna partecipare, perchè siamo qui a vivere, perchè così è la vita ed è da vivere. Comprendere e non lasciarsi inglobare ma viverla. Difficile o impossibile arrivare alla consapevolezza dell'immortalità e quindi smettere la recita? Forse ho deviato un pò il discorso... Scusate.. Un abbraccio

  • PARTE 1 Paola, e chi lo dice che raggiunta la consapevolezza dell'immortalità, si abbia voglia di smettere la recita? Immagina: sei l'attrice che ora sa di recitare, se lo ricorda perché non più "inglobata" nella parte. Non prenderai più tutto in maniera "pesante", sai che stai recitando e cominci a rilassarti, cominci a gustarti la parte, cominci a non seguire più il copione, reciti improvvisando, reciti inventandoti il copione e divertendoti.

  • PARTE 2 E in una commedia con dei posti così belli come quelli offerti dalla Terra, con così tante cose belle da fare, persone da incontrare, da amare, esperienze da fare, sicura che smetteresti di recitare? ;) Io no, anzi, ci sono tornato ancora una volta apposta per godermela questa recita chiamata Vita! ;-D

  • Misteri di YouTube, i messaggi precedenti vanno letti nell'ordine indicato nella parte iniziale del messaggio stesso: PARTE1, PARTE2... e così via. Ciao ciao. :)

  • PARTE 1 Questa frase mi perplime: "perché se tutto andasse sempre per il meglio mancherebbe la sofferenza: la medicina che costringe a fermarsi e riflettere sulla vita ed i suoi perché. Vivremmo come in un "paradiso" idilliaco dove tutto va sempre bene. Ed allora ...perché poi la morte?". Non dubito che abbiamo avuto bisogno del pungolo della sofferenza per fermarci e riflettere sulla vita, ma non è una strada che possiamo continuare a percorrere per sempre. E' come dire che...

  • PARTE 4 ... morire, non vivremmo più su quello che stiamo per trasformare nel paradiso sulla terra (se riusciremo a liberarci della necessità di soffrire ancora), vivremmo semplicemente in una prigione. Ecco il perché della morte. Ciao ciao. :)

  • Il paradiso sulla Terra...

    Vedi io credo che si muoia semplicemente perché non si riesce ad essere svegli dove la morte non esiste.

    Parlando di attori il punto sta proprio nel non sapere che si è attori; non si sa che si sta recitando; non conosciamo il copione; non c'è stata la possibilità di leggerlo prima.

    Riguardo poi alla sofferenza ...sicuramente hai ragione. Perché continuare a soffrire se si è capito; sarebbe masochismo! Ma si è capito?

    segue

  • La sofferenza puntualmente ritorna; serve a spronare la coscienza di chi sta cercando di tornare a casa. Per evitare che si smarrisca lunga la via solo perché crede di avere capito.

    Ecco perché mente ed anima fanno parte dell'uomo ma non gli appartengono (La mente svolazza e l'uomo non la doma, l'anima guida e l'uomo non lo sa).

    Cari saluti

    Franco

  • PARTE 1 Un attimo: ma tu, credi soltanto "che si muoia semplicemente perché non si riesce ad essere svegli dove la morte non esiste."? E quando dici: "Parlando di attori il punto sta proprio nel non sapere che si è attori; non si sa che si sta recitando; non conosciamo il copione; non c'è stata la possibilità di leggerlo prima.", parli in generale dell'umanità o di te in prima persona? Insomma Franco, ricordi di te prima di nascere? Di quando hai deciso di nascere?

  • PARTE 2 Del perché lo hai deciso? Del copione scritto proprio da te per questa nuova puntata? :) O sono cose che "credi" soltanto? Riguardo invece al capire: se ricordi (e torniamo al punto precedente), per te stesso conosci già la risposta. Ciao ciao. :)

  • PARTE 3 La sofferenza va lasciata andare affinché gioia, amore, la delizia del vivere, possano rientrare nella nostra vita e portare nuovamente il paradiso qui sulla terra. Ma così, mi direte, non ha più senso la morte. Associare la sofferenza alla morte, mah... i lavaggi del cervello della religione. Avete presente cosa fanno quando un attore vuole uscire da una serie tv? Inscenano la sua morte. E come altro potremmo uscire da questa fantastica serie tv chiamata Vita? Se non potessimo...

  • PARTE 2 ... per capire la salute abbiamo avuto bisogno della malattia. Comprensibile (forse), ma una volta che abbiamo capito cos'è, inutile continuare ad esser malati. La malattia va lasciata andare per liberare lo spazio affinché la salute possa rientrare nella nostra vita. O vogliamo continuare ad essere malati tutta la vita? Se è così allora ci siamo persi nella sofferenza, siamo semplicemente diventati dei masochisti! ;-)

  • Ciao Franco.

    In effetti, citando Nerasy, nemmeno a me è arrivato chiaro il messaggio, questa volta... ti ringrazio comunque per i tuoi video e per l'attenzione e la ricerca. Un abbraccio.

  • Ciao, che dire...

    Mi piacerebbe capire meglio cos'è che crea confusione.

    Del resto parlarne assieme chiarendosi è il modo per approfondire, reciprocamente, un tema che proprio perché genera dubbi da anche la possibilità di confrontarsi su aspetti della interiorità che, siccome personale, ognuno vive per come la percepisce.

    Un abbraccio a te e grazie per l'intervento.

    Franco

  • Credo, a mio parere, che il concetto lo hai solo espresso male, cioè un po' confusamente, anche a livello di scrittura.

    Sul penultimo periodo c'è un punto interrogativo che non capisco, ad esempio,

    Questa frase non riesco a capire anche: "E nel frattempo la vita scorre, con tanti dubbi e i suoi perché. Per far capire che se tutto andasse sempre bene si vivrebbe in un paradiso dove però si muore; fosse solo per vecchiaia ma si muore." Un abbraccione.

  • Belli questi scambi.

    Quello che riporto di seguito è ciò che introduce l'interrogativo.

    Esperienze frutto della mente o impulsi dettati dal cuore.

    Impulsi cui molto spesso proprio la mente si oppone ritenendoli assurdi o pericolosi; quasi un voler seguire un istinto che non si cura di logica e ragione.

    Ed in funzione di ciò:

    Istinto o voce interiore che indica un cammino diverso da quello che si sta percorrendo?

    segue

  • "E nel frattempo...

    Certo, perché se tutto andasse sempre per il meglio mancherebbe la sofferenza: la medicina che costringe a fermarsi e riflettere sulla vita ed i suoi perché.

    Vivremmo come in un "paradiso" idilliaco dove tutto va sempre bene. Ed allora ...perché poi la morte?

    Un grande abbraccio anche a te.

    Franco

  • Ora comincio a capire :-)

    E capisco anche che devo essere un po' "tardo", perché era abbastanza chiaro... o forse un verbo in meno e il modo di scrivere mi ha ingannato.

    Cmq è un argomento che credo sia difficile da racchiudere in pochi minuti di video.

    Grazie per i chiarimenti, Franco.

    A presto e pace nel tuo cuore.

  • Grazie a te invece.

    Sto riflettendo su un aspetto: la non chiarezza. Quando capita non si è riusciti ad esprimere un concetto in modo semplice.

    Che ben venga però se poi l'argomento viene così tanto approfondito.

    Quindi ancora grazie a te ed un abbraccio

    Franco

  • Bisognerebbe praticare con costanza uno spostamento dall'ego all'anima pura, che esiste, ma a volte gli istinti deviano da quello che sembra il giusto percorso, allora a questo punto i dubbi assalgono! Cosa è mai giusto? La mente insieme al cuore ti porta in una strada, la voce interiore a livelli istinto ti "sposta". Ci sono allora vari livelli di voce interiore (ascolto e azione senza pensiero- ascolto con interferenza del pensiero)E tornano i dubbi e la vita scorre.. Un abbraccio. Paola

  • Ciao Paola

    difficilmente mente e cuore si trovano d'accordo. Per me il cuore si fa interprete del messaggio dell'anima (la voce interiore, l'istinto che sale dal profondo); la mente invece invita a diffidare perché ritiene pericoloso affidarsi all'interiorità.

    E se volgiamo (sempre secondo me -e dal punto di vista della mente-) ha ragione. Per la mente il pericolo è reale: se l'anima emerge la mente "muore".

    Un abbraccio a te

    Franco

  • Ho l'impressione Franco, che confuso dal tuo messaggio ho posto domande altrettanto confuse. Magari tra qualche giorno mi sarà tutto più chiaro, magari resterà tutto confuso e va bene lo stesso. Ciao ciao. :)

  • PARTE4 "Istinto o voce interiore che indica un cammino diverso da quello che si sta percorrendo? Voce dell'anima che spinge a guardarsi dentro per concepire e cogliere una realtà che oltre quella fisica è parimenti vita, ma immortale." Non ho capito quale sia la domanda. Ti chiedi se gli impulsi del cuore sono istinto o voce interiore, oppure ti chiedi quale dei due va seguito? E chi è la voce dell'anima a questo punto? L'istinto o la voce interiore? Sono confuso... :)

  • Nessuna confusione per ciò che intendo. Considerato che l'istinto di cui parlo non è equiparabile a quello animale...

    Ciao

    Franco

  • PARTE3 "Esperienze di natura fisica e spirituale. Esperienze frutto della mente o impulsi dettati dal cuore. Impulsi cui molto spesso proprio la mente si oppone ritenendoli assurdi o pericolosi; quasi un voler seguire un istinto che non si cura di logica e ragione." Aspè Franco, fammi capire un attimo: gli impulsi del cuore invece si curerebbero di logica e ragione?

  • Il punto non è questo. È dar credito o meno ad un impulso (a volte in apparenza irrazionale) che proviene dal profondo di sé (e che un esame razionale consiglierebbe di non considerare).

    Ciao

  • PARTE2 "E nel frattempo la vita scorre, con tanti dubbi e i suoi perché. Per far capire che se tutto andasse sempre bene si vivrebbe in un paradiso dove però si muore; fosse solo per vecchiaia ma si muore. ". Se c'è, non ho compreso qual'è il problema. Se non c'è, allora non ho compreso e basta. Ascolto volentieri una spiegazione. :)

  • Non posso. Non capisco il senso né i termini della domanda.

    Franco

  • PARTE1 Letto e riletto questo messaggio, qualcosa non mi torna. "Ci si sforza di vivere in modo corretto cercando giustamente di domare istinti che se lasciati liberi ci porrebbero molto prossimi agli animali." . E ciò è negativo? Vi ricordate quando il vostro cane vi fa le feste, o il vostro gatto vi fa le fusa? Dite che essere così aperti ed espansivi è una gran brutta cosa? E dite che quello che vi donano, lo sentite davvero solo "istinto"? Guardateli negli occhi prima di rispondere. ;)

  • Nello specifico mi sembra che la domanda non c'entri

    Ciao

    Franco

  • Grazie Franco.

    I tuoi video sono sempre illuminanti.

    Credo sia meglio sempre seguire il cuore, nel profondo della nostra anima. La mente invece, (a volte... proprio perchè razionale e credo anche limitata, perchè conosciamo ancora troppo poco dei suoi meccanismi).... mente.

    L'intuito credo, sia quella vocina che ci arriva da Dio stesso e che sentiamo dentro di noi, ed è ciò che dobbiamo ascoltare.

    Lilly

  • mi hai dato una bella schiarita ai pensieri con questo bellissimo video. grazie! ci voleva..

  • Grazie:-)

  • Ti sono molto grata per questa perla, capace di porgere una profonda chiave di lettura al senso della vita.

    Un abbraccio

    Daniela

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