Commento all'inizio del filmato: "Senza il Concilio..la Chiesa Cattolica forse assomiglierebbe a quelle sette che chiamano tradizione le proprie nostalgie:se ha ancora il rispetto da parte dei poveri lo deve a questa assemblea immensa.".
L'applicazione del concilio ha fatto cadere orpelli barocchi ma ha alterato la spiritualità in un sociologismo buonista. La Chiesa ha un tesoro differente per i poveri: una speranza ultramondana che non dev' essere confusa con un progetto politico.
Quindi se si deve giudicare da questi interventi, il minimo che si può dire è l'impressione di una grande ingenuità e di un eccessivo ottimismo. In realtà penso ci sia molto di più, dal momento che è stata fatta una svolta antropologica o antropocentrica nell'atteggiamento della Chiesa. E questo, ovviamente, non poteva che spostare pericolosamente il baricentro della sua stessa identità. Dubbi e critiche si devono rivolgere in questa direzione, a mio avviso. Contra factum non valet argumentum.
4) L'entusiasmo debordante nei rigaurdi del patriarca Atenagora e l'abolizione delle scomuniche poteva parere eccezionale, a quei tempi. Il passare degli anni ha dimostrato che, nella sostanza, nulla è cambiato nel mondo ortodosso. Nello stesso Fanar se, da un lato si riceve il papa, a porte chiuse si ritiene i sacramenti cattolici invalidi al punto da riordinare eventuali preti cattolici che diventano ortodossi o da scomunicare i preti ortodossi che diventano cattolici.
3) Analoghe osservazioni si possono fare nel discorso di p. Bruno Hussard. Non è lecito discriminare nessuno ma il cristiano non può ritenere Cristo qualcosa di indifferente e dovrebbe, semmai, invitare gli ebrei ad accettare il Messia che essi attendono nel Cristo. "Dialogare" con gli ebrei fino ad arrivare ad accettare che il Messia è un altro, rispetto al Cristo proposto dai Vangeli, è tagliarsi fuori dalla rivelazione. Questo ad un cristiano non è consentito e spinge verso l'indifferentismo.
2) Il discorso di p. Carlo Boyer è molto criticabile. Un conto è coltivare delle relazioni di pace con gli uomini delle religioni, un conto assai diverso è porre sullo stesso piano il Cristianesimo (e quindi l'unicità di Cristo per un cristiano) con le altre religioni. Boyer, nel modo in cui imposta il discorso, spinge in modo chiaro verso l'indifferentismo, laddove il Cristo diventa una carta intercambiabile di tante altre carte sceglibili a piacimento.
Molte grazie a chi ha messo on line questo filmato.
A distanza di tempo si ha modo di apprezzare valori e limiti, coraggio e abbagli.
Soprattutto questa'ultima parte deve interrogare su alcune cose:
1) Il discorso di Paolo VI in apertura, "la fratellanza umana ha confini sempre più grandi....". Queste espressioni sono troppo ottimistiche, non fanno i conti con la realtà. E' un discorso entusiastico, quasi ebbro. Entrava, però, nello spirito del tempo.
Commento all'inizio del filmato: "Senza il Concilio..la Chiesa Cattolica forse assomiglierebbe a quelle sette che chiamano tradizione le proprie nostalgie:se ha ancora il rispetto da parte dei poveri lo deve a questa assemblea immensa.".
L'applicazione del concilio ha fatto cadere orpelli barocchi ma ha alterato la spiritualità in un sociologismo buonista. La Chiesa ha un tesoro differente per i poveri: una speranza ultramondana che non dev' essere confusa con un progetto politico.
lamprotes1 7 months ago
Quindi se si deve giudicare da questi interventi, il minimo che si può dire è l'impressione di una grande ingenuità e di un eccessivo ottimismo. In realtà penso ci sia molto di più, dal momento che è stata fatta una svolta antropologica o antropocentrica nell'atteggiamento della Chiesa. E questo, ovviamente, non poteva che spostare pericolosamente il baricentro della sua stessa identità. Dubbi e critiche si devono rivolgere in questa direzione, a mio avviso. Contra factum non valet argumentum.
lamprotes1 7 months ago
Commenti inappuntabili. Grazie. Un caro saluto. Ego
egoticness 7 months ago
4) L'entusiasmo debordante nei rigaurdi del patriarca Atenagora e l'abolizione delle scomuniche poteva parere eccezionale, a quei tempi. Il passare degli anni ha dimostrato che, nella sostanza, nulla è cambiato nel mondo ortodosso. Nello stesso Fanar se, da un lato si riceve il papa, a porte chiuse si ritiene i sacramenti cattolici invalidi al punto da riordinare eventuali preti cattolici che diventano ortodossi o da scomunicare i preti ortodossi che diventano cattolici.
lamprotes1 7 months ago
Comment removed
lamprotes1 7 months ago
3) Analoghe osservazioni si possono fare nel discorso di p. Bruno Hussard. Non è lecito discriminare nessuno ma il cristiano non può ritenere Cristo qualcosa di indifferente e dovrebbe, semmai, invitare gli ebrei ad accettare il Messia che essi attendono nel Cristo. "Dialogare" con gli ebrei fino ad arrivare ad accettare che il Messia è un altro, rispetto al Cristo proposto dai Vangeli, è tagliarsi fuori dalla rivelazione. Questo ad un cristiano non è consentito e spinge verso l'indifferentismo.
lamprotes1 7 months ago
2) Il discorso di p. Carlo Boyer è molto criticabile. Un conto è coltivare delle relazioni di pace con gli uomini delle religioni, un conto assai diverso è porre sullo stesso piano il Cristianesimo (e quindi l'unicità di Cristo per un cristiano) con le altre religioni. Boyer, nel modo in cui imposta il discorso, spinge in modo chiaro verso l'indifferentismo, laddove il Cristo diventa una carta intercambiabile di tante altre carte sceglibili a piacimento.
lamprotes1 7 months ago
Molte grazie a chi ha messo on line questo filmato.
A distanza di tempo si ha modo di apprezzare valori e limiti, coraggio e abbagli.
Soprattutto questa'ultima parte deve interrogare su alcune cose:
1) Il discorso di Paolo VI in apertura, "la fratellanza umana ha confini sempre più grandi....". Queste espressioni sono troppo ottimistiche, non fanno i conti con la realtà. E' un discorso entusiastico, quasi ebbro. Entrava, però, nello spirito del tempo.
lamprotes1 7 months ago