Nel tempo dell'evaporazione del padre e dello smembramento della famiglia tradizionale, cosa può avere una funzione di guida per il soggetto? Cosa resta del padre al di là del suo Ideale? Cosa rende possibile, nell'epoca del tramonto dell'Edipo, una trasmissione efficace del desiderio? Cosa significa "ereditare" la facoltà di desiderare? Come il desiderio e la legge possono ancora accordarsi? (Massimo Recalcati)
L’individuazione viene definita da Jung come il processo di differenziazione che ha come meta lo sviluppo della personalità individuale; essa rappresenta quindi lo sviluppo delle particolarità di un individuo, sulla base della sua disposizione naturale; ma, non può essere l’unico obiettivo dell’educazione psicologica. Prima di potersi proporre come scopo l’individuazione, occorre raggiungere la meta educativa dell’adattamento al minimo di norme collettive necessario per l’esistenza. (C.G. Jung)
Sono d'accordo con Lei Nicoletta. Mi piacerebbe, comunque, sostituire il termine "adottivo" - che non intendo in senso stretto - con il termine "putativo", poichè rimanda ad una scelta consapevole. Grazie per il commento. Buona giornata.
Concludendo, io crederei ancora in una recuperabilità dell'autorità simbolica del padre; e non parlerei di padre adottivo, visto che un figlio nasce da una unione ed è comunque geneticamente determinato (e quindi il padre ri-vive geneticamente nel figlio, allo stesso modo della madre), ma sposterei l'accento sull'educazione, che trasforma qualsiasi "adozione" e dunque qualsiasi "distanza" in presenza. Un padre, allora, PUO' ESSERCI.
Ma il recupero dell’autorità simbolica del padre non può passare necessariamente attraverso l’origine “genetica” del rapporto padre-figlio: laddove il padre non c’è ( esistono molti modi per "non esserci"…) la sua presenza non può essere evocata solo attraverso il racconto. Sono i “padri adottivi” che possono svolgere quella funzione educativa rappresentata dal potere dell’interdizione e la trasmissione del desiderio.
Certamente: è proprio la mancanza di queste passioni e di progettualità nei padri, a tradursi in disagio dei figli. Ma perchè manca la progettualità? Per dirla con Recalcati: perchè manca un atteggiamento etico, ovvero manca la passione per la vita stessa, vista come missione - aggiungo io - da scoprire creativamente, individualmente e dunque anche eticamente. Grazie per aver partecipato. Con simpatia, Roberto Ruga
L'autorità simbolica del padre non è più recuperabile. Anche il modello di famiglia tradizionale oggi è superato dall’esistenza di famiglie monoparentali ecc. Forse,come scrive Recalcati,la funzione del padre –sempre adottivo- dovrebbe essere racchiusa principalmente nella “dimensione della testimonianza etica”.Ma un padre può testimoniare solo ciò che ha vissuto e ciò che lo appassiona.E’anche la mancanza di passioni,di progetti dei padri che si traduce in disagio dei figli?
Quando la figura paterna è carente sotto vari punti di vista, si fa strada un sentimento di solitudine pervasivo nel figlio, che matura l’ossessione di ridurre l'orizzonte del mondo alle quattro mura di casa, al riparo dalla mondanità e dagli altri, al riparo dai rapporti. Ma è a questo livello che si gioca la vera partita con la vita.
Scrive Kafka al padre: “Dalla tua sedia a dondolo governavi il mondo”. Ecco, il padre è uno che ha una fiducia illimitata nelle proprie opinioni. La sua opinione è giusta, tutte le altre sono folli, esagerate, anormali.
Scrive Kafka al padre: la tua fiducia in te stesso era tale che non avevi neppure bisogno di essere coerente, senza per questo smettere di avere ragione.
Chi è abituato ad andare in montagna trova delle frecce gialle che indicano
sentieri e passeggiate sicuri. Ma potrebbe esserci qualcuno che preferisce nuovi sentieri, diverse emozioni, e sarà la fede nelle sue capacità di orientamento che lo spingerà su percorsi insoliti. A questi avventurosi noi dobbiamo tutto perché essi soltanto sgretolano l’immobilità della storia. Questo dovrebbe insegnare un genitore al proprio figlio: ad essere temerario, creativo, audace.
Gli psicoanalisti non dovrebbero aver bisogno di difendere niente altro se non l'esperienza clinica. Purtroppo non si comprende che quando si difendono le persone e non le idee, significa che le idee stesse non hanno alcun fondamento e che quindi, in modo del tutto surrettizio, ciò che sembra essere una pura e semplice preferenza altro non è che un introdurre il principio di autorità. E questo è un aspetto negativo dell’essere padre: il padre autoritario.
Anche gli psicoanalisti hanno un padre, che è il padre della psicoanalisi e cioè Freud. Essere psicoanalista significa avere un padre fondatore, a differenza invece di quanto può accadere per un letterato o per un astronomo che non hanno bisogno, per essere tali, di denunciare la propria paternità.
E, però, questa situazione rappresenta la parte più debole della psicoanalisi perché la devozione verso il padre non coincide con la verità, soprattutto quando diventa assoluta e cieca.
Un approfondimento radicale del rapporto con il padre, come può avvenire ad esempio in psicoterapia grazie al transfert, diviene un tatuaggio indelebile cui il pensiero ricorre nei momenti più tristi o più lieti e che nessuna ulteriore esperienza riuscirà mai a cancellare.
Nel tempo dell'evaporazione del padre e dello smembramento della famiglia tradizionale, cosa può avere una funzione di guida per il soggetto? Cosa resta del padre al di là del suo Ideale? Cosa rende possibile, nell'epoca del tramonto dell'Edipo, una trasmissione efficace del desiderio? Cosa significa "ereditare" la facoltà di desiderare? Come il desiderio e la legge possono ancora accordarsi? (Massimo Recalcati)
robertoruga 3 months ago
L’individuazione viene definita da Jung come il processo di differenziazione che ha come meta lo sviluppo della personalità individuale; essa rappresenta quindi lo sviluppo delle particolarità di un individuo, sulla base della sua disposizione naturale; ma, non può essere l’unico obiettivo dell’educazione psicologica. Prima di potersi proporre come scopo l’individuazione, occorre raggiungere la meta educativa dell’adattamento al minimo di norme collettive necessario per l’esistenza. (C.G. Jung)
robertoruga 3 months ago
Favorire l'individuazione è per me l'essenza della missione genitoriale.
robertoruga 3 months ago
Sono d'accordo con Lei Nicoletta. Mi piacerebbe, comunque, sostituire il termine "adottivo" - che non intendo in senso stretto - con il termine "putativo", poichè rimanda ad una scelta consapevole. Grazie per il commento. Buona giornata.
robertoruga 4 months ago
Concludendo, io crederei ancora in una recuperabilità dell'autorità simbolica del padre; e non parlerei di padre adottivo, visto che un figlio nasce da una unione ed è comunque geneticamente determinato (e quindi il padre ri-vive geneticamente nel figlio, allo stesso modo della madre), ma sposterei l'accento sull'educazione, che trasforma qualsiasi "adozione" e dunque qualsiasi "distanza" in presenza. Un padre, allora, PUO' ESSERCI.
robertoruga 4 months ago
Ma il recupero dell’autorità simbolica del padre non può passare necessariamente attraverso l’origine “genetica” del rapporto padre-figlio: laddove il padre non c’è ( esistono molti modi per "non esserci"…) la sua presenza non può essere evocata solo attraverso il racconto. Sono i “padri adottivi” che possono svolgere quella funzione educativa rappresentata dal potere dell’interdizione e la trasmissione del desiderio.
nicoletta12100 4 months ago
Certamente: è proprio la mancanza di queste passioni e di progettualità nei padri, a tradursi in disagio dei figli. Ma perchè manca la progettualità? Per dirla con Recalcati: perchè manca un atteggiamento etico, ovvero manca la passione per la vita stessa, vista come missione - aggiungo io - da scoprire creativamente, individualmente e dunque anche eticamente. Grazie per aver partecipato. Con simpatia, Roberto Ruga
robertoruga 4 months ago
L'autorità simbolica del padre non è più recuperabile. Anche il modello di famiglia tradizionale oggi è superato dall’esistenza di famiglie monoparentali ecc. Forse,come scrive Recalcati,la funzione del padre –sempre adottivo- dovrebbe essere racchiusa principalmente nella “dimensione della testimonianza etica”.Ma un padre può testimoniare solo ciò che ha vissuto e ciò che lo appassiona.E’anche la mancanza di passioni,di progetti dei padri che si traduce in disagio dei figli?
nicoletta12100 4 months ago
video densissimo di contenuti! l'immagine dei "padri procacciatori di reddito" è 1 splendida sintesi. attendo ansiosa 1 puntata sulle madri. grazie
neuroviola 4 months ago
secondo me dovrebbe mettere anche sotto forma di podcast (solo audio) su itunes e sul suo sito.
Poi solo ascoltando si riesce a capire di più.
Grazie per i video
vovasoft 4 months ago
Quando la figura paterna è carente sotto vari punti di vista, si fa strada un sentimento di solitudine pervasivo nel figlio, che matura l’ossessione di ridurre l'orizzonte del mondo alle quattro mura di casa, al riparo dalla mondanità e dagli altri, al riparo dai rapporti. Ma è a questo livello che si gioca la vera partita con la vita.
robertoruga 4 months ago
Scrive Kafka al padre: “Dalla tua sedia a dondolo governavi il mondo”. Ecco, il padre è uno che ha una fiducia illimitata nelle proprie opinioni. La sua opinione è giusta, tutte le altre sono folli, esagerate, anormali.
Scrive Kafka al padre: la tua fiducia in te stesso era tale che non avevi neppure bisogno di essere coerente, senza per questo smettere di avere ragione.
robertoruga 4 months ago
Chi è abituato ad andare in montagna trova delle frecce gialle che indicano
sentieri e passeggiate sicuri. Ma potrebbe esserci qualcuno che preferisce nuovi sentieri, diverse emozioni, e sarà la fede nelle sue capacità di orientamento che lo spingerà su percorsi insoliti. A questi avventurosi noi dobbiamo tutto perché essi soltanto sgretolano l’immobilità della storia. Questo dovrebbe insegnare un genitore al proprio figlio: ad essere temerario, creativo, audace.
robertoruga 4 months ago
Gli psicoanalisti non dovrebbero aver bisogno di difendere niente altro se non l'esperienza clinica. Purtroppo non si comprende che quando si difendono le persone e non le idee, significa che le idee stesse non hanno alcun fondamento e che quindi, in modo del tutto surrettizio, ciò che sembra essere una pura e semplice preferenza altro non è che un introdurre il principio di autorità. E questo è un aspetto negativo dell’essere padre: il padre autoritario.
robertoruga 4 months ago
Anche gli psicoanalisti hanno un padre, che è il padre della psicoanalisi e cioè Freud. Essere psicoanalista significa avere un padre fondatore, a differenza invece di quanto può accadere per un letterato o per un astronomo che non hanno bisogno, per essere tali, di denunciare la propria paternità.
E, però, questa situazione rappresenta la parte più debole della psicoanalisi perché la devozione verso il padre non coincide con la verità, soprattutto quando diventa assoluta e cieca.
robertoruga 4 months ago
Un approfondimento radicale del rapporto con il padre, come può avvenire ad esempio in psicoterapia grazie al transfert, diviene un tatuaggio indelebile cui il pensiero ricorre nei momenti più tristi o più lieti e che nessuna ulteriore esperienza riuscirà mai a cancellare.
robertoruga 4 months ago
video stupefacente... complimenti!
PandroToons 4 months ago
@PandroToons Grazie Pandro, gli apprezzamenti fanno sempre piacere.
robertoruga 4 months ago