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  • Who ever it is is able to spin mixed tones into the middle in the same manner as Gigli did. The voice has clarity from the open throat and low position and the singer is completely connected to his head tones so the voice is able to do the larger intervals flawlessly. If he were 77, that would explain why it takes a second or two for the singer to open the vowels and balance the support. He sounds "natural" not like an opera singer. This too was like Gigli. Thanks for finding and sharing this.

  • Sincerely,I do not think this is the voice of Cotogni. Though very well produced his voice tend to be more velvet and dark. Beautiful singing but probably not Antonio Cotogni.

  • @uberto66 dipende quale sia il suo ideale di canto e quali i suoi modelli. Ascoltando le vecchie registrazioni difficilmente si sente qualcosa di simile al gusto odierno, e non si può giudicare il passato con l'esperienza del presente. Ascolti gli acuti in falsettone di De Lucia o quelli dell'allievo Thill e mi dica se hanno a che vedere con un Pavarotti, che pure si spacciava per belcantista. Molti sono dell'idea che il canto italiano sia rimasto immutato, ma evidentemente non è così.

  • @udatorbas non esiste 1 ideale o 1 modello,esistono tanti artisti e ognuno da ciò che ha e va valutato nel suo complesso riferito alla propria epoca,anche Tamagno è spesso criticato ma in teatro dal vivo doveva risultare eccezionale come 3 tenori assieme,altrimenti Verdi che lo scelse per Otello era cretino e chi critica Tamagno è più intelligente di Verdi,io non ho questa presunzione...chi sa ascoltare può trovare del buono anche in una registrazione pessima di un cantante dal gusto antico

  • @uberto66 sulla prima affermazione mi trovo d'accordo, ma il canto è fatto soprattutto di tecnica - quella che oggi va mancando. Riguardo la Anfuso il problema è in primo luogo tecnico ed in secondo luogo stilistico, da cui probabilmente il suo giudizio.La quaestio è se usare una vecchia tecnica sia indispensabile; io credo di si, perché il compositore si aspettava certi effetti oggi irriproducibili.Quanto a Tamagno (grandissimo!) si dice al contrario che Verdi non amasse per nulla il suo stile.

  • @udatorbas mi perdoni non"soprattutto" ma "alla base"il canto è fatto di tecnica che sarebbe inutile senza interpretazione,stile e ancor prima la voce...ribadisco la Anfuso è ridicola e basta non mi da niente di tutte queste cose,neppure trovo in lei una tecnica..di Tamagno io lodo appunto "la voce" che è eccezionale,sul resto,stile e solfeggio c'è da discutere..io sono cantante,ho studiato in Conservatorio a Milano e privatamente anche con Franco Corelli,parlo sulla base di esperienza vissuta..

  • @uberto66 approvo pienamente. Io sono un umile corista della scuola dell'Adami Corradetti, e di certo non vanto la Sua esperienza. Quanto al rapporto tecnica-stile Lei saprà certamente che Kraus ha sostenuto che Gigli e Del Monaco condividevano la stessa tecnica, e differivano solo per stile; la qual cosa è stata negata da allievi di quest'ultimo. Credo possiamo convenire sul fatto che lo stile incida sull'uso pratico della tecnica piegandola talvolta ad usi impropri.

  • secondo me l'unico accreditato a parlare (scrivere) di Cotogni è stato Lauri Volpi che in Voci parallele scrisse un intero capitolo a questa voce straordinaria.

    Volpi sottolinea due aspetti umani di questo artista : la sua poca scienza cultura (per non dire ignoranza, usò questa litote) e la sua fede cristiana solidissima. Poi passa a descrivere la sua voce : una tromba d'argento ancora a settant'anni suonati. Ci si può credere tranquillamente anche dopo avere udito questa registrazione.

  • Beniamino Gigli studied with Cotogni before he went to Enrico Rosati

  • breath taking... this recording has absolutely haunted me for the last three weeks. beautiful

  • Thank you for this posting, an important document of the era of the italian school

  • Actually, this recording was made at tenor Francesco Tamagno's villa in San Remo in February of 1903. The complete version of this recording, which also includes the recitative, is available on a Symposium CD. Unfortunately, there is no positive proof that this is actually the voice of Antonio Cotogni. The attribution was made by Edward Smith in the early 1970s when he issued this and another recording (Filippi's song "Perche") from the same session on LP. Nobody knows for sure, however.

  • Thank you for your testimony.

    would be a nice thing to hear this recording in full.

    I was not aware of the story. thank you for your contribution, when you want to would be welcome.

  • Amazing recording- didn't know this existed. Could you provide details of the record no please? (G&T ??)

    Many thanks, FJM

  • are there any recordings of people born earlier than 1831?

  • Danish basso Peder Schram recorded a few pieces. He was born in 1819.

  • wow! now that's exciting... to me anyway. Somebody who was born while Louis XVIII and George III.

  • (oops) ... were on the throne.

  • Alla fine della carriera doveva cantare a San Pietroburgo Don Giovanni ma gli fu preferito Battistini un giovane di grandi speranza che si era formato nella scuola romana di Cotogni e Checco Marconi, un colpo mortale per chiunque, ma lui che fece? andò a bussare alla porta della sua stanza e disse: che pensi Mattia? andiamo a studiare il Don Giovanni che non è per niente facile...tempi ormai perduti...

  • Ho le memorie di Cotogni di uno scrittore del suo tempo e il quale insistè tantissimo prima di poterlo fare collaborare perchè umile e timido. Due episodi salienti per descrivere questo Artista forse il più grande cantante di tutti i tempi,andò a trovare Verdi per preparare la creazione del Marchese di Posa nel debutto italiano del Don Carlo, Verdi lo chiamava l'ignorantino perchè si scherniva sempre, bene..cantò la parte Per me è giunto..e ricordò che Verdi alla fine dell'aria piangeva

  • In his book, Jacques Chuilon tells about Battistini's admiration for Cotogni.

  • This is a really good singer that bridges smoothly and evenly and does not oversing like a lot of baritons nowaday! And this at his age!

  • I have a rare recording of J. C. Thomas singing this. It's a little more lively, but takes a similar approach. I would say Cotogni is better than either battistini's or Renaud's recordings, allowing for vocal decline.

  • Battistini studied with Persechini who also taught De Luca and Ruffo. Ruffo talks about Battistini being Persechini's star pupil in his autobiography.

  • (Cotogni) Fu il più grande baritono del suo tempo,grande come cantante e come attore.Solo Mattia Battistini,che si formò sotto la sua guida sapiente,riuscì poi ad avvicinarglisi.

    Questo è ciò che dicono le fonti in internet e dopo aver cercato in vecchie enciclopedie musicali ed aver trovato la stessa cosa ho deciso di scrivere tra i suoi allievi anche Battistini (forse non fu un allievo diretto, ma venne solo consigliato dal Cotogni o ci fece qualche lezione di perfezionamento)

  • I know there are some sources that say that so maybe he did study with Cotogni at some point, but both Ruffo and De Luca talk about Battistini being the star pupil of Persechini and being there when Persechini worked with Battistini. Most singers start with a teacher and move to another one until they find the right match.

  • ecco, ci siamo: qui si sentono acuti appoggiati sul fiato, e non spinti, come invece accade di sentire ormai ovunque, e da molti anni, in tutte le voci gravi maschili. La scuola di Cotogni doveva insegnare bene la tecnica dell'appoggio. Lei saprebbe indicarmi un basso del passato che fa la stessa cosa (nei suoi estremi acuti, s'intende)? Grazie

  • Non so se la sua domanda era riferita a me, comunque mi sento di suggerirle Pol Plancon basso francese che fu modello per il grande Caruso.

    Saluti

  • eh sì, Pol Plançon in effetti canta così, grazie della conferma!

  • @galehout Cerca il soprano Nella Anfuso (non su yt, ma sul web). Cotogni ebbe formalmente molti allievi, ma nella pratica la gran parte, Gigli e Battistini inclusi, lo abbandonavano dopo poco tempo per incompatibilità caratteriali e perchè la sua scuola era considerata antiquata e troppo lunga per i tempi medi dell'insegnamento dell'epoca. L'unica allieva che rimase con lui fino alla morte a sua volta ebbe come allieva la sola Anfuso, che non a caso oggi è considerata a torto del tutto folle.

  • @udatorbas grazie per questa tua testimonianza molto importante!

  • @udatorbas

    Attenzione ! : Nella Anfuso non ha studiato con Cotogni ma con Guglielmina Rosati Ricci, l'ultima allieva de la scuola de Cotogni !!!!

    Cotogni è morto in 1918, et l'Anfuso è nata in 1942 !

  • @SANDSILV Ho scritto: "L'unica allieva che rimase con lui fino alla morte a sua volta ebbe come allieva la sola Anfuso" - l'unica allieva (la Rosati) ebbe a sua volta come allieva la sola Anfuso. Abbiamo detto la stessa cosa ;-)

  • @udatorbas la Anfuso non è folle ma semplicemente ridicola e fuori luogo, assolutamente inutile... 1000 complimenti a Cotogni, un 77enne di quell'epoca corrisponde ad un centenario di oggi, eccezionale in tutti i sensi!

  • Comment removed

  • @udatorbas conosco una cantante in carriera che ha cantato spesso anche alla Scala diretta fra gli altri anche da Muti che fu compagna di studi in conservatorio della Anfuso, per evitare di essere scurrile sorvolo sul suo commento riguardo la voce e le doti della Anfuso...

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