Added: 4 months ago
From: eugeniobenetazzo
Views: 14,044
Sort by time | Sort by thread (beta)

Link to this comment:

Share to:

All Comments (58)

Sign In or Sign Up now to post a comment!
  • E' meglio per loro che non mi tocchino i pochi soldi che ho perchè Rambo diventa vero e li prendo uno ad uno....NON SCHERZO.

  • Il mio commento è semplice.. aperto e sincero.. GRAZIE EUGENIO!

  • preleievi coatti:

    l'islanda con la rivoluzione del 2008 ha fatto pagare i danni ai banchieri e i politici responsabili !

    in italia abbiamo 950 parlamentari e senatori da cui

    confiscare

  • Draghi era vicepresidente di Goldman Sachs la banca di investimento che ha fallito nel 2006, questa notizia la nascondono in Italia, ma è la verita, Draghi è protagonista della crisi

  • Mi dispiace, Benetazzo, ma questa volta sono in disaccordo: occorre tagliare lo stato, non aumentare le tasse.

    E' lo stato ad avere fatto il debito, e' lo stato a sprecare, e' lo stato chiaramente ipertrofico, come e' evidente quando facciamo i confronti fra il nostro stato e quelli stranieri.

    Dargli altri soldi, significa peggiorare.

  • La crisi dell’euro è il risultato di un attacco mirato da parte delle agenzie di rating statunitensi Standard & Poor’s, Moody’s e Fitch contro il debito della Grecia, della Spagna e del Portogallo.

  • L’abbassamento dei conti di questi tre paesi da parte delle agenzie americane, soprattutto per quanto riguarda quelli della Grecia, relegati nella categoria degli investimenti speculativi, è la conseguenza di un’azione mirata. Quest’abbassamento fa seguito ad una serie di decisioni ripetute e molto ravvicinate.

  • Questi attacchi sono stati appoggiati dall’apparato statale statunitense, in particolare dalle dichiarazioni allarmiste del consigliere economico del presidente Obama, ex presidente della Federal Reserve, Paul Volker che ha parlato di una futura disintegrazione della zona euro. Quest’offensiva contro l’euro è innanzitutto un’azione destinata a portare negli Stati Uniti i capitali esteri necessari alla copertura del crescente deficit della bilancia finanziaria degli USA.

  • È un segnale di avvertimento a paesi come la Cina, che aveva iniziato a riequilibrare le sue riserve di valute acquistando in euro anziché in dollari. Per gli Stati Uniti, c’è in effetti una certa urgenza in materia. Fino al 2009, il finanziamento dei loro deficit e la difesa del dollaro erano assicurati da un saldo positivo dei flussi finanziari.

  • Ma, durante questo stesso anno, se il movimento dei capitali rimaneva positivo, esso non arrivava più a compensare i deficit. Il saldo diventò negativo per un ammontare di 398 miliardi di dollari. A livello puramente economico, l’offensiva contro l’euro e della stessa linea di quella contro la lotta alla frode fiscale, iniziata dal presidente Obama nel 2009. Si tratta di portare i capitali nella cerchia degli USA.

  • Quest’azione tattica si sdoppia in un’operazione strategica, quella di un movimento di smantellamento dell’Unione Europea a vantaggio di un’unione economica che copre i due continenti, in cui il progetto di creazione di un grande mercato transatlantico ne è la manifestazione più visibile.

  • È in funzione di questo secondo obiettivo che si può comprendere l’atteggiamento della Germania che, sia per la lotta alla frode fiscale che per l’attacco contro l’euro, ha fornito un sostegno all’offensiva statunitense. Questo doppio atteggiamento è coerente con l’impegno privilegiato di questo Stato europeo nella realizzazione di un’unione economica transatlantica.

  • L’Unione Europea è stata costruita attorno la Germania e strutturata secondo i suoi interessi. Paese economicamente il più competitivo al momento dell’installazione del grande mercato, ha potuto, senza vincoli politici, senza governo economico e trasferimenti importanti verso le zone sfavorite, giocare pienamente i suoi vantaggi economici comparativi. Fino a quest’anno, la zona euro assorbe i tre quarti delle esportazioni tedesche.

  • La Germania, dalle dichiarazioni dei suoi responsabili politici e dei suoi banchieri, così come dalla ripetuta ostentazione delle sue esitazioni, ha contribuito all’efficacia dell’offensiva contro l’euro. Per lei, i benefici di quest’azione sono immediati. Il calo della moneta comune permette di aumentare le esportazioni fuori dalla zona euro. In più, questo paese può meglio finanziare i suoi propri deficit.

  • La crisi e la fuga verso la qualità che essa genera permettono alle obbligazioni tedesche di piazzarsi con un tasso di interesse ridotto. Se, a lungo termine, la Germania dà l’impressione di tagliare il ramo su cui è seduta, vuol dire che ha deciso di cambiare ramo e che vuole inserirsi in un insieme più grande: il grande mercato transatlantico.

  • La « costruzione europea » è ad un incrocio. Se fino ad ora, ha permesso uno sviluppo permanente della Germania, tale processo non più continuare secondo le stesse modalità. La UE non può uscire dalla crisi senza mettere in atto un governo economico che gestisca una politica economica comune, un’armonizzazione dello sviluppo e, per questo, senza assicurare dei conseguenti trasferimenti finanziari verso i paesi e le regioni sfavorite.

  • Una tale gestione politica è in totale disaccordo col semplice patto di stabilità promosso dalla Germania. La politica di bilancio di diminuzione accelerata dei deficit imposta nuovamente in nome di questo patto si farà a scapito del potere di acquisto delle popolazioni e non può realizzarsi senza una recessione economica. La zona euro non può più essere la sbocco privilegiato delle esportazioni tedesche. La Germania ha fatto la sua scelta: il grande mercato transatlantico e il mercato mondiale.

  • In luogo di ristrutturare il debito dei paesi deboli, cosa che avrebbe portato le banche a versare la loro parte, l’Europa ha messo in piedi due fondi di intervento. I 110 miliardi di euro di aiuto alla Grecia, così come i 750 miliardi di prestiti e garanzie, hanno come fine quello di sottomettere i paesi ricevitori alle condizioni del FMI, in cui gli USA hanno la maggioranza dei diritti di voto.

  • In caso di depressione o anche di stagnazione economica, la politica di consolidamento delle spese pubbliche è votata al fallimento. I 750 miliardi previsti di aiuto serviranno a rimborsare le banche a scapito del potere di acquisto del contribuente e questo versamento alle istituzioni finanziarie aumenterà di molto la recessione.

  • La costruzione europea è stata imposta dagli Stati Uniti che, dopo la guerra, ne hanno fatto una condizione per le concessioni degli aiuti del Piano Marshall. È stata realizzata attorno la Germania, i cui interessi immediati erano complementari a quelli degli USA. L’attacco contro l’euro e l’operazione di smantellamento dell’Unione Europea risultano anche da un’offensiva lanciata dagli USA a cui ha dato il cambio la prima economia del vecchio continente, e ugualmente le istituzioni della UE.

  • La Commissione e il Consiglio confermano così la loro partecipazione alla decomposizione dell’Unione ed alla sua integrazione in una nuova struttura politica ed economica transatlantica sotto la direzione americana, un ruolo già ricoperto attraverso i negoziati degli accordi sul trasferimento dei dati personali dei cittadini europei verso gli USA e sulla creazione di un grande mercato comprendente i due continenti.

  • Comment removed

  • anke norvegia

  • Destra...

    Sinistra...

    Sì... una benemerita ceppa.

    Ma di che si parla? Qui l'unico modo per uscire dalla crisi è ricusare il debito e poi proporre ad Argentina e Islanda un patto trilaterale per iniziare a cambiare il capitalismo mondiale da "bancario" (basato su carta straccia) a "statale" (basato sulle reali risorse). In seguito convincere altri stati a rischio default a fare lo stesso e a unirsi in questa nuova alleanza di stati. Forse si rischia la guerra mondiale, ma ne vale la pena.

  • l unica soluzione è che lo stato emetta denaro,invece di prenderlo dalle banche centrali private

  • Eugenio non dici piu' da dove viene il debito pubblico,sei diventato come gli altri

  • povera italia,tradita al suo interno da piccoli omuncoli che il popolo vota,sopratutto a sinistra,il che è tutto dire dei problemi mentali che hannoi gli elettori di sinistra che votano dei liberali che svendono le aziende di stato,loro che dovrebbero essere i primi statalisti votano i liberal sul libro paga di washington.

    bravi bravi

  • IL DEBITO PUBBLICO LO HANNO CAUSATO LE BANCHE ( EBREI) QUINDI DEVONO PAGARE LORO ALTRIMENTI DOBBIAMO BRUCIARLE TUTTE

  • @ademar9988 sì sì! anche i comunisti e i froci! e anche i rom! XD XD grazie per queste perle di saggezza, mando subito una mail a Obama. Finalmente abbiamo trovato il problema: gli ebrei. Ora è tutto in discesa.

  • @ademar9988 Si, ebrei, tutti.

    Ma sparati.

    Per il resto, condivido...

  • @dadoVRC

    e no guarda non sono ebrei -.- cosa sono secondo te ??? italiani no di sicuro ... tutte le banche piu importanti hanno ebrei nei posti alti ... non e una teoria e un dato di fatto

  • @ademar9988 Oh cristo...

    Ma tu lo sai che gli ebrei sono un'etnia e non provengono da uno stato ebraico, che non esiste, e che quindi ci sono Ebrei italiani, Austriaci, Tedeschi, Spagnoli ecc?

    Perchè se può ancora ancora starci notare che una determinata cultura o religione porta la gente a studiare determinate materie e quindi poi a lavorare di conseguenza, l'ignoranza totale invece non ci sta mai e basta.

    Se non capisci che non è una questione etnica, ma di ruolo, non vai da nessuna parte.

  • @dadoVRC guarda chi controlla le banche, gli ex ministri della tesoreria americani. tutti ebrei. ricerca prima di sparare troiate

  • @Valdris1987 Il fatto che siano tutti ebrei non vuol dire che tutti gli ebrei siano dei finanzieri...

    La mafia è nata in italia, da italiano ti senti mafioso?

  • @dadoVRC trovami un sionista (sempre siano maledetti ) operaio di fabbrica!

    il discorso è un altro, il rischio è che tutti ( persone di religione ebraica) paghino le colpe dei sionisti!

    come già accaduto i sionisti hanno sacrificato un paio di milioni di persone per i loro scopi!

    sempre siano maledetti!

    non confondiamo ANTISIONISMO CON ANTIEBRAISMO !

    Non tutti gli ebrei sono sionisti , però guarda caso stanno sui coglioni a 6 miliardi e 980 milioni di persone !

  • @ademar9988 il problema è che se aumenti le tasse alle banche, le banche aumentano a te i costi. non ne usciamo.

  • @Fabiko

    E CHI HA DETTO DI AUMENTARLE? IO PENSAVO AD ESTIRPARLE DALL ITALIA

  • @ademar9988 SONO CON TE!

  • @ademar9988 quindi che facciamo?dobbiamo riaprire Auschwitz?

    il peggio è che hai pure trovato 17 persone che ti hanno votato....il che la dice tutta su quale sia la cultura di base ita(g)liana..........

  • @olamamaguevo basta con questo cazzo di buonismo...ha detto bruciare le banche....riga. finiamola di sviare l'attenzione sul problema!

  • @usurocrate non intendo polemizzare sulle banche ma su quello scritto tra parentesi.

    perchè se nel 2011 stiamo qui ancora con queste stronzare allora vuol dire che il popolo è proprio senza memoria e senza cervello.

  • @olamamaguevo Quello che trovi tra parentesi e' una semplice constatazione dei fatti. Quando c'e' una connessione cosi' forte tra un accadimento che ci affligge e un altro che e' sempre presente in ogni situazione connessa a quell'evento, allora l'associazione diviene semplice osservazione e riconoscimento della realtà. Per il resto smettiamola con il solito buonismo, quando qui i problemi sono altri. E non tiriamo fuori altri argomenti per sviare il tema che trattiamo...

  • @usurocrate senti,nn venire a parlami di buonismo .come ho scritto nn intendo focalizzare il discorso sulle banche ma su quello scritto tra parentesi.

    personalmente lo ritengo un atto discriminante...

    nn si tratta di connessione perchè (a mio modo di vedere) è come scrivere che i dipendenti pubblici sono tutti lazzaroni oppure che gli albanesi sono tutti spacciatori....ecc ecc.

    comunque se il mio intervento nn ti (vi) aggrada..vedrò di evitare commenti.

    ciao

  • @ademar9988 ma cosa stai dicendo????Le banche????

  • @TheYuyube

    le banche ovvio !! chi credi abbia in mano il debito pubblico italiano? le banche! io non voglio fare sacrifici per le banche !

  • @ademar9988 se noi non cominciamo a pagare i debiti, allora tutti possono fare quel cazzo che vogliono??? Cmq è ora che (come dice benetazzo) l'italia cominci una nuova politica industiale per favorire welfare e investimenti ... spero abbastanza in Monti, ma ci vorrebbe un capo del PD con carisma....

  • @ademar9988 Ma smettila di dire cazzate.

  • Che la crisi investa la fottuta casta io non voglio salvare un cazzo!

  • Anche a me vengono i conati di vomito. L`unico modo per raccogliere soldi dalle tasse evitando la fuga di capitali, purtroppo e` solo la patrimoniale

  • Prelievo coatto un cazzo... Io di debiti non ne ho, e non ne ho mai fatti, e quindi nessuno mi deve mettere le mani sul conto corrente!

  • @p6hvf in una situaZIONe di forza maggiore (piu' o meno inventata dal nulla; vedi 911 o guerra mondiale) , le mani te le mettono dove manco l urologo che ti controlla la prostata! sogna , ch'e' la 2a miglior morte!

  • @p6hvf In realtà hai più di 31 mila euro di debito, tu come ogni italiano.

  • pensavo benetazzo oltre a sapere analizzare molto bene le cose, avesse il coraggio di proporre delle alternative. le istituzionali finanziarie che detengono i titoli di stato italiano sono criminali, che si arrangino. bisogna uscire dall'euro o dichiarare default, la patrimoniale da 500 miliardi di euro sto cazzo.

  • @nuvolenelcielo Condivido! L'Islanda va presa ad esempio.

  • Signor Benetazzo, cosa ne pensa del ricusare il debito come ha fatto l'argentina dopo il crollo totale? Ingiusto nei confronti dei creditori detentori dei titoli di stato italiani?

    Comunque ha la mia sincera stima.

Loading...
Alert icon
0 / 00Unsaved Playlist Return to active list
    1. Your queue is empty. Add videos to your queue using this button:
      or sign in to load a different list.
    Loading...Loading...Saving...
    • Clear all videos from this list
    • Learn more