@lerbazza Se mi scrive in italiano, l'italiano che la scuola siciliana, Cielo d'Alcamo, Antonio Pizzuto, il Principe di Lampedusa, Leonardo Sciascia, Lucio Piccolo, Vitaliano Brancati e, in ultimo, Andrea Camilleri hanno contribuito a creare, casomai riesco a capire le sue ragioni, e a risponderle.
@lerbazza da Catania rispondo: 1) Marzio non conoscerà "una minchia" ma ha un'infinita riserva di sapere siciliano che continua a riempire grazie alla sua curiosità intellettuale; 2) "ammukkatilla" non è una risposta che un Siciliano con la S maiuscola rivolgerebbe a qualcuno che studia e si interessa della nostra cultura.
@pable85 Senza offesa digli al tuo poeta che cambia mestiere ! Ka Sgalambria annatra banna, nna vemu tanti sulu iddru ci mankava e nna rizittammu tutti pari .P.S. ti lu puo tiniri.
@lerbazza da Catania rispondo: 1) Marzio non conoscerà "una minchia" ma ha un'infinita riserva di sapere siciliano che continua a riempire grazie alla sua curiosità intellettuale; 2) "ammukkatilla" non è una risposta che un Siciliano con la S maiuscola rivolgerebbe a qualcuno che studia e si interessa della nostra cultura.
Conosco Sgalambro dai tempi della "Morte del sole" e devo riconoscere che, sul suo conto, colse nel segno Emanuele Severino: non è un filosofo, ma solo un buon scrittore. Inoltre, è da un decennio che canta e ricanta la stessa canzone a base di luoghi comuni: l'ontologia del nulla, il naufragio, la solitudine ecc. Mai una parola spesa sulla condizione alienante dell'uomo contemporaneo, ma anzi: testi per canzoni e divertita frequentazione dello showbiz. Mica male per un pessimista!
@albertbac Concordo con Severino circa la definzione, anche se apporterei una correzione: non sarà un filosofo, ma Sgalambro è un eccellente scrittore. La morte del Sole è uno straordinario paralipomena spengleriano, un testo densissimo amato da molti filosofi contemporanei (Cacciari in testa). Credo, però, che quanto a refrain di se stessi, Severino non sia il più adatto: sono cinquant'anni che rimesta nel pentolone del nihilismo.
@albertbac E poi non so se l'ha mai visto nei corridoi della San Raffaele, a Milano: un Divo, cashemere vestito, epigrammatico e sibillino, un Pitagora moderno che assegna tesi di laurea triennali sul suo stesso pensiero... Almeno Sgalambro, oltre a libelli godevolissimi, ci ha donato anche testi di canzone mai scontati e sempre molto belli da cantare. E poi si prende molto poco sul serio, in questo molto pessimista. E cinico.
Non è scritto da nessuna parte che sia Sgalambro a leggere questo suo testo. Egli ne è l'autore, come è scritto, ma non è necessario che sia lui a leggerlo. Se così fosse, tutta una letteratura non avrebbe ragione d'esistere.
Grande Sicilia!!! Quest'estate verrò per la prima volta nella terra di Manlio, di Franco e della Carmen... From Veneto to Sicilia!!!!!
AndreaThi 8 months ago
Lassa Stari Ka tu di la me terra; ti lu diku in SICILIANU, nun kanusci na MINKIA e ora la SICILIA ti rici ammukkatilla !
lerbazza 10 months ago
@lerbazza Se mi scrive in italiano, l'italiano che la scuola siciliana, Cielo d'Alcamo, Antonio Pizzuto, il Principe di Lampedusa, Leonardo Sciascia, Lucio Piccolo, Vitaliano Brancati e, in ultimo, Andrea Camilleri hanno contribuito a creare, casomai riesco a capire le sue ragioni, e a risponderle.
MarzioMaria 10 months ago
@lerbazza da Catania rispondo: 1) Marzio non conoscerà "una minchia" ma ha un'infinita riserva di sapere siciliano che continua a riempire grazie alla sua curiosità intellettuale; 2) "ammukkatilla" non è una risposta che un Siciliano con la S maiuscola rivolgerebbe a qualcuno che studia e si interessa della nostra cultura.
pable85 10 months ago
@pable85 Senza offesa digli al tuo poeta che cambia mestiere ! Ka Sgalambria annatra banna, nna vemu tanti sulu iddru ci mankava e nna rizittammu tutti pari .P.S. ti lu puo tiniri.
lerbazza 10 months ago
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@lerbazza da Catania rispondo: 1) Marzio non conoscerà "una minchia" ma ha un'infinita riserva di sapere siciliano che continua a riempire grazie alla sua curiosità intellettuale; 2) "ammukkatilla" non è una risposta che un Siciliano con la S maiuscola rivolgerebbe a qualcuno che studia e si interessa della nostra cultura.
pable85 10 months ago
Conosco Sgalambro dai tempi della "Morte del sole" e devo riconoscere che, sul suo conto, colse nel segno Emanuele Severino: non è un filosofo, ma solo un buon scrittore. Inoltre, è da un decennio che canta e ricanta la stessa canzone a base di luoghi comuni: l'ontologia del nulla, il naufragio, la solitudine ecc. Mai una parola spesa sulla condizione alienante dell'uomo contemporaneo, ma anzi: testi per canzoni e divertita frequentazione dello showbiz. Mica male per un pessimista!
albertbac 1 year ago
@albertbac Concordo con Severino circa la definzione, anche se apporterei una correzione: non sarà un filosofo, ma Sgalambro è un eccellente scrittore. La morte del Sole è uno straordinario paralipomena spengleriano, un testo densissimo amato da molti filosofi contemporanei (Cacciari in testa). Credo, però, che quanto a refrain di se stessi, Severino non sia il più adatto: sono cinquant'anni che rimesta nel pentolone del nihilismo.
MarzioMaria 1 year ago
@albertbac E poi non so se l'ha mai visto nei corridoi della San Raffaele, a Milano: un Divo, cashemere vestito, epigrammatico e sibillino, un Pitagora moderno che assegna tesi di laurea triennali sul suo stesso pensiero... Almeno Sgalambro, oltre a libelli godevolissimi, ci ha donato anche testi di canzone mai scontati e sempre molto belli da cantare. E poi si prende molto poco sul serio, in questo molto pessimista. E cinico.
MarzioMaria 1 year ago
non è sgalambro che parla
xgionninox 2 years ago
Non è scritto da nessuna parte che sia Sgalambro a leggere questo suo testo. Egli ne è l'autore, come è scritto, ma non è necessario che sia lui a leggerlo. Se così fosse, tutta una letteratura non avrebbe ragione d'esistere.
MarzioMaria 2 years ago
fantastico!
kargraziana 3 years ago 2