Io penso esattamente l'opposto: l'attivita' politica produce l'aberrazione della tecnologia, a danno della vita. Per lo meno lo ha fatto dal 1997 (Legge Bassanini) e finche' quella classe dirigente (e non mi riferisco solo a quelli operativi, ma anche a molti degli universitari usciti nel frattempo).
Mi dirai piuttosto che l'attivita' politica distribuita (ie: quella che si fa nei bar; al piu' nelle piazze; cmq non in tv) e' imprescindibile: per evitarla dovremmo stare zitti 24/24.
Un discorso profondissimo, c'è l'immagine ciclopica della scienza che mi ricorda un pò il pensiero di Nietzsche in La gaia scienza. Penso che tecnica e vita non possano prescindere nel loro rapporto dalla negoziazione di mercato.E' l'attività politica che deve costituire la categoria di mediazione fra le tecnologie e la vita, un'attività politica da ridefinire entro nuovi canoni di razionalismo a partire dal pensiero di Popper.
Io penso esattamente l'opposto: l'attivita' politica produce l'aberrazione della tecnologia, a danno della vita. Per lo meno lo ha fatto dal 1997 (Legge Bassanini) e finche' quella classe dirigente (e non mi riferisco solo a quelli operativi, ma anche a molti degli universitari usciti nel frattempo).
Mi dirai piuttosto che l'attivita' politica distribuita (ie: quella che si fa nei bar; al piu' nelle piazze; cmq non in tv) e' imprescindibile: per evitarla dovremmo stare zitti 24/24.
michelefp 9 months ago
Un discorso profondissimo, c'è l'immagine ciclopica della scienza che mi ricorda un pò il pensiero di Nietzsche in La gaia scienza. Penso che tecnica e vita non possano prescindere nel loro rapporto dalla negoziazione di mercato.E' l'attività politica che deve costituire la categoria di mediazione fra le tecnologie e la vita, un'attività politica da ridefinire entro nuovi canoni di razionalismo a partire dal pensiero di Popper.
SuperDiciotto 9 months ago