Per un'ironia della sorte, Salerno non sapeva che all'epoca in cui scriveva il libro, a Roma, era viva e vegeta una delle vittime, il Sig. Vittorio Gean, che purtroppo non potè lasciare testimonianza di quanto gli era capitato al di fuori dell'ambito delle sue amicizie più strette.
Al museo degli Ebrei di Libia di Natania in Israele esiste un plastico che riproduce il campo come doveva essere, costruito sulla base dei ricordi di alcuni internati.
Per un'ironia della sorte, Salerno non sapeva che all'epoca in cui scriveva il libro, a Roma, era viva e vegeta una delle vittime, il Sig. Vittorio Gean, che purtroppo non potè lasciare testimonianza di quanto gli era capitato al di fuori dell'ambito delle sue amicizie più strette.
Al museo degli Ebrei di Libia di Natania in Israele esiste un plastico che riproduce il campo come doveva essere, costruito sulla base dei ricordi di alcuni internati.
La storia è raccontata nel libro 'Uccideteli tutti', pubblicato nel 2008, del giornalista Eric Salerno, che fece un viaggio fino a Giado in Libia, dove trovò un testimone oculare del massacro, un vecchio arabo di 92 anni, che fu una delle sue principali fonti.
Uomini, donne e tanti bambini di cui, però, non esiste un elenco dei nomi. Cinquecento, tra gli internati, furono poi deportati in altri campi in Italia (Civitella del Tronto e Bagno) e successivamente a Bergen-Belsen e Biberach in Germania, e in un campo a Innsbrück in Austria.
Per un fortunato destino l'ordine finale dei fascisti di massacrare tutti i prigionieri non venne compiuto. Comunque circa 600 ebrei morirono di maltrattamenti, malattie, tifo e febbre tifoidea, e fame.
Una storia poco conosciuta: il Sig. Vittorio Gean z'l' era uno dei sopravvissuti al campo di internamento di Giado, Libia; in questo campo durante la seconda guerra mondiale i fascisti rinchiusero 2.600 ebrei libici e li costrinsero ai lavori forzati, preludio del loro programmato assassinio.
Bravissimi. Cari amici dato the la traduzione litteraria e quasi impossible, tra una lingua semita e una lingua latina, voi avete fatto un bel lavoro, specialmente tu Yosef (Ginger) sembra che veramente ti sei divertito. Bel ricordo di Vittorio zl. Raebbie ikhelikum. La cosa piu triste e' che in meno di 30 anni non ci sara' piu un Tripolino puro che capira' questa lingua, questi proverbi. Saluti da Hara El Kabira ora America tra i pochi che siamo rimasti.
Per un'ironia della sorte, Salerno non sapeva che all'epoca in cui scriveva il libro, a Roma, era viva e vegeta una delle vittime, il Sig. Vittorio Gean, che purtroppo non potè lasciare testimonianza di quanto gli era capitato al di fuori dell'ambito delle sue amicizie più strette.
Al museo degli Ebrei di Libia di Natania in Israele esiste un plastico che riproduce il campo come doveva essere, costruito sulla base dei ricordi di alcuni internati.
ciaciusurvived 1 month ago
Per un'ironia della sorte, Salerno non sapeva che all'epoca in cui scriveva il libro, a Roma, era viva e vegeta una delle vittime, il Sig. Vittorio Gean, che purtroppo non potè lasciare testimonianza di quanto gli era capitato al di fuori dell'ambito delle sue amicizie più strette.
Al museo degli Ebrei di Libia di Natania in Israele esiste un plastico che riproduce il campo come doveva essere, costruito sulla base dei ricordi di alcuni internati.
ciaciusurvived 1 month ago
La storia è raccontata nel libro 'Uccideteli tutti', pubblicato nel 2008, del giornalista Eric Salerno, che fece un viaggio fino a Giado in Libia, dove trovò un testimone oculare del massacro, un vecchio arabo di 92 anni, che fu una delle sue principali fonti.
ciaciusurvived 1 month ago
Uomini, donne e tanti bambini di cui, però, non esiste un elenco dei nomi. Cinquecento, tra gli internati, furono poi deportati in altri campi in Italia (Civitella del Tronto e Bagno) e successivamente a Bergen-Belsen e Biberach in Germania, e in un campo a Innsbrück in Austria.
ciaciusurvived 1 month ago
Per un fortunato destino l'ordine finale dei fascisti di massacrare tutti i prigionieri non venne compiuto. Comunque circa 600 ebrei morirono di maltrattamenti, malattie, tifo e febbre tifoidea, e fame.
ciaciusurvived 1 month ago
Una storia poco conosciuta: il Sig. Vittorio Gean z'l' era uno dei sopravvissuti al campo di internamento di Giado, Libia; in questo campo durante la seconda guerra mondiale i fascisti rinchiusero 2.600 ebrei libici e li costrinsero ai lavori forzati, preludio del loro programmato assassinio.
ciaciusurvived 1 month ago
Bravissimi. Cari amici dato the la traduzione litteraria e quasi impossible, tra una lingua semita e una lingua latina, voi avete fatto un bel lavoro, specialmente tu Yosef (Ginger) sembra che veramente ti sei divertito. Bel ricordo di Vittorio zl. Raebbie ikhelikum. La cosa piu triste e' che in meno di 30 anni non ci sara' piu un Tripolino puro che capira' questa lingua, questi proverbi. Saluti da Hara El Kabira ora America tra i pochi che siamo rimasti.
Manprophet 3 years ago
magistrale!
videomarequantebbell 3 years ago