@barbapippo hai ragione peró questa poesia letta così aiuta l'immaginazione e avvicina l'ascoltatore alla poesia... la rende viva! Una lettura del genere non funziona con tutte le poesia, ma con questa trasmette una serie di emozioni che una lettura normale non darebbe. Ovviamente letta da Leopardi sarebbe tutta un'altra cosa, ma noi non possiamo avere questo privilegio! ;)
I versi più prorompenti che io abbia mai letto, tanto travolgenti e incalzanti che ogni volta mi sento così immortale da farmi venire le lacrime: "Corre via, corre, anela, Varca torrenti e stagni, Cade, risorge, e più e più s'affretta, Senza posa o ristoro, Lacero, sanguinoso; infin ch'arriva Colà dove la via E dove il tanto affaticar fu volto: Abisso orrido, immenso, OV'EI PRECIPITANDO, IL TUTTO OBBLIA". Sono lieto di essere un marchigiano che vive tra il mare e la montagna.
@Anduril017 non mi riferivo a questa poesia in particolare. la mia prof. lo diceva parlando dei vari tipi di pessimismo leopardiano, ma non ricordo più molto delle sue lezioni.
@therealsickguy diamine questo parla pure di leopardi!lupo travestito da agnello ke incita al razzismo e nel contempo si diletta a dissertare di poesia...ma vai a fare in culo va!
@kajopetto, la mamma non ti ha insegnato la buona educazione? Non ti ha detto che insultare gratuitamente il prossimo coperti dall'anonimato è da vigliacchi? Vabbè, ho perso già abbastanza tempo con te, tieniti il tuo Foà e levati dai piedi...
Magari questa lettura non sarà proprio uno schifo, ma è irritante, come quasi sempre capita quando le poesie le leggono i "grandi attori", così enfatici e tendenti a "recitare" i versi, invece di "leggerli" con la semplicità e la sapienza musicale dei poeti.
lacrime oggi, quando il nostro prof-attore, al 45esimo ed ultimo anno di insegnamento, in lacrime l'ha declamata magistralmente..e un grande applauso..grazie infinte Franco...! e naturalmente grazie infinite a Lei, signor Leopardi..ovunque Lei sia..
Vi giuro, signori, che aver coscienza di troppe cose è una malattia, una vera e propria malattia..Infatti il diretto, legittimo, immediato frutto della coscienza è l'inerzia cioè il cosciente starsene a mani conserte.
Un dio crudele aggiunse, per l'uomo, all'istinto acritico degli animali, la ragione
Da allora l'uomo si macera con le eterne domande. Solo chi è simile agli animali può vivere, in sintonia con la sua superficialità, del tutto beatamente, confermando il detto che non c'è nessuno più profondo del superficiale.
@musicofilonapoletano, non conosco questo detto...è per caso una traduzione? forse "profondo" sta per "buio"? Infatti la superficie brilla quanto piu profondità c'è...nel legno, nel mare, in tutto...Che poi la superficialità sia una fortuna è fuori discussione...la vita è senz' altro più leggera!Ma forse "in qual forma, in qual stato che sia, dentro covile o cuna, è funesto a chi nasce il dì natale"...
@rbpenelope2008 Il vigore di uno spirito si misura da quanta verità sia ancora riuscito a sopportare , o, più chiaramente, dal grado fino al quale abbia avuto bisogno di assottigliarla, dissimularla, zuccherarla, smussarla, falsificarla. Un grande filosofo, cui credo si riferisca anche musicofilo napoletano, ha scritto queste parole.
un poeta assoluto, un genio inarrivabile. e noi giovani esordienti non siamo altro che polvere di fronte a un maestro simile. complimenti alla voce di Foà.
Leopardi è un poeta che sconvolge, fino a quando non lo capisci, e poi ti abbandona nella sua mesta ironia. La lettura di Foà è fenomenale, non si perde su alcuna parola e restituisce un'interpretazione commovente.
Capito. Quanto alla Callas dissento totalmente: se bastasse la passione a fare il Grande Artista, tutti i passionali sarebbero grandi artisti. "L'artista vive in questo mondo ma non è di questo mondo" (Bibbia): l'Artista è tale prorpio perché non è "umano", è, come dicevano gli Ermetisti che certo ci capivano, l'Uomo Ermetico per antonomasia.
pe rconcludere, paragonare Foà alla Callas è un marchiano errore: Foà, ottimo
"lettore", facendo un paragone lirico, lo si può appaiare a un Del Monaco, fenomenale si, ma sempre umano, la Callas apparteneva alla dimensione divina, altro pianeta!
Alleviso, dicevo "Magnifica invocazione di Foà,al pari di Callas-Norma in Casta Diva" che non vuol essere un paragone, ma un'associazione tematica: entrambi non contemplano la Luna come un Ciaula o un primitivo, ma esprimono insieme all'estasi, la vana illusione di trovare un varco sul mistero insondato dell'esistenza. Inoltre,scusa la precisazione,ma la Callas è solo x metà divina, l'altra metà è tutta umana, perchè sono le sue passioni a rendere magnifica la sua straordinaria voce.
Quanto ai "compiacimenti" , questi sono condannabili solo se provengono da attori mediocri, al grande attore è concesso tutto (e Carmelo Bene hai voglia se si compiaceva!!), quanto al "cantare" infine, ogni grande attore "canta" (e qui il Bene era carentissimo: non avendo capacità di articolare alcuna "dinamica" , ossia essendo incapace di variare note, tempi, volumi, quando ci provava era più stonato di un coro di campane).
essendo però, sul piano interpretativo, alquanto carente per palese "lamentosità" monotona e "bizzarria" del tutto priva di senso (e qui dò piena ragione a Giadabri1, e fa piacere verificare che l'élite dei veri competenti ancora esiste e non è stata affossata dalla devastazione provocata dai falsi attori oggi imperanti, detestati anche da Bene che i suoi adepti equivocano credendo che si scagliasse anche contro i Grandi, cosa che , da artista intelligente qual era non ha mai fatto).
Tanto per fare un pò di storia: immensi "lettori" di versi sono stati Carlo d'Angelo e Antonio Crast, punto di riferimento della "interpretazione" resta Vittorio Gassman, ed è lui che giganteggia su tutti, non certo Carmelo Bene che, pur conoscendo e rispettando tutte le regole della "dizione poetica" (dunque essendo, a dispetto di quanto possono pensare i suoi "adoratori", assolutamente CONVENZIONALE perché rispettoso della convenzione)
si può interpretare, ovvero ri-creare sulla base della propria sensibilità artistica e genialità (vedi il Gassman). Il tutto (e qui sta il difficile) deve comunque avvenire all'interno del rispetto di precise regole relative al rispetto della versificazione, delle accentazioni ritmiche, ecc. che non possono essere trascurate. Questi sono i "livelli" qualitativi, ciascuno dei quali ha, al suo interno, gerarchia precisa.
La "lettura" della poesia è il cimento più difficile per un attore: la poesia si può "leggere" distaccatamente (come fa Albertazzi), si può "leggere" partecipativamente (come fa Foà) e fin qui siamo nella lettura "canonica" (errato è usare il termine "convenzionale": ogni arte vive di una convenzione che non si può eludere, se mai si usi il termine "banale")
ogni grande artista (in qualunque arte) basa la propria creazione sui significanti, e non v'era certo bisogno (almeno per chi sa) di C.B. pervenire a conoscenza di ciò. Infine: non c'è un solo modo di evidenziare i significanti, giacché la modalità dipende dal tipo di estetica che connota l'artista. Ed è ancora da limitati pensare che l'estetica preferita sul piano personale sia l'unica valida. E la lezione è finita.
l'artista crea sui significati senza dimenticare però comletamente i significati da tenere in secondo piano. Bene commetteva un grave errore: dimenticava completamente i significati scadendo così in una incomprensibilità che solo chi ha una voluttà di non capire può ritenere "chiara".
Dimenticavo: quanto ai significanti e ai significati C.B. aveva perfettamente ragione a dare prelazione ai primi; evidenziare solo i significati è tipico del non-artista
ma anche di attori che, pur non essendo ecelsi, certamente "cani" non erano (salvo il caso di Albertazzi, ma tra i due vi era un "gioco" che non tutti sanno). Chiamare "trombone" Gassman denuncia l'incapacità di guardare oltre il proprio limitao gusto personale, senza contare che ci si espone alla critica, e questa molto più incontestabile, di sentire definire C.B. "trombetta". Rispettiamo le gerarchie!!!
Per concludere: i "patiti" di Carmelo Bene dovrebbero recuperare un pò di capacità critiche e ripristinare le scale-valori al di là del personale gusto, ché altrimenti fanno danno proprio a C.B. che si è giustamente scagliato contro gli pseudo-attori oggi tanto esaltati dall'ignoranza collettiva, ma non si è mai permesso di parlare male non dico dei GRANDISSIMI (Gassman, Randone, e, prima di loro i Maestri - da cui anche lui attingeva - Ricci, Ruggeri, Benassi) ,
Tuttavia Carmelo Bene resta anche lui geniale, e sarebbe da stupidi non riconoscerlo, ma, come ho detto, quale "filosofo" del teatro; come attore la sua genialità è consistita soprattutto nel saper camuffare (attraverso "definizioni" bizzarre) le proprie naturali carenze di attore, al punto da ottenere consensi anche da parte di chi, non capendo nulla, resta solo ipnotizzato dalla sua stranezza.
e ancora: se c'è qualcuno che sapeva cantare in modo sublime questi era proprio Gassman (vera apoteosi di toni, ritmi, volumi, che oggi si posssono solo ritrovare in un altro immenso, Giovanni de Nava), Carmelo Bene sapeva soltanto lamentarsi (un solo ritmo sempre, un solo tono sempre, e per quanto riguarda i volumi...senza le protesi - i microfoni - ci sarebbe stato da ridere!) era di un uggia mortale.
Carmelo Bene svetta su tutti????? E come cosa? Forse come "macchina attorale" non certo come ATTORE! E sia chiaro: ATTORE maiuscolo, qualifica che riguarda ben pochi. Foà è un bravo attore, un "dicitore", Gassman era un geniale Creatore, Carmelo Bene è un geniale filosofo del teatro. Non confondiamo!
lettura convenzionale. però diciamolo: vista la deriva oscena del teatro dei servilli dei timi delle dante dei foschi e dei latella, ce ne fossero di foà, od anche tieri...
Io penso che sia intrisa di così tanti significati esistenziali, così filosoficamente complessi, così drammaticamente interrogativi, da farne una delle più belle poesie mai scritte. Chi li comprende, non può più fare a meno di lei.
io penso che sia in assoluto la più bella poesia mai scritta: è piena di filosofia, di figure retoriche e fa sì che il lettore possa sconfinare nell'immaginazione quando legge questi bellissimi versi, fa riflettere; è abbastaza lunga, ma nonostate ciò non annoia (anzi, è un piacere leggerla) ed i versi sono pure molto musicali (secondo me). Tutto questo in unico componimento: straordnario, solo la mente geniale di Leopardi poteva creare ciò!
Da nessuno! Foà non declama mai e non segue la metrica del poeta,ma imprime un ritmo tutto suo...Se può interessarti esiste un'antologia sonora,cd di letture di Leopardi da Albertazzi,Foà,Gassman,Lupo...da confrontare e assaporare!
non sono d'accordo: foà lascia scorrere la metrica fondendola con un quasi dialogare che imprime ai versi la loro naturale risonanza di significati e significanti. ma i versi, foà, li fa eccome, e nona modo suo. l'attore, quando è tale, non sottolinea la metrica, la fa volare. intendiamoci: è una lettura convenzionale, ma ce ne fossero oggi di attori preparati!
Mi hai male interpretato, rispondevo alla domanda che,a seguito di mio precedente commento, mi rivolgeva gioxyza : "da chi ha imparato Foà?".E rispondevo "da nessuno", poichè è UNICO e INIMITABILE.
ok scusa. però ribadisco: siamo nella lettura convenzionale, nella quale foà è bravissimo. e poi tu, nellarisposta in questione, scrivi che foà non segue la metrica dei poeti, ma ne segue una tutta sua. e ciò è errato. dunque al limite ti sei espressa male, ma non ti ho male interpretato. epoi gli unici ed inimitabili sono stati altri. lui si piazza bene tra i grandi comprimari del teatro del novecento. scusa però, non intendevo polemizzare. e grazie per la puntualizzazione.
Xchè scusarsi! Nn ho mai pensato che tu volessi polemizzare,siamo qui x capire,gustare e crescere.
Nn ho mai studiato recitaz, vado a intuito...perciò posso anch sbagliarmi, ma nn mi sembra 1 lettura convenzionale...prova a confrontar "A Silvia" da Gasmann e da Foà.
Per me è MERAVIGLIOSO, ascolta x es.quando su "vecchierel canuto e bianco" alza il volume gradualment e accelera,x poi placarsi su "abisso orrido immenso, ov'ei precipitando il tutto oblia..."
a me gassman piace solo al cinema. in teatro era trombone. sì, preferisco foà per la sua semplicità. dico che siamo nel convenzionale perché cmq ancora sento l'attore e poco il poeta, i suoi compiacimenti accademici, la sua brava dizione, l'incedere di un italiano che esiste soltanto nei manuali degli attori appunto, ma che nessuno parla. è ovvio che di fronte al diluvio attulae, foà sembra un ottimo riparo pure a me, che non amo gli "attori". (e poi il "Canto" è musica in sé, o no?)
Davvero...non ci avevo pensato: un canto!Per questo l' invocazione di Foà è magica...in lui non sento l'attore,ma l'uomo, non c'è alcun manierismo...solo estasi e dolore. Come Callas in "Casta Diva"...assaggia! Purtroppo oggi ci si esprime con smile o ricorrendo a volatili...e non è un progresso!! In Gassman sento invece l'attore, ma che attore! magnifica la sua lettura della Divina Commedia!
beh comprendo la tua passione per foà, ma temo che non ci siano paragoni. la lectura dantis di bene, o anche i canti di lepoardi, sono inarrivabili per innovazione e per adesione al progetto poetico degli autori.
L'angoscia di Leopardi è quella di tutta l'umanità quando,avvolta dalla Luna,si ritrova nella steppa celeste: un paesaggio estatico,grandioso,indeterminato,dove ognuno percepisce il suo tragico destino.
Magnifica invocazione di Foà,al pari di Callas-Norma in "Casta Diva"...
@barbapippo hai ragione peró questa poesia letta così aiuta l'immaginazione e avvicina l'ascoltatore alla poesia... la rende viva! Una lettura del genere non funziona con tutte le poesia, ma con questa trasmette una serie di emozioni che una lettura normale non darebbe. Ovviamente letta da Leopardi sarebbe tutta un'altra cosa, ma noi non possiamo avere questo privilegio! ;)
ramingafiendish 2 days ago
...ma tu mortal non sei, e forse del mio dir poco ti cale....brividi!
marlboro699 1 month ago
che dell'esser mio frale qualche bene o contento avrà fors'altri: a me la vita è male.
che parole...
Urasawa92 2 months ago
mi sono commosso non ho parole
alessandro10101000 6 months ago
I versi più prorompenti che io abbia mai letto, tanto travolgenti e incalzanti che ogni volta mi sento così immortale da farmi venire le lacrime: "Corre via, corre, anela, Varca torrenti e stagni, Cade, risorge, e più e più s'affretta, Senza posa o ristoro, Lacero, sanguinoso; infin ch'arriva Colà dove la via E dove il tanto affaticar fu volto: Abisso orrido, immenso, OV'EI PRECIPITANDO, IL TUTTO OBBLIA". Sono lieto di essere un marchigiano che vive tra il mare e la montagna.
gambinifra 10 months ago
"E' funesto a chi nasce il dì natale" purtroppo per noi rispecchia bene la realtà non solo ottocentesca ma anche contemporanea
MarcoApuleio 1 year ago
potere ascoltare, magari riscoprre,è stupendo.
Grazie
cvasoli 1 year ago
e come diceva la mia prof. di lettere sul pessimismo di leopardi " ricordate ragazzi che l'autore voleva dirci questo: per me la vita è male!"
therealsickguy 1 year ago
@therealsickguy Allora mi sa che non abbiamo letto lo stesso Leopardi...
Anduril017 1 year ago
@Anduril017 non mi riferivo a questa poesia in particolare. la mia prof. lo diceva parlando dei vari tipi di pessimismo leopardiano, ma non ricordo più molto delle sue lezioni.
therealsickguy 1 year ago
@therealsickguy concordo,anche la mia prof diceva(calandosi perfettamente nella parte) "a me la vita è male".lo recita a 5:39
dexbert88 1 year ago
Comment removed
89mikube 1 year ago
@therealsickguy diamine questo parla pure di leopardi!lupo travestito da agnello ke incita al razzismo e nel contempo si diletta a dissertare di poesia...ma vai a fare in culo va!
marapaky 1 year ago
@marapaky se ti riferisci ai commenti che avevo fatto tempo fa hai ragione, avevo esagerato ed, infatti, li ho quasi tutti rimossi.
therealsickguy 1 year ago
ho i brividi...io sono un esordiente poeta...e sento così mie queste parole...
boysoul1 1 year ago
Ma che schifo d'interpretazione.... dizione irreprensibile, ma che schifezza...
Barbapippo 1 year ago
@Barbapippo Ammazzati,invece di sparare cazzate del genere.Dizione?Non saprai nemmeno quello che significa....pessimo.
kajopo 1 year ago
@kajopetto, la mamma non ti ha insegnato la buona educazione? Non ti ha detto che insultare gratuitamente il prossimo coperti dall'anonimato è da vigliacchi? Vabbè, ho perso già abbastanza tempo con te, tieniti il tuo Foà e levati dai piedi...
Barbapippo 1 year ago
Magari questa lettura non sarà proprio uno schifo, ma è irritante, come quasi sempre capita quando le poesie le leggono i "grandi attori", così enfatici e tendenti a "recitare" i versi, invece di "leggerli" con la semplicità e la sapienza musicale dei poeti.
Barbapippo 1 year ago
lacrime oggi, quando il nostro prof-attore, al 45esimo ed ultimo anno di insegnamento, in lacrime l'ha declamata magistralmente..e un grande applauso..grazie infinte Franco...! e naturalmente grazie infinite a Lei, signor Leopardi..ovunque Lei sia..
CanguroLaborioso 1 year ago
quanta verità..
a0704187 1 year ago
potessero i prof. di italiano leggerla così a lezione, e non con voce atona!
tolkienina 1 year ago
Vi giuro, signori, che aver coscienza di troppe cose è una malattia, una vera e propria malattia..Infatti il diretto, legittimo, immediato frutto della coscienza è l'inerzia cioè il cosciente starsene a mani conserte.
F. Dostoevskij in " Memorie del sottosuolo"
musicofilonapoletano 1 year ago
a qual suo dolce amore rida la primavera..
cat11able 1 year ago
Grazie a musicofilonapoletano e a reconditearmonieper avermi illuminato. E' proprio vero!
rbpenelope2008 1 year ago
«Solo le persone superficiali non giudicano dalle apparenze.»
Oscar Wilde
per rbpenelope2008
musicofilonapoletano 1 year ago 2
Un dio crudele aggiunse, per l'uomo, all'istinto acritico degli animali, la ragione
Da allora l'uomo si macera con le eterne domande. Solo chi è simile agli animali può vivere, in sintonia con la sua superficialità, del tutto beatamente, confermando il detto che non c'è nessuno più profondo del superficiale.
musicofilonapoletano 1 year ago
@musicofilonapoletano, non conosco questo detto...è per caso una traduzione? forse "profondo" sta per "buio"? Infatti la superficie brilla quanto piu profondità c'è...nel legno, nel mare, in tutto...Che poi la superficialità sia una fortuna è fuori discussione...la vita è senz' altro più leggera!Ma forse "in qual forma, in qual stato che sia, dentro covile o cuna, è funesto a chi nasce il dì natale"...
rbpenelope2008 1 year ago
Comment removed
rbpenelope2008 1 year ago
@rbpenelope2008 Il vigore di uno spirito si misura da quanta verità sia ancora riuscito a sopportare , o, più chiaramente, dal grado fino al quale abbia avuto bisogno di assottigliarla, dissimularla, zuccherarla, smussarla, falsificarla. Un grande filosofo, cui credo si riferisca anche musicofilo napoletano, ha scritto queste parole.
reconditearmonie 1 year ago 5
Leopardi ha detto tutto. E Arnoldo Foà è un grande attore.
Helionstop 1 year ago
stupenda...
vikingification 1 year ago
Arnoldo Foà è un grande: non è facile rendere il nichilismo leopradiano e il nostro Arnoldo xe lo restitusce in tutta la sua profondità.
nikovolpe 1 year ago
A me, la vita è male.
Immenso.
PlutinusTube 2 years ago
@PlutinusTube già..
boysoul1 1 year ago
un poeta assoluto, un genio inarrivabile. e noi giovani esordienti non siamo altro che polvere di fronte a un maestro simile. complimenti alla voce di Foà.
paolotruck88 2 years ago
Leopardi è un poeta che sconvolge, fino a quando non lo capisci, e poi ti abbandona nella sua mesta ironia. La lettura di Foà è fenomenale, non si perde su alcuna parola e restituisce un'interpretazione commovente.
dok32 2 years ago 4
La composizione più bella mai scritta, strappalacrime
StarZiggy3 2 years ago
Proprio per queste ragioni se l'artista scende troppo nell'umano si può autodistruggere, esattamente come è accaduto alla divina Maria: cedendo alla
passione umana ha annientato il suo dàimon artistico.
alleviso 2 years ago
Capito. Quanto alla Callas dissento totalmente: se bastasse la passione a fare il Grande Artista, tutti i passionali sarebbero grandi artisti. "L'artista vive in questo mondo ma non è di questo mondo" (Bibbia): l'Artista è tale prorpio perché non è "umano", è, come dicevano gli Ermetisti che certo ci capivano, l'Uomo Ermetico per antonomasia.
alleviso 2 years ago
pe rconcludere, paragonare Foà alla Callas è un marchiano errore: Foà, ottimo
"lettore", facendo un paragone lirico, lo si può appaiare a un Del Monaco, fenomenale si, ma sempre umano, la Callas apparteneva alla dimensione divina, altro pianeta!
alleviso 2 years ago
Alleviso, dicevo "Magnifica invocazione di Foà,al pari di Callas-Norma in Casta Diva" che non vuol essere un paragone, ma un'associazione tematica: entrambi non contemplano la Luna come un Ciaula o un primitivo, ma esprimono insieme all'estasi, la vana illusione di trovare un varco sul mistero insondato dell'esistenza. Inoltre,scusa la precisazione,ma la Callas è solo x metà divina, l'altra metà è tutta umana, perchè sono le sue passioni a rendere magnifica la sua straordinaria voce.
rbpenelope2008 2 years ago 2
Quanto ai "compiacimenti" , questi sono condannabili solo se provengono da attori mediocri, al grande attore è concesso tutto (e Carmelo Bene hai voglia se si compiaceva!!), quanto al "cantare" infine, ogni grande attore "canta" (e qui il Bene era carentissimo: non avendo capacità di articolare alcuna "dinamica" , ossia essendo incapace di variare note, tempi, volumi, quando ci provava era più stonato di un coro di campane).
alleviso 2 years ago
essendo però, sul piano interpretativo, alquanto carente per palese "lamentosità" monotona e "bizzarria" del tutto priva di senso (e qui dò piena ragione a Giadabri1, e fa piacere verificare che l'élite dei veri competenti ancora esiste e non è stata affossata dalla devastazione provocata dai falsi attori oggi imperanti, detestati anche da Bene che i suoi adepti equivocano credendo che si scagliasse anche contro i Grandi, cosa che , da artista intelligente qual era non ha mai fatto).
alleviso 2 years ago
Tanto per fare un pò di storia: immensi "lettori" di versi sono stati Carlo d'Angelo e Antonio Crast, punto di riferimento della "interpretazione" resta Vittorio Gassman, ed è lui che giganteggia su tutti, non certo Carmelo Bene che, pur conoscendo e rispettando tutte le regole della "dizione poetica" (dunque essendo, a dispetto di quanto possono pensare i suoi "adoratori", assolutamente CONVENZIONALE perché rispettoso della convenzione)
alleviso 2 years ago
si può interpretare, ovvero ri-creare sulla base della propria sensibilità artistica e genialità (vedi il Gassman). Il tutto (e qui sta il difficile) deve comunque avvenire all'interno del rispetto di precise regole relative al rispetto della versificazione, delle accentazioni ritmiche, ecc. che non possono essere trascurate. Questi sono i "livelli" qualitativi, ciascuno dei quali ha, al suo interno, gerarchia precisa.
alleviso 2 years ago
La "lettura" della poesia è il cimento più difficile per un attore: la poesia si può "leggere" distaccatamente (come fa Albertazzi), si può "leggere" partecipativamente (come fa Foà) e fin qui siamo nella lettura "canonica" (errato è usare il termine "convenzionale": ogni arte vive di una convenzione che non si può eludere, se mai si usi il termine "banale")
alleviso 2 years ago
ogni grande artista (in qualunque arte) basa la propria creazione sui significanti, e non v'era certo bisogno (almeno per chi sa) di C.B. pervenire a conoscenza di ciò. Infine: non c'è un solo modo di evidenziare i significanti, giacché la modalità dipende dal tipo di estetica che connota l'artista. Ed è ancora da limitati pensare che l'estetica preferita sul piano personale sia l'unica valida. E la lezione è finita.
giadabri1 2 years ago
l'artista crea sui significati senza dimenticare però comletamente i significati da tenere in secondo piano. Bene commetteva un grave errore: dimenticava completamente i significati scadendo così in una incomprensibilità che solo chi ha una voluttà di non capire può ritenere "chiara".
giadabri1 2 years ago
Dimenticavo: quanto ai significanti e ai significati C.B. aveva perfettamente ragione a dare prelazione ai primi; evidenziare solo i significati è tipico del non-artista
giadabri1 2 years ago
ma anche di attori che, pur non essendo ecelsi, certamente "cani" non erano (salvo il caso di Albertazzi, ma tra i due vi era un "gioco" che non tutti sanno). Chiamare "trombone" Gassman denuncia l'incapacità di guardare oltre il proprio limitao gusto personale, senza contare che ci si espone alla critica, e questa molto più incontestabile, di sentire definire C.B. "trombetta". Rispettiamo le gerarchie!!!
giadabri1 2 years ago
Per concludere: i "patiti" di Carmelo Bene dovrebbero recuperare un pò di capacità critiche e ripristinare le scale-valori al di là del personale gusto, ché altrimenti fanno danno proprio a C.B. che si è giustamente scagliato contro gli pseudo-attori oggi tanto esaltati dall'ignoranza collettiva, ma non si è mai permesso di parlare male non dico dei GRANDISSIMI (Gassman, Randone, e, prima di loro i Maestri - da cui anche lui attingeva - Ricci, Ruggeri, Benassi) ,
giadabri1 2 years ago
Tuttavia Carmelo Bene resta anche lui geniale, e sarebbe da stupidi non riconoscerlo, ma, come ho detto, quale "filosofo" del teatro; come attore la sua genialità è consistita soprattutto nel saper camuffare (attraverso "definizioni" bizzarre) le proprie naturali carenze di attore, al punto da ottenere consensi anche da parte di chi, non capendo nulla, resta solo ipnotizzato dalla sua stranezza.
giadabri1 2 years ago
e ancora: se c'è qualcuno che sapeva cantare in modo sublime questi era proprio Gassman (vera apoteosi di toni, ritmi, volumi, che oggi si posssono solo ritrovare in un altro immenso, Giovanni de Nava), Carmelo Bene sapeva soltanto lamentarsi (un solo ritmo sempre, un solo tono sempre, e per quanto riguarda i volumi...senza le protesi - i microfoni - ci sarebbe stato da ridere!) era di un uggia mortale.
giadabri1 2 years ago
Carmelo Bene svetta su tutti????? E come cosa? Forse come "macchina attorale" non certo come ATTORE! E sia chiaro: ATTORE maiuscolo, qualifica che riguarda ben pochi. Foà è un bravo attore, un "dicitore", Gassman era un geniale Creatore, Carmelo Bene è un geniale filosofo del teatro. Non confondiamo!
giadabri1 2 years ago
carmelo bene:attore squallido,volgare e persona disgustosa. foa':un signore.
AARRPPAA 2 years ago
lettura convenzionale. però diciamolo: vista la deriva oscena del teatro dei servilli dei timi delle dante dei foschi e dei latella, ce ne fossero di foà, od anche tieri...
altogrado7365 2 years ago
Poesia immensa e grande interpretazione.
occhinelvento 2 years ago
semplicemente eterno
tamp79 2 years ago
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Invece di pensare al bravo Foa, che ne pensiamo di questa trementa poesia?
Ser2008jo 3 years ago
Io penso che sia intrisa di così tanti significati esistenziali, così filosoficamente complessi, così drammaticamente interrogativi, da farne una delle più belle poesie mai scritte. Chi li comprende, non può più fare a meno di lei.
ernestogasperini 3 years ago
io penso che sia in assoluto la più bella poesia mai scritta: è piena di filosofia, di figure retoriche e fa sì che il lettore possa sconfinare nell'immaginazione quando legge questi bellissimi versi, fa riflettere; è abbastaza lunga, ma nonostate ciò non annoia (anzi, è un piacere leggerla) ed i versi sono pure molto musicali (secondo me). Tutto questo in unico componimento: straordnario, solo la mente geniale di Leopardi poteva creare ciò!
8edo8 2 years ago 2
Ho imparato ad apprezzare Foà alle medie, quando mio padre
mi regalò un 33 giri di poesie lette da Arnoldo.
Purtroppo non tovo più il disco.
GRAZIE per farmi riviere l'interpretazione di Foa che per me
rimane grande e piacevolissimo per non essere teatrale o drammatico ma fedele al testo rendendolo vivo e incisivo.
GRAZIE FOA E ATHARS.
Ma da chi ha imparato Foà ??
gioxyza 3 years ago
Da nessuno! Foà non declama mai e non segue la metrica del poeta,ma imprime un ritmo tutto suo...Se può interessarti esiste un'antologia sonora,cd di letture di Leopardi da Albertazzi,Foà,Gassman,Lupo...da confrontare e assaporare!
rbpenelope2008 3 years ago 2
Grazie per la cortese risposta. In effetti è anche il ritmo che
imprime a trasmettere così bene le immagini del testo.
Mi interessa l'antologia ma anche un CD di poesie lette da Foà se fosse disponibile.
Grazie ancora e un caro saluto.
gioxyza 3 years ago
non sono d'accordo: foà lascia scorrere la metrica fondendola con un quasi dialogare che imprime ai versi la loro naturale risonanza di significati e significanti. ma i versi, foà, li fa eccome, e nona modo suo. l'attore, quando è tale, non sottolinea la metrica, la fa volare. intendiamoci: è una lettura convenzionale, ma ce ne fossero oggi di attori preparati!
altogrado7365 2 years ago
Mi hai male interpretato, rispondevo alla domanda che,a seguito di mio precedente commento, mi rivolgeva gioxyza : "da chi ha imparato Foà?".E rispondevo "da nessuno", poichè è UNICO e INIMITABILE.
Io l'ho sentito dal vivo e mi ha commosso.
rbpenelope2008 2 years ago
ok scusa. però ribadisco: siamo nella lettura convenzionale, nella quale foà è bravissimo. e poi tu, nellarisposta in questione, scrivi che foà non segue la metrica dei poeti, ma ne segue una tutta sua. e ciò è errato. dunque al limite ti sei espressa male, ma non ti ho male interpretato. epoi gli unici ed inimitabili sono stati altri. lui si piazza bene tra i grandi comprimari del teatro del novecento. scusa però, non intendevo polemizzare. e grazie per la puntualizzazione.
altogrado7365 2 years ago
Xchè scusarsi! Nn ho mai pensato che tu volessi polemizzare,siamo qui x capire,gustare e crescere.
Nn ho mai studiato recitaz, vado a intuito...perciò posso anch sbagliarmi, ma nn mi sembra 1 lettura convenzionale...prova a confrontar "A Silvia" da Gasmann e da Foà.
Per me è MERAVIGLIOSO, ascolta x es.quando su "vecchierel canuto e bianco" alza il volume gradualment e accelera,x poi placarsi su "abisso orrido immenso, ov'ei precipitando il tutto oblia..."
E' poesia che diventa musica!
rbpenelope2008 2 years ago 2
a me gassman piace solo al cinema. in teatro era trombone. sì, preferisco foà per la sua semplicità. dico che siamo nel convenzionale perché cmq ancora sento l'attore e poco il poeta, i suoi compiacimenti accademici, la sua brava dizione, l'incedere di un italiano che esiste soltanto nei manuali degli attori appunto, ma che nessuno parla. è ovvio che di fronte al diluvio attulae, foà sembra un ottimo riparo pure a me, che non amo gli "attori". (e poi il "Canto" è musica in sé, o no?)
altogrado7365 2 years ago
Davvero...non ci avevo pensato: un canto!Per questo l' invocazione di Foà è magica...in lui non sento l'attore,ma l'uomo, non c'è alcun manierismo...solo estasi e dolore. Come Callas in "Casta Diva"...assaggia! Purtroppo oggi ci si esprime con smile o ricorrendo a volatili...e non è un progresso!! In Gassman sento invece l'attore, ma che attore! magnifica la sua lettura della Divina Commedia!
rbpenelope2008 2 years ago 2
su tutti svetta però, non dimentichiamolo, carmelo bene: la macchina attoriale...
altogrado7365 2 years ago
Per me no,No,NO ! Foà, FOà, FOA' !!!
rbpenelope2008 2 years ago
beh comprendo la tua passione per foà, ma temo che non ci siano paragoni. la lectura dantis di bene, o anche i canti di lepoardi, sono inarrivabili per innovazione e per adesione al progetto poetico degli autori.
altogrado7365 2 years ago
L'angoscia di Leopardi è quella di tutta l'umanità quando,avvolta dalla Luna,si ritrova nella steppa celeste: un paesaggio estatico,grandioso,indeterminato,dove ognuno percepisce il suo tragico destino.
Magnifica invocazione di Foà,al pari di Callas-Norma in "Casta Diva"...
rbpenelope2008 3 years ago 14
grazie x questo regalo. sto cercando anche "dialogo di un passeggero e di in venditore di almanacchi"...pensi di potermi aiutare? grazie cmq
lazibaldina 3 years ago
E' tra le operette morali non è una poesia, quindi penso non si declami..
fedevai1 3 years ago
giammai si deve declamare! se son canti si devono cantare (vedi carmelo bene), se son versi si devono "dire", esattamente come fa foà.
altogrado7365 2 years ago
splendido.
AltraMusa 3 years ago 4
Bella!
maddalenarobin 3 years ago