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From: Athys700
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  • Il 20 Dicembre 1664 s'arriva alla sentenza. I giudici sono ventidue: nove votano per la morte, tredici per l'esilio dell'imputato. Fouquet conserva la testa, il re però gliel'ha giurata: abusa di tutti i suoi poteri, gettando sulla bilancia l'autorità regale, e riesce a far commutare l'esilio in ergastolo. Il ministro finisce murato vivo nella fortezza di Pinerolo; dove trascorrerà il resto della sua esistenza, 16 anni, fino al 1680.

    Tratto da Guido Gerosa, "Il Re Sole", 1999

    :)

  • Tre settimane dopo, il sovrintendente era stato arrestato; i suoi beni confiscati, i suoi conti sequestrati.

  • Vatel, il cuoco dei re, si superò preparando una cena rimasta famosa. [...] Quella sera, il re vide che sui tavoli troneggiavano trentasei dozzine di piatti d'oro massiccio, e che il cuore di quella magnificenza era un superbo servizio d'oro. Beffardo, disse alla madre (Anna d'Austria): «Signora, e noi non ci faremo restituire il maltolto da questo signore?».

  • Erano stati diramati 6.000 inviti, non solo in Francia ma in tutta Europa; si presentarono al castello migliaia di carrozze. Si susseguirono al castello, in magica successione, balletti, pastorellerie, scene mitologiche, cori, fuochi d'artificio [...] i più scatenati baccanali che mai si fossero visti. Luigi era rapito e scandalizzato.

  • Non è un caso, che Luigi abbia poi affidato Versailles agli stessi artisti, a Le Nôtre e a Le Brun; eccitato suo malgrado dallo splendore di Vaux, Luigi voleva farvi visita; ciò gli era indispensabile, per capire l'entità della corruzione di Fouquet. Il 17 Agosto 1661 il re si recò a Vaux, ospite di Fouquet.

  • Luigi XIV era assai perplesso. Le spese folli di Fouquet lo rendevano pericoloso per lo Stato: il ministro manovrava senza pudore, e le sue mosse spregiudicate [...] segnarono l'inizio di quei gravi danni alla finanza statale che faranno odiare il Re Sole alla fine del suo regno. Inoltre, era adirato anche per la magnificenza sfacciata di Vaux, che lo costringeva a invidiargli quello splendore che ne faceva l'uomo più ricco di Francia.

  • Il decoratore Carlo Vigarini ha lasciato ai posteri la cifra, di un costo finale di due milioni di lire.

  • Il 1° Aprile 1656, il grande architetto Louis Le Vau presenta i piani: lo sterro dell'intera zona è una impresa che viene a costare un occhio della testa, vi sono impiegati 18.000 operai. La decorazione viene affidata a Le Vau, ma soprattutto a Charles Le Brun, altro Grande, e risulterà lussureggiate, sontuosa; si vive l'apoteosi di Ercole e delle Muse. André Le Nôtre, creatore di giardini che sarà poi l'uomo di Versailles, s'occupa di realizzare i parchi di Vaux. È un'alba di gloria.

  • Le sue proprietà, in quel momento, valgono 500.000 lire, ma i preventivi per la costruzione dell'edificio parlano di 600.000 lire per il castello e di 300.000 per gli abbellimenti delle terre circostanti. Per fare un bel lavoro, Fouquet fa radere al suolo il vecchio castello e con esso i villaggi che lo circondano; nello stesso tempo, nella vicina Maincy, crea una manifattura di tappezzerie unicamente per realizzare gli arazzi che renderanno sfarzosa la mirabile residenza.

  • Era un collezionista d'arte, un mecenate, grande amante di quadri, stampe, statue ed edifici sontuosi.

    Il suo capolavoro, consistette nella costruzione di una residenza fantastica:

    Il castello di Vaux-le-Vicomte, trenta miglia a sud-est di Parigi.

    Aveva comprato quelle terre e il vecchio castello già nel 1641, e nel 1656 cominciò a farvi edificare un castello nuovo; nella sua megalomania, è deciso a farne una delle meraviglie del mondo.

  • Nel 1653, il figlio Nicolas viene scelto come Sovrintendente delle Finanze. Prendeva assai sul serio il motto di famiglia: Quo non ascendet?. A quali altezze potrà mai salire? Aveva l'ambizione di conoscere tutto e di fare tutto. Secondo la visione tradizionale di memorialisti e storici [...] aveva alimentato la corruzione, e si era arricchito immensamente e spudoratamente ai danni dello Stato.

  • Nel 1661, Nicolas Fouquet si trova al sommo della scala per il paradiso, al culmine della potenza. Proviene da una grande famiglia di mercanti dei drappi, della seta e della lana, originari di Angers nell'Angiò; il padre, consigliere del Parlamento di Parigi, ebbe la fortuna di mantenersi fedele al re, l'allora giovane Luigi XIV, durante la bufera della Fronda (1648). Si assunse un rischio, ma questa scelta di campo determinò il favore reale per la sua famiglia.

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