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  • che cosa c'entrano tutti sti commenti con Gabicce?

  • @max11paz Sai parlando di questo si arriva a quello...

  • sì, molto carina Gabicce, ma almeno ve la siete fatta la strada Panoramica che collega Gabicce fino a Pesaro ? è molto bella.

  • spettacolo il red rusty...e ke piadine fantastike ke fa!!!!!mmmmm...buoneeee

  • gabicce very stupid town i dont know how people goes to do their hollidays in gabicce mare

  • the problem is that you are stupid no gabicce!!!

  • shut up mangiaspaghetti go to swim in youre poluted town

  • @2111A

    Dear Debunker-boy if you tell so you was in Gabicce almost one time: so you are stupid equal others people

    Remember: people see only that their mind permit to see...

    For spaghetti remember: when we dominated the world as Roma you was an angry homunculus in a cave soon of a (bip !)

  • @Ramarro sorry little dwarf I know that now you are doing some raids on some stupid online game in the name of Rome but we are in 2010 and your shit do not give anybody anything the homunculus are those who live in the vagina of your mother that mangiaspaghetti the world has several problems that have nothing to do with the Roman Empire ache and you will remain forever a betrayal to eat spaghetti because the empire was not Italian, but the Roman Empire when you see them say hello to the homuncu

  • @2111A True italian are better like american:italian are MEN the americans are puppet of plastic ;the economy crash?Hai hai no more bomb for americans,face to face you lose with us because italian are warriors,they can survive on Italy because this land is hospital,in the future what can you do americans?Indians hate you,Middle east hate you,sud america hate you the world hate you and the generic american can't do a simple fire in pic nic,what will can you do patetic homunculus of plastic?

  • Comment removed

  • @2111A You will die with a romain gladio in your face son of a bitch,italian are romain their blood is sacred,is romain,your blood is of criminals that emigrated from Europe in America to kill indian,you will die !!!

    ROMA VINCIT

  • @Ramarromaramaldo spero di parlare un italiano decente *continua a pensare i romani che intanto il belpaese va a rotoli l'unica cosa che non e cambiata da ieri a oggi e te lo dico in inglese per per rispetto degli altri utenti it's that you can only su ck my coc k you and the bi tch of youre mama you allways remain a group of mangiaspaghetti i have no time to loose with the roman empire enjoy youre game and good holydays in babucce mare

  • @2111A Ma sei albanese che cazzo parli?Non perche' disporezzi l'Albania o sia razzista e' solo che non si puo' dire all'Italia che va a rotoli(cheppur e' vero) quando si vive in un paese che non puo' permettersi nemmeno il lusso di andare a rotoli dato che non c'e' niente...

    Il maschio italiano resta fisicamente e psicologicamente il guerriero migliore del mondo,migliore perfino di quello tedesco,questo quando naturalmente non e' demotivato e mandato in mutande alla guerra come nella IIWW

  • @Ramarromaramaldo ma che guerriero quando i tedeschi vi trinciavano le palle venivate a nascondervi in albania comunque c'è da ridire dell'italia e non degli italiani prima di andare a parlare dell'albania vatti a vedere qualche video di durazzo o saranda soprattutto se ti affascina l'impero romano informati di butrinto

  • @2111A ok,a questo punto credo che continuare il discorso su questo canale/video sarebbe abusare della pazienza del suo proprietario,se ti va di discutere riproponi questo tuo messaggio sul mio canale ed avrai degna risposta,altrimenti vorra' dire che preferisci tacere il che alle volte e' l'unica cosa che si sappia fare

    Ciao "albanish"...

    hi ! hi ! hi !

    ;))))

  • Io sono fermamente convinto che sia l'anmgolo di paradiso della riviera adriatica, è simpatico e vivace e c'è tutto, meno che il caos di una grande città perchè non lo è. VIva Gabicce, un giorno mi ci voglio trasferire, o comunque dove posso raggiungerlo in pochi minuti (tipo a Case Badioli)

  • conosci filippooooo

  • gabicce :) dv abito io xD

  • anche se la romagna rivendica da tempo allo stato la possibilità di annettere gabicce gradara e tavullia e altri paese del montefeltro a essa x dialetti ecc...ma i nostri castelli i nostri dipinti le nostre chiese sn rigorosamente state costruite dalla famiglia dei montefeltro di urbino!!e noi si avremo l'accento e il dialetto romagnolo ma ripeto SIAMO DELLA PROVINCIA DI PESARO E URBINO!!!!LO DICO UNA VOLTA X TUTTE!!

  • Che poi c'è da dire che a livello di dialetto lo stesso dialetto pesarese di pesaro città è praticamente identico a quello romagnolo sopratutto per quanto riguardo la cadenza e la S così che suona come "sc". Basta pensare che la celebre parola "amarcord" significa la stessa cosa anche a Pesaro.

  • Comment removed

  • @yngUncagedBird

    Ma che bella caxxatxna: il dialetto pesarese e' un altro mondo rispetto a quello romagnolo,non so proprio come si faccia a dire una cosa del genere...

    Ma sai almeno di cosa stai parlando?

    Io sono romagnolo ed ho fatto 6 anni di scuola a Pesaro ed ho persino,caso rarissimo,avuto amicizie con cui uscivo anche la sera(pesares) e so bene di cosa parlo

    A be',pero' c'e "amarcord"...

    Cacchio che genio linguistico...

  • Prima di tutto: che cazzo ti scaldi?!

    Io sono romagnolo di Faenza e conosco Pesaro. So benissimo di cosa parli quando dici che è raro avere amicizie con i pesaresi, infatit hanno una fama in tutta Italia di essere tra le persone più acide, diffidenti, lagnose e deprimenti. Detto questo il dialetto pesarese è un dialetto romagnolo, che appunto arriva fino a Falconara, e questo lo dicono anche gli esperti. La differenza è come tra Forlì e Faenza. Cattolica è stata creata dai pesaresi.

  • Non e' contro lal egge scaldarsi;se sei di Faenza allora hai fatto senza e ora ammanchi...

    Confermo i tuoi aggettivi sui pesaresi (ex-riscossori di tasse del vaticano, "meglio un morto in caso che un pesarese alla porta") anche se,piu' che altro solo a parole,hanno conservato una visione del mondo piu' a misura d'uomo

    Per questo alle volte e' piacevole parlarci un po' ma non troppo perche' spesso la loro retorica e' solo una maschera che poi nasconde tutti gli aggettivi teste' citati

  • Cambiando argomento a me interesserebbe sapere la tua opinione sul perché Pesaro e i Pesaresi sono così. Ci deve essere una spiegazione per una tale chiusura, diffidenza, incapacità di divertirsi, pesantezza nella vita. Ti giuro che i pesaresi sono le uniche persone che fanno attivare in me la paura del lavoro, dello studio, delle relazione sociali, del matrimonio, dell'invecchiare perché tutto sembra così pensate, faticoso, deprimente nella loro cultura.

  • Ad esempio io "conosco" un pesarese che lavora in un negozio di vestiti e prende questo lavoro come fosse la peggiore tortura al mondo. La sera va a letto prestissimo perché è stanco, quando lavora è sempre scocciato, non ha altri interessi a parte lamentarsi delle fatiche che fa in negozio. A Lugo conosco una ragazza più "anziana" di lui che gestisce un alimentari da sola e la sera fa la cameriera fino all'una. Eppure ride sempre, ama il lavoro, ha tanti amici e tanti interessi ed esce

  • Un'altra cosa che non capisco (e sono contento di poter confrontarmi con un altro romagnolo che conosce Pesaro) è per quale motivo Pesaro da l'idea di un posto privo di una sua cultura, desolante e anonimo? Io amo la mia Romagna e sono legatissimo alla cultura romagnola ma quando vado a Pescara, a Torino, a Siena anche se avverto le differenze culturali, mi sento sempre parte di una cultura, di una cittadinanza, di un vivere sociale. A Pesaro no. Mi sembra di essere in un non luogo.

  • Quanto hai camminato per i loro viali?

    Quanto hai respirato la loro aria?

    Le facciate delle loro case(non quelle antiche) che "espressione"hanno?

    Quanto hai parlato con loro?

    Cosa vogliono dal prossimo?

    Continuano a camminare e a volere dal prossimo quello che volevano un tempo:

    da dietro la retorica vogliono CIBO(un tempo eran le tasse )

    Sono cronicamente affamati di vita e lor per primi depressi per una citta' si con cultura

    ma piu' vecchia che antica,fatiscente,infida e perniciosa

  • Hanno adottato una forma mentale "a grimaldelli" che ormai si e' mischiata indissolubilmente con il loro sangue:concepiscono la vita come una colossale inculata dalla quale bisogna prendere a tutti i costi qualcosa;in verita' tale mentalita' e' la loro stessa condanna Allo stesso non voglio trasformare in invettiva una critica piu' goliardica che altro,tant'e' vero che considero una fortuna essermi relazionato con alcuni di loro perche' il loro modo di vedere le cose puo' essere stimolante

  • @Ramarromaramaldo stavo ripensando a quanto detto su pesaro e i pesaresi e mi aveva colpito il fatto che tu considerassi stimolante il loro punto di vista. Mi potresti spiegare cosa intendi? Per me il loro punto di vista è il contrario di stimolante, è deprimente e assopente. Il loro punto di vista è vivere la vita con gravosità, vedere ogni cosa come un sacrificio, provare fatica a fare ogni cosa, lamentarsi di ogni avvenimento bello o brutto che sia e vivere da vecchi.
  • @yngUncagedBird

    Intendo che la loro vita e' un quadro dark-trash splendidamente riuscito

    Stimolante il loro punto di vista, veementemente necrofago,

    latente,stagnante;dalle loro parti e' sempre crepuscolo o notte fonda,l'aura della loro citta' e come un arabesco di ragnatela attraversato da un nebbioso miasmo fognario

  • @Ramarromaramaldo devo darti ragione, Pesaro è quasi gotica, pessimista, macabra, non esiste un posto dove possa essere enfatizzata la presenza di una giornata di sole. Io scherzando dico che il centro storico di Pesaro sembra il bronx, specialmete di sera. Però il loro è un dark scadente, perché io trovo che nel gotico e nel dark ci sia qualcosa di ironico, sarcastico, un prendere in giro l'oscurità e la depressione. Nel dark pesasere manca questa nota di humor e inventiva.
  • @yngUncagedBird

    Difatti l'ho definito "dark-trash"...

  • @yngUncagedBird

    Il mio interesse per certi versi e' similare a quello che si dice abbiano certe donne: il perverso gusto dell'orrido,solo che il mio e' piu "scientifico";e' un po' come studiare gli scarafaggi: nella loro natura infima hanno delle abilita'

    interessanti

    I pesaresi sanno ad esempio evitare benissimo i guai facendoci finire qualcun altro piu' ingenuo;hanno una chiacchera retorica pesudo-woodstok da far invidia ad un presentatore di festival

  • @yngUncagedBird

    Hanno un modo di inquadrare gli obiettivi della loro voracita' estremamente lucido,sanno con costanza incrollabile perseguire uno scopo e quando si convincono di avere in mano le chiavi per sgusciare per l'uscio che gli interessa non hanno un filo di scrupolo morale ed agiscono in maniera precisa,rapida e calcolata

  • @yngUncagedBird

    In sintesi sono cosi' patologici da essere interessanti,solo alle volte e "da lontano"...

    ;)

  • @yngUncagedBird stavo pensando che forse la nostra avversione per la provincia di pesaro non è circoscritta, ma che da romagnoli potremmeno provarla anche verso altre realtà italiane. Ad esempio ho un amico catanese che mi dice che la cultura da lui è basata sul sacrificio, sul dolore della vita, sull'essere seri e fare poca festa. E mi sto rendendo conto che tutto questo (incluso il dark) sembra molto legata alla religione cattolica, verso cui la romagna è sempre stato un po avversa
  • @yngUncagedBird

    Potresti avere ragione ma ti ricordo,se vogliamo che i nostri messaggi rimangano visibili,che scriviamo in una'rea pubblica e non deputata a contenere "forti critiche"

    verso nessuno,specialmente verso "poteri forti",a buon intenditor...

    A 'm racmand !!!

  • @Ramarromaramaldo Io conosco persone da tutta Italia. Come dicevo ho conoscienti in piemonte, in toscana, in abruzzo, in veneto e faccio questo esercizio mentale di immaginare queste persone vivere a Faenza e integrare il loro modo di essere con il modo di essere faentino, e riesco a immaginarli naturalmente parte di quell'ambiente. Quando faccio lo stesso esperimento con i Pesaresi non funziona. Immaginarli a Faenza nel ruolo di faentini stride, sembrano alieni fuori posto.
  • Io non l'ho mai capito cosa vogliono i Pesaresi, sono sempre scontenti, qualsiasi cosa ottengono dalla vita non gli basta, più hanno e più hanno qualcosa di cui lamentarsi. Le loro case sono fredde, spesso troppo ordinate, come passassero il tempo a trovare fissazioni su cui buttarsi invece che godersi la vita. La città stessa non ha un senso, sembrano case e negozi buttati a casaccio. Non c'è un "percorso logico" per vivere e camminare per la città.

  • Tò ve che ti devo raccontare una cosa perché fa

    ridere o ragionare. A Faenza in pizza c'è un musicista

    di strada che suona la chitarra e parlandoci ho scoperto

    che è di Pesaro. M'ha raccontato che ha lasciato tutto

    e si è messo a fare il musicista in strada pur di scappare

    da Pesaro che a vivere lì si sentiva morire, che la gente è

    di una snob mai visto e che culturalmente c'è il nulla più totale.

    Perfino vivere da barboni a Faenza, diceva, è meglio che vivere da

    benestanti a Pesaro.

  • Questo e' un esempio estremo di una "tendenza" generalizzata nei pesaresi:non si sopportano loro stessi ; non vogliono capire che e' il loro modo di vedere le cose(che seppur stimolante certe volte per l'accanimento vorace che dimostrano nei confronti delle cose "gustose e sfiziose" della vita) ad essere un limite spaventoso al vivere...

    Io per anni ho aspettato il fine settimana per uscire con pesaresi compagni di classe ed il loro arrivare era simile ad uno sciame di locuste...

  • Un altro aneddoto strano è che una volta ero a Pesaro alla stazione e c'era tantissima gente e d'un tratto ho visto una ragazza di Faenza che conosco solo di vista. Era lì per andare da un medico. La cosa strana è che non ho riconosciuto la ragazza a colpo d'occhio, ma che il suo non essere di Pesaro balzava all'occhio come se un faro le fosse puntato addosso. Il sorriso, la testa alta, i movimenti, l'espressione contrastavano tantissimo con il grigiume dei Pesaresi cupi e a testa china.

  • Si,capisco cosa hai visto/sentito,e' vero che alle volte e' palpabile quello che descrivi ma stiamo attenti a non diventare dei fans "dell'eugenetica"...

    ;)

  • Mi sono accorto che la lingua di una persona la plasma in una maniera indescrivibile. Penso che sia perché con la lingua si associano delle espressioni facciali, dei movimenti di mani e corpo, lo sguardo. Ad esempio conosco giapponesi adottati da famiglie romagnole quando erano piccoli e somaticamente hanno i tratti dei romagnoli adesso. Adesso capisco quando la gente dice "c'ha la faccia da riminese, milanese, bolognese quello li". E' proprio vero.

  • Yes !

    :))

  • Per quanto riguarda gli esperti,cioe' quegli imboscati del vivere civile che si guadagnano da vivere muovendo molto le mani in televisione come alle conferenze davanti agli ebeti per cercare di dare l'impressione di sapere esattamente quello che stanno dicendo le loro chiacchere sono assai fiacche: non conta nulla se certe parole sono simili,hanno radici/origini simili etc.,chiacchere ben riassunte dal paragone crescia-piadina romagnola(esempio pertinentissimo)ronzino e cavallo puro sangue...

  • Cio burdel, il più grande esperto del dialetto romagnolo, da quello che ricordo, lo studiò per tutta la sua vita e lo definì una lingua affiancabile all'italiano. E fece rientrare i suoi confini fino all'appennino toscano (con zone in toscana dove si parla il romagnolo) in certe zone dell'emilia (tipo Imola) e poi nelle marche settentrionali e montefeltro. Quindi il pesarese è un dialetto romagnolo, anche se il più brutto.

  • Io rimango della mia idea che nelle zone di confine giocoforza ci devono essere delle somiglianze tali da fa r ritenere grossolanamente dei dialetti parenti fra loro ma questo e' un "effetto" dettato piu' da meri fattori stechiometrici che da reali affinita' linguistiche e culturali;hai detto che conosci pesaresi/marchigiani ed allora vuoi venirmi a dire che il loro parlare e' romagnolo,anche lontanamente?

    "Lascia giii"...

  • Aps...Correzione,volevo dire "sterici" e non stechiometrici

  • Ah questo non l'avevo notato ed e' importante: lo stesso studioso che citi ha asserito che il dialetto romagnolo e' anche presente nelle marche settentrionale ma NON ha detto che il dialetto pesarese ne e' stretto parente o che e' egli stesso una variante di quello romagnolo eh eh eh stiamoci attenti con le parole: la presenza di un dialetto oltre un confine regionale non ne' fa automaticamente "figlio del loco";piu' avanti ne parlo come di una chiara conseguenza della vicinanza geografica

  • Ha proprio detto che il dialetto della provincia di pesaro e urbino è una variante del dialetto romagnolo, non avendo niente in comune con qualsiasi altro ceppo dialettale o ramo linguistico della penisola (e allora sarebbe "lingua pesarese" sbucata fuori dal nulla?) Le lingue/dialetti non si creano dal nulla ma si sviluppano e il pesarese non può essere ricondotto a niente (umbro-marchigiano, toscano, meridionale, emiliano) se non al romagnolo

  • Comment removed

  • Le marche sono terra di confine senza una propria vera identità. Nel centro la cultura umbro-romanesco con accento molto romano e anche la cucina. Nel sud la cultura è abruzzese con accento quasi teramano o pascarese e idem per la cucina. Nel nord la parlare è romagnola e stessa cosa per la cucina (passatelli, piadina, sangiovese) La cultura invece è una cosa strana, un caso unico in Italia, forse dovuto al fatto che Pesaro è un dormitorio a cielo aperto per gli schiavi dell'industria

  • Per quanto riguarda la cucina sono abbastanza d'ìaccordo con te anche se pero' bisogna stare attenti a non confondere,come gia' t'ho detto,la piada con la crescia...

    La cultura certo,la loro "filosofia di vita" e' li' il cuore della questione

  • L'esperto del dialetto romagnolo non fece rientrare le parlate delle marche settentrionali nel romagnolo solo per una questione di similitudine (che però sono evidenti se confrontate alle parlate di Ancona o Ascoli Piceno) ma anche per una questione storica. Pesaro ha sempre interagito con la romagna. Cattolica fu fondata dai Pesaresi che vivevano nei castelli del San Bartolo. I malatesta avevano castelli e palazzi nel pesarese. Gradara è stata un crocevia tra marche e romagna

  • I Malatesta avevano castelli nel pesarese

    Ecco e' quello che di facevo notare sopra: fattori di stretta vicinanza comportano delle contaminazioni,ma questa e' un'altra cosa dall'appartenere/derivare dallo stesso gruppo;nel passato forse hai ragione nel notare che le cose erano meno nette ma cio' lo si deve all'epoca delle signorie,dei ducati etc.

  • Ma il dialetto pesarese deriva dal romagnolo in quanto studiandone le radici non gli si trova ne una radice autonoma propria (pesarese lingua) ne una radice centrale-umbro-marchigiana, romana ne una radice meridionale. Infatti uno studioso di dialetti una volta disse che il pesarese non è strettamente romagnolo solo perché l'area in cui è parlato non rientra nell'area politica attuale della romagna. Se la romagna arrivasse fino a Fano il pesare così com'è sarebbe romagnolo doc.

  • Be' mi sembra un po' forzato appioppare il pesarese al romagnolo per mancanza di altri "candidati",qualche esempio su cui si basa tale insigne studioso ce l'hai mica sotto mano?

  • Lo studioso si chiamava Schürr e so di persone che hanno il suo libro. Comunque posso informarmi perché conosco un linguista che ha studiato a lungo il romagnolo. Comunque le caratteristiche principali del dialetto romagnolo (enfatizzazione delle consonanti, parole tronche, l'accentazione finale..) il dialetto pesarese ce l'ha, e derivano dalla stessa contaminazione bizantina che creò il romagnolo. I confini tra romagna e provincia di pesaro sono molto arbitrari e aleatori

  • Parole tronche ed enfatizzazione delle consonanti di per se' vuol dire tutto e niente:quali troncature e su quali parole e con quale accento?

    Intendiamoci,quello che mi hai detto e' del tipo: sette note diverse con dei diesis e dei bemolle qua e la',si dico ma quali note hanno i diesis e quali il bemolle,e la durata di tali note?Gli accordi con cui son suonate ?Lo stile musicale?

    Sei stato un po' vago amico mio...

  • E' difficile dare una risposta eusariente qui su youtube, sia per lo spazio che per il fatto che non me ne intendo fino a tal punto. Ti posso dire ad esempio che nel resto delle marche le parole non sono troncate (marchigiana: salutà, cume, quantu, cumpleta/ pesarese: salut, com, quent, completèd) e questa caratteristica è tipica del romagnolo, non penso riscontrabile in altri dialetti se non quello emiliano

  • qualche similitudine tra il mio romagnolo e il pesarese: me a so rumagnol/me a so pesres, co t'vo?/sa vot?, fjolo/fjol, me a vagg/ me a vagh, t'sì an embecil/ t'ci an invurnid, calc en tel cul/ calc en tel cul, toti de/tot el dia, giughèd/giughed, fat al segn dla croc/ fet el segn dla croc. MARCHIGIANO: "che taggia dì, oggi iurno ri giuvani stanna pensà che li sordi so tuttu"

  • "Il pesarese appartiene al gruppo gallo-italico che comprende il nord Italia padano esclusa l'area veneta. Tale area, d'influenza celtica, arriva fino all'odierna Senigallia. Nel pesarese, le valli del Conca e del Foglia parlano dialetti che costituiscono un sottogruppo del romagnolo sebbene al di fuori della Romagna intesa in senso amministrativo" Confine meridionale: fuori dall'Emilia-Romagna, il romagnolo è parlato a San Marino e nel resto della provincia di Pesaro e Urbino

  • Si si questo l'ho letto anch'io,il pesarese appartiene al gruppo gallo-italico che arriva poi fino a Senigallia,andando indietro per sommi capi c'e' sempre un "parente comune" quello che io critico e che poi da qui si salti a parlare di sottogruppi del romagnolo

  • Ha un suo senso però. Cerca su google "mappa dei dialetti italiani, che bene o male" e clicca sul primo risultato (leggi anche cosa dice delle marche) La zona di Pesaro è una zona centrale ma un'estensione di quel Nord giallo. Quindi un lembo di nord continua e si estende fino a Pesaro. Ora l'unico legame tra l'area centrale di Pesaro e il Nord giallo è proprio la romagna, non c'è altro influsso nordico. P.S. Ti arriva solo l'avviso di un nuovo commento, controlla anche gli altri

  • Quindi come dicevo se la parlata di una sola provincia fa parte di un gruppo nordico ben preciso, non può essere (provincia da sola) un dialetto a se, senza un ceppo di questo gruppo di cui fa parte. E di questo ceppo il pesarese non ha assonanza o similitudine con nessuna delle lingue nordiche (milanese, piemontese, ligure) ne confina o ha avuto legami con quelle culture, come invece ha avuto con la romagna.

  • Ma non nego la presenza di un'area di influenza nordica che abbia portato diversi semi dialettali dal quale potrebbe provenire anche il pesarese,io nego il pesarese come parente diretto del romagnolo;un dialetto gallico potrebbe essere approdato benissimo sia in romagna che nelle marche

    ma poi essersi differenziato in "ramo romagnolo" e "ramo pesarese"ovvero gli ancestrali influenzatori che hanno poi prodotto gli odierni dialetti

  • Capisco, la tua teoria è convincente, tuttavia se romagnolo e pesarese hanno un seme dialettale in comune, che è comune a tutte due i dialetti ma estraneo ad altri dialetti come lombardo, piemontese e ligure... allora ha senso dire che alla lontana il pesarese è una derivazione del romagnolo, un po come dire che lo spagnolo è una derivazione del latino come l'italiano, pur essendo diverse e avendo subito contaminazioni diverse, negando però che è una derivazione (che so) del germanico

  • Messa cosi' mi sta' bene !!!

    ;)

  • Stamo attenti a scrivere cosi' del dialetto,guarda un esempio:

    co t'vo/sa vot

    Guarda gia' quanto c'e' da dire solo su cosi' poche parole:della parola "cosa" un dialetto ha scelto le ultime prime lettere(portanti un suono spigoloso e secco :"co") l'altro ha scelto ,in maniera apparentemente disordinata,le ultime due

    per avere un suono aperto e chiaro,con cui si apre spesso una discussione,quasi la sillaba di un mantra

  • Uno dice "t'vo",sbatte subito in faccia il suono drastico della "t",il romagnolo invece inizia con una v che sostiene piu' armoniosamente il coniugamento fra prima e seconda sillaba/parola e fa arrivare solo dopo,dopo la pienezza centrante della "o" ,alla "t"...

    Gia' qui c'e' "tutta la differenza del mondo"...

  • Quello che dici è vero con la differenza però che le differenze che trovi tra romagnolo e pesarese le trovi anche tra forlivese e ravennate. Qui da noi diciamo "sa vo" ma nel Ravennate dicono "cusc t'vo". Noi diciamo "sa det" ma verso Lugo dicono "csa dit". Io dico "burdel" (con un suono piuttosto dolce) ma a Russi dicono "tabacc" con una cantilena quasi pesarese. Dalle mie parti diciamo "iscì" per dire "così" (dolce e disponibile) ma a Cervia dicono "acsì" (duro e molto simile al pesarese)

  • Dalle tue parti dicono"isci",noi a Rimini dicamo " Ise' ",senti che bello?

    Rapido ma non frettoloso,risolvente,deciso,b­isillaba ben centrata ma allo stesso tempo scorrevole...

    Le differenze certo ci sono anche all'interno del territorio romagnolo ma le notazioni che t'avevo fatto erano riguardanti il tuo trovare somiglianze fra pesarese e romagnolo

  • Vero è bello, però le differenze che hai trovato tra pesarese e romagnolo sono simili alle differenze tra romagnolo e ravvenate, appunto perché in certe zone del ravennate (ma anche del forlivese) il dialetto muta in quei modi che poi danno quella frettolosità, spigolosità, durezza, secchezza al pesare. Quindi tu dici che il "co t'vo" ti sbatte in faccia la T, ma anche il "cusc t'vo" di un certo romagnolo. Isè è deciso e scorrevole, ma l'acsì" ravennate è secco come l'acsè pesarese

  • Io ti ho solo fatto notare che le espressioni che mi avevi riportato come simili fra pesarese e romagnolo non sono poi cosi' simili,punto

    Spetta a te che sostieni la tesi "l'onere della prova":tu portavi come una prova la somiglianza fra certe espressioni fra romagnolo e pesarese ed io ti ho fatto notare che non e' sempre vero;poi si ci sono dei casi in cui variazioni del dialetto romagnolo sono simili a quelle del dialetto pesarese ma questo non inficia il mio discorso

  • giacche' le somiglianze si possono spiegare benissimo con contaminazioni sporadiche per vicinanza geografica

  • Comment removed

  • Intendo altri candidati con qualcosa di congruente con il pesarese;stiamo attenti ,come ti ho gia' ricordato ,a parlare addirittura di "lingue pesaresi" e ad affidarsi a concetti lingusitici in ambito prettamente dialettale,attendo quindi queste "somiglianze" portate ad evidenza dall'insigne studioso di cui mi parli

  • Il pesarese non ha niente di congruente con qualsiasi altro dialetto italiano. Non ha niente dell'Anconetano e del marchigiano (famo accusci vs. fet acsè) non ha niente dell'Umbro, dell'Abruzzese, del Toscano o del Veneto. Le similitudini lessicali sono tantissime, tralasciando il banale "amarcord". Il pesarese ha poche contaminazioni meridionali marchigiane tipo "gin/gim" che viene da "jimme" (jamme, jam..)

  • La questione delle parole troncate e finenti in consonante e' vera ma e' troppo poco: basta pensare ad ebraico ed arabo,entrambi parlano a "consonanti"ma sono lingue diverse,scusa l'esempio estremo ma tanto per far capire che la truculenta capacita' risolvente di questa storia delle consonanti e parole tronche e' solo apparente...

    Incuriosito ho guardato un po' in rete ed ho trovato in merito alla questione quello che temevo: un gran bel colpo di spugna dei cosiddetti esperti

  • E mi spiego: le loro definizioni,le loro esplicazioni si giovano di frasi non stringenti cioe' interpretabili molto ampiamente,ognun con la sua teoria,da quella che vede il pesarese come in odore di parentela con le lingue romanze del nord(ma te pensa) a quella che vede le marche divise in tre fasce dialettali diverse,tutti pero' ho visto che ammettonola non somiglianza del pesarese con "quersto e quello"

  • L'impressione che si ricava e' che non si abbia nessuna certezza in merito,almeno dal punto di vista "ufficiale";le parole simili ci sono ma sono quelle simili anche ad altri dialetti,parole simili patrimonio solo del romagnolo quanto del pesarese credo di contino sulle dita di due mani,imputabili alla vicinanza geografica ed alla presenza dei castelli Malatesta nelle Marche con tutto il loro stuolo di soldati,burocrati e mercanti che con il loro parlare contaminavano il territorio

  • In definitiva credo che l'ascolto del dialetto pesarese e del dialetto romagnolo,in attesa che gli esperti si mettano d'accordo,sia la migliore cosa da fare per cercare di dirimere la cosa

    ed ognun decida per se';personalmente credo che il loro dialetto sia il risultato di una propensione plurisecolare ad una sorta di "isolamento morale"(il non luogo di cui hai parlato)che abbia ormai cancellato qualsiasi radice originaria con qualche altroarcaico  filone dialettale del centro-italia

  • Le poche parole in comune con il romagnolo sono da considerarsi solo un fenomeno fisiologico di osmosi per la vicinanza dei due territori;perdona l'impeto romagnolo ma non posso non notare come del sanguigno sacro furore

    celtico che ancora permea la nostra terra non vi sia traccia nel pesarese come che del "pallido e pernicioso grimaldellare" di quest'ultimo non vi sia traccia fra noi,eh

    e quando c'e' vo' ce vo'(romanesco)...

    ;))

  • Mi spiega questo cosa del sacro furore celtico? C'entra qualcosa con il fatto che ho sempre provato una forte attrazzione per la cultura celtica, per il galles, per le loro leggende in una maniera veramente strana? Lo pensavo proprio l'altro giorno guardando un film dal titolo Half Light, ambientato proprio in quei territori.

  • E' evidentemente una esagerazione a fini goliardici di qualcosa di storicamente vero,molti di noi hanno sangue celtico,non da farne moitivo di fanatismo eugenetico ma e' la verita',se intedi(ma che mi stai a da' del lei aho ') chiarimenti sul significato liturgico e spirituale del "sacro furore" ti devo dire che e' argomento religioso,impossibile da sviscerare su pagine virtuali

  • Il mi spiega invece che "spieghi" non so come è saltato fuori. Lapsus, anche perché non è una cosa che farei :)

  • Riguardo all'isolamento e al non luogo, voglio parlarti di un'altra cosa che ho notato solo a Pesaro. Noi di Faenza siano in collegamento con tutta la regione: andiamo a Cervia, Cesena, Forlì, bazzichiamo a Bologna. Quelli di Pescara vanno all'Aquila, Teramo, Ascoli. Quelli di Cuneo vanno a Torino, Asti, Alba. Il proprio mondo è vasto e non comprende solo un luogo. Quelli di Pesaro invece sono intrappolati nella loro città, non hanno scambi culturali con altre città limitrofe.

  • Il termine intrappolati e' un po' eccessivo ma quello che riporti in fondo e' vero,forse amano,come tutti gli uomini, le loro abitudini le loro piccolezze,ci sono attaccati visceralmente e tutto lascia supporre che siano stati cosi' anche tatnto tempo fa';vedi che tu stesso porti acqua alla mia teoria del dialetto pesarese come distaccata evoluzione da altro antico dialetto centro italia per motivi di isolamento(non mercantile e persino culturale) sociale,morale

  • per quale motivo però se tutti amano le loro abitudini e ristrettezze, tutti i paesi e cittadine italiane che ho vissuto vivono la loro "area di influenza" come molto più larga della loro città, viaggiando quotidianamente tra città limitrofe e conoscendo persone in un area di molti chilometri? Il pesarese è una distaccata evoluzione ma non di un dialetto centrale, perché non avevano rapporti con il centro italia e linguisticamente il pesarese non ha nulla di centrale.

  • Aspetta non esagerare,chiusi e stanziali si ma non proprio murati vivi,ad esempio il semplice fatto di esser stati esattori della chiesa li portava certamente ad aver contatti anche con terre molto lontane dalla loro;i castelli dei Malatesta nelle marche avranno avuto pure degli uomini al loro interno che parlavano diversamente dai pesaresi,tutte queste cose si registrano,si spandono e vengono assimilate e rimaneggiate,io sinceramente non ci vedo nulla di strano

  • @Ramarromaramaldo ho accompagnato mio cugino all'open-day del liceo artistico di Urbino. Abbiamo parenti vicino a SanMarino e se la scuola gli piace potrebbe trasferirsi dagli zii. Ora, sono stati tutti gentilissimi con noi, per niente lagnosi, i professori erano pieno di entusiasmo, la scuola molto bella MA anche in questo caso non è sparita quell'inquietudine che tutta la provincia di Pesaro mi procura. Una sensazione di gravosità, di pesantessa, di isolamento...
  • @yngUncagedBird di una vita devota al sacrificio e mai alla gioia. Il professore ci parlava di come sia importante l'impegno, di quanto è dura la vita, di come lui fosse un'artigiano passato all'insegnamento per passione, e io avvertivo solo pesantezza nelle sue parole, piuttosto che la leggerezza che avverto in quello di mio zio, romagnolo, che comunque ha fatto lavori umili e vissuto di stenti tutta la vita...
  • @yngUncagedBird ci hanno fatto vedere i lavori degli studenti o i progetti artistici della scuola e tutti emanavano un'aria di "intellettualismo esistenziale pessimista" mancando di leggerezza, di humor, di spensieratezza. Quando ci ha mostrato i laboratori spiegando che ci sono tre rientri alla settimana, ho immaginato gli studenti come alienati in una sorta di collegio inglese, più manovali che studenti. Tutti gentili... ma mi è rimasto l'amaro in bocca e non so perchè
  • @yngUncagedBird

    Tu parli di "intellettualismo

    esistenziale pessimista" ,io trovo piu' convenienti come parole "asciutta posatezza retorica",ma ognuno sceglie le parole come meglio crede...

  • @Ramarromaramaldo le animazioni create dagli alunni del liceo d'urbino m'hanno ricordato la sequenza animata di The Wall. Io amo i Pink Floyd ma quella scena è una delle più deprimenti, pessimiste e fredde mai viste. Mi rendo conto che è un solo una questione di prospettiva: le cose non sono, ma appaiono. Ci sono culture dove la morte è vissuta con allegria e ironia. Ci sono cartoni che parlano di problemi seri ma scherzandoci, che forse aiuta a trovar soluzioni meglio che il pessimismo
  • @Ramarromaramaldo se immagino la strada desolata su cui sorge il liceo di urbino e qualsiasi via di faenza o cesena, mi sembra di vedere due mondi agli apposti, che immagineresti si trovino a migliaia di chilometri di distanza in continenti diversi. Eppure non solo sono vicini ma oggettivamente uguali, la vita è la stessa ovunque, la realtà biologica umana è la medesima. La differenza è che in una il bicchiere è visto mezzo pieno e nell'altra è visto mezzo vuoto. E tutto cambia
  • @Ramarromaramaldo a tal proposito mi vengono in mente gli studi sugli abitanti centenari di Okinawa. Hanno dimostrato che alimentazione sana a parte quello che li tiene in salute e in vita per tanto tempo è la capacità (malgrado le avversità e i problemi) di prendere la vita "con filosofia", di dare valore all'amicizia, di cenare in allegria, di considerare sacro il tempo libero, di festeggiare per ogni ricorrenza sorseggiando sake mentre si guardano spettacoli musicali e di danza
  • Stavo pensando un po' a tutti i nostri messaggi ed ai vari punti toccati dal nostro discorso e questo tuo parlare di oggettivita' della realta' umana,di studi e di lavori artistici freddi lo trovo squisitamente in "congruente contrasto" con le irrazionali impressioni emotive che hai descritto di avere provato dalle loro parti e che anch'io conosco bene,noto questo perche' credo che le reazioni di qualcuno che da "fuori" entri nel loro mondo siano notevoli

  • Notevoli nel senso che in fondo qualcosa di non facilmente esplicabile sui due piedi

    colpisca molti nel fare il loro incontro,questo essere "shoccati provoca un'investigazione per capire il perche' del loro "non luogo"

  • @Ramarromaramaldo perfettamente d'accordo con te su tutto. Io è fin da quando avevo 4 anni che ho una mente investigativa, che voglio capire quello che osservo. E capire la provincia di Pesaro è diventata quasi un'ossessione perché è una realtà così isolata e diversa che ti sembra di essere entrato in un portale per un'altra dimensione, non sembra né di essere in Italia, né di essere vicino alla romagna, nè di essere sull'adriatico e vicino agli appennini... un universo parallelo
  • @Ramarromaramaldo e quello che dici sulla standardizzazione è qualcosa che ho sempre pensato. A Pesaro sia che hai a che fare con qualche bullo di quartiere, con un edicolante in piazza o con uno snob intellettuale del conservatorio, e per quanto i loro toni, argomenti, atteggiamenti siano diversi... rimane stabile quella sensazione di quasi non-umanità, nel senso di parlare con l'incarnazione di stereotipi, pieni di noia, insofferenza, pessimismo, smania di stabilità ibernante
  • "senso di parlare con

    l'incarnazione di stereotipi...smania di

    stabilità ibernante"

    Riquoto queste tue espressioni che trovo molto stringenti e pertinenti e che dimostrano come tu abbia capito a livello inconscio molto piu' di quello che credevi,secondo me avevi solo bisogno di razionalizzare un po' il tutto discutendone un po'...

  • Intendiamoci: in tutti i gruppi umani esiste lo stronzetto che vuole papparsi facile il prossimo,quello che invece "colpisce alla bocca dello stomaco" e' l'innaturale standardizzazione del loro comportamento finalizzato al conseguimento di bassi fini e questo lo si avverte tanto che ci si relazioni con personaggi"intellettuali e freddi" che con volgari bricconcelli"concepiti di sabato sera dopo una sbornia"

  • @Ramarromaramaldo però su una cosa ho avuto una sensazione diversa dalla tua. Piuttosto che sembrarmi persone che cercano di conseguire qualcosa, mi sono sembrate persone che non hanno niente da conseguire, che non hanno scopi, che non sanno di vivere in un certo senso. Per me vivere è riempire la mia esistenza di significati, di esperienze, di scoperte. Per loro vivere è respirare. Non sanno godersi il presente, ma non sanno nemmeno immagire un futuro diverso dalla sola sopravvivenza
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  • Questa propensione di intenti cosi' costituzionale anche fra soggetti apparentementi molto diversi nell'osservatore fa' scattare(e' sempre e soltanto la mia personale opinione)un autentico campanello d'allarme:acthung c'e' qualcosa che non va',solo che questo qualcosa e' sottile,spesso molto ben mascherato...

    In sintesi gli e' rimasta la fame che non possono piu' "sfogare" come prima quando erano esattori e questa propensione atavica non li molla un attimo e li rode da dentro cronicamente

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  • Per concludere la mia disgressione con una nota quasi superstiziosa credo che loro debbano in qualche maniera scontare qualche sorta di colpa collettiva e non potendosi fare nulla per farli cambiare in meglio molto meglio sia lasciarli a loro stessi...

  • @Ramarromaramaldo

    ciao, volevo farti sapere come ha definito mia zia i pesaresi dove io ho usato la parola "pessimismo esistenziale" e tu "posatezza retorica", mia zia invece ha usato il termine "costituzionale mancanza di entusiasmo". Cosa ti sembra? A me sembra che abbia c'entrato il punto. Infatti io provo un'estraneità e un senso di disagio con i pesaresi anche quando cercando di essere buoni, anche quando sono generosi. Ed è proprio questa mancanza di entusiasmo la causa

  • @yngUncagedBird Be' credo che ognuno "formuli una sua formula" a seconda della sua sensibilita' e soggettivita',quello che conta credo sia che tutti,o quasi tutti,oggettivamente alla loro presenza "sentano"...

  • @yngUncagedBird La verita' e' che quando una propensione ,un modo di relazionarsi e' cosi' radicato e ,mi ripeto,standardizzato in un gruppo umano e' qualcosa che non puo' non provocare una suggestione molto forte e latente nell'animo,ci si chiede il perche' di un tale innaturale stato di cose,ci si sente come arischio a non capire il perche',quasi come se fossimo scalzi su un filo di rasoio ...

  • @yngUncagedBird Comprendo il tuo "bisogno di capire scientificamente" ma ti avverto: con il pensiero politicamente corretto e semplicemente razionale non farai molta strada nell'approffondire la loro natura ,tant'e' vero che ho parlato di "maschera ,retorica,dialettica pseudo-woodstock,capacita di far finire gli altri nei guai al posto loro etc."

  • @Ramarromaramaldo Di" chiacchera" ne hanno da vendere a bizzeffe,bada bene non argomenti trattati intelligentemente e con reale partecipazione e passione,ma tonnellate di luoghi comuni,di pose sociali,di stereotipi vecchio stile;tutta roba "aggratisse" che non costa nulla,la trai dall'aiuola stradale mache ti crea subito "quel certo tono",quel"pulpito pseudoculturale" da cui poi poter tentare "abbordaggi nelle teste altrui"...

  • @yngUncagedBird Intediamoci,io non parlo solo per osservazione distaccata del "fenomeno",ma anche per esperienza direttissima dato che per anni io ho addirittura chiamato amico alcuni di loro salvo poi svegliarmi di soprassalto da "un episodio di Dylan Dog"...

    Credimi l'amicizia in loro e' un bluff,un passpartout per cuccarsi un cucco;da un cucco si estrae quello che piu' ti piace: tributo psichico,soldi(sono stato pure derubato )

  • @yngUncagedBird Se ce l'hai ti si insidia la ragazza sfruttando il fatto che siete conoscenti(perche' altrimenti la ragazza abbordata nella vasche per i viali li prenderebbe a colpi di tacco nella faccia,affamati volgari e banali come sono),se hanno delle grane e cercano man forte non spiegandoti i rischi/cosa c'e' in ballo ti vengono a chiedere di accompagnarli in un certo posto,non ho preso una coltellata per un soffio

  • @yngUncagedBird E gli esempi potrebbero continuare nei piu' ampi e spregevoli ambiti ,te li ho citati per farti tenere sempre presente che forse in fondo,il bisogno di capirli e' il bisogno di difendersi dalla loro temibile valenza sulla realta' del vivere,la valenza di una meschina meccanica insettoide che se non si conosce,non se ne ha coscienza puo' far finire molto male...

  • @yngUncagedBird Non ha caso da ragazze che li avevano mandati a fanculo dopo un abbordaggio li ho sentiti essere definiti "angoscianti",tipico di chi cova la brama di suzzarsi il prossimo con tutte le sue sostanze,per poi cosi' soddisfatto e pasciuto imbozzolarsi come una spora nella "stabilita' ibernante" di cui anche tu hai parlato;prendere dagli altri con metodi a basso costo,il loro "slogan"...

  • @Ramarromaramaldo Ahhhhhh!!!

    Ho scritto non *H*a caso !!!

    Ahhhhhhhhhh lapsus di digitazione !!!

  • @yngUncagedBird Voglio concludere la disgressione che hai provocato con le nuove tue che la vita e' dinamismo,scambio ed equilibrio,anche nei momenti di calma ed apparente statismo,questa e' una caratteristica di tutti i viventi;quando un gruppo si isola dagli altri,si ferma e si conferma nei suoi difetti fino a renderli caratteristiche peculiari e distintive,

  • @yngUncagedBird Quando si abitua tanto a prendere dagli altri (con la riscossione delle tasse,vedi passati scambi)da non essere piu' in grado di generare da se' il "fermento della vita laboriosa" che ogni altra citta' e piazza ha poi e' inevitabile finire in una condizione di involuzione e regressione,si stagna,manca il cibo e dove va,cosa fa' lo scarafaggetto a cui manca la pappa,la vita?

    Va' a suzzarla agli altri...

  • @yngUncagedBird Io mi sono dato questa spiegazione a cui ,di tanto in tanto,per puro divertimento associo come sfondo una serie di idee "dylandoghiane"...

    Hi ! hi ! hi !

    ;))

  • @Ramarromaramaldo

    volevo anche dirti, c'è il modo di continuare la nostra conversazione e farne di altre altrove, magari sul tuo canale o via email o creare un forum tutto nostro per parlare di Pesaro. Hai risvegliato in me il bisogno di "capire scientificamente" la peculiarità di quei posti (dovendo comunque bazzicarci perché ci vivono i miei parenti stretti) e sorpatutto di discuterne con un romagnolo come me...

  • @yngUncagedBird Mi viene da sorridere al tuo post perche' anch'io ho pensato molto alla nostra conversazione e credo che sia stato bene scrivere queste cose,un po' come mettere un "vaccino" on-line(questa e' cattiva)perchiunque ne abbisognasse;sicuramente chi nonha esperienza di pesaro e dintorni e ci dovesse leggere penserebbe a noi come a due fissati

  • @yngUncagedBird Be' credo che il nocciolo di quello che c'era da dire sia stato esplicitato abbastanza bene;parlare con te mi ha fatto piacere ed un tempo scrivevo molto su usenet ed in vari forum di cultura e religione ed esoterismo,ora per intima decisione non scrivo piu',ma se trovi un posto in cui ogni tanto fai una capatina potrei bazzicarci di tanto in tanto,ciauz

  • @Ramarromaramaldo

    grazie per gli ultimi pensieri, li sto salvando e conservando in un "dossier" su pesaro. Tra l'altro ho letto tanti di quei DylanDog che non ti dico e sono appassionato di esoterismo, cultura e lingue (e musica, la mia sfortuna è stato il conservatorio a pesaro) Magari possiamo scambiarci l'email così ci teniamo in contatto. Potremmo anche parlare anche delle tue parti, perché devi sapere che noi dell'entroterra romagnolo abbiamo un po di "pregiudizi" (ignoranza) su rimini

  • @yngUncagedBird Prova a mandarmi la tua mayl tramite la posta di youtube,io non sono pratico di questa piattaforma;per quanto riguarda la riviera sono io il primo a dire che e' spesso rozza,volgare e parecchio gnùrant,ma meglio ,molto meglio la genuina e spontanea ignoranza che e' come grasso su un vestito bianco che l'avere un pugnale nella schiena made in "pzariz"...

    :))

  • @yngUncagedBird

    Ho passato anni da quelle parti e comprendo benissimo "quella sensazione" ...

  • Faccio fatica però a credere che tutte le similitudine che ti ho fatto vedere più sopra (anche se pochi esempi) e la loro differenza totale dal marchigiano, possano considerarsi comuni ad altri dialetti. A me sembravano proprio unicamente romagnole. Penso che Shurr sappia la risposta perché lui ha passato tutta la sua vita a studiare il romagnolo (pureno lui) però io non saprei dove trovare il suo libro per capire cos'ha da dire al riguardo. Mi rimarrà la curiosità a vita.

  • Le similitudini che mi hai fatto notare sono piu' apparenti che altro e derivano dallo scrivere battute dialettali che sono invece da tempi remoti suono vivo,vedi l'umilissima critica che ho devoluto alle tue notazioni

  • p.s. arabo e d ebraico sono entrambe semite badaben,anche se utilizzanti segni grafici diversi

  • Cosa intendi per un colpo di spugna?

  • Intendo la "fuffa"

  • Deve essere romagnola anche l'antipatia verso gli esperti. Io non li sopporto, non sopporto il tentativo di rendere oggettivo ciò che non è lo è mettendosi in una posizione di conflitti di interessi, guardando agli uomini e alle loro cose come "soggetti esterni" quando loro stessi sono uomini. Infatti da romagnolo la cosa che mi spaventa di più dell'idea di avere una laura e un lavoro è trovarmi in posizione "autoritaria" nei confronti delle altre persone.

  • Lo studio delle origini delle parole e le loro radici/somiglianze linguistiche fanno di noi un popolo parlante una lingua che potrebbe provenire persino dall'india(lingue Indo europee) e percio' e' qualcosa che puo' portare assai lontano e quando una cosa va' troppo lontano finisce per essere cosi' aleatoria da non dire piu' nulla,questo per quanto riguarda somiglianze /concomitanze di parole che se non sonno dirimenti nemmeno fra lingue diverse figuriamoci a livello di dialetti

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  • Il ritmo dialettale è gia diverso da Premilcuore a Brisighella quindi non vedo come differenze anche sostanziali impediscano ad una parlata di rientrare in un certo dialetto. La maggior parte delle parole che si usano a Faenza sono completamente diverse dalle parole che si usano a Ravenna. L'accento romagnolo delle zone di Morciano, Saludecio, Riccione e la stessa Cattolica già si avvicina molto di più alla cantilena e ritmo pesarese, suggerendo la mancanza di un vero confine netto

  • Ok,io dicevo che somiglianze(scarse) non bastano a fare dei dialetti stretti parenti tu ora dici che differenze non impediscono di ritenere parenti certi dialetti ergo somiglianze di termini(assai scarse ti ripeto ed imputabili solo a fattori di stretta vicinanza geografica) non sono dirimenti;lo e' invece il suono,l'accento,il ritmo,il tono

    Il pesarese sta' al romagnolo come il portoghese potrebbe stare al francese,inoppugnabilmente lingue latine

    ma due mondi diversi

  • Aggiungo che poi tutto questo menarsela con gli esperti e presunti fattori di riferimento linguistico col dialetto centrano poco dato che il dialetto ,traslando un paragone dall'arte della pittura, e' uno stile naif sul quale c'e' poco da tentare di ancorare i rigidi e complessi schemi della prospettiva pittorica rinascimentale(lingua ortodossa)

  • SE sei davvero romagnolo come hai fatto a non accorgertene?

    Sei forse una quinta colonna,un infiltrato marchigiano sul Sacro Suolo Romagnolo?

    Parla pusillanime difensore deimarchigiani !!!

  • Accorgermi di cosa?

  • La differenza più sostanziale secondo me tra il dialetto e l'accento di Rimini, Forlì e Ravenna e quello di Pesaro è che il romagnolo è più morbido, delicato, mi ricorda qualcosa di tondo e amichevole. Il dialetto e l'accento di Pesaro sono duri, ruvidi, rozzi, mi ricordano qualcosa di spigoloso. Quando mi chiedono se ho mai incontrato qualche ragazza pesarese che mi piacesse, rispondo di no, perché le pesaresi le trovo rozze, volgari, sboccate...anche nei modi, per nulla femminili.

  • Definire il romagnolo morbido e delicato lo trovo un po' ardito,convengo pienamente invece sul tondo e abbastanza sull'amichevole,anzi piu' che amichevole userei "confidenziale"

    Il dialetto pesarese non e' duro,la loro mente non e' dura nel senso comune del termine e nemmeno rozzi(come romagnoli e' meglio non affrontare troppo

    spavaldamente questo aspetto) ;il loro "slang" e' un cantilenare cacofonico-lagnoso esprimente i tratti che tu stesso evidenziavi parlando del negoziante

  • Tu di dove sei? Nella mia zona (Brisighella, Castrocaro, Dovadola) l'accento è molto morbido, quasi birignao, quasi "femminile" anche parlato dai maschi. Molto simile al bolognese. Molto diverso dall'accento di quel comico là, Cevoli, che è invece trovo molto più duro e quasi impesarisito con quelle S aspre. Comunque è vero che è confidenziale e anche schietto, cioè è una parlata di chi riesce ad aprirsi facilmente ed essere onesto, senza peli sulla lingua ma non offensivo.

  • Krimini

    Sui due piedi mi era sembrata strana questa storia della femminilita'-bolognese del parlato,ma in effetti nella parlata bolognese,nel suo ritmo sopratutto,c'e' una sorta di placida e compiaciuta opulenza ,opulenza non sfrontata e non dettata tanto dall'aver chissa' quali ricchezze,opulenza da "soddisfazione del vivere emiliano" parafrasando una mia antica conoscenza

    Questa sorta di discreta femminilita' la sento specie uscire nelladescrizione delle cose e degli eventi cioe' narrazione

  • I miei parenti dei pesaresi dicono che "hanno ancora la terra sotto le unghie", come dire che sono dei contadinotti rozzi. Eppure anche dalle mie parti ci sono tantissimi contadini, anzi, molte più fattorie che non a Pesaro. Eppure la rozzaggine e ignoranza della cultura contadina della provincia di Pesaro (anche nel rapporto con la natura, con gli animali econ il lavoro) non l'ho trovato nella cultura contadina romagnola che ha invece una sua grazia, una sua eleganza e un suo intelletto

  • Per quanto riguarda la terra sotto le unghie sono sempre gli "altri" ad avercela;la romagna,prima ancora dei tempi del passator cortese e' sempre stata una terra prettamente contadina,sanguigna e un tantino rissosa(sangue druido convogliato nel tempo ai moti carbonari) quindi sulla "grazia e sull'eleganza" ci starei un pochino attento;i pesaresi sono il contrario ,sono stantii,stagnanti,anche se quando hanno messo in pratica le loro ambizioni

  • allora diventano estremante crudeli:cose del tipo aver finalmente acquistato un ristorante ed avere dipendenti,avermesso le mani su qualcosa di valore,ottenuto un incarico di prestigio etc. ecco che allora sembrano volersi vendicare di tanta "stagnazione" sul prossimo :io non ho mai sentito urlare con tanta nera foga da rais ai dipendenti(in piu' di un'occasione) come a pesaro;tutti tendono a diventare autoritari con il conseguimento di un maggior potere ma in loro c'e' voglia di

    di gogna

  • In generale non ho mai sentito urlare tanto qualcuno come i pesaresi. Non ho mai assistito a tante scenate isteriche e litigi come a Pesaro. Per il resto tutte le persone che conosco a Pesaro si lamentano di come sono trattate sul lavoro, non hanno vere amicizie con i colleghi e vivono male l'ambiente lavorativo. Una volta ero a Pesaro per una visita e appena il medico se ne va sento le infermiere con tono da racchie offenderla e criticarla pesantemente alle sue spalle. Scena orrenda

  • Ma infatti la romagna è molto più contadina, nella mia zona ci sono più fattorie che case e frutteti a dismisura. Però è un modo diverso di vivere la campagna. C'è più amore per la natura, più piacere per la vita campagnola, meno concezione che se vivi in campagna devi essere ignorante. Un esempio è il fatto che nelle mie zone c'è molta "cultura alternativa" in campagna: dal biologico, all'agriturismo ecosostenibile, ai percorsi natura, ai corsi di botanica, al macrobiotico.