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From: 1981fidelio
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All Comments (346)

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  • Carmelo è l'unico motivo per cui sto sentendo Leopardi. Se non è un merito questo...

  • Un capolavoro trasformato in una delirante boiata narcisistica

  • recitare un immenso pensiero a voce è pura follia

  • Magnifico Carmelo Bene... 

  • Carmelo legge/va tutto allo stesso modo

    sono sicuro che avrebbe letto cosi anche la ricetta della Carbonara..

    e' riuscito a rendere incomprensibile, a fare perdere il filo del discorso anche di una cosa semplice come l'infinito di Leopardi

    ma come tazzo si fa..

    saluti

  • bellissima poesia...ma nn amo il genere ed il modo del Bene di come ha letto leopardi.. mi ha fatto deprimere ed ottenebrare la voglia di vivere...un po' come leopardi...x questo dico penso si legga così sta poesia...forse un po' meno Bene...

  • l'avrei preferito interpretato come ha interpretato Amleto.

  • Però perde il respiro del verso (pause dove non ci sono, accelerazioni dove c'è punteggiatura etc.): il verso che dice meglio è "immensità s'annega il pensier mio" perché incentrato tutte sulle nasali, di cui per il resto abusa abbondantemente. Non è corretta neanche, rispetto al testo ché poi un attore può anche prender le sue tangenti e farci altri lavori liberamente, l'intonazione interrogativa dell'ultima parola: lì c'è abbandono totale, non l'inquietudine che ci mette lui sovrapponendovisi.

  • Oddio che ansia!!!!

  • Mio dio se è brutto

  • tutta ansia, niente dolcezze. bleah..

  • ma daV=avvero state a commentare l'infinito? ehehehe. beati voi!

  • Mi piace solo quel "mare" alla fine che dà molto l'idea dell'infinito.

  • Non so, decisamente non so se amarlo o odiarlo.

  • ciao albertazzi, ciao...

  • non mi piace

  • con tutto il ripetto possibile(amo carmelo bene)non credo che giacomo leopardi l'avrebbe recitatat cosi.Tutto è soggetivo,tutto cambia,questo è quello che siamo.

  • @romaroma896

    Sì, ma è che gli altri attori sembrano superflui.....

  • Sarò sbagliato e poco sensibile io.. Ma a ma questa interpretazione non piace per niente.. La trovo poco realista, io non credo che Leopardi volesse dare un tono così drammatico alla poesia.. Bene sembra che stia per morire.. La versione di Gassman è decisamente più verosimile

  • @jenkinsino leopardi a mio avviso era una persona triste quindi l'interpretazione tiene conto anche dello stato d'animo del poeta

  • La voce, non il testo, è un'aforisrica e criptica sinfonia. E la metà del volto in ombra, ci interroga. E quel "mare" conclusivo, è il mare dell'Ulisse dantesco, più che leopadiano. Così, l'impressione di un attimo.

  • A me in passato deprimeva molto, lo confesso. Però forse crescendo mi sono resa conto che Carmelo Bene per me esprime meglio di chiunque le angosce di Leopardi, proprio per la sua cupezza. Ho letto e ascoltato l'infinito decine di volte, ma mai come in questa interpretazione mi sono emozionata ed immedesimata tanto con quello che Leopardi doveva vedere e sentire su quel colle.

  • @TheSleepingstar

    Cosa diavolo dovrebbe avere l'Infinito di Leopardi di cupo?

  • @Medvich Non mi riferivo all'Infinito, ma al modo di recitare di Bene.

  • @TheSleepingstar

    Si ma non ha senso recitare qualsiasi poesia conosca nel SUO stile, è castrare il tutto

  • @Medvich

    Conoscendo la filosofia di Leopardi è chiaro che questa sia una poesia più che cupa, rassegnata alla finitezza umana. L'uomo per sua natura è teso verso la ricerca della felicità, in tempo e spazio, ma per questa stessa natura è destinato ad essere infelice. Niente c'è d'infinito nell'uomo, a cui resta solo il piacere di contemplarlo. Il discorso è inevitabilmente banalotto, in due righe di commento su youtube, ma credo che Bene non potesse rendere meglio il concetto, oltre il dire.

  • Comment removed

  • @Paolitagla @Paolitagla

    Si, ma chi sta parlando della filosofia di Leopardi, del suo pessimismo? Stai parlando di vita, non di momento. Ha senso per te un "e il naufragar m'è dolce in questo mare." in tema di morte e finitezza? Poi magari sono io il cazzone e non ho mai capito la lirica, eh

  • @Medvich

    Non sto parlando affatto di vita, ma di quella filosofia che sta alla base dell'opera di Leopardi (o almeno del periodo in cui è stata composta questa poesia). "e il naufragar m'è dolce in questo mare" ha senso in tema di finitezza, almeno nella misura in cui la dolce sensazione dell'immaginare ( di navigare oltre il visibile) si scontra con la concretezza umana a cui non resta che immaginarla, appunto, quella felicità (inafferabile) a cui tende.

  • @Paolitagla

    lol, ma perchè riscrivi le stesse cose di prima? xD

    Ripeto, niente in contrario a ciò che scrivi, ma continui a riferirti al poeta, non alla poesia. Il fatto che quei temi siano quasi sempre presenti nelle opere di Leopardi, non è rilevante al significato, almeno, non nel complesso della lirica. Se il commento più votato è "Mi fa paura e mi sa di morte", per quanto poco conosca la poetica di Leopardi, non posso non dargli ragione e dire che NON è questo quello che doveva esprimere.

  • @Medvich

    "continui a riferirti al poeta, non alla poesia." non ha senso

  • @Paolitagla

    Ma sei idiota?

  • @Paolitagla ti rendi conto che scrivi solamente munnezza,farcendo il tutto con termini a mò di baronetto che viste e lette oggi appaiono,neanche come retorica,ma come l'ultimo requiem,per dire,arrivederci.

    Appunto,per non dire un cazzo.Nevvero?

  • @knifeism

    ma levati

  • @Paolitagla ma lavati

    

  • Vedo commenti molto duri e diciamo "aspri" in un certo senso... però voglio rammentarvi che questa interpretazione de L'infinito, l'ha fattta come segno di protesta nei confronti di tutti quei giornalisti che lui non sopportava proprio dal profondo del cuore, con tutte quelle domande che gli ponevano continuamente... e con tutte quelle parole che per lui erano soltanto cazzate ;)

  • Ma solo a me Bene sta sul cazzo?

    Tanto di cappello per la recitazione ma bah.

  • Non so perché ma mi fa venire in mente il Ragionier Fantozzi..

  • Troppo Carmelo Bene e poco Giacomo Leopardi. Pessimo.

  • @melampola Concordo. Ascoltare quest'interpretazione mi fa venire i brividi, in senso negativo.

  • Correggo. Solo Carmelo Bene e NULLA Giacomo Leopardi. Stupendo.

    Se vuoi una lettura di Leopardi per ammirare la sua poesia vai da Gassman, se vuoi conoscere l'esprienza della "lettura come non-ricordo" e del "grado zero del rimemorare" allora ascolta Bene. Se nn sai di che parlo vai a studiare Bene. Se da Bene che legge Leopardi ti aspetti l'esaltazione della poesia di Leopardi, o una sua qualche "resa", nn hai capito niente: sei entrato in un tempio e pensi di essere entrato in uno stadio.

  • @ControTV

    Ma perché tanta acredine? Sono un regista, so quello che dico. Lo sarai altrettanto tu, e saprai altrettanto quello che dici, ma la consapevolezza non giustifica mai toni così gratuitamente aspri. Non mi interessa proseguire il dialogo con te, ché non sai dialogare. Rigurgiti banalità e idolatria, altro che consapevolezza. Ma poi sai... chi sono io, per giudicare!?

  • tutto bene? nessuna acredine..solo lo spazio del commento è troppo breve e devo essere asciutto..ho detto solo che se ti aspetti "un'interpretazione" alla gassmann o alla albertazzi rimarrai deluso, in quanto Bene quando legge poesie cerca di far affiorare l'originaria Voce del poeta, secondo lui insterilita nel "morto scritto" e nell'imbelletamento letterario, restituendo oralità alla poesia. è normale che se giudichi "pessimo" c.b. senza sapere queste cose, ti mando a studiare..

  • @melampola il che è tutta una fortuna, artisticamente parlando

  • Al primo ascolto mi ha disturbato sentirlo, eppure a più riprese mi sembra tra le uniche interpretazioni davvero coerenti di questa poesia. Vedo tra i commenti diverse parole dure e opinioni frutto quasi di scatti di violenza: un po' lo capisco. Certi personaggi rappresentano una sorta di sistema di valori, come una squadra di calcio. Però cerchiamo di andare al di là e provare a cogliere dalla sensibilità di un artista un frutto di verità. Se possibile senza farne una questione di tifo.

  • Il carissimo Carmelo Bene, non credo abbia bisogno di presentazioni e data la sua carriera penso che sapesse qualcosa in più di tutti, specie di coloro che hanno osato giudicare qualcosasenza capirla.

    Ascoltarsi prima di respirare è una cosa, ma io penso sia meglio riflettere prima di esprimere dei giudizi perche non stiamo parlando di un pinco pallino qualsiasi, o un concorrente del grande fratello alla quale siete abituati a seguirne le gesta e le abominevoli forme di pensiero.

    R.F.

  • La sua voce mi fa paura, nel vero senso della parola, mi trasmette paura.

  • Comment removed

  • Perchè vi date il lei per comunicare?

  • @oronzo1897 per giocare a fare gli intellettuali!pagliacci

  • Questa recitazione di Carmelo Bene, credo sia importante perchè pone un modo ed un linguaggio d'evoluzione recitativo, filososofico e poetico... un abbandono sensoriale uditivo e di senso che ha forse come scopo non scopo il raggiungimento dell'oblio, non più come incognita privo di qualunque sostanza vitale, ma pieno e vuoto del nulla.

  • "L'interprete deve avere una fede, anche cieca, in ciò che fa; deve essere convinto di poter scoprire possibilità d'interpretazione che il compositore non avrebbe considerato" (Glenn Gould)

  • @Lambda1984 Esattamente; ma Gould dimentica che facendo ciò non si è più interpreti, bensì artefici, e non si "scoprono possibilità di interpretazione" ma a tutti gli effetti si trascende l'opera, diventando se stessi capolavori. Per questo motivo sia Glenn Gould che Carmelo Bene sono esenti da critica.

  • @DaveDanuve: Bel commento! Sì, è' un processo giusto: trascendentale e interpretativo, crea un ponte diretto tra due genii creatori e il pubblico. Credo in fondo sia l'unico modo di fare luce verso la verità... se Gould si fosse attenuto solo al "filologicamente corretto" ci saremmo persi Bach (e non solo). Ugualmente Bene: di teatro ne sapremmo di meno se non avesse "sfondato", fino a urtare il gusto comune, le porte delle opere della tradizione. Andiamo oltre.. e onestamente, Ben(e) venga..

  • Io la considero una trissteza oltre l'obbietivo delle parole...una esagerazione

  • Non basta essere famoso per esprimere bene le opere degli altri...

    Non e necessario trasmettere la trisstezza nel tentativo di demostrare una visione profonda...

    Non si chiama arte la creazione artistica che manda sempre sotto il morale quindi l'arte deve essere un tentativo di megliorare verso la felicita

  • non mi piace questa sua interpretazione...troppo oscura, cupa nella sua piattezza...però, ciononostante carmelo bene è sicuramente uno dei più grandi attori teatrali di sempre!!!

  • ...a fondo, allora me ne sarei rimasto in silenzio).

    Buona serata.

  • Avete sentito Dustin Hoffman che "recita" l'Infinito nella pubblicità sulle Marche???

    LEOPARDI SI RIVOLTA NELLA TOMBA!!!!!!!!!!!!!

  • L'Ignoranza Vola come'l Vento e,non Risparmia Alcuno...Ascoltatevi quando Respirate...e,prima d'ometter Suoni di Favella Oscurantista...pensate...

    Sempre che Riusciate a Guidarvi, con Soffice ed Amorevol Tatto

  • mi fà addormentare

  • a me fa paura!!!!!

  • ahahahahahha ma che è?sembra un personaggio di star track...ma sta bene o ci fa?

  • Comment removed

  • Tenetevi le vostre scuole, la perfezione dello stile e tutta la "plastica" degli insegnamenti accademici. Io mi tengo l'autenticità di Bene

  • 4.Ho letto che CB avrebbe delle "carenze fonetiche", che ha la voce simile a quella di fantozzi.per non contare quelli che continuano a parlare di interpretazione, di recitazione ecc.., termini che applicati all'opera di CB valgono come il gergo nautico applicato al ciclismo. scriverei ancora ma non ho voglia. forse qualcuno mi risponderà con delle tirate zeppe di neologismi gazzetistici e "zingarelliani",non mai argomentando, solo con polemica da comare.sappiate che nn replicherò.Ave atque Vale

  • 3. tale dopo 50 anni di studi, misurandosi con la primizia delle istanze culturali europee(mondiali), è calpestato. nessuno che abbia scritto: "mi sembra un cretino, evidentemente è colpa mia che non so intendere". Invece chi ha seguito il corso di teatro del circolo arci o della compagnìa di provincia s'immischia subito in certe questioni irrisolvibili: leggo di accenti, musica, cadenze, dizione, come se l'opera estrema di uno Spirito tale potesse essere criticata con i mezzi del dilettante--->

  • 2. anonimato, ce ne dobbiamo persuadere, e molti di quelli che qui abbaiano con tanta lena, non saprebbero condurre un dialogo viso a viso, tantomeno su certi argomenti "complicati",anzi, "aulici". so che dovrei disinteressarmi dei commenti, ma è impossibile. se qualcuno scrive qualcosa di corretto (nella forma italiana), diventa subito un pedante! la conoscenza dell'argomento è interpretata come un affronto. Il rispetto per un uomo che ha dedicato l'Arte alla vita e che è giunto a un risultato

  • è impressionante. ho dato una lettura a tutti i commenti per farmi un'idea, diciamo, dell'"opinione pubblica", che pur non riguardando affatto nè Bene nè alcun esempio d'Arte, fornisce tuttavia la misura del valore intellettuale di una comunità. è sconcertante come i più si ostinino a voler "gustare" qualcosa e, non trovando il pane prediletto, si gettino nella mischia dei commentatori, senza alcuna nozione ma con la prosopopea più distruttiva. La mancanza di rispetto è il frutto dell'--->

  • per me era un cialtrone..

  • Da amante di Leopardi (e conoscitore discreto della sua poesia), questa cosa non mi piace. Concordo con altoteatro1.

  • Interpretazione terribile. Non trasmette nulla. Dategli un ricostituente.

  • Interpretazione terribile. Non trasmette nulla.

  • Recitata malissimo.  Leopardi si rivolta nella tomba.

  • @ciargian bene non re-cita.

  • sarò profano, mi darete addosso lo so, ma a me ha ricordato un po la voce e l'espressività del più tardo ratzinger, e non siate retorici ora che risponderete ...

  • Straordinario. Un ricordo bellissimo!

  • I don't like... :-)

  • Se Leopardi avesse veduto l'infinito con tanta angoscia allora l'interpretazione di Carmelo sarebbe stata perfetta, ma così non è. Anche i geni ogni tanto fallano.

  • @altoteatro1 l'angoscia dell'infinito è presente nella seconda parte, finchè il cuor non si spaura...

  • @Cottonboy86 il termine "spaura" non indica angoscia ma "sgomento" al cospetto dell'IMMENSO: e.....la conclusione "il naufragar m'è DOLCE in questo mare" indica esattamente l'annullamento di ogni (presunta) angoscia

  • @altoteatro1 angoscia sgomento che differenza fa?

    E cmq la poesia è in evolversi, quindi parte con uno stato d'animo, e finisce con un altro (appunto la gioia e la felicità di lasciarsi andar nell'infinito).

  • @Cottonboy86 Non sono proprio la stessa cosa, ma comunque qui non è necessario sottilizzare al riguardo: il fatto è che NON c'è né l'una né l'altro. Questa è l'unica poesia di Leopardi in cui non ci sono assolutamente sentimenti negativi: parte con "caro", finisce con "dolce", e nel mezzo MANCA POCO che "il cor non si spaurI" ('ove per poco'; e il cor NON si spaura perché resta saldo il processo razionale di comparazione dei dati sensibili & di infingimento di infinità immaginarie).

    Secondo me.

  • @Anormalista89

    1) Che differenza c'è tra angoscia e sgomento? Le cose vanno spiegate.

    2) Circa metà poesia Leopardi nell'Infinito vuole suscitare una sorta di "insorgenza" di timore e paura nel trovarsi di fornte alla grandezza dell'infinito, ma poi verso la fine si lascia travolgere e ne è felice.

  • @Cottonboy86

    1) L'angoscia è il timore, non del tutto ben definito (in questo senso kierkegaardianamente distinto dalla paura), che si prova per qualcosa di futuro, o per gli sviluppi futuri di qualcosa di presente, o simili. Lo sgomento direi si può confrontare con l' "awe" inglese, è sbigottimento, timore ed incredulità di fronte a qualcosa, qualcosa di eccessivo, di 'troppo' in quache suo aspetto.

    La qual differenza era inutile spiegarla, non essendoci nell' Infinito né l'uno né l'altra.

  • @Cottonboy86 Comunque io per lavoro mi occupo di 'sottigliezze' e quindi mi fa piacere esercitarmi.

    Sul punto 2) non ho nulla da replicare, perché appunto Leopardi non dice che effettivamente insorga alcuno stato d'animo negativo. Comunque, in base a quanto ho appena detto io, e in base alle parole che usi tu, 'timore e paura', si conferma che in ogni caso si tratterebbe semmai di timore, e non di angoscia.

  • @Cottonboy86

    Infine -ma questa è una noterella ulteriore, fuori del discorso che si sta svolgendo fin qui-, non so se dire che L. 'si lascia travolgere' dall'infinito sia espressione perfettamente aderente, nel concetto, all'ultimo verso della poesia: qui infatti L. dice che è lui stesso (cioè il suo pensiero) ad annegare/naufragare entro il mare dell'infinito, a perdersi nella sua 'immensità', mentre usare il verbo "travolgere" con soggetto "l'infinito" è piuttosto la descrizione di ...

  • @Cottonboy86 ... un'esperienza mistica, un overwhelming mistico alieno da questo capolavoro che si fonda tutto su di una concezione sensistica (e materialistica) della vita.

  • @Anormalista89 Giustissimo. Poi, pur rispettando Carmelo Bene (figura d'indubbio valore) viene da ridere al vedere come i suoi "adoratori" non gli facciano affatto un buon servizio nel ripetere a pappagallo i concetti da lui espressi senza avere non dico la sua conoscenza filosofica ma nemmeno i minimi rudimenti; non solo, prendono alla lettera quanto diceva, non sono ingrado di decriptarlo, e dunque approdano ad idiozie che, ripeto, fanno torto a Bene che intendeva ben altro.

  • @Anormalista89 Ed ecco allora l'imbecillità che vuole Carmelo bene non recitasse, non fosse attore (eppure si specificava in palcoscenico, pronunciava parole di autori, ecc., non è tanto difficile distinguere la provocazione dalla realtà, no?), ecco che la "macchina attorale" diviene qualcosa di diverso rispetto all'attore (eppure qualunque attore è "macchina attorale": usa sé stesso per creare),

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  • @Anormalista89 e lo stesso valga per la sua "negazione dell'EGO" (essenziale per ogni vero artista), e così via. E' stato un grande, un genio (anche se con non poche pecche: l'uso delle protesi - i microfoni - giustificato da :"io suono i microfoni" - a copertura dei suoi limiti fonetici, la incapacità di creare il personaggio, giustificata da "il personaggio è una sedia per attori paralitici" (!!!)

    quando, a voler essere precisini, era proprio lui a sembrare paralitico

  • @Anormalista89 (c'è qualcuno che lo ha mai visto camminare in scena? O seduto o semisdraiato, sempre!) e qui mi fermo per non "sparare ulteriormente sulla crocerossa". A questo si aggiunge l'idolatrica affermazione, da parte dei suoi "adepti" (che, ribadisco, gli fan pessimo servizio) che è stato l'UNICO !!!! Oh bella!!! OGNI VERO ARTISTA E' UNICO! E certamente Carmelo Bene è stato

    UNICO ma non L'unico (l'articolo fa la differnza eccome se la fa).

  • @Anormalista89 Certo per dire quanto sinteticamente qui ho detto occorre essere preparati e non semplicemente ottenenebrati dall'idolatria aggravata da studiarelli "filosofici" tipo Bignami et similia, del tutto pari alle "opinioni" di "diplomati" alle scuole di recitazione di tipo dopolavoristico. ).

  • @Anormalista89 l'Arte è "espressione dello Spirito Assoluto" (hegel) e chi Lo sappia esprimere è UN ARTISTA. Carmelo Bene lo è certamente stato, come altri, si sono agganciati all'ontologica ARCHKE' dell'ESTETICA, e vi hanno deposto la loro opera. Ma le Vie per giungere all'archké di cui sopra sono svariate ed egualmente valide; ed è questo, solo questo che differenzia un artista da un altro.Non capirlo è da imbecilli.

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  • @Anormalista89 da imbecilli è credere che esista e sia velida solo la Via che più è prossima al proprio gusto personale, assimilando le altre alle mulattiere dei falsi artisti (oggi diffusissimi) che portano solo al transeunte e non all'UNIVERSALE.

    Ho la netta sensazione che se Carmelo Bene leggesse i "commenti" dei suoi "adoratori" -scimmiottelli li manderebbe tutti a fare in c......!!! Confido sia d'accordo con me.

  • @altoteatro1 In generale sono d'accordo con Lei.

    Ribadisco, nel caso non si fosse capito: Carmelo Bene era certamente un grande artista, anche se io non lo conosco...bene (calembour), e in quanto attore e recitatore aveva tutto il diritto di recitare come gli pareva; io però, a mia volta, ho tutto il diritto di dire che non mi piace, e con valide argomentazioni (ho creduto d'intervenire perché Leopardi l'ho meditato a lungo, mentre, se si fosse trattato di qualcun'altro che non conoscevo...

  • Quanto sono ridicoli tutti i "fans" di C.B. che, senza capire un bel niente, tentano di imitare il Maestro con un linguaggio protocriptico! Il suo linguaggio, di cui sapete imitare solo la forma, era gravido di profonde conoscenze filosofiche che a voi sono palesemente precluse! Detto questo: Qui C.B. non è proprio alla altezza di sé stesso, vede l'infinito leopardiano (soffuso di dolce 'abbandono') come una specie di calamità incombente e lo interpreta di conseguenza.

  • quanto manca Carmelo, anche un suo peto per noi pecore era aria da respirare

  • Carmelo Bene non ha capito nulla di questa poesia, è vergognoso.

  • E' geniale.

  • nn mi piace questa interpretazione

  • Non ha capito nulla di Leopardi.

  • genio

  • Qualcuno mi saprebbe indicare un libro in cui CB espone il suo "pensiero", la sua "filosofia" per così dire?

  • @everuck comprati il tomo dell'opere complete con l'autografia di un ritratto. se principi da quello dovrai seguire a ritroso un viaggio interminabile che spazi in buon parte dello scibile più-che-umano, almeno per coglierne una goccia, per suggerne un sapore soltanto...servirai l'insonnia nello studio, se vorrai comprendere, dedicando, per dirla con d'Annunzio "l'opre al Tempo" e non più viceversa.

  • @chappaqua12 grazie!

  • @everuck

    vita di carmelo bene - giancarlo dotto, carmelo bene, bompiani

  • LIstoriografico, nascente giornale letterario, sta cercando scrittori appassionati per le proprie pubblicazioni. Mandate i vostri manoscritti autografi a: redazionelistoriografico [chiocciola] hotmail [punto] it in meno di mille battute.

    listoriografico [punto] blogspot [punto] com

  • Non riesco a trovare "A Silvia" interpretata da BEne, se avete notizie..

  • Quando l'Arte si sublima nel gorgo provocato da se medesima...

  • Chissa' perche' ma mi sento preso per il culo.

  • Mi piace di più l'interpretazione di Vittorio Gassman

  • è recitata nel migliore dei modi.

  • assolutamente narcisistico e fuorviante..... troppo ego e poca poesia

  • Che meraviglia

  • OMG I'm afraid

  • Un capolavoro recitato tramite un delirio narcisistico

  • Amleto l'avrebbe recitata così.

  • no tu non hai gusto, fine

  • Comment removed

  • si si quello che volete....però mette l'ansia!!!!

  • Non è l'ansia... è l'indeterminatezza dell'infinito. Il suo essere incompiuto - SOSPESO !

    Per questo mi piace un sacco questa sua interpretazione, perchè coglie appieno lo spirito dell'Infinito che richiama l'eterno

  • Comment removed

  • Il più bell'Infinito.

  • Interpretazione orribile dal mio punto di vista. E' un personaggio che non ho mai ben inteso, ma, al di la di tutto, credo che recitare in questa maniera una così stupenda poesia sia un insulto. Un sauto a vuatri.

  • E'  un grande, ma Gassman è inarrivabile.

  • mai piaciuto carmelo bene...sarà che non lo capisco...

  • non mi è piaciuta per niente....

  • Quanto siete odiosi con i vostri commenti. Tutti a fare gli artisti intellettuali illuminati de 'sto ca**o!

    Ok Carmelo Bene era un grande del teatro e sapeva trasmettere emozioni, tanto di cappello, ma basta finisce qua!

    Quanto siete ridicoli e patetici con queste fanaticherie di commenti!

  • quanti critici letterari su youtube! quanti giudizi lungimiranti e che dibattiti illuminati!

    MA-COME-STATE-MESSI?

  • concordo pienamente!!

  • In questa interpretazione il mitico Bene, a mio parere, perde leggermente il senso del testo, forse perchè travolto da una sorta di estasi interpretativa, la stessa estasi che in altre occasioni (incommensurabile in "All'amato me stesso") lo rende irraggiungibile e geniale.

    L'infinito è tentativo di sfuggire alla precisione del dolore per Leopardi, non è nulla di estatico e solenne, ma, chiaramente, queste sono opinioni.

  • concordo pienamente. Ha un po' deviato il senso. Resta comunque un vero genio

  • a me sinceramente non dice nulla...Con rispetto parlando, sembra perda addirittura l'analisi logica e del periodo.

    dove sono le immagini,?

  • Declamata con poca partecipazione...

  • meraviglioso è troppo poco. "mi emoziona" è troppo poco. E' inutile che io cerchi di descriverlo.

  • l'infinito per carmelo bene non esiste! come neanche il finito! con la sua capacità espressiva avrebbe potuto benissimo leggere una serie di turpiloqui ed imprecazioni uno dietro l'altro e nonostante ciò riuscire a trasmettere il sentimento insito nella poesia di leopardi meglio di qualunque altro uomo che si fosse attenuto al testo

  • Comment removed

  • Ecco perchè lo dico altare; perchè è sugli altari che si dedica agli dei o, in questo caso, ci si immola.

    Quanto all'assenza, di cui Bene è maestro unico - in barba pure alla Gelmini - si tratta di ciò che i Greci chiamavano atarassia, apatia; assenza di emozioni, affetti, sofferenza.

    Ecco, questo puoi trovarlo in Nietzche, Schopenauer, Leopardi ed anche in Bene se ti interessa.

    Tuttavia il fatto del paletto infilzato lo trovo simpatico.

  • guarda, potrebbe trattarsi di una mia opinione , e dunque una fesseria qualsiasi da svendere al mercato, però ti dico ugualmente: l'infnito è l'altare più sacro, altro che tabernacoli e piani rialzati dlle chiese; l'amico Giacomo chiosa: "e il naufragar m'è dolce in questo mare". Altro che tristezza: gli piace proprio. Si tratta del perdersi, dell'annullarsi, del sacrificio inteso come farsi sacro, offrirsi, immolarsi.

  • il sacrificio non lo vedo affatto, Leopardi, si sà, era sofferente e pessimista e il suo dolce naufragar è solo una voglia di annullarsi, che non trasmette certo pace!

  • o volgarissimo silvioianni, hai forse letto sul Bignami ciò che provava Leopardi nello scrivere questo capolavoro?

    Considera, se vuoi farne una questione tecnica, con attenzione non il senso - cui Bene dava alcun peso - dunque entusiasmo o sofferenza o modo di "re-citare" ma il suono dei significanti, le assonanze, i picchi della voce. L'assenza di emozione, sacrificata sull'altare dell'infinito, è - io credo - la chiave di comprensione.

  • bene non dava alcun peso al senso: forse perchè il senso era che lo sosteneva. I significanti non hanno significato ma suono: allora la poteva pure fischiettare: che necessità c'è di ripetere delle parole che si conoscono già. Mi torna difficile trovare una chiave nell'assenza di emozione, che fra l'altro è un tuo ceco punto di vista: l'assenza di emozione sacrifica l'infinito che non è certo un altare. Leopardi è stimato perchè riesce bene a ricreare l'emozioni con i versi...

  • Comment removed

  • grazie, ma Sono Convinto che Carmelo non mi avrebbe risposto male..... Ma sarebbe lungo spiegarlo.

    Ovvero se lo avesse fatto, pace all'anima sua, almeno con la sua intelligenza lo avrebbe motivato.

  • Comment removed

  • Pace all'anima tua l'ho scritto anche prima, ed è semplicemente una metafora che rappresenta una sofferenza immotivata e delimitata rispetto all'estasi dell'infinito: un delimitatissimo palo nel culo che t'infilza, ho visto poco di Carmelo bene ma questa espressione è un omaggio al suo modo di eprimersi: c'è una intervista con maurizio Costanzo in cui Carmelo Bene manda sonoramente a fare in culo un critico semplicemente perchè non lo riteneva alla sua atezza ed aveva ragione.

  • Nomina nuda tenemus

  • STUPENDA!!

  • che fetecchia pace all'anima tua carissimo Carmelo ma hai mortificato una poesia stupenda leapardi quando scrisse l'infinito lo scrisse perchè ne restò estasianto ed incantato non centra niente la sofferenza con cui reciti e non sembri vedere l'infinito ma semplicemete un delimitatissimo palo nel culo che ti infilza....
  • ahahahahahahahahahah sei un grande!!

  • guarda che invece è una poesia molto triste

  • Con tutto il rispetto dovuto a Carmelo Bene, figura d'indubbio rilievo, qui non ci siamo proprio. Vede il colle? Vede la siepe? Via! Se si, li vede molto annebbiati: quello sguardo allucinato

    sembra sia solo effetto cocaina.

  • intimamente stava vivendo la poesia che sgorgava dalle sue parole ...questo piu che recitare si chiama sentire nell'animo