Added: 9 months ago
From: workinregress
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  • solo carmelo avrebbe potuto affrontare una sfida del genere......

  • E' il profumo che viene da un vestito

    che mi fa divagare a questo modo?

    Braccia appoggiate lungo un tavolo avvolte in uno scialle

    E allora che dovrei credere?

    Come dovrei cominciare?

    Dirò, all'imbrunire ho vagato per le strade strette

    e ho guardato il fumo che sale dalla pipe

    di uomini soli e scamiciati ai davanzali ?

    Avrei dovuto essere due ruvide branche

    in corsa sul fondo di mari silenziosi

  • Gli occhi che ti fissano in una frase formulata

    E quando sono formulato, dibattendomi su uno spillo

    Quando sono appuntato e mi contorco su un muro

    Allora come potrei cominciare a sputare tutte le cicche dei miei giorni e delle mie abitudini

    Perchè dovrei credere?

    E ho conosciuto già tutte le braccia, le ho conosciute tutte

    braccia adorne di braccialetti e bianche e nude

    ma la luce delle lampade coperte di lanugine castane

  • Avrò il coraggio di turbare l'universo? In un attimo c'è tempo per decisioni e revisioni che un attimo rovescerà Perchè già tutte ormai le ho conosciute, tutte le ho conosciute Ho conosciute le sere, le mattine, i pomeriggi Ho misurato la mia vita con cucchiai da caffè Conosco le voci languenti con una cadenza languente sotto la musica che proviene da una stanza più lontana Così, che dovrei credere? E ho già conosciuto gli occhi, tutti li ho conosciuti
  • E infatti ci sarà tempo

    di chiedersi "Avrò il coraggio?" e "avrò il coraggio?"

    tempo di tornare indietro e scendere la scala

    con una piazza in mezzo ai miei capelli

    (Diranno - Come ti si diradano i capelli)

    il mio abito da mattina il colletto che saldo sale al mento

    la cravatta di buon gusto ma fatta valere da un semplice spillo

    (Diranno - Come son magre le sue braccia e le sue gambe)

  • Invero ci sarà tempo per il fumo giallo che scivola lungo la strada strofinando la sua schiena contro i vetri ci sarà tempo, ci sarà tempo Per preparare una faccia per incontrare le facce che incontri Ci sarà tempo per uccidere e creare E tempo per tutte le opere e i giorni delle mani Che sollevano e lasciano cadere una domanda sul tuo piatto Tempo per me e tempo per te E tempo anche per cento indecisioni e per cento visioni e revisioni prima di prendere un crostino e tè
  • Nella stanza le donne vanno e vengono

    Parlando di Michelangelo.

    La nebbia gialla che strofina il dorso sui vetri della finestra

    il fumo, giallo che strofina il muso sui vetri della finestra

    ha lambito con la lingua gli angoli della sera

    ha esitato sulle pozze stagnanti dei gorelli

    s'è lasciato cadere sul dorso la fuliggine caduta dai camini

    è scivolato dalla terrazza, ha fatto un salto improvviso

    e vedendo che era una tenera sera d'ottobre

    s'è inanellato intorno alla casa e s'è assopito.

  • Allora andiamo, tu ed io, Quando la sera è tesa contro il cielo Come su un tavolo un paziente in preda alla narcosi; Andiamo per certe semideserte strade, Ritrovi mormoranti Di chi passa notti agitate in alberghi da poco E restaurants sparsi di segatura e gusci d’ostrica; Strade si susseguono come un tedioso argomento D’ingannevole intento E c’inducono ad una domanda opprimente… Oh, non chiedete: "Cos’è?" Andiamo a far la nostra visita.
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